Un bellissimo dono

Tutto è cominciato il 25 maggio 2017, quando Francesca mi ha mostrato Simone che riusciva a fare dei piccoli giochi  di abilità seduto al tavolo della stanza delle attività.

Tutto è cominciato il 23 ottobre 2017, quando Mara mi ha inviato alcune sue riflessioni.

Nel suo scritto c’erano varie considerazioni su come sarebbe la vita se le persone fossero più integre. Tra le altre, questa: «…le malattie causano vite difficili per chi ne è colpito e chi gli vive accanto. Ma come possiamo sapere che il soggetto vive una vita terribile? Ci sono testimonianze di straordinaria serenità in malati gravissimi e gli studi ci dicono che il dolore diminuisce molto se non lo si alimenta con la paura e la tensione. C’è veramente dolore nell’eterna fanciullezza di un bimbo con handicap? E la sofferenza dei suoi familiari non è per caso la conseguenza di questa società così bellica che non li sostiene e non sta loro vicino? Proviamo a immaginare se tutti i vicini e i conoscenti di una famiglia con un bambino con problemi condividessero questa esperienza, offrendo continuamente partecipazione, aiuto, compagnia, amicizia… la vita non si trasformerebbe? Se la comunità ti dicesse ogni giorno: “Non sei solo, anzi ti ringraziamo perché tuo figlio è un bellissimo dono che ci permette di sperimentare tutti insieme il piacere della relazione”, avremmo forse costruito un nuovo mondo».

Quel giorno queste meravigliose parole hanno cominciato a lavorare un terreno difficile, ma già arato.

Tutto è cominciato 34 anni fa, quando sono rimasta incinta. Sposata da alcuni anni, non ero preparata a questo evento, ma lo avevo accolto, anche se con grande timore a causa di un’infezione passeggera avuta nelle prime settimane di gravidanza.

La gestazione si è conclusa prematuramente e mio figlio Simone alla nascita pesava un chilo e trecento grammi.

Nei due mesi in cui è stato in incubatrice gli portavo il mio latte e lo andavo a vedere in televisione (all’ospedale non permettevano il contatto per timore di contagi). Ricordo i miei pianti, sola, davanti a quel piccolo visore in cui si vedeva un minuscolo fagottino dormire o piangere.

Quando finalmente me l’hanno dato in braccio e ho potuto toccarlo, è stato vero amore, una sensazione unica e indicibile.

Poi si è rotto qualcosa. Mi è stato detto che mio figlio a scuola non ci sarebbe mai andato e che non sarebbe stato in grado di fare alcunché. Una rivelazione sconvolgente, da cui è iniziato il terribile dolore del rifiuto.

Nonostante le difficoltà e il dolore sordo e costante, ho continuato a studiare, a insegnare e a suonare, dedicandomi al clavicembalo con passione infinita. Ho sempre pensato che la musica mi abbia salvata e sono molto grata.

Tutto è cominciato dopo tre anni, quando è nato Leonardo e io sono ri-nata con lui. Ricordo che lo abbracciavo di nascosto perché mi pareva di tradire Simone. Ma la gioia di avere un bimbo che mi rispondeva era così appagante! Simone, oltre a essere sordo, a non vedere con l’occhio sinistro e ad avere disabilità mentali, presenta caratteri autistici e quindi ha sempre rifiutato la comunicazione.

Tutto è cominciato dopo altri tre, quattro anni, quando sono diventata buddista. Allora ho scoperto il concetto di Karma e, con grande gioia, mi sono finalmente tolta il peso enorme che portavo, dato che ritenevo che Simone fosse malato a causa mia. Pensare che Simone avesse il suo karma e che io lo stessi aiutando a portarlo, ha completamente rimosso il blocco che avevo nei suoi confronti: non solo non era colpa mia se lui era ‘così’, ma anzi, io lo stavo aiutando a portare il suo peso. Addirittura c’era la teoria secondo la quale alcune persone scelgono di nascere con particolari caratteristiche per aiutare gli altri. Non comprendevo allora come fosse possibile che Simone aiutasse me, ma non rifiutavo l’idea.

E così sono passati gli anni. Io ho fatto una buona carriera come musicista e di Simone si sono occupati prevalentemente i miei genitori. Lui ha vissuto in famiglia fino a 18 anni, e poi si è trasferito in un centro educativo residenziale, pur venendo a casa in vari giorni della settimana.

