Lettere alla redazione – La lettera di Carla su l’anticristo

LETTERA DI CARLA

Ho visto la nuova interessante possibilità offerta dalla rubrica “lettere”, e così eccomi qui con un quesito.

Qualche giorno fa un conoscente ha richiamato la mia attenzione sulla tematica dell’Anticristo così come l’ha sentita esporre da padre Livio di Radio Maria. Non sono un’ascoltatrice di Radio Maria e non conosco i dibattiti interni alla chiesa su questa tematica. Tuttavia cercando in Internet mi sono resa conto che un dibattito c’è e ampio. A parte padre Livio che ha scritto un libro su questo argomento, c’è il fatto che il card. Biffi ha impostato su questo discorso le riflessioni quaresimali che ha fatto al Papa e alla Curia romana nel 2007, a partire dal racconto di Solovev che risale al 1900.
Riproduco qualche brano,  tratto dall’interessante http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/32418, della riflessione del card. Biffi diventata poi saggio pubblicato. Sono queste le cose che rendono sconcertante Solovev e il modo in cui viene recuperato oggi.

“L’Anticristo era – dice Solovev – “un convinto spiritualista”. Credeva nel bene e perfino in Dio. Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava “altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza”….Ma dove l’esposizione di Solovev si dimostra particolarmente originale e sorprendente – e merita la più approfondita riflessione – è nell’attribuzione all’Anticristo delle qualifiche di pacifista, di ecologista, di ecumenista. […] “

La mia tentazione è stata quella di dare un giudizio sommario sull’intera questione e di chiuderla lì, poi però mi sono resa conto che forse sarebbe importante avere un punto di vista sereno su che cosa vuol dire Anticristo per noi oggi. E la prima cosa sarebbe informarsi in maniera approfondita su chi ha detto che cosa, visto che sappiamo come le semplificazioni dei mass media spesso distorcono la verità anche radicalmente.

Voi che ne dite? C’è qualcuno che ne sa qualcosa e ci ha riflettuto sopra?

Grazie per l’attenzione, ciao a tutti.
Carla

RISPOSTA

Cara Carla,

come vedi i nostri tempi pacificati si sono compiuti ed eccoci nella speranza di poter essere di aiuto.
Il brano di Solovev che citi è molto noto. Tieni però conto che, decontestualizzato, è spesso utilizzato come “clava” da una parte della comunità ecclesiale, di sensibilità più conservatrice, verso le componenti più progressiste e impegnate socialmente. È difficile farsi un’opinione equilibrata: in fondo la questione è antica come la Chiesa, e si riflette qualcosa di questo dibattito già al livello più antico della riflessione cristiana, nel NT, osservando la differenza di accenti tra la posizione di Giacomo (importanza delle opere) e quella di Paolo (primato della fede).
Per come pensiamo e avvertiamo noi dei gruppi “Darsi Pace” la questione, l’Anticristo è l’ego, nella misura in cui pretende di sostituirsi al Principio vero della vita che è Dio.
Non c’è dubbio che un certo “pelagianesimo” (Pelagio nel IV secolo è stato il campione teologico dell’affermazione del primato della libertà umana sulla Grazia; contro di lui ingaggiò un’aspra battaglia Agostino, che poi ha prevalso, per cui il pensiero di Pelagio è stato bollato come eresia) permea buona parte dell’interpretazione del cristianesimo come morale. Noi sappiamo – per esperienza diremmo – che il cristianesimo è anzitutto una mistica, cioè una pratica esperienziale e una dottrina della trasformazione interiore e cosmologica, e quindi un’etica e una morale. C’è tuttavia da stare attenti: il pelagianesimo è trasversale a tutti gli schieramenti, conservatori e progressisti, e se vogliamo dire qualcosa di nuovo e autorevole siamo tenuti a porci al di là di queste contrapposizioni un po’ ipocrite e inautentiche: c’è un moralismo conservatore (precettismo, morale individuale, morale sessuale, e tutto il corifeo dei valori cosiddetti tradizionali) e un moralismo progressista (umanesimo filantropico, pacifismo, ambientalismo ecc.).
L’ego è ovunque, in noi e fuori di noi.
L’estirpamento dell’Ego è un atto rivoluzionario, e praticamente incollocabile: non ha luogo e accoglienza in alcuna delle posizioni che si fronteggiano attualmente.
L’esperienza che stiamo facendo nei laboratori ci insegna a dubitare di tutti gli irrigidimenti, a coglierne l’essenza nichilistica e farisaica, perché non radicata su un’autentico accesso al Principio della Vita.

