Un giorno come tutti gli altri

Commenti

  1. Grazie Bernadette,
    per me, sembra che tu hai vissuto un giorno … bellissimo!
    Ciao, Barbara

  2. Grazie, Bernardette, mi hai fatto commuovere! Come permettere allo straordinario di colmare e plasmare la quotidiana ordinarietà, trasfigurandola di divino.
    Grazie davvero.
    Un abbraccione,
    angela

  3. Un giorno come un altro per riconoscere, accogliere e condividere il proprio limite, per trasformare la rabbia in una risata e per sentirsi in comunione.

    Imparando ad ascoltarci in profondità, possiamo accogliere le personali debolezze con occhi misericordiosi e sentirci solidali nella relazione con gli altri.

    Bellissima la tua condivisione, cara Bernadette, me la gusto ancor più oggi, giorno in cui ricordiamo Abramo, il padre dei credenti, il primo uomo che ascolta e obbedisce a un Dio che nessuno conosceva, iniziando un viaggio verso se stesso, nella terra sconosciuta della propria interiorità.

    La sua fede è la stessa che trasforma un giorno come un altro in eternità, che sa vedere l’Invisibile e apre alla speranza dell’ Uomo Nuovo, l’ Uomo spirituale e relazionale che ci libera dalla schiavitù dell’Egitto portandoci verso la Terra promessa, che trasforma le nostre chiusure relazionali in condivisione e solidarietà e mai si stanca di ripetere alle nostre orecchie sorde che la vita vince la morte.

    Grazie, giuliana

  4. Grazia gavioli dice

    Che bello Bernadette vedere l’azione dello Spirito dal vero! Il tuo racconto lascia dietro di sè una scia di bellezza! Se succedono queste cose nella tua libreria ti verrò a trovare presto. Un abbraccio, Grazia.

  5. Grazie per questa condivisione. Proprio sabato scorso ho perso il controllo e la rabbia mi ha invaso. Invece di spegnere il fuoco o gettato benzina nella relazione. Tornare al respiro, il filo conduttore con la nostra parte divina. Prezioso suggerimento.

  6. GianCarlo Salvoldi dice

    Ha sperimentato. Bernadette ci ha comunicato un’esperienza vissuta. Possiamo sperimentare ciò che crediamo.
    Nominare lo Spirito invano non si può, ma quando si manifesta se ne può testimoniare la bellezza.
    Quando la rabbia ci assale è così facile che imploda facendoci male o esploda facendo male all’altro.
    Bernadette, con umiltà hai avuto fede, e così hai raccolto le tue forze interiori e le hai connesse a quelle dell’altro: poi ci ha pensato Altro ad animare quei singoli, evidentemente disposti all’apertura, e a trasformarli in quella comunità spontanea fiorita nella preghiera e nella pace.
    Rendiamo lode e grazie.
    GianCarlo

  7. Bellissimo racconto, mi ha veramente toccato e aiutato molto. Mentre lo leggevo ho sentito anche io quel respiro profondo attraversami e alleggerirmi.

    Un abbraccio

    Maila

  8. Bella l’immagine del cavallo che corre sulle montagne! Grazie.

  9. Sr. Bernadette Reis dice

    Grazie a tutti voi per le vostre comunicazioni. Sono molto grata che attraverso degli esercizi che Darsi Pace ci propone che poco a poco ho potuto lasciare parlare la mia rabbia. Mi ha fatto tanto bene lasciare emergere l’immagine del cavallo, della mia rabbia. Mi pare che il più che lasciamo emergere la rabbia attraverso di questi esercizi, la rabbia ci lascia. Al meno questo è la mia esperienza. Quando sentiamo la rabbia, è perché c’é una parte di noi che vuole emergere, vuole comunicare. Se non la lasciamo comunicare, diventa come una bambina che grida più e più alto per essere sentito…. Se invece diamo ascolto a noi stessi, se lasciamo che la parte impaurita, arrabbiata parlasse, allora, correremo sulle altezze. Poi le parole che diciamo a quella parte ferita saranno piene di aria fresca, piena di bellezza, piena di accoglienza. Parole assicurante, domande per capire meglio di che cosa ha bisogno la nostra parte ferita….

    Gli esercizi, ho trovato, sono il principio per acquisire un abito che può aiutarci superare il dolore della rabbia e la paura. Allora, la paura e la rabbia diventeranno energia creativa!

    Sr. Bernadette

  10. Bel racconto, soprattutto verissimo, cara Bernadette. Resto colpito dalla serie di sincronicità che descrivi e che riconosco nel tuo divertentissimo e felice racconto.
    Anche in giorni qualunque della mia vita, ho potuto sperimentare queste strane coincidenze, che ormai per me sono precise risposte a ciò che andiamo a cercare al fondo di noi stessi. Lampi che giungono a noi improvvisi come doni e trasformazioni. Ho potuto sperimentare anch’io , sorprese del genere e mi piace pensarle, come l’esperienza del Roveto Ardente, della coscienza che ha illuminato all’improvviso Mosè e che sta guidando anche noi, fuori dal nostro Egitto interiore, dal mondo delle nostre schiavitù. . E’ la luce , è la fiamma che improvvisa arde in un cuore rattrappito nelle sue tristezze e che si dilata ….e allora vedi , senti, comprendi ciò che appena poco prima non vedevi, non sentivi, non potevi comprendere. E tutto avviene senza nessun merito …..avendo solo lanciato malamente la freccia del nostro sogno, per rabbia o rassegnazione ….. …ma che invece, arriva precisamente a bersaglio….al bersaglio della Grazia che corregge , in modo sorprendente, il volo che era nel desiderio ferito della freccia , attirandola a sè.

    Ivano

  11. laura bernagozzi dice

    Grazie tante per il tuo bellissimo racconto cara Bernadette! Hai raccontato con semplicità e simpatia come è concreto nella nostra vita quotidiana il desiderio di abbandono delle nostre caratteristiche individualistiche e di vera relazione con gli altri! La consapevolezza, se la vogliamo vedere, è a portata di mano… e dico questo per non dimenticarmelo mai! Grazie di nuovo!

Inserisci un commento

*