Tutto è cominciato quando è morto mio padre, nel 2008. Grazie al coro gregoriano che lui dirigeva e che ho accettato di ‘ereditare’, sono tornata al cristianestimo, pur conservando nel cuore i preziosi insegnamenti buddisti.

Tutto è cominciato nel 2011, quando ho conosciuto Marco Guzzi e mi sono iscritta a Darsi Pace. Tutte le vicende della mia vita hanno cominciato a collegarsi, a correlarsi e a manifestare lentamente un senso.

Tutto è cominciato due anni fa, quando mia madre si è trasferita in casa di riposo e io,  due volte alla settimana, vado a trovarla con Simone.

Tutto è cominciato due mesi fa, quando ho iniziato ad andare a prendere Simone per un’oretta, da sola: lui ed io facciamo una piccola passeggiata, la merenda e qualche attività di gioco che gli educatori ci hanno preparato. Sto iniziando ad aver un rapporto personale e unico con mio figlio. Sto imparando la gradualità. Non posso pretendere tutto e subito. Non posso forzare nulla, solo pormi in ascolto, mettermi in relazione con Simone, svuotandomi di ogni pre-giudizio, grata per ogni piccola cosa che ci verrà donata.

Non so nulla di quello che succederà, ma adesso penso che una persona con handicap, mentali o fisici, non solo non sia inferiore alle persone sane, ma che sia portatrice di qualche misterioso dono che noi abbiamo la possibilità di scoprire.

Anche nella famiglia di Johann Sebastian Bach la pensavano così. Gottfried Heinrich, il primogenito nato dalle seconde nozze con Anna Magdalena, era un ragazzo con disabilità mentale. Negli scritti che lo riguardano si trovano le tracce della cura che i parenti avevano nei suoi confronti. Il fratello Carl Philipp Emanuel lo ricorda come un grande talento, con un’inclinazione per gli strumenti a tastiera, che però non si sviluppò («War ein grosses Genie, whelches aber nicht entwickelt ward», dalle ‘Aggiunte’ alla Genealogie) e, quando rimase orfano, Gottfried Heinrich fu accudito amorevolmente dalla sorella Elisabeth Juliane Friederica e da suo marito Johann Christoph Altnickol.

Riuscire a vedere mio figlio come un dono è la cosa più bella che mi sia capitata e mi sembra che non sarebbe potuto avvenire se non avessi scongelato il mio cuore, grazie alla pratica meditativa e alla preghiera costante e agli esercizi psicologici del percorso di Darsi Pace, che mi hanno aiutata a guardare e a comprendere gradatamente le mie ferite esistenziali. Mi sono accorta che attorno a me ci sono persone che aspettano solo che io mi apra, come il personale del Centro di mio figlio, che, ora che sono più disponibile, mi sta coinvolgendo nelle varie attività educative.

Ho iniziato questa riflessione di getto, le parole sono venute da sole e stupiscono anche me. Credo che questo sia il significato di ciò che Marco Guzzi spiega costantemente con passione: l’incarnazione, rendere reali i nostri cambiamenti interiori. Essere disponibili al cambiamento e all’azione della Grazia in noi. Lasciare agire lo Spirito, senza pretendere nulla, senza forzare nulla.

Tutto è cominciato quando sono nata, o prima.

Tutto comincia ora.

 

Commenti

  1. Daniela Rondina dice:

    Grazie Silvia,
    un testo veramente toccante commente e vero, percepisco la tua reale trasformazione e ne gioisco in profondità, cara amica lo scioglimento dei ghiacci è iniziato ora e sempre benedice questo momento e bonifica il passato rendendo gradevole il pensiero del futuro.
    Un forte forte abbraccio.
    Daniela

  2. Un bellissimo dono quello che hai scritto per noi.
    Rosa

  3. Tutto comincia ora.

    Essere nell’Evento è scoprirci dono e nel dono che siamo realizzare il progetto per il quale siamo pensati e amati.

    Bellissima riflessione, cara Silvia, grazie di averla condivisa.

    Un forte abbraccio anche da me.

