La soavità della contemplazione (imparando ad usare il martello)

Pubblichiamo un estratto dal nono incontro del secondo anno dei Gruppi Darsi Pace, che si è svolto a Roma il 18 marzo scorso, sotto la guida di Alessandro Ciarella e Barbara Suligoi, entrambi formatori dei Gruppi.

Alessandro, che è il responsabile regionale dei Gruppi Darsi Pace per il Lazio, lavora come artigiano nel suo laboratorio di tappezziere nel quartiere Trieste a Roma, insieme alla moglie Luciana, anche lei praticante dei Gruppi DP. Hanno due figli, Simone e Luca.

Nel breve video che abbiamo estrapolato Alessandro riflette sull’utilità degli strumenti che nel triennio di base del percorso, e precisamente a metà del secondo anno, vengono offerti ai praticanti. Si tratta del cosiddetto ‘esercizio a 9 punti’ e della ‘Preghiera dei Figli di Dio’.

Spiega l’importanza di applicarsi al metodo offerto, invitandoci ad utilizzare al meglio, con costanza e precisione, gli strumenti in questione. Proprio come un artigiano che, tra prove ed errori, diventi un esperto nella sua disciplina, che gli darà la soddisfazione dell’azione creatrice.

Infatti l’attitudine umile del principiante, con la quale è bene ogni mattina dare inizio alle pratiche spirituali, non esclude che si possa crescere nella sapienza del lavoro interiore, apprendendo i segreti e le gioie della via, come anche le insidie e i pericoli che possono presentarsi e i modi per evitarli.

Ma soprattutto Alessandro ci ricorda che solo da un cuore integro e indiviso, da una soavità, può sgorgare una vita migliore e un’azione liberata.

A volte ci chiediamo con angoscia cosa dobbiamo fare, come possiamo compiere il nostro destino e vivere un’esistenza riuscita e felice, ma questa domanda ci spinge talvolta a seguire impulsi moralistici e attivistici, magari del tutto alienati.

E’ a questo punto che siamo chiamati, ogni giorno di nuovo, a trovare una connessione più stretta con le fonti della nostra vita e della Grande Vita in cui siamo inseriti, imparando ad ascoltare le profondità spirituali, molto al di là del nostro io, prima di decidere cosa fare: siamo chiamati ad ob-audire all’appello alla libertà e alla verità che parla nei nostri cuori.

Per uscire dalla noia del già conosciuto e condividere una entusiasmante avventura di guarigione interiore, per la trasformazione di noi stessi e del mondo, sollecitiamo chiunque fosse interessato a seguire il percorso dei Gruppi Darsi Pace ad iscriversi compilando il modulo on line, disponibile a partire da domani 1° settembre.

Chi fosse indeciso e volesse conoscere meglio il cammino ideato da Marco Guzzi può seguire comunque il primo incontro del primo anno che è aperto a tutti e si svolgerà domenica 15 ottobre alle ore 10 a Roma. Il video di questo primo appuntamento sarà disponibile su questo sito qualche giorno dopo. E’ possibile iscriversi anche nel corso dell’anno, anche se è sempre preferibile iniziare dall’inizio.

Vi aspettiamo numerosi!

Commenti

  1. Grande, Ale! spiritualità a colpi di martello …. pneumatico, ovviamente.
    Un abbraccio. Marco

  2. Maria Carla dice:

    Bellissimo…e verissimo!
    Il lavoro spirituale come lavoro artigianale, affinamento quotidiano di strumenti e pratiche.
    Tanta pazienza e tanta umiltà.
    Questo è ciò che faticosamente sto imparando insieme ad una percezione più ‘sottile’ della bellezza di quanto sto realizzando.
    Caro Alessandro, la tua testimonianza ha la semplicità e la freschezza che esprime un bambino quando parla del gioco che ama: sempre impara, sempre riprova, sempre affina!
    Grazie, mcarla

