Disperazione personale e disperazione politica

Nell’ultimo incontro di Approfondimento alcuni di noi si sono dati appuntamento a pranzo attorno ad un tavolo del refettorio, per parlare di politica e del grande consenso elettorale ottenuto dal Movimento 5 Stelle. In tutti questi anni ho cercato di evitare di parlare di politica, ma in questa situazione ero molto interessato a capire perché molti, anche tra noi, hanno dato il voto a Grillo.
A seguito del colloquio che abbiamo sviluppato ho promesso che avrei scritto una riflessione.
I partiti hanno perso ogni credibilità e sono inconsistenti ed in crisi totale dal punto di vista politico, morale e organizzativo. Credo che sia cresciuto a dismisura l’interesse per la politica, ma solo nel senso che ci si pensa molto e se ne parla troppo, ma che l’impegno politico militante sia quasi azzerato. Sono molto più frequentate le chiese, che pure non vedono più le folle del passato, che le sezioni dei partiti: al nord chiudono perfino quelle della Lega. I residui di partito esistenti sono di tipo padronale e populista: pazienza se si tratta di Berlusconi, quello si sa, o della Lega di Bossi, ma era così anche per i Radicali di Pannella, i Verdi di Pecoraro, l’Italia dei Valori di Di Pietro, e lo è  in misura estrema per i 5 Stelle di Grillo. Che sono militanti  iperattivi ma che stanno individualisticamente isolati in camera loro a twittare su una fantomatica democrazia diretta. Credo che l’allontanamento dalla politica e dai partiti, che sono costitutivi ed essenziali alla democrazia, sia cominciato con i ragazzi che hanno visto il terrorismo delle Brigate rosse e con quelli che hanno vissuto il crollo del muro di Berlino. Oggi sono trentenni che hanno fatto i conti con traumi sconvolgenti, e nessuno li ha aiutati a trovare una bussola al di fuori delle ideologie tanto rassicuranti quanto false. Anzi i cattivi maestri, disperatamente aggrappati al naufragio delle loro ideologiche ragioni di vita, si sono ingegnati a mettere pezze peggiori del buco: i problemi e le difficoltà, che sono gravi e reali, sono da attribuire solo ad una personificazione del male che si chiama Berlusconi. A parte che non mi sembra un’ analisi proprio marxista, sarebbe troppo bello se fosse così chiaro, semplice e lineare. Non vorrei approfittare, ma mi richiama tanto l’atteggiamento che avevo io, non so voi, prima del lavoro di un lustro con Darsipace: io mi sentivo tanto bravo, ma avevo intorno alcune persone proprio insopportabili ed insostenibili. E a quelle persone attribuivo la responsabilità piena dei miei problemi. Così il disorientamento e la disperazione di prospettive politiche ha spinto gli italiani ad occuparsi ossessivamente di politica, fino a perdere la serenità e a non dormirci di notte: ho quasi l’impressione che a volte gli italiani nascondano la loro disperazione esistenziale, che noi abbiamo imparato a conoscere bene nel lavoro di gruppo, dietro alla disperazione politica. E il livello di disperazione è grande perché abbiamo riposto una speranza eccessiva ed indebita nella politica, che da sola non può portare la palingenesi, la vita nuova. Certo è fuori discussione che da quando le cariche pubbliche sono remunerate e gli organismi elettivi si sono attribuiti disponibilità finanziarie smisurate, e per di più saccheggiate, a livello locale, nelle Regioni, è stata la pacchia dei furbi: e gli italiani sono un popolo di furbi. Da qui deriva la mia impressione che, davanti ai problemi drammatici di disoccupazione e di una parte di popolazione che deve contare bene gli euro che può spendere, noi ci consoliamo con accuse e piagnisteo anziché guardare in faccia le nostre storture culturali, sociali organizzative e produttive. E Grillo fa il danno massimo fuorviandoci con il tema della corruzione, che è reale, ed illudendoci sulle vie d’uscita sue, che sono irreali e prive di fondamento. Poi ci manca che il giornalista Stella del Corriere della Sera butti benzina sul fuoco facendo credere a 25 milioni di italiani che il problema sono i costi del Parlamento e della democrazia, ed è fatta: invece non è così. E’ indispensabile che il Parlamento dia il buon esempio in tempi di difficoltà e riduca i costi, ma occorre sapere che non è vero che tagliando i costi della democrazia si risolve il problema dei problemi che è il debito pubblico sulla testa dei nostri figli: se si taglia come è giusto, il contributo per le nostre finanze è dello 0,0001 %. So bene di dire cose impopolari e poco accettate, e se i vostri commenti fossero legittimamente su questa linea, garantisco che la mia riflessione qui è cominciata e qui finisce.
Propongo una domanda e avanzo una proposta.
La domanda non retorica che rivolgo a chi ha legittimamente votato M5S, è come ritenga di poter conciliare il nostro percorso di Darsipace con una proposta politica che nasce da rabbia sorda, si nutre di paura catastrofica, e si comunica con parole che sono di violenza scandalosa, incompatibile con la nonviolenza. La proposta consiste nella mia disponibilità a fare una riflessione sui fondamentali della democrazia.
Rileggiamo attentamente la preziosa riflessione di Marco: “La crisi di tutte le classi dirigenti e le nuove forme di leadership”, che individua alla perfezione la causa fondamentale del Baratro: “Abbiamo lacerato l’uomo tra un Senso senza vita e una vita senza più Senso”.
Con immutata simpatia per tutti voi.

