La città dei mostri, la città degli uomini. Riflettere il “Cielo”, costruire la “Terra”

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In quell’immaginifico atlante dell’Altrove che sono Le città invisibili di Italo Calvino, sul filo del racconto che Marco Polo offre a Kublai Khan, il lettore si imbatte in due città che sembrano a prima vista somigliarsi: Perinzia e Andria.

Entrambe hanno deciso di edificarsi in strettissima relazione con il “Cielo” e i suoi fenomeni, entrambe sembrano riflettere un medesimo “ordine”, un progetto che le fonda e le tiene in vita. E tuttavia: una lentamente muore, una cresce e si rinnova. Leggiamo i due incipit, che ne descrivono i caratteri fondamentali: [Continua a leggere…]

Ricominciare

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Ricominciare: una parola, un verbo, che presuppone almeno due orizzonti, uno alle spalle, compiuto, e uno nascente e possibile, da compiersi, davanti ai nostri occhi.

È questo un orizzonte che avanza e si sposta progressivamente ad ogni passo, proprio perché ci troviamo a distanza da esso, separati da un intervallo di spazio e tempo incolmabile e sempre rinnovato: di qui la sua irraggiungibilità, e la frustrazione che ne deriva.

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