Non battiamo le mani

Io sono un pessimo soggetto. Ma mi riconosco un pregio: contro il razzismo lotto fino allo stremo delle mie forze. Così Moni Ovadia in una intervista su Avvenire, riguardo alle espulsioni di Rom e Sinti che il governo francese sta effettuando. E continua: “ Sono la minoranza più bistrattata perché senza una patria per difenderliun popolo senza eserciti, senza burocrazia e confini…non hanno istituzioni che li difenda… Tutti conoscono la parola Shoah, nessuno Porrajmos, il divoramento: il loro sterminio non ha ancora avuto un riconoscimento nell’Europa che lo ha prodotto.”

E’ vero che sono anche, per il cittadino comune una presenza scomoda e fastidiosa: (continua…)

Il valore di un sorriso

Qualche anno fa il mio capo (una donna) fece appendere su alcune pareti del mio posto di lavoro dei quadretti che riportavano all’interno la stampa di una poesia intitolata “Il valore di un sorriso”.
Era chiaramente uno stimolo per qualche segretaria non proprio affabile con la clientela; non ricordo le parole ma già il titolo diceva abbastanza.

Credo che il dono del sorriso sia di pochi (continua…)

Fabio: la storia di un ragazzo (Prima parte)


Ascoltare il testo poetico al termine di questa intervista è una vera sorpresa: si percepisce la realizzazione di un’esperienza che Fabio comunica con forza ed efficacia.

E’ la scoperta salvifica della potenza risanante di alcune parole, che diventano “parole-guida”, segnali capaci di orientarci nel cammino dell’integrazione, e di riconnetterci con una sapienza che trascende le nostre prospettive ordinarie.

Può trattarsi delle parole ispirate della scrittura rivelata, di un salmo, ma anche di alcuni testi poetici capaci di silenziare il nostro ‘io’ monologante e di fare spazio ad un’altra voce. (continua…)

Lev Tolstoj – Una pagina poco conosciuta su cui meditare: “E voi, amatevi di più !”

Nella sterminata produzione tolstojana c’è sempre qualche piccola gemma da scoprire o riscoprire. Questo testo, quasi del tutto sconosciuto in Italia, è una sorta di breve testamento spirituale, lasciato dal grande scrittore tre anni prima di morire. E’ un testo straordinario, che meriterebbe di essere scolpito nel cuore di ognuno, e di essere condiviso il più possibile e meditato.

Prima di dirvi addio (e alla mia età ogni incontro è un addio) vorrei dirvi in breve come, secondo me, gli uomini dovrebbero organizzare la loro esistenza, affinché essa cessi di essere miserabile e sventurata, come è oggi per i più, e divenga invece quale dovrebbe essere, quale Dio la desidera e tutti noi la desideriamo e cioè buona e lieta.

Ti stacchiamo la spina?

15 Luglio 2010

LONDRA

«Ti stacchiamo la spina?»

E Richard disse no

Richard Rudd aveva sempre detto alla famiglia che se gli fosse accaduto qualcosa non avrebbe mai voluto essere tenuto in vita da una macchina. Ma si sbagliava. Dopo essere rimasto paralizzato nell’ottobre 2009 in un incidente in moto, il 43enne inglese autista di autobus ha fatto il possibile per far capire ai medici che non voleva morire. Con un segno dell’occhio, per tre volte di seguito, ha detto sì al medico che gli chiedeva se voleva vivere ancora. (continua…)

Tiziano Terzani – Un indovino mi disse

A beneficio di coloro ai quali è sfuggito, e come ripasso invece per chi non ha dimenticato, mi pregio di ri-proporre, così come la Rai faceva nel periodo estivo quando c’erano due soli canali, mandando in onda repliche o bei vecchi film sempre attuali, un mio piccolo ma, credo, efficace intervento che è andato qualche tempo fa sulla nostra raccomandata prassi quotidiana … da non smettere mai : “la Meditazione”, attraverso il racconto dell’esperienza di Tiziano Terzani.

E questo anche perché il 28 luglio scorso sono già passati “sei anni dalla partenza di Tiziano dal suo corpo” come riferisce Max De Martino in Govinda, la newsletter ufficiale del TizianoTerzani.com, e questo mi pare un buon motivo per tenerlo ancora fra noi come forse gli sarebbe piaciuto.

