Tag Archives: poesia

Nel silenzio

Entriamo in silenzio in questi giorni di Passione che prelude alla Resurrezione, consapevoli di quanto la nostra anima abbia bisogno del silenzio.
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Il passaggio

 

Ci sono giorni, o momenti, o periodi, in cui tutto sembra perso, dove tutto è dolore e soffocamento, strettoia e chiusura.

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Maria, l’Immacolata


Nel cammino di Darsi Pace, durante il secondo anno, impariamo che il nostro io, dopo essersi ‘convertito’ (se decide di farlo), cioè dopo essersi rivolto con attenzione ed interesse ad osservarsi e capirsi sempre un po’ di più, sciogliendo grano per grano le pervicaci resistenze dell’ego, aspira a diventare un ‘io in relazione’, perché non sta bene da solo, ha bisogno di accoglienza, risposte, perdono. Read more »

La speranza del Regno

A pagina 31 del recentissimo libro di Marco Guzzi ” Dodici parole per ricominciare “, ed.’Ancora – 2011, si legge, a proposito della speranza, che “ Ognuno di noi spera nella misura in cui è in grado di desiderare “. Infatti “ quidquid recipitur, ad modum recipientis recipitur ” : ” ciò che viene ricevuto, lo è sempre nei limiti e nella forma del recipiente, di colui che lo riceve ” (ivi, pag 23).

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TRANS-FIGURARSI CON CRISTO, IN CRISTO

Durante il triennio di base dei gruppi Darsi Pace, apprendiamo la bellezza e la necessità di liberarci da tutto ciò che non appartiene autenticamente a noi, al nostro Io più vero; la bellezza e la necessità di trans-formarci, di trans-figurarci.
Per accostarci e attingere alla Fonte della felicità.

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La ferita, l’Oltre

Fin dai primi incontri dei gruppi Darsi Pace, tramite gli esercizi di autoconoscimento che si possono trovare alle pagine 20-22, 64-65, 87-91 del libro ‘Darsi Pace’ di Marco Guzzi, ed.Paoline, collana Crocevia, iniziamo a individuare dentro di noi una zona molto dolorosa e dolorante, una ferita originaria.

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Il bello della corsa

«La corsa è la cosa più vicina alla libertà».

Così sentenzia l’ex campione olimpico Niyongabo in un simpatico articolo dedicato ai Runners di Roberto Duiz sul Domenicale del Sole 24 Ore del 27 marzo scorso. E, nel mio piccolo, molto indegnamente, lo sento davvero. E che mio figlio lo abbia condiviso con me correndo la Corsa di Miguel (evento da poco istituito a Roma in memoria di Miguel Sanchez, atleta e poeta argentino che a soli 25 anni divenne uno dei 30 mila desaparecidos dell’Argentina degli anni ‘70) , edizione 2011, (la foto è di noi due all’arrivo allo Stadio P. Rosi,  dopo i 10 km di percorso cittadino, stanchi, ma felici) è la gioia più grande che ne potevo trarre.

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Processo di pace

Il 20 marzo 2003 scoppiava la guerra in Iraq. La cosiddetta seconda guerra del Golfo.
La televisione trasmetteva in diretta, minuto per minuto, gli eventi.
Quei primi colpi, lanciati da lontano, nel buio, potevano sembrare fuochi d’artificio.
Se non fosse che andavano a colpire case strade villaggi abitati da persone fatte di carne, sangue, cellule ed ossa.
E fatte ad immagine di Dio.
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Farina

Nel 1999 ho toccato il fondo della mia depressione.
Già da qualche anno si erano manifestati in me segni di un forte disagio interiore, ma non ero in grado di comprenderli. Anzi, a pensarci bene, segni di sofferenza mi pare di averli avuti da sempre. Più o meno evidenti.

Era tutto sempre più confuso e spaventoso. Read more »

La divina semplicità

Una magnifica semplicità pervade la raccolta di poesie intitolata La pioggia d’estate, di Yves Bonnefoy (1923). Gli elementi chiave di questa silloge sono l’acqua (di fonte oppure di pioggia), l’erba, il vento, i sentieri, le piante, l’oro; e poi, mescolati alle sostanze naturali, la fame e sete di vita, il turbamento, la speranza, la gioia e un eros umilmente cosmico.

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