  3. Alessandro C. dice:

    Devo farvi una confessione,
    nella mia vita fino ad ora ho avuto più dimestichezza con il martello che con le pratiche spirituali, è per questo che l’incontro con DP ha segnato l’inizio di un grande cambiamento che faticosamente ma costantemente prosegue orientato da una luce che permette di vedere quanto di bello esiste in e fuori di me.
    Certo questo ci permette di vedere molto meglio anche il brutto e i limiti che ci sono propri ed ecco che gli strumenti entrano in gioco.
    Hai ragione Marco sembra più utile un martello pneumatico per demolire quei muri interiori che spesso ci isolano tenendoci prigionieri delle nostre antiche distorsioni.
    Si Maria Carla, credo che la soavità di cui ci parla S. Antonio sia proprio quella dei bambini impegnati nel gioco preferito.
    Grazie anche a Fabrizio e Marco che hanno voluto unirsi nella riflessione in modo diverso ma con grande affetto e questo è per noi il collante principale che non dovremmo mai far mancare.
    Un sorriso Ale

  4. La soavità del martello dice che la materia assume le forme create dallo spirito ! E’ lo spirito divino e personale di un lontano tappezziere che – ponendo cura al proprio lavoro – ha dato le forme giuste al suo attrezzo, modellandolo secondo il suo spirito creatore. Così ogni cosa che nasce dallo spirito, non è solo la materia che si vede, ma anche lo spirito soave e creatore che non si vede, ma che può essere però reso presente e visibile, nelle modalità di lavoro di un soave tappezziere come Ale.
    Bravo Ale, quando rivedrò, la prossima settimana, quel salesiano venuto dall ‘Equador a raccontarci delle farfalle sincroniche, gli racconto anche questa tua.
    Con tanta simpatia
    Ivano

  5. Grazie Alessandro! Ripropongo qui il commento che ho scritto su YouTube “a caldo”, nella giornata di ieri. Geniale davvero l’idea del martello, è bello vedere che il carisma di DP si propaga e si esprime rispettando le competenze e le inclinazioni specifiche di ognuno… è proprio vero, aderendo al Cammino non ci spersonalizziamo (come monaci buddisti, in un certo qual senso, anche se impreciso) ma diventiamo ognuno più sé stesso, di quanto era prima… E soprattutto, è così confortante capire che “il momento in cui non abbiamo soluzioni” e dunque saremmo tentati dallo sconforto, in realtà è il momento propizio, più propizio. Un abbraccio!

  6. Claudia Vignati dice:

    Grazie Alessandro, il tuo “daje de tacco…daje de punta” mi ha ricordato una volta in cui,tanti anni fa, affamata com’ero di situazioni “illuminanti”, trascorsi un’intera giornata, il giorno prima di un esame all’università, facendo un test da orafo e, lavorando di seghetto e sguardi di “ponderazione”, mi resi conto di quanto spazio interiore creasse quella concentrazione manuale-estetica. Mi hai stimolato ancor più la voglia di scoprire il II anno! (Ma nei compiti scritti ala lavagna P.D. stava per D.P. ?
    Un abbraccio

  7. Alessandro C. dice:

    Ciao Claudia,
    no, è l’abbreviazione di Per-donarsi uno dei nostri manuali che include il cd delle meditazioni guidate da Marco.
    Il secondo anno è l’anno della svolta, cruciale, critico x molti ma grandioso, affascinante, fondamentale nella pedagogia di tutto il nostro lavoro.
    Non dico altro, gustalo, sei in ottima compagnia.
    Un sorriso Ale

  8. Alessandro C. dice:

    Carissimo Marco,
    compagno e fratello nello Spirito ( che mi permetto di puntualizzare è ben + importante della parentela di sangue destinata ad una fine se non si evolve…….) sono sempre + convinto che il nostro vissuto è proprio ciò di cui avevamo bisogno per giungere dove siamo.
    Le competenze e le inclinazioni di ciascuno si stanno sviluppando ad una nuova luce di consapevolezza che permette una fioritura finalmente + piena e ricca di colori vivaci e profumi fragranti che modificano il paesaggio.
    E’ necessario però, dopo aver fatto tutto il possibile, attendere pazientemente che Altro agisca portando avanti la crescita e lo sviluppo del seme gettato, a noi il compito di accudire e proteggere questo sviluppo come meglio possiamo e questo sarà sicuramente sufficiente.
    Un sorriso Ale

  9. giancarlo salvoldi dice:

    “Martellate con soavità”: potrebbe essere uno slogan per proporre il lavoro su sè stessi che richiede anche martellate creative, che prima sono dolorose, ma poi danno frutti gustosi.
    Caro Alessandro, grazie.
    Giancarlo

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