Commenti

  1. maria carla dice:

    Sono d’accordo pienamente con te!…dove trovo la riflessione di Marco che hai citato? grazie, mcarla

  2. Stefano C. dice:

    Se dovessi scegliere un partito/movimento in grado di rappresentare la fase evolutiva personale che sto vivendo, non dovrei votare alcunchè. Ma il NON VOTO non è nè una soluzione, nè una risposta, ma una fuga.
    E se c’è qualcosa che ho imparato nel cammino di liberazione DP è proprio quella di non fuggire in un forzoso silenzio fatto di rabbia, risentimento e malumore, ma viceversa di affrontare con coraggio la realtà per come si presenta credendo nella contaminazione e nella partecipazione.
    Quindi, caro Giancarlo, come faccio a dormire la notte votando M5S? molto bene direi, poichè al contrario di molte persone che conosco, ho avuto forza e coraggio di cambiare idea (pubblicamente) e di credere che un futuro migliore si PUO’ e si DEVE costruire.

    un abbraccio

  3. Stefano C. dice:

    Non ho risposto però alla tua domanda e me ne scuso:
    Grillo, più di Letta/Epifani, Vendola e Berlusconi, può agevolare il mio processo di assorbimento di quella componente d’ombra “sociale” che mi porto dentro. Sappiamo che per assorbire l’ombra dobbiamo ascoltarla ed accompagnarla, ma mai rimuoverla negandola. Gli altri leader politici aumentano la mia rabbia perchè ignorano alla base i nostri problemi e soprattutto NE SONO I RESPONSABILI.
    Forse ora ho risposto alla tua domanda

  4. Anonimo dice:

    Rispondo con piacere alla richiesta di Maria Carla, ricordando che il testo di Marco, Guzzi dico 🙂 , ” La crisi di tutte le classi dirigenti e le nuove forme di leadership” si trova nella lettera che egli ha mandato a tutti via mail il 4 aprile.
    E, già che ci sono, le ricordo che può leggere con profitto lo scritto del martire Aldo Moro, proposto da Corrado come risposta al post di Alessandro Ciarella. Chiamo Moro martire come tali chiamerei i giudici Livatino, Falcone, Borsellino.
    Come martire chiamo Matteotti vittima del fascismo, e Florenskij vittima del comunismo. Come Edith Stein ed Etty Hillesum, vittime del nazismo. E le migliaia di giovani morti nella Resistenza, per la libertà e la democrazia, e gli innocenti vittime della Resistenza. Il mio non è qualunquismo, ma è il tentativo di non tagliare mai uno dei corni della contraddizione. La nostra ombra, quella di voi giovani oggi e quella che giustamente spingeva me in piazza nel 1968, quella che accompagna la rabbia incontenibile di un’incontenibile indignazione contro l’ingiustizia, forse alimenta il meccanismo che ci spinge a vedere nell’altro, e comunque fuori da noi, le responsabilità del male, che ci spinge a dare sempre la colpa a qualcun altro. Ghandi avrebbe avuto profondi motivi per una rabbia esplosiva. Come Martin Luther King. E Oscar Arnulfo Romero. E Padre Popielusko. E Suor Leonella assassinata recentemente da Al Quaida. E Mandela. E il Dalai Lama. E un infinito elenco di vite che sono state dedicate a cambiare se stesse per cambiare la società e la politica di questo “mondo”. Ma con quale mitezza, con quanta pace: una pace che poi è stata proporzionale alla loro forza ed all’efficacia del cambiamento che hanno prodotto. Al contrario la rabbia e l’urlo di Grillo mi sembrano espressione di disperazione: in politica sono armi che con Grillo hanno pagato moltissimo, sia in termini di consenso che in termini di soddisfazione (come quella che si stampava sul sorriso del mio amico Ciarella in cabina elettorale). Ho visto molte volte la rabbia come molla dell’impegno politico, e l’ho trovata o sterile o inefficace, quando non fuorviante. Credo che sia necessario “darsipace”, e credo che questo non solo non significhi disimpegnarsi, ma che sia la via migliore per un impegno costruttivo.

