CANTO HONDO nell’anno della fede

Commenti

  1. Cara Giuliana,
    il tuo post risuona in me con una duplice voce, quella dell’entusiasmo: bellissimo! che corrisponde al rapporto che ho con te e che coglie l’evoluzione “dal brava al bella”, che è come un gioco tra noi.
    L’altra è quella di una nostalgia, che mi riporta tra le braccia di mia madre.

    Non ricordo appuntamenti stabili nella famiglia allargata della mia infanzia, anche se i rapporti erano tanti e tuttora vivi; anche quelli che ho donato alla mia di famiglia, sono accaduti grazie alla disponibilità di una cognata di Gianni: lui è un patriarca nell’anima, io una solitaria donna nel deserto.
    E mentre cerco di corrisponderti meditativamente, l’anima si commuove e scioglie, almeno un po’.
    E dilata una dolcezza che prima non avevo.

    Grazie
    Rosella

  2. Grazie, carissima Rosella, per la tua risonanza.

    Quando incontro le mie cugine ormai molto anziane, contemplo nei corpi che invecchiano e avvizziscono uno spirito fresco, leggero, bambino e percepisco la realtà di un corpo più vasto “che si rinnova per una piena conoscenza ad immagine del suo Creatore” (Col3,10), un corpo che attraversa la morte perché sa di risorgere.

    Ti abbraccio.
    Giuliana

  3. Cara Giuliana,
    col tuo scritto hai saputo metterti in comunione con noi, facendoci dono del tuo cambiare che è un crescere.
    Non ho l’immediatezza di comprensione che ti esprime Rosella, dal suo deserto fiorito.
    Tuttavia la mia anima sente la pienezza vitale della tua, la sua fame, l’entusiasmo espansivo di una coscienza e conoscenza che aspirano a niente di meno che l’infinito.
    Sei testimonianza vivente delle potenzialità dell’uomo, e ancor più della donna, e confermi l’efficacia di “Darsi pace”.
    Sommessa, lieve, leggera, sottile: queste modalità del tuo essere attratto “dalla forza miracolosa e amorosa che esiste
    al di là dell’io”, ce le hai comunicate e ce ne crei desiderio. “Il germe divino e indenne” opera potente in noi.
    Mi rammarico solo che arrivano contributi uno più bello dell’altro e vorrei leggerli e meditarli con più tempo, e scrivere anche sulla Siria: ma mi basta cogliere quel che riesco.
    Grazie, continua così, ti abbraccio
    GianCarlo

  4. Che bello saper valorizzare e vivere in profondità le “ riunioni famigliari”. Io non sempre, finora, ci sono riuscita, ma ci proverò ancora, puntando anche sulla valorizzazione del femminile! Mariapia

  5. Carissimo GianCarlo,
    grazie per le tue commoventi parole.

    Il laboratorio di dP è per me un luogo caldo, sicuro in cui posso espormi senza paura nella ricerca di ciò che desidero nel profondo e imparo a dare voce a ciò che si muove dentro di me senza vergognarmene.
    Dentro un luogo accogliente che percepisco in me, oltrepassando le sbarre che mi imprigionano, entro in Relazione e ogni volta mi sorprendo ascoltando ciò che da lì scaturisce.
    Il palato si affina e solo parole autentiche diventano nutrimento.

    In questo luogo, la lettura di oggi (Col 3,15) entra nella mia carne e, nella pace di Cristo, mi sento parte di un unico corpo: vedo balconi fioriti che diffondono profumo, pennelli che colorano di bellezza tele impallidite, deserti in fioritura che risplendono di luce e comprendo, come scrive Iside, che la Vita è data in abbondanza a chiunque la chieda.

    Insieme, in un unico corpo, ci apriamo a questo dono così semplice e grande da sgretolare le pareti pietrificate del nostro cuore.

    Carissima Mariapia,
    è bello camminare mano nella mano, sperimentare una vicinanza al di là della presenza fisica.
    Sei una preziosa compagna di cordata.

    Vi abbraccio.
    Giuliana

  6. “maggiore respiro..andatura lieve..movimento sommesso…tocco leggero e delicato…”
    “gioia sottile…canto profondo e respiro familiare”: queste le immagini che più mi hanno colpito della tua condivisione…Sembra una danza..
    E un sensazione di pace ‘piccola’ e semplice… Darsi pace-appunto-
    🙂

    Grazie!

    Chiara

  7. Grazie a te, Chiara.

    La pratica meditativa, intrecciata al lavoro psicologico, mi porta in un luogo intimo in cui l’ integrità, l’ unità, la pace che respiro mi alleggeriscono.
    Tu, da buona intenditrice musicale, hai colto il suono e il movimento delle mie parole.

    Riprendiamo quindi i nostri incontri per darci pace, perché la pace canti in noi.

    Arrivederci a presto e un abbraccio.
    Giuliana

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