
La disciplina del conflitto. Perché oggi non possiamo più farne a meno
In un’epoca di conflitti permanenti, la domanda da porsi non è solo da che parte stare, ma come stare nel conflitto senza perdere sé stessi. La polarizzazione, la rabbia e la semplificazione sono ormai diventate il linguaggio dominante del discorso pubblico. In questo scenario, è ancora possibile portare avanti le proprie idee e una visione alternativa senza esserne travolti? Da qui prende avvio una riflessione sulla necessità di una disciplina del conflitto, che parte dalla consapevolezza di sé e dalla capacità di incarnare, in prima persona, il tipo di mondo che desideriamo vedere. Perché i fini non giustificano i mezzi, e i mezzi che scegliamo prefigurano il mondo che verrà.