  5. Alessandro C. dice:

    Ciao a tutti-e, eccomi qui con il sorriso sulle labbra , come quando sono entrato nella cabina elettorale per dare i mio consenso ad un messaggio forte e chiaro ( perchè urlato bene ) DI QUESTA POLITICA NON NE POSSIAMO PIU’ !
    La protesta nasce e cresce con l’incapacità di questi politici di governare il paese, se ci ritroviamo in queste condizioni certo la responsabilità è chiara come l’immagine del parlamentare tipo che pensa prima a se e poi alla sua famiglia mettendo il servizio per il quale era chiamato ad agire dietro i propri interessi.
    Quanti ne abbiamo visti, e ancora sono lì che spremono un limone ormai rinsecchito !
    Sono veramente stanco di sentire chiacchiere vuote, finte questioni che finiscono in un salotto vip con allegre festicciole mentre la disperazione miete sempre più vittime.
    Cominciamo dalla verità, i responsabili dovrebbero risarcire il popolo mentre si difendono a vicenda e sembrerebbe che la colpa sia di Grillo.
    Restano troppi privilegi e poche responsabilità, non va bene, la politica deve tornare ad essere un servizio alla comunità
    dividendo i sacrifici per tutti senza accanirsi sul più debole, per questo secondo me il movimento 5 stelle ha avviato una grande rivoluzione gentile gridando e sfanculando a destra e a manca.
    Ci vorrà del tempo ma il movimento è iniziato, sta anche a noi fare in modo che vada nella giusta direzione.
    Un abbraccio Ale

  6. Luigi Linari dice:

    Nietzsche sputa sulla politica, è l’antipolitico per eccellenza. La sua è la dottrina del distacco totale dell’uomo dagli interessi sociali e politici. … Il suo intelletto demolisce ogni mito politico, ogni credenza nella politica… uno sguardo come il suo … è antipolitico nell’essenza. (Giorgio Colli)

    La politica non ha nulla a che vedere con l’arte e la spiritualità.

  7. Luigi Linari dice:

    …e neanche con la conoscenza o con l’amore

  8. GianCarlo Salvoldi dice:

    Desidero scusarmi con i miei 25 ( pardon, i miei 4) lettori per aver involontariamente omesso la firma nella risposta.
    “Già che ci sono” vi ringrazio per aver ripreso, come già a marzo, la riflessione sul rapporto tra la nostra realtà psichica e spirituale e la realtà della politica, che tu puoi cercare di ignorare mentre essa stessa non ignora te. Nella mia attività provavo, proprio in Parlamento, la vostra stessa frustrazione e rabbia nella difficoltà, particolarmente italiana, a discutere innanzitutto il merito dei problemi senza sbandare subito sull’ideologico e sul partitico. E’ proprio questo il motivo per cui Luigi può dire che tale tipo di politica non ha nulla a che vedere con l’arte e la spiritualità. E allora non c’è nessuna speranza? O la speranza passa solo attraverso un inestinguibile fuoco purificatore?
    Probabilmente dentro ciascuno di noi c’è un grillino che strepita, ed ha tutte le ragioni per farlo, e forse gli umani periodicamente, dal 1789 al 1989, hanno bisogno di montare ghigliottine sulle pubbliche piazze. Non solo nel barbaro occidente del giacobinismo e del nazismo, ma anche nell’oriente dello stalinismo, nell’estremo oriente maoista e di Pol Pot, nel Cile di Pinochet, nel Medio Oriente dei taglia gole, o nelle stragi immani a colpi di machete dell’Africa nera. Sembra che l’uomo abbia bisogno di credere che solo col sangue è possibile prificare questa umanità distorta.
    Io conservo la speranza, e la ripongo nella convinzione che non può esservi cambiamento politico senza un cambiamento-conversione personale, e che il cambiamento personale non può adagiarsi nel distacco e chiudersi nel disinteresse per il cambiamento politico: i due elementi devono maturare insieme, in relazione biunivoca. L’arte e la spiritualità sono non solo possibili ma necessarie per cercare e costruire la verità della soluzione dei problemi concreti. Nel mio lavoro da deputato non lasciavo esplodere la mia rabbia, ma riuscivo a incanalarla come nella condotta forzata delle turbine idroelettriche, ed alcuni risultati li ho ottenuti: non lo dico per vanagloria, ma per testimoniare che la speranza di dare frutti buoni è fondata. Accenno solo alla questione delle mine antipersona. Nel 1992 ho proposto e fatto approvare dal Parlamento italiano la prima legge in Europa contro le mine, da cui è poi nata la campagna internazionale che tutti conoscete, sponsorizzata da Lady Diana, e che dopo soli dieci anni ha visto il risultato grande del Trattato di Ottawa.
    Ebbene, io ho trovato la forza di un anno di lavoro intensissimo, e contrastato, proprio perchè attingevo alla mia forte ispirazione spirituale cristiana, e perchè ho praticato l’arte del dialogo con tutti e della gradualità dei passi successivi. Certo, di fronte ai bambini dilaniati, dieci anni sono insopportabilmente lunghi.
    Ma in alternativa c’era la possibilità del fallimento, che sarebbe stato infinitamente peggio, e colpevole.
    Ho scritto un profilo del mio amico Ibrahim Rugova, il leader del Kosovo detto anche il Ghandi dei Balcani: è stato Presidente del suo Paese, e io lo considero essenzialmente una grande Guida spirituale.

