Un prete nei gruppi Darsi Pace


Il mandato che Gesù dà a Pietro, e a tutti coloro che si pongano alla sua sequela, risuona nelle parole del Vangelo di Giovanni che la Chiesa ci ha proposto di recente come lettura del giorno (Gv. 21, 15-19).

“Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle”: abbi cura dell’uomo, dell’umanità in travaglio, di questa abbondante messe che pochi operai si preoccupano di coltivare.

L’esperienza di un sacerdote che accoglie e condivide il travaglio dell’uomo moderno, e quindi il proprio, e si pone in dialogo con i laici in una condizione di parità, pur mantenendo il suo personale carisma e la sua particolare vocazione, è l’esempio del giusto spirito di ricerca e di umiltà che oggi può aprire spazi fecondi di crescita spirituale individuale e collettiva.

Ci educhiamo reciprocamente imparando a lasciar trasparire ciò che attraversa l’anima.

Per corrispondere al desiderio di libertà e di maggiore integrità di ciascuno e per costruire insieme una casa accogliente per l’uomo e per la donna nascenti in noi.

Nella consapevolezza che coltivare l’anima è un’inesausta impresa.

E che l’eterno e immutabile messaggio di liberazione necessita di mappe sempre nuove, chiavi di lettura inedite e dinamiche, per orientarsi in questa strana avventura umana sul pianeta terra, coniugando il lavoro interiore con la trasformazione del mondo.

Commenti

  1. Voglio mandare un personale abbraccio a padre Corrado, la cui testimonianza mi riempie di gioia, anzi dovrei dire ‘giubilo’…

  2. Enrico Macioci dice:

    Ringrazio Corrado per questa magnifica testimonianza, molto lucida e istruttiva.
    In particolare mi ha colpito il suo insistere sull’anima, sul concetto di anima, anzi sul fatto che, sebbene lui stesso non sappia cosa essa sia, la “tratti” alla stregua d’una materia, d’un’essenza concreta e in qualche modo lavorabile.
    Ma che cos’è l’anima? A me piace pensare all’anima come a quel mistero che ci abita pur trascendendoci, e che se ne sta negli interstizi fra una cellula e l’altra, qualcosa di fisico dunque ma anche di meta, di ultra fisico, quel qualcosa appunto di cui Corrado si mette giorno dopo giorno in cerca.
    Un saluto.
    Enrico

  3. rosella dice:

    Caro Corrado,
    da quando negli intensivi ho condiviso conoscendo te, Suor Maria, Suor Antida e le Altre, corro il rischio di cominciare ad amare anche le strutture gerarchiche della Chiesa nei suoi consacrati… .
    Mi ritrovo molto, ma moooltoo più !!! magnanima
    Bello no?
    Vi abbraccio tutti.
    Grazie di cuore per quello che continui a donarci: “lasciandoti trasformare da noi”.
    Sai com’è? Son sempre piena di pretese!!!
    Un abbraccio
    Rosella.

  4. Fabrizio Falconi dice:

    Grazie Corrado per la tua testimonianza.

    F.

  5. giovanna dice:

    Carissimo P. Corrado, grazie, grazie!
    Grazie per il tuo coraggio e per la tua umiltà! Grazie per il dono che ci fai di te, per la sincerità con la quale lasci trasparire la tua anima!
    La tua testimonianza è un grande insegnamento, una vera ‘predica’ che parte dalla carne ed arriva dritta al cuore.
    L’anima sente quando la parola è incarnata ed esulta. La mia anima ha esultato riascoltando la tua testimonianza: ho sentito i polmoni dilatarsi, respirare pienamente, una sensazione di grande apertura e libertà.
    Quello che dici, il modo in cui lo dici, cura molte ferite che hanno portato ad allontanarsi dalla Chiesa ed apre il cuore alla speranza: davvero una primavera della Chiesa è possibile se consacrati e laici insieme si avviano, con coraggio e umiltà, in un autentico cammino di conversione, aiutandosi reciprocamente, mettendo a frutto i doni ricevuti dalla multiforme grazia di Dio.
    Una Chiesa popolo di Dio in cammino, una Chiesa del grembiule (secondo la bella espressione di don Tonino Bello) in cui ci si lava i piedi a vicenda, in cui si cresce nell’amore vicendevole e nel servizio; una Chiesa che nasce da Maria (io mariano) e si riunisce intorno a Maria per ri-generare il mondo.
    I gruppi Darsi Pace sono un piccolo seme di questa Chiesa nascente e ringrazio con tutto il cuore Dio per il dono che ce ne ha fatto.

