Con arte suonate (Salmo 32)

Commenti

  1. Paola Balestreri dice

    Che commozione! Grazie Silvia per queste parole che aprono all’ascolto di una musica magica, che tocca e fa vibrare le corde sottili dell’anima. E attira le sfere angeliche, che sempre dalla profonda vastità del cosmo “annunciano il silenzio divino” (San Tommaso), elevando, attraverso l’uomo, lode al creatore e alla sua creazione.
    L’augurio a tutti noi di far fiorire la rosa e di essere splendore!
    Paola

  2. Grazie, Silvia, per questo bellissimo dono, pasquale direi, perché la grande musica ci apre alla novità di vita come la Pasqua. La mia cultura musicale è molto scarsa, ne ho anche parlato alcune volte con te, ma ora, seguendo anche i tuoi consigli, cerco di dirozzarmi. E anche quando guarderò con attenzione una fioritura primaverile, cercherò di rievocare la musica di Bach! Mariapia

  3. Grazie, cara Silvia, ma allora lo sviluppo della musica, a partire dall’invenzione del contrappunto, porta con sé un elemento dialettico/dialogico, una sorta di sviluppo dell’armonia tra voci contrapposte? forse possiamo intuire in questo principio contrappuntistico un elemento tipicamente cristiano-occidentale, che dà dinamica alla storia, e anche contraddittorietà e conflitto estremi? Ciao. Marco

  4. Cara Silvia, quanto scrivi mi fa venire in mente un libro di Ramin Bahrani che si intitola, se non sbaglio, ‘Come Bach mi ha salvato la vita’, libro che non ho letto, ma il cui titolo ha colpito la mia fantasia, tanto da farmi immaginare che lui vi racconti come Bach l’abbia aiutato a trovare Dio, magari scoprirò che non è così, ma è solo per dire che anche ai miei modesti livelli di fruizione, percepisco che la musica di Bach è quanto di più vicino vi sia all’armonia assoluta (forse dovevo scriverlo maiuscolo). Grazie del bel regalo, ma vorrei chiederti : non sarebbe bello organizzare qualche ciclo di ascolto e commento della musica bachiana?

  5. Maria Carla dice

    …e poi registrarlo e mandarlo in rete tra gli audio-video del sito DP? Sarebbe un bel regalo soprattutto per i telematici come me!!!
    Condivido in pieno la proposta di ‘Anonimo’…ciao, mcarla

  6. Maria Carla dice

    Grazie anche per la segnalazione del libro…titolo davvero stimolante (e promettente!!!).
    Mcarla

  7. Cara Paola, cara Maria Pia,
    anch’io sono attratta dalla musica dei cori angelici e delle sfere celesti, anche su questo si dovrà scrivere! Grazie per la vostra disponibilità all’ascolto.

    Caro Marco,
    se, per rispondere alle tue domande, mi affido all’ego, mi precipito a fare una ricerca musicologica, filosofica, psicologica, etnomusicologica, scoprendo un’infinità di suggerimenti che costituiranno altrettanti post molto interessanti.

    Ma se, a questo punto, come ho fatto, lascio andare tutte le belle informazioni ottenute e mi abbandono … non c’è più nessuno che pensa, solo infinite porte che si aprono su ‘musiche silenziose’ che si fanno suono…
    E allora la risposta alla prima domanda potrebbe essere: sì, se lo Spirito si dà in un incarnazione storica, potrebbe essersi manifestata, intorno al IX-X secolo, l’esigenza di un dialogo maggiore, di una relazionalita’ interna alla struttura musicale stessa, che ha raggiunto vertici di equilibrio nella polifonia cinquecentesca.
    Avviene poi che nei primi anni del Seicento la musica, in Italia in particolare, si sia posta al servizio della parola e in questo modo compositori come Monteverdi e Frescobaldi abbiano messo in musica tutti gli ‘affetti’ umani. E allora, sì, anche alla seconda domanda, la musica, a partire dal primo Seicento incarna passioni estreme, ‘piange se il verso piange, ride se ride’, utilizzando mezzi espressivi sempre più estremi.
    Ovviamente sono temi vastissimi e mi ripropongo di affrontarli nel corso della nuova ricerca che ho iniziato. Grazie per questa domanda che mi ha fatto spostare l’attenzione dal punto di vista dell’esecutore a quello del compositore.