  9. rosella dice:

    grazie Giancarlo
    Buona domenica
    Rosella

  10. Giovanna dice:

    Grazie Giancarlo di questo post e delle ulteriori riflessioni. Accolgo il tuo invito a riflettere insieme sui ‘fondamentali’ della democrazia ma ritengo non sia questo il luogo adatto.
    Bisognerebbe cercare altri spazi e iniziare a confrontarsi sul significato che attribuiamo a parole come democrazia e partecipazione, che non hanno significato univoco per tutti, e diventano spesso causa di conflitti.

    Un abbraccio. giovanna

  11. Luigi Linari dice:

    Non ho detto: “…che tale tipo di politica non ha nulla a che vedere con l’arte e la spiritualità…” ho detto che la politica, qualsiasi essa sia (quella buona, quella cattiva, quella italiana e quella svedese), non ha nulla a che vedere con la spiritualità, la conoscenza, l’arte e l’amore. Le due cose sono ben diverse.

  12. Mariapia dice:

    Caro Luigi, non sono d’accordo con te!
    La nostra spiritualità non vola sopra la terra, ma si esprime in ogni nostra scelta e azione quotidiana! E quindi anche in quelle politiche! L’arte e la cultura in genere poi hanno un valore sommamente formativo, non possono essere messe tra parentesi!
    Ringrazio Giancarlo per il suo post e per i suoi chiarimenti; mi aiutano ad essere una migliore cittadina e una migliore cristiana! Mariapia

  13. Caro Giancarlo, mi pare che cogli molto bene la difficoltà di esprimere oggi un’azione politica adeguata ai tempi.
    Purtroppo oggi domina ancora con forza l’alternanza tra una Maschera sempre più mortuaria, falsa, e incapace, e un’Ombra che si sta ingigandendo dentro e fuori di noi, e di cui Grillo temo sia solo una ancor piccola e in fondo innocua espressione. Noi sappiamo quale sia la soluzione dell’impasse epocale e psichico, conosciamo e pratichiamo l’attingimento a quella terza dimensione di libertà, che chiamiamo vita nello Spirito. Ma pare sia ancora molto distante questa prospettiva dal diventare discorso condiviso, a livello culturale, e tanto più dal costruire aggregazioni di tipo politico. Noi lavoriamo per questo, senza illusioni, ma con tenacia… purtroppo nel frattempo l’ombra può irrompere sulla scena, e dire cose giuste, esprimere cioè buone ragioni, pur non avendo ragione. Disinnescarne l’esplosività richiede, come sai, l’integrazione di queste buone ragioni entro un progetto che non sia però soltanto distruttivo….arduo e necessario compito.
    Un abbraccio. Marco

  14. Luigi Linari dice:

    Una volta a casa, uomini e donne a coppie
    ammireranno i miei scrupoli sull’esistenza,
    ma non li imiteranno nemmeno per sogno,
    e non se ne vergogneranno affatto a quattr’occhi,
    da uomo amato a donna amata, in famiglia!
    Più tardi mi s’accuserà d’aver fatto scuola.
    Come sono solo!

