Il generatore della forza

C’è una sorgente che genera la forza.

A questa sorgente è necessario attingere ogni giorno, con pazienza, perseveranza, tenacia e umiltà.

Nello stato ordinario del nostro essere, tendiamo a pensare erroneamente che per affrontare una pratica spirituale sia necessario averne la forza.

Così facendo rinviamo costantemente l’unica possibilità che abbiamo di attingere alla sorgente della forza.

Capire questo nelle fibre del nostro essere profondo, significa fare il primo e significativo passo nella RI-VOLUZIONE interiore.

Il secondo passo consiste nello spegnimento graduale di tutti i pensieri errati e fuorvianti che sono come codici o meglio è un linguaggio: il linguaggio dell’ego.

Spegniamo gradualmente il linguaggio dell’ego per iniziare a imparare una nuova lingua il linguaggio dell’Io in Cristo.

Parlare questa nuova lingua richiede ascolto innanzi tutto e una immersione in questo nuovo linguaggio, che ci dà vitalità ed energia.

L’Io in Relazione ascolta e si fa fecondare da una parola inedita che genera un Io liberato e vivificato.

 

Questi i temi del settimo incontro del secondo anno, e cioè al cuore del triennio di base dei Gruppi Darsi Pace

Le 36 pietre angolari, che con questa 19^ pietra riprendono il consueto appuntamento quindicinale su You Tube, rappresentano una nuova iniziativa che consente anche alle persone che non partecipano ai Gruppi di intuire la ricchezza della proposta di liberazione e di trasformazione offerta dal movimento fondato da Marco Guzzi.

 

Ricordando che è ancora possibile iscriversi ai Gruppi Darsi Pace 2017-2018, recuperando on line i primi due incontri che si sono già svolti, vi auguriamo una buona visone!

 

Commenti

  1. Maria Letizia Santi dice:

    “Beato chi trova in Te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio”: queste bellissime parole del Salmo 83 riassumono molto bene il percorso di Darsi Pace. Mi convince quanto ha detto Marco Guzzi riguardo al fatto che sono molto importanti la decisione di intraprendere questa strada e la determinazione di portarla avanti, e cioè di non rinviare mai la pratica meditativa che ci porterà, passo dopo passo, attraverso la contemplazione, alla scoperta del nostro vero io. Come dice Marco, quale altro viaggio vale la pena di intraprendere?
    La mia risposta è implicita nella mia esperienza diretta: ogni giorno comincio la mia giornata lavorando su me stessa e la Pace mi è data come un dono, senza eccezioni. Buon cammino a tutti!
    Maria Letizia

  2. Lorenzo Callari dice:

    Marco dice: “Molte persone mollano. Superata la prima fase dell’entusiasmo, dell’innamoramento, della scoperta, molte persone mollano”. Quando incominciamo a capire che quello che facciamo è un’attività che richiede dei sacrifici e che ci mette a confronto con i nostri limiti caratteriali e psicologici, quando il nostro spirito viene rinchiuso in schemi e formule, quando la nostra passione si attenua e la fatica comincia a prevalere, ecco allora che perdiamo lo slancio emotivo iniziale del nostro agire, quello che chiamiamo entusiasmo, e cioè quel sentimento che sostiene il nostro essere e che ci spinge ad aprirci e a vivere la vita intensamente; quell’atteggiamento del nostro agire ed interagire con le cose e le persone, che ci porta a vivere profondamente la vita di cui diveniamo giorno dopo giorno più consapevoli. Quando l’entusiasmo si attenua, ecco allora che la forza del nostro animo, fino a quel momento critico e creativo, perde di intensità, e noi, privi di energia, abbandoniamo, per usare l’espressione di Marco, il gioco della vita.

    Non presumo che quanto da me affermato sia una necessaria ed esatta interpretazione delle parole di Marco, ma questo è quello che il suo discorso mi ha trasmesso ed è solo di questo che posso parlarvi. Tuttavia, vale la pena dirvelo, quello che ho intuito non l’ho capito, ma l’ho vissuto. Oserei addirittura affermare che l’interpretazione dell’esperienza della vita da me qui descritta con poche parole sia così evidente a tutti che potremmo quasi definirla un dato di fatto o, detto in altri termini, un’esperienza comune. Forse non è nemmeno troppo corretto chiamarla interpretazione di vita, perché sarebbe meglio intenderla come una testimonianza di vita. Ovviamente ogni testimonianza di vita è la testimonianza di un’esistenza individualmente irripetibile, ma nei nostri discorsi cerchiamo proprio di trovare ciò che, in quanto esseri umani, fonda e accomuna le nostre diverse esperienze e testimonianze di vita. È proprio questo, per me, ma credo anche per molti di voi, il bello e l’essenziale che le parole di Marco ci fanno sentire. Nelle sue parole infatti ritroviamo descritta la nostra vita, eppure lui non può parlare sulla base di una vita che non sia la sua. Non vorrei però aprire un discorso che non è coerente con il tema di questo incontro.