    Giuliana

  4. Cara Silvia, ho letto d’un fiato il tuo scritto, bellissimo!
    Quanto ho imparato!
    Come madre è difficile accettare ogni “handicap” di un figlio, a qualsiasi livello. Quando mia figlia non risponde alle mie pretese/aspettative e non è cioè, come io la vorrei, vado in escandescenza!
    Appena dopo, rientrata nella consapevolezza del lavoro Dp, mi vergogno di me stessa: ” è un vero dono di Dio”, mi ripeto, ” è bellissima”, e allora perché faccio così fatica ad accoglierla SEMPRE, nella sua totalità, così come lei è? E’ su questo che sto lavorando, ma sento dentro di me antiche resistenze legate al ruolo che ci hanno fatto credere che educare significa anche modellare i figli a propria immagine e somiglianza, o peggio, secondo i canoni sociali del momento.
    Grazie per le tue parole, profonde e schiette, che mi fanno da specchio. Brava per i tuoi enormi passi e auguri cari insieme ai tuoi due figli! Maria Rosaria

  5. Grazie di cuore, di vero cuore, Silvia.

    Forse neanche tu puoi renderti conto pienamente di quanto leggere queste righe faccia bene, apra alla speranza. Quel “tutto è cominciato” ripreso a vari punti è efficacissimo, e capisco che è ben più di un espediente stilistico: mostra davvero che ogni istante è un nuovo inizio, e mostra davvero che tutto è nel presente – quello che non è nel presente semplicemente non esiste.

    Qui ed ora possono succedere meraviglie, qui ed ora il mondo-universo è molto più plasmabile di quanto io spesso stolidamente suppongo, è un continuum in cui avvengono profonde trasformazioni, è un tessuto cosmico sensibile al cuore dell’uomo, perché ad un cuore aperto rispondono meraviglie, nel rispetto dei tempi e senza forzature.

    Tutto comincia sempre adesso.

    Grazie!

  6. “….una persona con handicap, mentali o fisici, non solo non sia inferiore alle persone sane…” E chi può stabilire l’inferiorità o la superiorità di qualsivoglia Persona…? Non credo spetti a noi povere, piccolissime, umane creature. Dovremmo solo imparare un po’ di più, tutti, a tacere nello stupore, di fronte ad un universo tanto grande e meraviglioso, dove il Volere di Colui a cui nulla sfugge di Mano, crea l’esistere d’ innumerevoli, insondabili, misteri.

  7. Annapaola Boy dice:

    Cara Silvia
    il tuo post mi ha profondamente commossa e da nonna di una bambina Down ti abbraccio e ringrazio dal profondo del cuore
    Annapaola

  8. Angela P . dice:

    Grazie Silvia. Conoscevo la tua dolcezza e il tuo sorriso ora conosco anche la forza e l’amore che si manifestano attraverso tutto il tuo essere.

  9. Thus, heartiest congratulations! Thank you for the post given. I like music and everything connected with that. Laters!

  10. Grazie per averci fatto il bel dono di questa condivisione. Le tue parole davvero toccanti non possono che essere di aiuto anche agli altri che si trovino in situazioni analoghe o diverse, ma che abbiamo bisogno “di scongelare il cuore” . Tanti tanti auguri. Stefania

  11. Cara Silvia,
    non posso non iniziare questo breve commento se non partendo dal versante estetico dello scritto che ci hai offerto. Davvero una scrittura coinvolgente, con la costante dell’«inizio» pronto a… iniziare di nuovo a ogni frase e, quindi, a ogni svolta esistenziale. Il fatto che ti senti stupita tu stessa delle tue parole non toglie nulla né alla tua abilità né al valore di quello che dici: perché secondo me è solo il linguaggio più alto quello che «ci parla» e la vertigine che proviamo, tanto nello scrivere (in questo caso tu) che nel leggere (noi lettori) è il segno e la prova di questo accadimento non consueto. (Il linguaggio vero e proprio è questo, il resto è solo comunicazione o trascrizione giornalistica dei fatti.)
    Avrei altro da dire, ma ho già detto abbastanza – e poi le tue parole parlano da sole: una cosmogonia di sentimenti che ci illumina e che quantisticamente risponde a tante domande contemporaneamente in una sovrapposizione avvolgente di… emozioni.
    Grazie!
    Sergio
    P.S. E’ un grande piacere averti come guida del gruppo di Bologna… A presto!