    Un abbraccio. giovanna

  6. Anonimo dice:

    Grazie Padre Corrado per la sua testimonianza.
    Maddalena

  7. Caro Corrado, anzi “Don” Corrado, grazie di aver parlato anche del nostro gruppo che ti ha aiutato, mi rendo conto di quanto sono stata fortunata ad incontrare delle “belle” persone come Marco, Paola, te, il nostro e i nostri gruppi! Molte delle cose che tu hai sperimentato, tolleranza, coraggio, nutrimento dell’anima, le ho provate anch’io, anch’io sono uscita da quella “lastra” che avevo davanti e che Marco chiama “sepolcri imbiancati” Oggi Corrado, tu sei un “prete giovane” perché quello che dicevi solo con la bocca, ora lo hai sperimentato anche nel cuore!
    ( sarà forse merito dell’acqua Lilia che avevi accanto quando parlavi?) Un caro saluto.

  8. Brunella dice:

    Caro Corrado, ti ringrazio per le tue parole che mi sono arrivate al cuore, emozionandomi.
    Ti abbraccio con affetto e saluto tutti.
    Brunella

  9. Grazie, Corrado, è sempre emozionarti ascoltarti. Massimo

  10. giuliana dice:

    Il tuo modo di parlare dell’anima, di sentirla senza riuscire a definirla scientificamente come la nostra ragione vorrebbe, mi ha riportato immagini di bambini, la plasticità e la fluidità con cui si lasciano lavorare da chi li ama e li educa insieme alle parole:
    “se non diventerete come bambini…..”.

    Grazie, Corrado, per il coraggio di lasciarti trasformare insieme a tutti noi.

    Giuliana

  11. sr Maria dice:

    Quasi di getto, sulle vibrazioni della mia anima toccata dalla tua testimonianza, ti raggiunga il mio grazie, carissimo p. Corrado. Mi sento fortemente in sintonia con te mentre narri, in umiltà e verità, uno spaccato del tuo percorso interiore mettendo in evidenza, tra l’altro, il sentirti, tu prete, educato dai laici nella condivisione dello stesso cammino.
    Godo tantissimo nel percepire il vero respiro ecclesiale che ci fa camminare gli uni accanto agli altri, in cordata nella stessa scalata, senza rinunciare, nessuno, alla propria identità e vocazione specifica, anzi sperimentando che esse sono progressivamente purificate, ravvivate e rinvigorite.
    Un grazie sincero va a Marco, il nostro capocordata e a tutti gli amici incontrati negli intensivi e sul blog

  12. Vi ringrazio tutti dell’ascolto “cordiale”, carissimi e carissime.

    Sono grato a Paola per l’incisiva presentazione del video. Il ricordo delle parole evangeliche “pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle” mi ha portato a pensare che il ministero che Gesù chiede ai preti non è quello del domatore di bestie feroci, ma quello di compagno-custode di agnelli e pecorelle, ossia l’umanità vulnerabile, fragile, debole, indifesa. Se il domatore di leoni e tigri adotta strategie di attacco – difesa, il pastore attiva invece strategie di accoglienza – oblazione.
    A diventare pastore però si impara…
    Sull’esempio di Colui che è il Buon Pastore perché è l’Agnello immacolato.

    Aggiungendo ancora una parola a quanto già detto nel video, posso dire che la frequentazione dei gruppi dp la sento quale efficace “formazione permanente” (espressione usata e abusata in ambiente clericale e religioso; da tutti invocata certo, è difficilmente sperimentata…).
    Il lavoro proposto, la “pratica” come ama ribadire Marco, mi ha permesso di rendere per me un po’ più “praticata” e non solo “desiderata” la formazione permanente, che non è semplicemente nutrimento in-formativo dell’intelletto ma esperienza per-formativa che tocca l’intera persona.

    E per finire, trascrivo una frase di san Paolo, tratta dalla lettura della Messa della festa della Trinità che celebriamo domani:
    “State lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi” (2Cor 12,11).

    A me suona? E a voi?
    Un abbraccio fraterno.

