Il primo incontro di Darsi Pace


Pubblichiamo il video del primo incontro, condotto da Marco Guzzi, della prima annualità 2017-2018 dei Gruppi Darsi Pace.

L’incontro si è svolto a Roma il 15 ottobre 2017 e ha visto la partecipazione di un folto pubblico.

IL SECONDO INCONTRO, DOMENICA 5 NOVEMBRE ALLE ORE 10, SARÀ ANCORA UN INCONTRO DI ACCOGLIENZA, APERTO A TUTTI, E COSTITUIRÀ UNA OCCASIONE ULTERIORE PER CONOSCERE E SPERIMENTARE UN LABORATORIO DI CULTURA E SPIRITUALITÀ CHE DA CIRCA 20 ANNI STA COINVOLGENDO UN NUMERO SEMPRE CRESCENTE DI PERSONE IN RICERCA DI SENSO E DI UN NUOVO SLANCIO ESISTENZIALE.

Vi aspettiamo numerosi all’Università Salesiana di Roma, in Piazza Ateneo Salesiano n. 1.

Commenti

  1. Non so. Provo a mettermi davanti a questo video non con l’ottica (involontariamente) apologetica di un “darsipacista”, ma con una mente vergine, come se fosse veramente un primo contatto. Senza sapere nulla, senza aver fatto un triennio, gli intensivi. Provare a partire “pulito”, ok. Sennò che senso ha?

    Ricominciamento? O è totale, o lasciamo perdere.

    E questo primo contatto è buono, è buono a pelle, prima che intellettualmente. Buono, semplicemente. Cioè: sto bene qui, mi posso fermare qui. Posso sostare. Sosterei, volentieri. Posso?

    Sto alle sensazioni, voglio rimanere alle sensazioni, senza elaborare. Mi fido della sensazione. E la sensazione è buona, è una piccola onda di pacificazione che mi viene addosso, sentendo parlare Marco. Il senso di non raccontarcela più, finalmente. Il senso dolce di stare su uno strato di verità, di semplice verità. Che ti fa fare quel respiro più fondo, di “sollievo”.

    Ecco, mi fido di questo sollievo.
    Ogni volta che mi sono fidato,
    di questo sollievo,
    sono stato ricompensato.

    Potete fidarvi.

  2. Maria Letizia Santi dice:

    Come ha detto Marco Guzzi durante questo incontro, i Gruppi Darsi Pace sono un luogo di vera fratellanza: posso testimoniare con la mia esperienza la veridicità di queste parole. Infatti, pur essendo una praticante telematica e cioè “a distanza”, ho trovato nel mio gruppo, che attualmente è al terzo anno del percorso, un clima di amicizia e condivisione che annulla tutte le distanze. Ho potuto apprezzare la presenza di persone che camminano insieme a me come in cordata durante un’ascensione in montagna. E’ infatti un cammino in salita, un cammino non facile ma appassionante che speriamo ci porterà, con il passo lento ma sicuro di chi procede verso la vetta, ad una meta che è la vera Pace, la pacificazione interiore; quest’ultima però non sarà solo un punto di arrivo, sarà anche un punto di partenza per nuovi traguardi come, ad esempio, la trasformazione del mondo che ci circonda: insomma è un cammino entusiasmante che durerà tutta la vita. In questo percorso non mi sono sentita mai sola, ho incontrato compagni di viaggio, amici veri con i quali posso parlare non di argomenti scontati e banali ma di di cose vere ed importanti per la mia esistenza e per quella degli altri, di problemi che riguardano la mia realtà quotidiana ma anche la storia del mondo.
    Nel gruppo ho avuto la possibilità di vivere in uno spazio dove ci si ascolta senza giudicare, dove si condividono gioie e dolori, fatiche e conquiste, arricchendosi nel dono reciproco della propria esperienza personale e concreta. Ho sentito e continuo a sentire i tutor, i nostri fratelli maggiori, come una presenza calda, amorevole e comprensiva che ci guida, ci conforta, ci incoraggia lungo il cammino, ci stimola e ci aiuta a crescere e a progredire verso la pienezza della Verità e della Libertà.
    Auguro a tutti di fare questa esperienza.
    Maria Letizia

  3. Lorenzo Callari dice:

    Ciao a tutti,
    vorrei far testimonianza delle mie prime impressioni su questo incontro, il primo per me. Ovviamente, sarò breve perché non voglio occupare troppo spazio nell’eventuale dialogo.

