L’uomo che piantava gli alberi

Un pensiero, preciso, chiaro, illuminato, che si incarna in un’azione semplice, limpida, presente, sensata. Questa è la sinapsi tra l’eterno-l’infinito e il presente-spazio-tempo, questa è l’incarnazione nella sua purezza. L’eterno che si fa presente. Questa è la potenza divina che si trasforma in potenza umana. Questa è la fede. [Continua a leggere…]

Il carnevale delle maschere

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Scena 1
Bello questo specchio trasparente! Che ideona che ho avuto! In questo modo posso osservare i miei pazienti nella sala di attesa senza essere visto… già, osservare, questo i grandi analisti sanno fare e io, modestamente, ho una certa vocazione.
Com’è che si dice: “non bisogna avere la risposta pronta, ma cercare sempre la domanda”. [Continua a leggere…]

Quale azione politica?


In riferimento ai recenti risultati elettorali italiani e al post del nostro caro amico Alessadro, vorrei condividere con voi un’ulteriore riflessione sull’argomento collegandolo anche alla realtà dei Gruppi Darsi pace. [Continua a leggere…]

Io non mi ricordo

Che cosa c’è Andrea, perché vai così nel pallone? Che cosa ti passa per la testa?
Ho l’ansia, ho paura, devo fare il post e non ci riesco, la cosa mi manda in ansia, mi rovina la vita. Ogni giorno che passa sento l’ansia crescere, è come se fosse un veleno che sta li e cresce piano piano e mi avvelena tutta l’esistenza. [Continua a leggere…]

Dall’abc – Reimparare ad essere umani

Corso intensivo di formazione integrata dei Gruppi Darsi pace

Obiettivi e finalità dell’incontro
Per molti aspetti la nostra civiltà sembra attraversare un vero e proprio fallimento.
Tutto sembra travolto da una irrefrenabile crisi: le istituzioni sociali, la morale, le relazioni affettive, le tradizioni religiose, la democrazia, ogni struttura di significato.
A livello personale questo vortice si traduce in gravi crisi esistenziali, di identità e di significato. [Continua a leggere…]

Meditazione

Iniziamo come sempre il nostro incontro, facendo spazio interiore, dilatando la nostra interiorità, perfezioniamo la postura nella sua verticalità, impariamo lentamente il gesto dell’abbandono. Sono questi piccoli, ma accurati movimenti interiori iniziali, che ci aiutano a dilatare gli spazi. Spesso gli spazi interiori sono angusti ed è questa angustia che ci angoscia, questo senso, a volte soffocato e segreto di costrizione, di strettezza, “angst” in tedesco, appunto angustia. Sorridere nell’inspiro vuol dire accogliere anche l’angustia in uno spazio che però si dilata. [Continua a leggere…]

Poeti a Darsi pace: Fabio e Giuseppina


Pubblichiamo le testimonianze di Fabio e Giuseppina raccolta durante il corso intensivo di Marco Guzzi “Il potere dei Figli di Dio”. Santa Marinella 25-27 Maggio 2012.
Riprese e montaggio a cura di Paola Balestreri.

Oceani in una goccia

Pubblichiamo le testimonianze dei partecipanti ai gruppi Darsi pace: Giovanna, Alessandro, Alberto e Barbara. Queste testimonianze sono state fatte in occasione della conferenza di Marco Guzzi Perché “Darsi pace”?  Urgenza personale – Necessità storica: il nuovo bisogno primario.
Riprese e montaggio video di Paola Balestreri.

Meditazione – Il risveglio del cuore

 

Verticalità nella morbida consapevolezza che diventa sfondo infinito. Mi verticalizzo nell’inspiro e lascio scendere nel peso del corpo nell’espiro, cioè muovo delicatamente il mio corpo, percependo il movimento dall’interno. E lo percepisco attraverso una consapevolezza morbida. L’espiro scende e io ne seguo lo scendere abbandonandomi nella discesa, senza forzare nulla, senza pretendere nulla, seguo l’espiro che scende per sua natura.

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Oggi ho incontrato un angelo

 

Mi sono svegliato con uno strano indolenzimento all’occhio sinistro, ma non gli ho dato molta importanza. Dopo aver fatto qualche esercizio fisico, mi sono messo, come al solito, a fare un po’ di meditazione.

A un certo punto ho avvertito che c’era qualcosa che non andava nell’area sotto l’occhio, pian pianino ho realizzato che era tutta la parte sinistra della mia testa che aveva dei problemi: aveva perso parzialmente la sensibilità, come se fosse anestetizzata, non completamente, ma con un livello di sensibilità evidentemente degradato. Cuoio capelluto, fronte, faccia, zona intorno all’orecchio, tutte parti che, a diversi livelli, presentavano una sensibilità ridotta.

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