    Cari Anonimo e Maria Carla, grazie del vostro suggerimento: sì, desidero fare un lavoro su Bach secondo la creatività che nasce dal nostro lavoro. Non una guida all’ascolto nel senso tradizionale del termine, ma un’analisi nell’ottica del nostro lavoro spirituale integrato, che tenga conto quindi dell’elemento culturale per integrarlo con quello psicologico e quello spirituale.
    Non ho ancora letto il libro di Baharami, ma sto leggendo ‘La musica nel castello del cielo’ di J. Gardiner che trovo molto piacevole.

  8. Maria Carla dice

    Bene…tutti questi ‘fermenti’ aprono davvero il cuore di chi legge e di chi ascolta.
    Grasue, mcarla

  9. Maria Carla dice

    …ovviamente il mio era un GRAZIE! ???mcarla

  10. Grazia Gavioli dice

    E io non sono ‘anonimo’ volutamente, ma per sbadataggine. Ciao Grazia Gavioli

  11. Giampaolo Poli dice

    Grazie per questo bellissimo post su colui che è il mio autore preferito.A me la musica di J.S. Bach ha sempre suscitato l’idea di una continua fioritura partendo da un tema iniziale, con uno sviluppo che sembra non avere, al limite, mai fine. Mi suggerisce l’infinito attraverso questo susseguirsi di note legate tra loro da un ordine regolare e chiaro. Un grande augurio per il lavoro che ti accingi a compiere. Un abbraccio. Giampaolo

  12. Claudia Vignati dice

    Cara Silvia, forse per i “non addetti” si potrebbe sottolineare che il contrappunto strumentale è stato emulazione e sviluppo di quello vocale e che il clavicembalo fu “temperato” per superare l’impasse a cui si era arrivati nel desiderare che la fisica acustica rientrasse nei criteri di “armonie delle sfere” cui i Greci anelavano?
    O sarebbe troppo “tecnico”?
    Eventualmente ci confrontiamo privatamente, per non ingombrare?

  13. silvia rambaldi dice

    Caro Giampaolo,
    mi trovo in perfetta sintonia con ciò che scrivi, anche per me la musica di Bach ha un’apertura infinita.
    Grazie e un abbraccio
    Silvia

  14. silvia rambaldi dice

    Cara Claudia,
    volutamente ho evitato di parlare di musica vocale o strumentale e scelto l”Arte della fuga’ perché, in questo primo post, mi premeva mettere l’accento sulla combinazione dei suoni ‘puri’, svincolati da un testo. L’’Arte della fuga’ è certamente un brano strumentale, ma non si sa per quali strumenti Bach l’abbia scritta e mi sembra molto affascinante per noi avventurarci nel mondo delle combinazioni sonore che potremmo definire ‘assolute’.

    Per quanto riguarda il ‘temperamento’ ovvero l’accordatura degli strumenti – dal monocordo di Pitagora al temperamento mesotonico, fino ai temperamenti ineguali del Sei-Settecento compreso quello di Bach (il quale non accordava i suoi strumenti con i semitoni tutti uguali, bensì con particolari accorgimenti che rendevano ciascuna tonalità atta a rappresentare un certo ‘affetto’) – certamente si tratta di un discorso tecnico che potremo affrontare praticamente, se sarà possibile, accordando dal vivo uno strumento.

    Un caro saluto
    Silvia

  15. claudia vignati dice

    Cara Silvia, vedo solo ora il tuo commento. Ma parleremo a voce………
    grazie

  16. Of course, and, undoubtedly, one of the most beautiful sensations is that of ‘feeling inside the notes’ in a relationship with balanced and relaxed music.

  17. this is an incredible composer. I like listening to classical music. I think she is soothing

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