Corrispondenze

“La Natura è un tempio ove pilastri viventi

lasciano sfuggire a tratti confuse parole;

l’uomo l’attraversa tra foreste di simboli,

che l’osservano con sguardi familiari…”

(Baudelaire, Correspondances)

 

Condivido un piccolo video che rappresenta il frutto di una parte della mia ricerca artistica. Invito a guardare le immagini e ascoltarne la musica, prima di continuare a leggere, possibilmente a schermo intero, perché è importante che ogni riflessione parta da un’impressione e non viceversa.
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Il generatore della forza

C’è una sorgente che genera la forza.

A questa sorgente è necessario attingere ogni giorno, con pazienza, perseveranza, tenacia e umiltà.

Nello stato ordinario del nostro essere, tendiamo a pensare erroneamente che per affrontare una pratica spirituale sia necessario averne la forza.

Così facendo rinviamo costantemente l’unica possibilità che abbiamo di attingere alla sorgente della forza.

Capire questo nelle fibre del nostro essere profondo, significa fare il primo e significativo passo nella RI-VOLUZIONE interiore.

Il secondo passo consiste nello spegnimento graduale di tutti i pensieri errati e fuorvianti che sono come codici o meglio è un linguaggio: il linguaggio dell’ego.

Spegniamo gradualmente il linguaggio dell’ego per iniziare a imparare una nuova lingua il linguaggio dell’Io in Cristo.

Parlare questa nuova lingua richiede ascolto innanzi tutto e una immersione in questo nuovo linguaggio, che ci dà vitalità ed energia.

L’Io in Relazione ascolta e si fa fecondare da una parola inedita che genera un Io liberato e vivificato.

 

Questi i temi del settimo incontro del secondo anno, e cioè al cuore del triennio di base dei Gruppi Darsi Pace

Le 36 pietre angolari, che con questa 19^ pietra riprendono il consueto appuntamento quindicinale su You Tube, rappresentano una nuova iniziativa che consente anche alle persone che non partecipano ai Gruppi di intuire la ricchezza della proposta di liberazione e di trasformazione offerta dal movimento fondato da Marco Guzzi.

 

Ricordando che è ancora possibile iscriversi ai Gruppi Darsi Pace 2017-2018, recuperando on line i primi due incontri che si sono già svolti, vi auguriamo una buona visone!

 

Un giorno come tutti gli altri

I   Ostilità

Un giorno come tutti gli altri, al lavoro in libreria facendo una cosa dopo l’altra. Ad un certo momento entrano in libreria tre sacerdoti di origine africana e mi si avvicinano. Dopo i saluti uno di loro mi dice: “Ho tre cose da chiedere”. [Continua a leggere…]

Il cielo dentro di me

Cercherò il cielo dentro di me.

Lo dipingerò di azzurro, quell’azzurro che riempie gli occhi di luce e lascerò vagare in quel cielo qualche nuvola, purché sia bianca, candida come la neve sotto il sole.

Posso immaginare quel cielo perché lo conosco, ho contemplato la sua vastità, mi sono persa tante volte in esso contemplando l’orizzonte. Placata, al sicuro, fuori dal tempo che corrode la quiete e riempie i giorni di frenesia, ma non colma il mio bisogno di felicità.

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Quella dolce purezza del sì

Attendere. Essere in attesa, paziente. Rinunciare. Rinunciare a seguire il filo implacabile del pensiero, del progetto, la catena irredimibile del fare. Essere nuovi, essere rivoluzionari, essere.

Essere nuovi ed antichissimi, essere autenticamente originali. Essere propriamente sé stessi, essere.
Essere in relazione, schiantare l’autosufficienza impaziente. Don’t carry the world upon your shoulder.

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Il sincronismo di una farfalla nera

Non so neppure il nome di questo straordinario prete salesiano, un giovanottone che è appena tornato dall’EQUADOR dove ha trascorso 27 anni in missione, tra i campesinos, in una parrocchia  a cinque ore di viaggio da Quito, la sua capitale. Lo trovo seduto tra le panche di una piccola chiesuola alpina, in jeans e maglietta. Lo riconosco come il prete che celebrerà la Messa solo quando si alza per accogliere i fedeli  che giungono distratti, alla spicciolata, per l’ora della messa vespertina,  di questa caldissima domenica d’estate.

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Guarire nella salvezza

Se ascolto più in profondità lasciando da parte i risentimenti e le maledizioni del (mio) mondo, se dimentico le immagini malefiche che mi attraversano, riscopro una sfera più tranquilla nella quale abitare: riscopro la vita. La vita è un guizzo, una saetta che giunge improvvisa, e ci interpella. È in prima persona che avviene il viaggio. Questo è il dono: la vita donata. [Continua a leggere…]

Credere libera dal voler credere

Sin da quando siamo piccoli, siamo stati iniziati all’esperienza del credere. Se ci comportavamo bene, sapevamo che i nostri genitori ci avrebbero dato un dolce a fine pasto. Se io, durante l’anno, andavo bene a scuola e mettevo più spesso in ordine la mia stanza, ero certa del fatto che il giorno del 25 dicembre un uomo paffuto e vestito di rosso mi avrebbe riempita di doni meritati. [Continua a leggere…]

Sordi e ciechi sull’immigrazione

Quasi tutti i commentatori concordano che il tema centrale delle elezioni amministrative 2017 è stato quello dell’immigrazione, che ne ha determinato i risultati.

In Italia c’è un’area progressista che ritiene di essere “la Politica”, ritiene di essere depositaria della “Cultura” mentre le altre sarebbero subculture.

Spesso tale presunzione ha spinto i progressisti verso le più cocenti sconfitte, senza che abbiano imparato a chiedersi davvero il perché. [Continua a leggere…]

A Trevi sulla via del ritorno

 

In questa vallata umbra, di luce calda e spirituale che da Perugia si allunga fino a Spoleto, tra due sponde collinari di verdi boschi e di dolci oliveti che si affacciano sulla vasta piana, di vigneti e dorata di paglie dopo la mietitura, la piccola Trevi emerge sulla sommità di un colle con l’evidenza della grazia dell’antico campanile e del suo duomo. Da queste parti giunsi 47 anni fa, numero che risuona –  in sincronia – con la mia stessa data di nascita.   [Continua a leggere…]