  15. Luigi Linari dice:

    Cosa sono per noi, cuor mio, le distese di sangue
    E brace, e mille omicidi, e lunghe grida
    Di rabbia, singhiozzi di ogni inferno che rovesciano
    Ogni ordine; e l’Aquilone ancora sui rottami

    E ogni vendetta? Niente!… – Ma sì, la vogliamo ancora
    Tutta quanta! Industriali, principi, senati,
    Crepate! potenza, giustizia, storia, abbasso!
    Ci è dovuto. Il sangue! il sangue! la fiamma d’oro!

    Diamoci alla guerra, alla vendetta, al terrore,
    Mio Spirito! Giriamoci nel Morso: Ah! passate,
    Repubbliche di questo mondo! Imperatori,
    Reggimenti, coloni, popoli, basta!

    Chi può smuovere i turbini del fuoco furente,
    Se non noi e coloro che immaginiamo fratelli?
    A noi! Romanzeschi amici: ci piacerà.
    Non lavoreremo mai, o flutti di fuoco!

    Europa, Asia, America, sparite.
    La nostra marcia vendicatrice ha occupato tutto,
    Città e campagne! – Saremo schiacciati!
    I vulcani salteranno! e l’oceano colpito…

    Oh! amici miei! – mio cuore, è certo, son fratelli:
    Neri sconosciuti, se solo andassimo! andiamo! andiamo!
    O sventura! mi sento fremere, la vecchia terra,
    Su di me sempre più vostro! la terra si scioglie,

    Non è niente! sono qui! sono sempre qui.

  16. Alessandro D. dice:

    Caro Giancarlo,

    ho letto solo ieri a tarda sera il tuo post, sicuramente rivolto anche a me, che, in precedenti occasioni, avevo affermato le mie inclinazioni di voto.

    Per me Darsi Pace non ha mai rappresentato un sedativo che neutralizzasse le mie energie, non è il luogo del conformismo e della educazione alle buone maniere, anzi.
    “L’attingimento a quella terza dimensione di libertà, che chiamiamo vita nello Spirito”, di cui parla Marco, implica, senza prescinderne, anche l’attraverso di fasi di riconoscimento ed emersione dell’ombra.
    Fin dai primi anni di lavoro nei gruppi DP, ho sentito molto più chiaramente di prima, l’emersione della mia rabbia repressa, di quelle energie che la mia educazione borghese aveva sempre represso, nonché, il riconoscimento di quel filtro che mi impediva di osservare più chiaramente il mondo che mi circondava.
    Detto questo, appunto, non mi trovo affatto in sintonia con il tuo pensiero.
    Ho, in questi ultimi mesi, simpatizzato con il m5s non perché concepissi l’attuale classe politica come il principio di tutti i nostri mali, semmai, perché ho percepito, sempre più potentemente, che questa classe politica fosse solo una delle tante espressioni di un Pensiero Dominante, fondamentalmente corrotto, che pervade tutte le nostre vite, pubbliche e private, fino a condizionare i nostri più intimi pensieri.
    Marco ha descritto perfettamente come questo pensiero dominante stia generando un’ombra gigantesca, di cui Grillo ne è solo una piccola e innocua rappresentazione.

    Comunque, solo per rispondere a una delle tue considerazioni, come possiamo dire e accettare che l’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti e dei loro privilegi non costituisca un segnale importante di svolta.
    Da un punto di vista esclusivamente contabile risulta ovvio, che inciderebbe minimamente nel risanamento dell’economia, ma sicuramente ripristinerebbe un rapporto fra eletti ed elettori che in questo momento è assolutamente compromesso.
    Come può, con quale faccia tosta un politico si può arrogare il diritto di chiedere sacrifici ai cittadini, quando lui stesso non subisce minimamente gli effetti restrittivi delle sue leggi, anzi trova sempre nuove forme di ricompensa e di privilegio.
    In questo sistema, forse Grillo non rappresenterà la soluzione, ma è la prima forma di ribellione, non violenta (checché ne dica la stampa, inserita anche lei nel sistema di pensiero dominante e corrotto), che ha il coraggio di dire “il re è nudo”.
    In me, in questo momento, sta montando una tale disillusione riguardo la capacità di questa classe politica, che l’alternativa a Grillo, sarebbe il non voto…
    Un caro saluto
    Alessandro