  13. Volevo dire:
    A me suona !
    E a voi ?

  14. A p. Corrado, la trasformazione dell’anima che tutti noi vogliamo iniziare è già evidente e tangibile in te………
    Grazie perchè ancora una volta sei compagno-custode e non un domatore, ma uno che cammina al nostro fianco e condivide con noi le fatiche di ogni giorno!

  15. Filomena dice:

    Grazie, caro Corrado, del tuo coraggio, della tua lucidità, del tuo entusiasmo.

    Un abbraccio nella Pace
    Filomena

  16. Mariapia dice:

    Prima ho letto il post “ Cristo scomparso?” che riporta dei dati sconcertanti sulla chiesa. La chiesa gerarchica riflette su di essi? Intende mutare qualcosa nella sua struttura, nei suoi rituali e linguaggi? Poi sono passata alla serena e rasserenante testimonianza di Corrado: un sacerdote in proficua formazione permanente , che ringrazio e apprezzo Mi sono posta altri interrogativi: nei seminari si cerca una nuova formazione dei futuri preti? Nella chiesa è usuale la collaborazione alla pari tra consacrati e non? Tutta la chiesa va radicalmente rinnovata, altrimenti si rischia la scomparsa non tanto di Cristo, ma l’annichilimento della Sua chiesa attuale. Mariapia

  17. sr Maria dice:

    A proposito del cammino di formazione, o meglio di trans/formazione, mi piace condividere quanto mi ha scritto una nostra giovane suora ai primi anni del suo cammino di consacrata: “Un altro caro amico di cammino che si è preso cura di me, senza che lui lo sappia, è stato Marco Guzzi, attraverso il suo libro Darsi pace, che tu sr Maria, e il Consiglio, mi avete regalato alla mia prima rinnovazione dei Voti”.
    E’ proprio vero che la Vita suscita vita!

  18. Grazie, carissimo Corrado, in particolare per aver sottolineato come il lavoro sull’anima si approfondisca nella misura in cui lo pratichiamo.
    E anche per aver ripreso il concetto di lavoro, di pratica concreta: la trasformazione somiglia infatti molto all’artigianato o forse meglio alla durezza della scultura, e lo scalpello (degli angeli più buoni) a volte fa male sulle nostre deformità egopatiche.
    Ciao. Marco

  19. ciao Corrado , scusa il tono confidenziale, ma ti voglio bene e devo dire che mi ha fatto un certo effetto sentire la tua testimonianza, la tua umile testimonianza di ………prete.un abbraccio.

  20. Ciao Anonymous, ricambio l’abbraccio. E ti chiedo una preghiera (per me e per i preti che conosci) perché l’umiltà è un “dono” fragile, da invocare quotidianamente dal cielo prostrati a terra.

  21. nonnopaolo dice:

    Ascolto solo oggi 1 ottobre 2013 questa testimonianza di padre Corrado: che emozione! Rifletto su questa emozione che lui mi procura: ma allora anche io sono in ascolto se il mio animo reagisce con una emozione a questo “mettersi a nudo” di un prete che raccontando la sua esperienza ti fa nascere curiosità e desiderio di approfondimento. Piacevole constatarlo! Di che cosa ho bisogno io, e cosa mi rende veramente felice? Vale la pena fare questa caccia al tesoro! Lui dopo 28 anni, io dopo molti anni in più! Paziente e tollerante anche affrontando imprevisti???!!! Per me sarebbe come dire che io possa andare non solo sulla Luna o su Marte, ma anche più in là ed avere la sicurezza di stare bene e potere ritornare. Don Corrado è più esploratore di me: più disponibile ad andare oltre il consueto! Mah! Una freccetta l’ha lanciata ed è arrivata un paio di anni dopo il suo lancio. A presto! Un abbraccio

  22. Caro Paolo, che sorpresa! E’ stato bello incontrarti ieri sera alla conferenza di Marco… E mi fa bene leggere stamani la tua re-azione. Che dirti? Buon viaggio esplorativo al di là della Luna e di Marte per trovare… ciò che rende veramente felici. Il vangelo di oggi parla della potenza creatrice della fede: ne basta pochissima (quanto un granello di senape) se è davvero tale e non qualcosa d’altro che le assomiglia soltanto, per spostare lo stato delle cose, ossia trapiantare gelsi dalla terra nel mare… (sono cose che avvengono dentro di noi prima che fuori di noi). Ricambio l’abbraccio e arrivederci Corrado

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