  12. Coraggio e volontà ti hanno sempre contraddistinto…

  13. Mariapia Porta dice:

    Grazie di questa bellissima condivisione! ti auguro di poter dire ancora tanti ” Tutto è cominciato…” Mariapia

  14. Cara Silvia ci siamo conosciute e frequentate tanti anni fa al Conservatorio.Eravamo piene di sogni e speranze.Vedo che tu sei ancora così e la durezza della vita con le sue disillusioni non ti ha cambiata.Mi piacerebbe rivederti e frequentare il gruppo Darsi pace che non conosco.X caso ho aperto facebook che non utilizzo più e ho scoperto il tuo scritto.SE mi puoi contattare, ma non con face book che mi pare poco privato , ti mando la mia email ti mando la mia email
    soniaferrari.musica@gmail.com
    grazie e un abbraccio
    Sonia Ferrari

  15. Un abbraccio carissima!
    Corrado

  16. Francesco Cannella dice:

    Grazie Silvia, grazie Simone!
    Leggere questo articolo proprio oggi, 19 dicembre, per me è un dono incredibile! Dirigo l’Opera don Guanella di via Aurelia Antica, un centro di riabilitazione che da quasi 100 anni vuole essere una Casa per circa 300 ragazzi come Simone. Proprio oggi ricorre l’anniversario di nascita del nostro fondatore San Luigi Guanella.
    Che dire?
    Ho provato tanta commozione nel leggere le tue parole! Quanta vita… vita tua, vita sua, ma anche vita mia! Quando avevo 15 anni intuì che ragazzi come Simone erano un dono inestimabile per il mio cuore: da allora tutta la mia vita è stata attratta da questa luce. Non è bastata la mia ambizione, la laurea in giurisprudenza, l’avvio della carriera forense e tutta la mia voglia egoica di carriera per allontanarmi da questa intuizione: da volontario, sono diventato amico, poi consulente ed ora direttore. Ho lasciato il tribunale per vivere in una grande Casa…
    Il percorso di Darsi Pace mi graffia il cuore, lo scrosta, lo brucia e lo forgia. Quanto ego c’è ancora nella mia voglia di aiutare, quanta falsa modestia e quanta voglia di primeggiare nelle più nobili azioni. Quanta maschera e quanta ombra!
    Ma tutto inizia ora, nuovamente, mentre abbraccio Simone (uno dei nostri ragazzi, che si chiama come tuo figlio) per digli ancora “grazie Simone, il Signore ti ha fatto come un prodigio, splendido dono d’amore di Dio per me”.
    Grazie Silvia, per aver fatto nascere il tuo Simone 34 anni fa e averlo fatto rinascere oggi per me…19 dicembre!

  17. Roberta Manfredi dice:

    Quanta autenticità sento nelle tue parole Silvia, nel tuo metterti a nudo, nella condivisione della meraviglia che tuo figlio sta portando nella tua vita. Ti sono grata per averlo voluto condividere con noi.

  18. Grazie Silvia della tua delicatissima condivisione. E’ bellissimo sentire la naturalezza del dono che siamo chiamati a essere ritessendo, con ogni ricominciamento, l’integrità della nostra vita . Un abbraccio. Rosanna

  19. Giovanna Losco dice:

    Grazie Silvia! La testimonianza del tuo cammino di conversione con Simone e’ preziosa per tutti noi. Che Dio ti benedica! Un bacione Giovanna

  20. Alessandro Ciarella dice:

    Cara Silvia, sono le anime come la tua che confermano la bontà di quanto stiamo cercando di costruire faticosamente ma anche piacevolmente.
    Grazie Ale

  21. La sveglia ha suonato. Percorso con passo pesante il corridoio fino all’ultima stanza ho preso la boccettina dall’angolo del mobile, vicino ai libri, alzato la testa per inghiottire le prime gocce del mattino. Sul soffitto il piccolo ragno non ancora rimosso, l’immancabile ansia. Poi la meravigliosa immagine di Simone e le tue parole … dai! anche oggi ce la giochiamo!
    Grazie Silvia.

