Nuove Visioni (4): la Svolta

Commenti

  1. Mariapia Porta dice

    In questo periodo di vita in cui i miei anni crescono, ne ho oggi 77, credo di aver vissuto una svolta importante: non ho più paura della morte.
    Per tutta la vita, già fin dai primi anni della ragione, e quindi da bambina, il pensiero della morte, spesso presente in me, mi terrorizzava, mi bloccava, mi impediva di essere libera e giocosa.
    Oggi no: ora che la morte mi è più vicina, penso che saprò accoglierla con serenità, come realtà inevitabile che tutti ci accomuna e che mi rende possibile affrontare con più leggerezza le responsabilità della vita.
    La vecchiaia, pur con gli inevitabili fastidi e debolezze, mi trasforma in persona più spensierata, ho meno doveri da compiere, nessuno o quasi mi dice perentoriamente: devi, devi…attenta!
    Penso, credo e spero che la morte mi apporterà delle belle sorprese! Mariapia

  2. Grazie, cara Mariapia, è il frutto di una buona maturazione accettare il mistero della morte con meno terrore e più apertura e speranza. Un abbraccio. Marco

  3. Domenico Rosso dice

    Credo molto in ciò che ho sentito da Marco in questa intervista, l’esistenza nostra è fatta di infinite svolte. Assomiglia ai continui movimenti della crosta terrestre, a noi quasi impercettibili, interrotti ogni tanto da scosse più violente che possono fare molto male e che a seconda di come reagiamo possiamo o crescere o regredire.
    Per esperienza personale dunque, la sofferenza e la morte sono necessarie all’uomo nello stato in cui si trova dopo aver disubbidito al suo Creatore, se non ci fossero bisognerebbe inventarle, anche se ognuno di noi cerca costantemente di rimuoverle.
    Ma credo che ogni svolta, dalla più piccola alla più grande, sia necessariamente e strettamente unita a queste due cose.
    Se il figliol prodigo non avesse sofferto non sarebbe mai tornato al Padre, se la morte o il nulla non ci facessero così terrore non ci verrebbe mai in mente di cercare, cercare, cercare, una via di liberazione.
    Come anche vedere la morte prematura di mio cognato a 53 anni non è stata affatto per me un evento “naturale”!
    Da quell’esperienza mi sono fatto domande ancora più radicali: non posso tollerare né il mio andare nel nulla, né il non poter vedere mai più una persona cara! E allora? Inutile fare tanti giri di parole, ho sentito di un Uomo solo che dicono sia risorto e che ha cambiato e sta cambiando la storia del mondo (anche se compresa da pochissimi) , perché continuare a far finta di niente e a non prendere sul serio la Parola di Gesù?
    E da allora la mia fede non è più quella di prima e anche se a 54 anni mi trovo senza lavoro e con due genitori anziani da guardare la mia vita è confortata da “Parole di vita eterna!”.
    Un caro saluto a tutti.
    Domenico Rosso

  4. Grazie, caro Domenico, sì, questa speranza, di una vita che non finisce, ma si trasforma, e cresce, è la nostra àncora di salvezza….. Ciao. Marco

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