Alessandro: un vero corso di sopravvivenza

Alessandro arriva nei gruppi Darsi Pace in un periodo di crisi, nonostante una vita familiare e lavorativa soddisfacente, arricchita da un serio impegno nella Parrocchia di San Frumenzio, dove svolge numerosi e importanti servizi su vari fronti: da catechista a responsabile di televita (un telefono disponibile 24 ore su 24 per assistere le persone sole del quartiere), da ‘cristiano in ricerca’ a factotum preziosissimo sul piano della manualità. [Continua a leggere…]

Chiara: una ricerca di integrità

Lavorare alla propria integrità, per diventare TUTT’UNA, senza falsità, senza sbafature, vuol dire per Chiara, come per tutti noi, imparare a osservare sempre meglio le ferite interiori, le divaricazioni, le parti scisse della propria personalità.

E decidere da quale parte stare, con quale stato dell’io identificarsi.
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Fabio: una parola che guarisce

Sono sulla via santa

Di Gerusalemme. Mi guida

L’aria salutare del ritorno.

L’odore dell’inaudito

(M.Guzzi)

Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5, 3-5)

Eccoci giunti all’attesa seconda puntata della testimonianza dell’amico Fabio! [Continua a leggere…]

Testimonianza di Sevi: oltre la burrasca

Dopo le testimonianze di Claudia e di Maria Grazia, non poteva mancare nel nostro caleidoscopio di voci, quella di un’altra veterana degli incontri intensivi che da più di 10 anni Marco conduce a Eupilio (e, da quest’anno 2010, a Campello sul Clitunno). [Continua a leggere…]

Fabio: la storia di un ragazzo (Prima parte)


Ascoltare il testo poetico al termine di questa intervista è una vera sorpresa: si percepisce la realizzazione di un’esperienza che Fabio comunica con forza ed efficacia.

E’ la scoperta salvifica della potenza risanante di alcune parole, che diventano “parole-guida”, segnali capaci di orientarci nel cammino dell’integrazione, e di riconnetterci con una sapienza che trascende le nostre prospettive ordinarie.

Può trattarsi delle parole ispirate della scrittura rivelata, di un salmo, ma anche di alcuni testi poetici capaci di silenziare il nostro ‘io’ monologante e di fare spazio ad un’altra voce. [Continua a leggere…]

Giancarlo: un cuore più grande dei propri errori

«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;

perdonate e sarete perdonati”. (Lc 6,36-38)


Ci sarebbe molto da dire su questa testimonianza, in cui si racconta, con onestà e con parole limpide, una straordinaria trasformazione derivata da una nuova apertura di coscienza.

Una cosa però mi colpisce, forse tocca un punto dolente, un tasto particolarmente scoperto nella mia attuale esperienza nei gruppi.
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Elena: una libera ricerca dentro la Chiesa

“Quello che dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perchè dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli nemmeno con un dito” (Mt 23,1-5)

Nella testimonianza di Elena si avverte lo sforzo, molto comune in chi frequenta i Gruppi “Darsi Pace”, di coniugare la fede cristiana con la cultura moderna e di trovare una sintesi nuova tra la libertà di ricerca e l’adesione al messaggio evangelico. [Continua a leggere…]

Claudia: un’energia di vita cui attingere a piene mani

Tante cose di cui fare tesoro, tanti piccoli-grandi segreti, nelle accorate parole di Claudia. [Continua a leggere…]

Antonio: una preghiera di totale abbandono


“Non mi raccontare quello in cui credi: fammi vedere come preghi!”
Così Antonio, nella sua densa testimonianza, ci stimola ad approfondire e a scandagliare i modi di scendere nell’interiorità, al di là dei dogmi concettuali, degli schemi mentali, e di ciò che crediamo di credere.
Una preghiera di totale abbandono implica un processo di conversione: dal narcisismo autoreferenziale dell’ego allo slancio fiducioso verso un’alleanza che ci libera e ci salva.
Nella riscoperta di una spiritualità più profonda e incarnata, non limitata al compimento volontaristico di atti devoti, il corpo assume una nuova e importante dignità, proprio perché è lì, sul piano sensibile e sperimentale, che si tocca con mano la gratuità del processo trasformativo.
Una buona pratica meditativa quotidiana ci predispone con umiltà alla realizzazione degli stati trasformativi, li prepara e li propizia, attraverso l’esercizio di un ‘attivo’ abbandono, di una passività ‘alacremente perseguita’, pur con tutte le nostre discontinuità e debolezze.
Gli stati fioriscono nella misura in cui li realizziamo, uno per volta, senza fretta, senza pretese, con precisione e con una tranquilla consapevolezza.
Dal nostro progressivo divenire ‘recipienti capaci’ (di lasciarci salvare, di ricevere la grazia…) sperimentiamo una dimensione di alleggerimento, di dolcezza, e di gioia piena.
Così ci accorgiamo che questo momento, precisamente questo momento qui, “è veramente un momento meraviglioso”.

Gina: la libertà di accogliere la Grazia


In questo periodo di crisi tutte le figure umane sono chiamate a rinnovare la propria identità e a trovare nuova linfa per le sfide epocali che ci troviamo ad affrontare.
A tale lavoro faticoso ed entusiasmante sono chiamate anche, e forse soprattutto, quelle persone che hanno fatto una scelta di vita consacrata, di totale dedizione alla ricerca spirituale.
In questo senso è molto importante e proficua, nei nostri gruppi Darsi Pace, la partecipazione di religiosi e religiose, i quali, con la loro presenza, testimoniano la volontà di cambiare, di mettersi in discussione, aprendosi alla ricerca di nuovi itinerari trasformativi.
Come afferma Suor Gina nella sua testimonianza: “il Signore da la sua grazia secondo la natura di ciascuno, adatta il suo progetto di misericordia e di salvezza alla capacità e ai tempi di ciascuna persona, perché lui è il primo a rispettare la libertà di ciascuno di noi”.
Ed è proprio questa libertà di ricerca, questa attenzione vigile ai segni dei tempi, che ci consentono di procedere sul cammino, in quell’equilibrio sottile tra fedeltà e obbedienza alla tradizione ricevuta e ascolto umile della voce dello Spirito che ci chiama sempre a scelte coraggiose e innovative.

Affronteranno questi temi le relazioni che Marco Guzzi terrà domani, 9 febbraio, a Bergamo, all’interno del Convegno della Provincia Italiana dei Missionari Monfortani (info. www.monfortani.it – 035.3690411).
Ecco il titolo delle relazioni (mattutina e pomeridiana):
Una segreta fioritura Tracce di aurora nella notte occidentale
Prepararsi a diventare una umanità nascente La formazione alla perenne trans-formazione

Nel mese di marzo pubblicheremo inoltre, sempre sul tema della trasformazione delle linee formative della vita consacrata, la conferenza di apertura dell’anno accademico dell’Istituto di Teologia della vita consacrata “Claretianum”, tenuta da Marco il 23 ottobre 2009.