  22. Maria Letizia Santi dice:

    Grazie infinite, Silvia, carissima tutor del nostro terzo anno di Darsi pace, per questo bellissimo dono.
    La tua sincera, intima e profonda condivisione mi riempie di stupore e di gioia, mi dona la speranza che tutti noi possiamo realizzare quella lenta ma reale trasformazione che questo meraviglioso percorso ci promette. Auguro a tutti e a me stessa di poter dire in piena coscienza ciò che tu hai detto: “Tutto è cominciato quando sono nata, o prima. Tutto comincia ora”.
    Con affetto
    Maria Letizia

  23. Meraviglia, stupore, commozione, gratitudine infinita. In un istante la tua parola disgela, scioglie, forma, crea pensiero, unisce. In un attimo ci sentiamo in te, in Simone , in noi , in tutti, un unico illimitato cuore.
    Grazie Silvia, grazie Simone. Vanna

  24. Rosaria Savoldi dice:

    Faccio miei tutti i commenti postati sino ad ora e dal profondo del cuore ringrazio te e Simone.
    Rosaria

  25. Grazie cara Silvia per esserti fatta dono per noi e specchio la mia anima ancora inquieta nelle relazioni con le mie figlie.
    Accolgo questo tuo risveglio profondo , come una dolcissima esecuzione musicale della tua anima, in un crescendo di emozioni che risvegliano in me antichi dolori, ma anche la speranza di un nuovo sguardo sugli strani e misteriosi karma delle mie figlie…fatti apposta per costringermi ad attraversare i miei inferni interiori, ma solo per farmi rinascere a relazioni più fiduciose e gioiose con me stesso, in famiglia e nel mondo.
    Ivano

  26. Giuseppina Nieddu dice:

    Carissima Silvia, la tua condivisione e le relative risonanze giungono al cuore facendolo vibrare e dilatare trasmettendo fiducia, speranza, energia ed emozione come una grandissima cascata musicale. Con gratitudine sento il privilegio di averti come tutor del terzo anno e di sentirmi invitata a casa tua con i tuoi figli Simone e Leonardo e con tutta la tua famiglia. Mi unisco con gioia al tuo coro gregoriano per cantare in questo
    eterno giorno di Natale KIRYE AMEN ALLELUYA.
    Un abbraccio a te, a tutti quelli che ci aiutano a nascere e a tutti i nascenti.
    Giuseppina

  27. silvia rambaldi dice:

    Carissimi,

    vi ringrazio tutti tantissimo per le vostre riflessioni che mi fanno sentire parte di una comunità amorevole e accogliente. Leggendo i vostri commenti mi sono commossa, ho percepito una profonda empatia da parte di tutti voi e ho imparato molto.

    Credo che il mio scritto sia il frutto del primo intensivo dell’approfondimento I – Perdonarsi – che mi ha lavorato dentro in queste settimane.

    Rileggendo il post, mi sembra che le parole vengano da profondità sconosciute, come una sorta di necessaria ‘confessione condivisa’ dei miei limiti nella relazione d’amore col mio figlio maggiore, seguita dalla constatazione che il mutare del mio atteggiamento interiore, dovuto al lavoro spirituale, è fonte di serenità prima di tutto per me. Questa pacificazione mi sembra che sia benefica anche per Simone, che ride di gusto quando vado da lui e ieri mi ha abbracciata alla sua festa di compleanno.

    Desidero fare gli auguri a tutti e ringraziare di cuore tutto il personale del Centro Educativo ‘Bosco Baronio’ di Ravenna.

    Buon Natale!

    Silvia

  28. Giampaolo dice:

    Grazie Silvia , ho letto e mi sono commosso. Sciogliersi, aprirsi all’altro, togliere da se i pesi che provengono dal passato e ci interdicono, poco o tanto, il presente: tutto ciò immagino sia una liberazione che cambia tutto. Un abbraccio.

  29. silvia rambaldi dice:

    Grazie a te, caro Giampaolo, sì, fare il vuoto per aprirsi alla novità … cambia tutto, c’è una leggerezza nuova.

    Auguro a tutti noi di fare, in occasione del Natale del Signore, un salto di coscienza per aprirci in modo radicale nei confronti dell’azione illuminante, trasformante e risanante dello Spirito.

