“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me (…) Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo (…) Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dá il Signore, tuo Dio. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”. Es 20
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Il peccato? Solo un bersaglio fallito. La vera libertà dei dieci comandamenti
A.A.A Sentinella Cercasi
La sentinella è una “lavoro” particolare, fuori dal comune: permettere agli altri di “salvarsi”.
Una bella responsabilità.
La sentinella incarna il senso di “precarietà” della vita.
Come non dedicare film, libri, poesie o post nei blog?
E infatti molti post di questo blog (a partire dagli ultimi) propongono alcune sentinelle del nostro tempo.
Mi sono domandato quali caratteristiche ha la sentinella. Ne cito alcune.
Il vero sacrificio di Isacco, Dio non manda croci a nessuno.
La lettura moderna di un brano malinteso: liberi da sacrifici e da legami familiari nevrotici
Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: “Abramo, Abramo! ”. Rispose: “Eccomi! ”. Riprese: “Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò”. Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Gn 22 Read more »
Chi è Dio per voi?
Mi rifaccio ad un passo del testo di Denis Gira La scelta che non esclude.
Alla domanda postagli dai suoi interlocutori buddisti Chi è Dio per voi?, Gira, non senza avvertire una certa difficoltà, afferma che Dio è “mistero”, comprensibile per noi attraverso una esperienza di ordine “relazionale e dinamico”, come del resto, dice, avviene nei riguardi dei nostri simili, che non riusciamo mai a definire, ma riusciamo tuttavia a conoscere attraverso, appunto, una relazione. Read more »
Facciamo l’uomo
Esistono due racconti della Creazione dell’uomo nel libro della Genesi: il primo è legato alla Creazione del Cosmo, nel primo capitolo, un racconto molto conosciuto. Ma esiste una curiosa dissomiglianza fa l’intento del Creatore e la sua decisione finale. Il suo progetto è questo:
E Elohim disse:
facciamo ‘adam in nostra immagine
come nostra somiglianza
Ma, poco dopo, ecco ciò che accade: Read more »
Lampi – Già, ma di quale Dio parliamo?
Carissime amiche e carissimi amici,
passano i mesi, passano gli anni, e ancora stenta a divenire tema centrale della riflessione umana ciò che appare ogni giorno più evidente e plateale nella sua sconvolgente apocalitticità, nel suo rivelarsi cioè in piena luce: la fine di un’intera figurazione antropologico-culturale di umanità e l’urgente bisogno di un nuovo orizzonte di senso.
Il grande antropologo francese René Girard ce lo ripete da tempo: “Le filosofie sono pressoché morte; le ideologie sono pressoché defunte; le teorie politiche sono quasi del tutto finite; la fiducia nel fatto che la scienza possa sostituire la religione è ormai superata. E nel mondo c’è un nuovo bisogno di religione, in qualche forma.”
Anche Martin Heidegger, alla fine del suo percorso di pensiero, vide accelerarsi il processo di esaurimento della cultura metafisica occidentale, assorbita nella sua espressione finale, quella nichilistico-tecnica, e confessò che solo un Dio ormai ci potrebbe salvare, e cioè solo una nuova forma di vita umana, aperta alle proprie profondità divine e spirituali. Read more »
L’ira di dio
Alcune domeniche fa ho avuto il piacere di ascoltare all’auditorium di Roma (Parco della Musica) il “Requiem di Mozart” eseguito dall’orchestra e dal magnifico coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia.
Non è di Mozart che intendo parlare, ma del brivido che ho percepito durante l’esecuzione di uno dei brani eseguiti: Dies irae.
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