Di seguito il testo del precedente post, e a tutti ancora più che mai … buone vacanze! :

«La meditazione: avevo passato mezza vita in Asia e non me n’ero mai occupato […] In Cina, in Giappone, in Tibet, in Corea, in Thailandia, in Indocina avevo visitato decine di templi, passato giornate e giornate nei monasteri buddisti, ma il problema della meditazione non me l’ero mai posto. A che serve? Come la si fa? Qual è il suo senso?» (continua…)

Quel Risveglio Che Frantuma La Coppia

Cani NeriIN “CANI NERI” DI MC EWAN LO SCONTRO TRA UNA MOGLIE IN CERCA DI SENSO E UN MARITO TROPPO RAZIONALE

Tutta colpa di due cani neri. È stato a causa di due minacciose bestiacce scure, incontrate durante una passeggiata su un sentiero del Causse in Francia, che June ha scoperto il Male: la loro taglia fuori misura, la loro aggressività gratuita, tutto per lei aveva un significato chiaro che andava persino oltre l’allegoria.

Quei due cani, ai suoi occhi, erano proprio gli emissari del maligno. Ma insieme al diavolo, in quegli istanti che potevano anticipare la sua fine, June avverte anche la carezza di “un’invisibile luce colorata”. Una luce che le cambia la vita. E così, appena riesce a mettersi in salvo, la donna non esita a stracciare la tessera del Partito comunista, a cercare la verità nel Tao e in Santa Teresa e ad allontanarsi poco alla volta dal marito Bernard, intellettuale laburista con la passione per gli insetti, soprattutto irriducibile ateo. È l’indomani della fine della Seconda guerra mondiale. Quando il narratore, il genero dei due, comincia a raccontare i fatti è appena crollato il muro di Berlino, quasi mezzo secolo dopo, e la coppia – sebbene non ufficialmente – è ormai separata da tempo.

(continua…)

La Speranza

La piccola speranza avanza fra le due sorelle maggiori e su di lei nessuno volge lo sguardo.
Quella a destra e quella a sinistra.
E quasi non vede quella ch’è al centro.
La piccola, quella che va ancora a scuola
E che cammina
Persa fra le gonne delle sorelle.
E ama credere che sono le due grandi a portarsi dietro la piccola per mano.
Al centro.
Fra loro due.
Per farle fare questa strada accidentata della salvezza.
Ciechi che sono a non veder invece (continua…)

Occhi di cielo

di Luciana Poleggi


Sentire questa ragazza, figlia del noto giornalista Antonio Socci, cantare questo brano e pensare che un anno fa il suo giovane cuore aveva cessato di battere, è come sentire un angelo, qui sulla terra.
E’ stato proprio questo angelo a far accadere cose inimmaginabili.
Sul suo sito, appena accaduto il fatto, Antonio, un padre disperato, chiedeva preghiere ai suoi amici.
Un fiume di persone gli ha risposto: cattolici, atei, comunisti… tutti accomunati dal fatto, come succede oggi anche a me, di sentire Caterina come un’amica che ha bisogno di aiuto.
Io stessa ho sentito il desiderio di pregare per la sua completa guarigione: da poco tempo Caterina è uscita dal coma, ma l’attende una lunga ed incerta fase di riabilitazione. (continua…)

Gioco Estivo

Quando si parte per le vacanze ci sono grandi aspettative. Si vogliono conoscere posti nuovi.
Le offerte non mancano: il giro del Mediterraneo in 7 giorni. Roma in 3 giorni. Istanbul in 3 giorni.
Tre settimane in giro per l’Australia, Due settimane a new York e dintorni, e così via
Foto, foto, .. telefonate/sms agli amici. Cibi del luogo tendenti al Mc Donald, …
Si torna e si racconta o si fanno vedere 1 milione di foto o 30 minuti di filmino che riprende l’atterraggio dell’aereo… oppure niente perchè si pensa che non si può capire se non ci sei stato.

E’ vero il tono è un pò ironico…

Non voglio però entrare in merito se è giusto/sbagliato, al tipo di viaggio o di luogo
perchè altrimenti dovremmo parlare di cosa intende ciascuno di noi per vacanza.

Quello che voglio invitarvi a fare è un gioco. A mia figlia è piaciuto molto e si diverte a farlo anche da sola e a condividermi subito dopo alcuni pensieri.

Se vi piace potete farlo quando e dove volete ed è sicuramente indicato per il periodo estivo.
(continua…)