Dalle serie TV ai politici che dicono “mi crocifiggono”, perché il nostro immaginario è così carico di Cristo.

immagine di LOST

Di M.C.

Vorrei segnalare un libro che per chi segue i corsi di Darsi pace dovrebbe risultare familiare. Lo ha scritto Alessandro Zaccuri, giornalista dell’Avvenire, l’ha pubblicato Bompiani e si intitola “In terra sconsacrata – Perché l’immaginario è ancora cristiano”. In sostanza, scrive l’autore, tutto l’immaginario contemporaneo, dal linguaggio della tv, dei giornali, della politica, compreso quello delle personalità più lontane dalla religione (o addirittura atee), è nutrito in modo profondo da temi e situazioni che per secoli sono stati al centro della tradizione cristiana. Anche se pochi se ne accorgono.

Si tratta di un sapere carico di simboli, concetti, immagini, situazioni, parole che i grandi artisti del passato hanno illustrato nelle opere presenti dentro le chiese e che ora vengono saccheggiati dai più svariati generi del racconto popolare, compresi – secondo Zaccuri – i film horror, quelli pornografici e i videogiochi splatter. Anche a chi è lontano dal Vangelo, dunque, l’immaginario creato dalla tradizione cristiana continua a esprimere qualcosa di essenziale.

Qualche esempio presente nel libro??La tomba che Dracula diserta ogni notte e il sepolcro che Maria Maddalena scopre vuoto la mattina di Pasqua, Il Codice Da Vinci e la Commedia di Dante, Matrix e le dottrine dello gnosticismo, l’estasi spirituale di santa Teresa d’Avila e la “piccola morte” erotica ossessivamente celebrata nei recessi di Internet. Ma anche la montagna al centro dell’isola di Lost, che somiglia così tanto al Purgatorio (così come i nomi dei personaggi, legati al vecchio e al nuovo Testamento). O un videogioco horror come Silent Hill. Addirittura la dichiarazione di un campione di motociclismo, che dopo aver ricevuto l’ispezione del fisco, ha dichiarato: “Mi hanno crocifisso”.

Intrecciando fra loro – osserva l’autore – la critica letteraria, la riflessione teologica e i prodotti più astuti o consapevoli della narrativa pop, questo libro si presenta come un atto di sfida a ogni pretesa riduzionista – se non addirittura denigratoria – dell’esperienza cristiana.?Nella certezza, fra l’altro, che per avvicinarsi al mistero di Dio la poesia può rivelarsi molto più esatta della scienza”.

Vi allego il link al programma fahrenight, su Radio Tre, con l’intervista ad Alessandro Zaccuri (che comincia dopo i saluti del conduttore).

http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=272689


Commenti

  1. letta

  2. Grazie per la interessantissima segnalazione caro Massimo.
    E per lo stimolo a questa semplice riflessione :
    quanto di evangelico nelle nostre esperienze ordinarie?
    … e mi viene subito in mente la lettura che sto terminando ora : L’Ombra Dello Scorpione, di Stephen King, proprio su suggerimento del team di sceneggiatori di Lost….., ebbene in un romanzo così lontano dal sacro non puoi immaginare i riferimenti diretti e indiretti alla figura dei profeti, alla presenza di Dio e dei suoi disegni e infini alla eterna lotta in terra tra il bene e il male…. se del caso, potrò essere più preciso, ma mi ha sorpreso la serie di richiami ed evidenti citazioni della presenza dello Spirito nelle umane vicende.
    letta

  3. Fabrizio Falconi dice:

    Caro Massimo,
    ti ringrazio molto della segnalazione. Conosco Zaccuri, e lo apprezzo molto, e questo in particolare, mi sembra davvero un bel libro da leggere.
    letta

  4. m. guzzi dice:

    Carissimo, molto interessante il tema del libro.

    D’altronde la simbolica cristiana porta dentro di sé gran parte delle immagini di tutte le tradizioni mitiche e religiose del Mediterraneo, e quindi gran parte di ciò che potremmo chiamare, con Jung, l’inconscio collettivo.

    Sappiamo bene poi quanto la narrazione evangelica del Nuovo Uomo, libero finalmente, e della Nuova Comunità di com-pagni, abbia determinato il successo dei movimenti rivoluzionari della modernità, e covi ancora nelle profondità delle speranze umane.

    Il problema che mi viene in mente è questo: come mai un potenziale inconscio così straordinario, una tale ricchezza che in realtà intona ogni creazione significativa, sembra oggi incapace di entusiasmare e di illuminare i popoli dell’occidente cristiano?

    Come mai l’essenza del cristianesimo, la sua forza sconvolgente, la sua rivoluzione permanente, sembra bloccata e finisce appunto a comparire più nei telefilm americani che nella nostra capacità di rinnovare il mondo?

    Cosa ostacola la risorgenza di una cultura cristiana all’altezza delle sfide del tempo?
    (Tu sai che noi qualche risposta proviamo da tempo a darcela…)

    Ciao, e grazie. Marco

    letta

Lascia un commento