    Si è parlato di forza, di energia, di determinazione, di volontà, di decisione. Più che dare risposte vorrei pormi insieme a voi delle domande. Perché molliamo? perché a lungo andare la nostra forza motivazionale si attenua? Perché l’energia della nostra volontà svanisce? Perché quando decidiamo non siamo decisi? Ognuno di noi, io credo, ha dentro di sé la risposta a queste domande, intendo la risposta che conta, quella che davvero può farci comprendere i perché della nostra vita. Una via fatta di fini, di sogni, di speranze disattese, di imprevisti, di passione e di monotonia; una vita fatta di incomprensioni, gioie e sofferenze; una vita che ci portiamo tutta dentro e che a volte non riusciamo a gestire e a comprendere. Una vita che è prima di tutto un’esperienza intima ed individuale. Dunque, per trovare delle risposte dobbiamo elaborare i contenuti della nostra vita, della nostra esperienza di vita, e quindi confrontarci con tutti quei sensi e quei significati che la vita per noi ha assunto.

    Il problema è che non tutti abbiamo la voglia, la sensibilità, il coraggio, l’onesta, ed oggi anche il tempo, per poter cercare delle risposte che richiedono di confrontarsi con la parte più profonda di sé stessi. Per questo motivo sono così importanti i discorsi di Marco, che non ha perso quella voglia, che ha quella sensibilità, che ha coraggio ed onestà, ed ha trovato il tempo necessario per formulare e trasmettere il suo messaggio di vita, per fare testimonianza di una vita purificata dalle scorie che la rendono fosca. Le risposte che cerchiamo solo noi possiamo trovarle ma, se non sappiamo come fare, lui può darci una mano. Per questo gliene siamo grati.

  3. Barbara P. dice:

    Ciao, grazie Lorenzo e tutti, … e le tue domande “ … Perché molliamo? perché a lungo andare la nostra forza motivazionale si attenua? Perché l’energia della nostra volontà svanisce? Perché quando decidiamo non siamo decisi? …” mi portano alla riflessione in cui mi ha posto l’ascolto delle parole di Marco Guzzi che ringrazio con affetto. L’ascolto di questo video, in particolare verso la fine, mi ha toccato profondamente.
    Ho appena iniziato il terzo anno in Darsi pace e, solo ora sento, ora … ripulita da un pò di incrostazioni ed alleggerita da qualche zavorra … solo adesso incomincio a sentire che l’inizio di questo percorso è stata un’Iniziazione, profonda lenta e costante, in alcuni momenti anche mi sono sentita balzare, sia nel vuoto che quando alcuni istanti in volo libero, per poi rituffarmi nelle buie profondità marine di me stessa. Iniziazione nel ritrovare la Vita che sentivo, dentro me allontanarsi sempre più.
    Nel recuperare il sentire profondo e quella voglia … quella nostalgia struggente, che sempre più spesso saliva a galla, nel desiderio sempre più impellente di ri tornare a sentire e percepire con tutta me stessa la Sacralità del Vivere.
    Abituati, in corsa dalla “moderna” società , all’assuefazione, ad un Nulla superficiale, fatto di tutto e niente, senza senso, piatto, senza alcuna prospettiva ed incolore anche quando le vaghe forme scioccano per la vivacità dei colori dagli effetti ipnotici, è spesso così che veniamo confusi, abbindolati, un’illusione incalzante, ormai al paradosso, nel baccano generale e diffuso. Droghe che annientano l’Anima.
    Quale Volontà possiamo alimentare in queste condizioni? Quali motivazioni personali, in questo clima, possono sussistere per un tempo più lungo di dieci secondi? Quale Onestà può albergarci dentro, con tanta tanta fatica, quando assistiamo all’inno della furbizia, delle prevaricazioni, della competizione?
    Se in un momento di lucidità, riusciamo a percepire la richiesta di aiuto che arriva dalle nostre profondità, il grande disagio che sentiamo nel vivere in questo modo, quella struggente nostalgia di Vita … come lo è stato per me: questa è la spinta! sana ed onesta nei confronti di sè stessi prima di ogni cosa e da cogliere al volo e da ricordare ogni minuto del giorno, ogni giorno, per aiutarci a non mollare!
    Con affetto, buon Inizio ad ogni Anima umana in viaggio! Barbara

  4. Maria Carla dice:

    Bellissimo video e bellissimi commenti!
    Che dire di più?
    Grazie a tutti voi…sono parole come le vostre che iniettano ancora gocce di quell’ entusiasmo che a volte ci sembra di perdere per poi ‘mollare’ del tutto!
    Se creare senso nella nostra esistenza vuol dire “procreare vita” (per dirla con Marco), allora continuiamo il “santo viaggio”, mai e poi mai rinunciarvi, sarebbe come suicidarsi a poco a poco.
    mcarla

  5. Grazie, caro Lorenzo, e grazie, care amiche, sì persistere nella ricerca a volte si può fare difficile, le distrazioni e i dubbi sono tanti.
    Non è una novità, ricordiamo la parabola dei terreni che non danno frutto, sono ben tre su quattro….. la perseveranza è oggi più che mai una virtù rara, ma indispensabile.
    Perseverare, dunque, perseveriamo insieme, sostenendoci a vicenda, anche durante le fasi di deserto o di parziale aridità. La mia esperienza è che queste fasi non durano troppo, e ci lasciano quasi sempre spazi di sollievo lungo i giorni, se appunto non molliamo, e continuiamo a meditare, a pregare, ad indagare le nostre difese, e a interrogarci con onestà.
    Un abbraccio. Marco

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