Aggiungiamo, a titolo ‘didattico’, il riferimento a quella parte di Darsi Pace in cui è affrontato l’argomento (Il terzo passaggio: L’ultima maschera del mio ego).

Da pagina 93-94:

Se faremo con calma e onestà questo lavoro, sicuramente incominceremo ad individuare sempre meglio alcuni caratteri sostanziali del nostro specifico mascheramento egoico, del nostro personalissimo io ego-centrato. Teniamo presente fin da ora che il nostro io ego-centrato può essere incredibilmente simile alla nostra più intima e autentica  identità spirituale. Io, ad esempio, ho riconosciuto in me una forte tendenza ad apparire buono, ragionevole, forte, autonomo e saggio, al di là di ogni verosimiglianza, secondo il tipico copione del secondogenito al quale i genitori chiedono di non dare mai problemi ma anzi di risolverli, e che quindi per difendersi (con l’accondiscendenza) prova ad essere una sorta di patetico ercolino sempre in piedi, gonfio in realtà di paura e di risentimento. Questa distorsione infantile non vuol dire che io, nelle profondità del mio essere, non possegga le qualità divine dell’equilibrio o della saggezza da esprimere ; ma che la situazione familiare mi ha spinto a forzare anticipatamente queste qualità e quindi  a viverle in modo egoico e di conseguenza falso e appunto forzato. In generale il mascheramento difensivo egoico anticipa e così distorce la qualità spirituale che tenta di controfigurare, ne fa appunto una maschera che ci imponiamo di assumere al di là delle nostre concrete e autentiche possibilità. In tal senso Satana è proprio l’Anti-Ante-Cristo, colui che volendo venire prima di Cristo, volendolo anticipare, in realtà gli si oppone nel modo più funesto e distruttivo. Questo fenomeno “anticristico” aumenta a ritmi crescenti nei nostri tempi. Potremmo spiegare la cosa così : più l’intero Ordine dell’Ego mostra a tutti i livelli (personali, psichici e planetari) la propria insostenibilità e falsità, più il nostro ego, per sopravvivere, deve scimmiottare i caratteri dell’Io spirituale che preme inesorabilmente per nascere. Ecco perché oggi siamo tutti così “buoni” e “solidali” e “pacifisti”, mentre nel cuore di ognuno e su tutta la superficie della terra la guerra di tutti contro tutti  diviene lo stato ordinario dei rapporti.

Un caro saluto dalla redazione

Commenti

  1. rosella dice:

    Davanti a risposte così esaurienti è con qualche titubanza che corrispondo al post; ma, già che ci sono: e perchè no?

    Cara Carla,
    non mi ero mai posta questo tipo di problema ed anche la lettura del manuale di darsi pace, evidentemente l’ho fatta molto superficialmente.Nel corso telematico poi, quando Marco ha fatto riferimento al quadro di Luca Signorelli l’ho preso brevemente in considerazione ma “l’ho lasciato andare”: subito, subito…
    Quello che mi ha interessato invece è stata l’interpretazione data della storia dell’occidente in chiave messianica ma anticristica.
    Questo mi ha colpito molto, non ci avevo proprio mai pensato.
    Se qualcuno vuole aggiungere qualcosa su questo aspetto mi interessa.
    Da un punto di vista personale io ritengo anticristico tutto ciò che non nasca dall’amore; e L’AMORE E’ UN SENTIMENTO (non un sentimentalismo) prima che un’ azione giusta o sbagliata, opportuna o inopportuna, in fondo noi cristiani riteniamo che Cristo sia morto per amore.
    Grazie per questa riflessione che mi tiene desta.
    Buona Domenica
    Rosella

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