La Sacra Rappresentazione


Ascoltando le parole del poeta Marco Guzzi, entriamo con lui nello stato d’animo del Natale, seguendo il filo dei suoi pensieri: subito Marco ci dice che solamente la Nascita lo tiene desto, solamente il calore di un respiro generoso che aiuta la vita a fiorire.
Ed in quel respiro Marco si perde e si ritrova, e si trans-figura in umile paziente animale, in stalla calda di letame, ed è lui Maria ed è lui Giuseppe, e diventa un re che porta doni al Nascente, da Oriente. [Read more...]

Dino Campana: la catastrofe millenaria e l’uomo nuovo


“perché i poeti nel tempo della povertà?” 
(Friedrich Hölderlin, elegia Pane e vino)

Perché dedicare la nostra attenzione alle parole talvolta alterate, in apparenza prive di logica, di uomini spesso disperati, soli, incompresi, che in non pochi casi hanno posto fine ai loro giorni con il suicidio o chiusi in un manicomio?
Com’è possibile che essi siano, come scrive ancora Hölderlin, quei “vasi sacri / dove si serba il vino della vita”? [Read more...]

Le ultime parole di Lorenzo sulla graticola


Le drammatiche parole di Lorenzo, martire a Roma nel III secolo sotto la persecuzione di Valeriano, ci fanno pensare a un Dio punitivo e violento, che mette alla prova i suoi eletti, per temprarli e per riparare le colpe di un’umanità corrotta e disobbediente.
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La ferita, l’Oltre

Fin dai primi incontri dei gruppi Darsi Pace, tramite gli esercizi di autoconoscimento che si possono trovare alle pagine 20-22, 64-65, 87-91 del libro ‘Darsi Pace’ di Marco Guzzi, ed.Paoline, collana Crocevia, iniziamo a individuare dentro di noi una zona molto dolorosa e dolorante, una ferita originaria.

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La divina semplicità

Una magnifica semplicità pervade la raccolta di poesie intitolata La pioggia d’estate, di Yves Bonnefoy (1923). Gli elementi chiave di questa silloge sono l’acqua (di fonte oppure di pioggia), l’erba, il vento, i sentieri, le piante, l’oro; e poi, mescolati alle sostanze naturali, la fame e sete di vita, il turbamento, la speranza, la gioia e un eros umilmente cosmico.

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Emily Dickinson, il fuoco della poetessa che sa illuminare la nostra ignoranza

La natura, la Bibbia, la morte, il senso della vita, l’amore: le poesie di Emily Dickinson sono una delle luci più potenti per illuminare la nostra ignoranza. Una puntata dedicata all’opera della poetessa americana nel programma Il viaggiatore su Radio 1 Rai. Intervengono, tra gli altri, il filosofo Marco Guzzi, l’etologo Giorgio Celli e la monaca di clausura Cristiana Dobner e il pastore valdese Pietro Ricca. Qui sotto il link a Radio Rai:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-36bec22e-493e-4aff-88ce-34949df5fe24-radio1.html#p=0

Di seguito l’analisi di Marco Guzzi. [Read more...]

Corpo morto.

Come diversi di noi, credo, in questo periodo particolare mi sento sotto assedio. Aprire un sito on line di un quotidiano, leggere un giornale, guardare la tv, mette ogni giorno a confronto con quadri umani del tutto depressivi.  Mi sembra che il mondo sia attratto unicamente dal bizzarro, dall’eccessivo e dallo spaventoso.

Mentre io sono mortalmente annoiato da questo panorama, e mi sento di contrario, attratto – come un invertebrato notturno – soltanto da qualcosa o da qualcuno che balugina luce.

Ma la luce appare sempre più rada, sempre più difficile da scovare.  E ho come l’impressione che la luce non possa e non potrà mai arrivare – finalmente e del tutto – se questo scenario vecchio che ci paralizza, consunto e cascante, non verrà del tutto eliminato. Se con esso non si riuscirà prima o poi, definitivamente, a fare i conti.

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