    Condivido il senso di sollievo che ha espresso sopra Marco C., e devo dire che anch’io, mentre sentivo parlare Marco G., ma anche mentre osservavo chi a Marco G. lo stava ascoltando, ho compreso che in quel momento si stesse parlando dell’essenziale e non del superfluo, “di cose vere e importanti”, come ha detto Maria Letizia S.
    Finalmente, mi dicevo, c’è qualcuno che parlando stimola il mio pensiero invece di mortificarlo e, come potrete capire guardando ed ascoltando il video, non solo per le cose dette ma anche per l’animo con il quale venivano espresse. Da questa intuizione è nata in me una consapevolezza, che tuttavia credo mi germinasse già dentro. Ho creduto: forse è questa, tra le altre, una “cosa” di cui soffriamo enormemente la mancanza: il sentimento, o per meglio dire, la passione di chi crede in quello che dice e con le sue parole fa riflettere ed emozionare, pur mettendoti alle strette e donandoti più dubbi che sicurezze. Non che, tutti i giorni, noi non si possa vedere ed ascoltare chi con veemenza e con convinzione sostenga i suoi discorsi ma queste, all’animo sensibile e al tempo stesso profondo, non bastano per emozionarsi. Per emozionare bisogna parlare alla mente e al cuore nello stesso momento, ed è proprio questo che riesce a fare Marco G.
    Chiuderei qui il mio commento, senza articolare oltre. Vorrei però concludere invitando tutti coloro che avvertono dentro di sé uno scollamento tra la mente ed il cuore ad avvicinarsi al pensiero di Marco Guzzi, così ricco intellettualmente e sentimentalmente, per comprendere meglio le lacune di cui soffrono.

    Con affetto, Lorenzo C.

  4. Caro Lorenzo, nemmeno io voglio rubare troppo spazio, ma non posso non rilevare che a mio umilissimo avviso hai colto un aspetto importante, quando dici che “forse è questa, tra le altre, una “cosa” di cui soffriamo enormemente la mancanza: il sentimento, o per meglio dire, la passione di chi crede in quello che dice e con le sue parole fa riflettere ed emozionare, pur mettendoti alle strette e donandoti più dubbi che sicurezze. ”

    L’ho detto tante volte, ma lo considero veramente significativo: quel “ripartire dalle emozioni” che apre (non a caso) il manuale Darsi Pace, è la cifra che si trasmette più significativamente, anche al primo incontro. E come fa, come potrebbe mai fare, un primo incontro a non essere una cosa, anche e comunque, di emozione?

    Emozione che, come sarà più chiaro proseguendo, si sposa con la ragione, con la ragionevolezza.
    Una ricchezza, come ben dici, intellettuale e sentimentale insieme

    Ci si propone un bel lavoro – nel senso suo proprio: “bello”.

  5. GABRIELLA dice:

    Caro Lorenzo è vero, le parole di Marco colpiscono il cuore e la mente, ma soprattutto destano “stupore”, anche a me, che da tanti anni seguo Darsi Pace. E’ un linguaggio a cui non siamo abituati ma che una volta incarnato e sperimentato lo comprendi facilmente e ti salva. Noi aiutiamo ad acquisire quella consapevolezza interiore che aiuta nei momenti bui e che, come dici tu, spesso già è in noi ma non riusciamo a contattarla. Forniamo gli strumenti per vivere un pò più serenamente, liberandoci dalle catene in cui siamo TUTTI imprigionati inconsciamente.
    Senza pretese, senza facili illusioni, con tanta umiltà e pazienza concretamente i risultati arrivano.
    Buon inizio!

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