Oltre l’oggettività della legge morale. Le aperture di “Amoris Laetitia” (3) – Marco Guzzi

Dopo la prima conferenza, Amore, matrimonio e fede, e la seconda, Imparare ad amare. Le indicazioni terapeutiche di “Amoris laetitia“, pubblichiamo il video della terza conferenza tenuta da Marco Guzzi nell’agosto del 2017, in occasione di un seminario intensivo sul tema dell’amore e del matrimonio a partire dall’Amoris laetitia, l’Esortazione Apostolica post-sinodale di Papa Francesco del 19 marzo 2016.
Il seminario si è svolto a Grottaferrata con la fraternità laica delle Francescane Missionarie di Maria.
Buona visione!

Commenti

  1. “… se vogliamo parlare di crisi del matrimonio, dobbiamo parlare di crisi della fede”…
    Poiché ho trovato bellissimi, stimolanti, rispondenti tutti e 3 gli incontri riguardanti la prima parte della frase, anche se non strettamente sul pezzo ( di riflesso c’entra!), mi soffermo sulla seconda parte che ciclicamente ricompare nella mia ricerca.
    Perché lo Spirito Santo non illumina/nutre la coscienza , quando Lo desideriamo ardentemente, Lo invochiamo, Gli chiediamo la Fede ( anche in stati di quasi Verità, come nella preghiera e nella meditazione), lasciandoci invece in strazianti periodi di aridità?
    Il processo iniziatico spirituale, pur con metodo e desiderio, in questi periodi, diventa sterile ed è veramente difficile credere con tutto se stesso.

    A queste fasi (anche se penso a S.ta Teresa d’Avila, a madre Teresa,…) si aggiungono spesso ” smottamenti psichici/spirituali” tipici del processo iniziatico, che cancellano le vecchie “forme” che ci davano sicurezza e danno vacuità a tutto il nostro essere.
    Credo che la Fede, ripeto, voluta e cercata, potrebbe essere di grandi sollievo e aiuto, in attesa di nuove/corrispondenti “forme”, se ci fosse “donata”!
    Grazie Marco! Maria Rosaria

  2. Carissima Maria Rosaria, io non riesco a credere in un Dio/Rubinetto che si apre arbitrariamente per dare o non dare la sua grazia, e cioè la sua vita divina. Tendo piuttosto a credere che le fasi di aridità e quelle di abbondanza corrispondano a periodi della nostra crescita, appartengono cioè del tutto a noi. Dio è Eterna Donazione, noi però non siamo sempre in grado di accogliere il suo Dono. D’altra parte anche quelle fasi aride ci servono, in quanto, come dici, in quei periodi dilatiamo i nostri canali, affinché la Vita possa essere accolta in maggiore abbondanza. Ciao. Marco

  3. Grazie Marco! Tanti ciao

  4. Fabrizio Sebastiani dice:

    Ciao Marco, riguardo tutti e tre gli interventi e in particolare questo, direi è tutto molto interessante e stimolante.

    Ho letto e ascoltato molto riguardo le “controversie” suscitate dalla AL – di orientamenti anche diversi – e devo confessare che (a parte le posizioni estremali iper-pro o iper.-contro) ogni volta che ne ascolto una mi sento a dover essere d’accordo con ogni punto di vista. Sento una interpretazione “A” e dico “si, ha ragione”. Poi sento “B” completamente opposta e penso “E.. si ha ragione anche lui”. Ma A e B sono inconciliabili! Dunque?

    Hai ragionissimo che Francesco dovrebbe rispondere ai “dubia” ma io credo che abbia sollevato un polverone che neanche lui si aspettava, e ora credo non sa bene come gestire. L’onere credo spetterà a un pontificato successivo, non a questo. E’ un processo lento e difficile.

    Io una critica mi sento di darla alla tua posizione: se il soggettivismo prende fondamento, allora vuol dire che “La legge” che tu stesso dici “rimane valida” ti “chiederebbe” di fare una cosa che non è in realtà “il vero bene” per te in quanto la coscienza (ultima vicaria di Cristo secondo lo stesso Catechismo) ti direbbe una cosa diversa. Cioè lo Spirito Santo stesso, che in ultimo parla nella coscienza, sarebbe contro la legge, che è invece donata da Dio per il bene di tutti. Questa credo sia la contraddizione più forte (e il vero punto debole della posizione diciamo riformista). Dice bene il mio parroco il quale afferma senza mezzi termini che siamo a punto di totale confusione per cui ognuna delle soluzioni adottate sembra in qualche modo “ingiusta” e che quindi “una vera soluzione” semplicemente non esiste. Non sarei così categorico ma credo che anche il soggettivismo non sia veramente la chiave. Qui non c’entra, credo, lo “sviluppo della tradizione” che come sappiamo è soggetta a evoluzione. E’ proprio una questione di semplice coerenza, di non contraddizione.

    Forse c’è qualcosa di ancora più nuovo, che non stiamo davvero capendo e che attende all’orizzonte. La via non può essere ne la contraddizione ne il richiudersi nel passato. Ci deve essere qualcosa di veramente creativo all’orizzonte. Cosa non lo so ma il soggettivismo non mi pare affatto creativo, mi pare anzi una risposta troppo semplicistica, poco originale.

  5. Caro Francesco, hai ragione, non è il soggettivismo la soluzione, e infatti non è neanche la mia posizione, sussiste una Via, eccome, e sussiste una storia in cui questa Via viene compresa e incarnata dall’uomo. Direi che io credo in una via iniziatica, che è molto diversa dal soggettivismo relativistico….. ma questa via può essere solo esperita, non posso pretendere di spiegarla, in quanto sul piano strettamente logico può sembrare contraddittoria…. ciao. Marco Guzzi

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