    Silvia

  30. Cara dolce Silvia,
    grazie per il dono della tua intima condivisione.
    Alcune delle tue emozioni hanno fortemente risuonato in me .Anch’io ho vissuto la prematura nascita di Davide che pesava 900grammi e lo strappo della separazione in incubatrice per 3 lunghissimi mesi prima di poterlo tenere tra le braccia, prima di riallacciare quella relazione fatta di voci, sguardi , calore…….
    Ansie , paure , speranze hanno poi accompagnato il primo anno di vita con grandi gioie per i piccoli grandi successi che lo portavano lentamente verso la normalità.
    Aver sfiorato l’handicap della vista , del mentale , del motorio …mi ha resa più sensibile ed accogliente verso bambini, ragazzi in difficoltà. Perciò mi sono impegnata moltissimo in associazioni di volontariato per bambini ipovedenti , autistici e nel lavoro come insegnante ospedaliera .Trovavo tutti i modi possibili per “ restituire “ per ri-dare , quasi per disobbligarmi della fortuna avuta e tutto con tanto entusiasmo e forzature sottilmente gratificanti il mio” ego volontario”
    Era il tempo di rispondere immediatamente, automaticamente ai vari bisogni degli altri
    ora è il tempo di fermarmi ,
    il tempo per farmi domande
    il tempo per ascoltare
    Il tempo per osservarmi dentro
    Il tempo per sentire…..
    Il tempo per vivere le relazioni , per accoglierle veramente , per far spazio ad Altro.
    “Tutto comincia ora”
    Un abbraccio affettuoso e tenero a te e a Simone .
    con la gioia nel cuore Irenilde

  31. Gabriella dice:

    Grazie Silvia. Come noi guardiamo alle cose e agli eventi, fa veramente la differenza….

  32. Merzari Francesca dice:

    L’attesa è parte del percorso che ognuno di noi intraprende .Il tempo non è perso se viene riempito di contenuti ,sensazioni e sentimento. Ogni persona dovrebbe avere accanto qualcuno che è pronto ad aspettarlo. Per noi collaborare, ascoltare, attendere, aiutare : essere presenti nelle vite dei nostri ragazzi e delle loro famiglie, è uno degli obbiettivi che perseguiamo tutti i giorni .
    Nel ringraziarla per le dolci parole che ci ha dedicato , le porgo i più sinceri auguri da parte di tutti gli operatori di Bosco Baronio .

  33. GRAZIE

  34. Grazie Irene, Gabriella, Isabella, vi abbraccio forte!

    Grazie Francesca… mi ha fatto piangere, questo è proprio un momento di rinascita ed è vita vera. Vi abbraccio con gratitudine.
    Silvia

  35. Diego drappo dice:

    Grazie !!! Le tue parole sono un vero regalo di natale.

  36. silvia rambaldi dice:

    grazie Diego, buon natale!

  37. Thank you for such an excellent article. I like that you have all so much interestingly described about this musician. he is really good at it

  38. Grazie, Silvia! La tua testimonianza ha il profumo della Vita vera e accende la speranza.
    Un grande abbraccio,
    angela

  39. Grazie, Silvia per aver condiviso il tuo Dono!
    un abbraccio,
    Agata

  40. GianCarlo Salvoldi dice:

    Cara Silvia, mi sembra di sentire, quasi vedere, giungere dal cosmo onde musicali dolci e possenti che ti sostengono e ti guidano, e che si sono espresse nel tuo bel clavicembalo e nel coro gregoriano che tuo padre ti ha regalato, e dal 18 dicembre anche nel nostro coro di partecipazione al tuo dolore, al tuo precipitare, alla tua rinascita.
    Prodigiosa, non di un prodigio inspiegabile, ma di una faticosa e potente con-versione del cuore.
    Il tuo cuore a nudo ha messo anche noi a cuore nudo e ci fa incontrare in una fraternità vera.
    La bellezza esiste, ma sta nei nostri occhi.
    L’amore esiste, ma sta nei nostri cuori.
    L’abisso non ti ha inghiottito, l’hai attraversato con percorsi tortuosi ma provvidenziali.
    E sei venuta alla luce, quella che col Natale viene offerta a tutti, e stai realizzando l’insurrezione della tua umanità,
    e ci testimoni che la Nuova Umanità, per la quale stiamo lavorando, è possibile.
    Rendo grazie allo Spirito, al tuo Simone e a te.
    GianCarlo

  41. silvia rambaldi dice:

    Carissimi, vi ringrazio tutti per i vostri incoraggiamenti.

    Sono di grande aiuto per me e per tutti noi, affinché perseveriamo nella ricerca della nostra vera identità umana.
    Chi sono io se – consolata la mia bambina ferita – ricostruisco la mia identità alla luce dallo Spirito?

    Con l’auspicio che tutti possiamo attingere alle profondità della Vita Vera per ri-orientare le nostre azioni nel quotidiano, basandole su parole bene-dette, nella semplicità e nella leggerezza, auguro a tutti Buon Anno nuovo!
    Silvia

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