  17. rosella dice:

    Ho letto con interesse ciò che ha scritto Alessandro D., questo m’induce a fare una piccola aggiunta al mio “Grazie Giancarlo” (che per altro rinnovo) per il dono che ci fa della sua umanità.
    Anche se non sono totalmente d’accordo con lui, mi pare sia l’unico dei gruppi DP che abbia una esperienza personale in questa nostra politica/partitica, forse ce ne sono anche altri a differenti livelli d’impegno, ma la cosa non mi è evidente.
    In questo momento storico ciascuno di noi ha diritto di decidere circa il “che fare?” voto? non voto? voto questo o quello… e così via, e farlo “senza disperare” sapendo che comunque una nostra decisione consapevole, anche sofferta se si vuole, si fa tramite di qualcosa di più ampio, di un Respiro che raduna tutto in unità.

    Io già lo vedo in atto e penso non vi sia nulla di particolarmente sbagliato, in un voto che vada diversificandosi, purchè si tenti realmente di convergere operativamente su valori condivisi; ma, per allenarsi a ciò, è necessario un coinvolgimento personale che è anche una vocazione ed implica un lungo processo di purificazione, nel presente.

    Buona settimana a tutti.

    Rosella

  18. GianCarlo Salvoldi dice:

    E’ vero, come dice Marco, che la terza dimensione della libertà, che chiamiamo vita nello Spirito, è lontana dal diventare discorso culturale condiviso e ancor più dal costruire aggregazioni politiche.
    Ma io vedo emergere ogni giorno con forza crescente la domanda di quella vita.
    Proprio in questo momento qui a Montecitorio, ho incontrato “per caso” un giovane deputato M5S che ha capito immediatamente che “il caso” del nostro incontro aveva “il volto velato del Re”, come dice un poeta amico nostro.
    E subito mi ha chiesto aiuto, non sul partito o sulla politica, ma su come portarvi SPIRITUALITA’ e COSCIENZA, oltre che consiglio sul tema di quell’ambiente che noi chiamiamo il Creato.
    Questo ragazzo ha l’età di mio figlio Daniele, e come lui un viso aperto ed uno sguardo trasparente.
    Che meravigliosa sorpresa, grazie a Dio non inattesa, ed anzi sperata.
    Il giovane deputato è consapevole che grano e zizzania crescono insieme nel suo campo.
    L’ho ringraziato e gli ho promesso aiuto: un po’ a tradimento mi risospinge su vie di antico impegno.
    Quanto a noi, mi piacerebbe riflettere con voi su alcuni fondamentali della democrazia, pochi, non preoccupatevi, di cui il primo potrebbe chiamarsi, tanto per non entrare nel gioco a gamba tesa, 1) “inciucio”: il compromesso politico è dovere o tradimento? Per non farla inutilmente difficile, proverò a fare il primo passo e poi vedremo se va bene. I passi successivi potrebbero essere: 2)la democrazia è per il consenso o per il bene comune? 3) la democrazia si fonda su se stessa o richiede altri fondamenti a monte? ( Benedetto XVI al Parlamento di Westminster) 4) Continuiamo a stare con Machiavelli o per un altro rapporto tra etica e politica?
    Giovanna acconsente se nei modi dovuti, Alessandro sorridenteincabina mi sollecita.
    Ringraziandovi per gli utilissimi contributi, ora sono affari vostri!

  19. Che stimoli interessanti! Il gioco si fa bello e importante. E benedetto il “caso”!!!
    Grazie per queste provocazioni e, dato che il tempo per studiare e approfondire è sempre poco, chiedo a Giancarlo di ampliare ed estendere questi spunti di riflessione, in modo da semplificarci il compito (una semplicità di 2° grado, si intende, conformemente allo stile dei Gruppi!!)
    Buona serata
    Paola

  20. Caro Giancarlo, sai bene quanto io sia convinto che la tua passione politica debba e possa trovare ormai nuove forme espressive, divenire un ambito di coniugazioni inedite tra politica e spiritualità. Sarebbe davvero interessante ideare piccoli eventi in cui deputati di diversa parte politica potessero incontrarsi su tematiche nuove, quali appunto quelle inerenti la necessità di inserire in un progetto democratico odierno la consapevolezza dell’inevitabile lavoro interiore.
    Sul sito poi potresti appunto lanciare spunti di domanda, per allargare il dibattito. Io credo che il punto di partenza sia proprio quello dei presupposti teorici della democrazia moderna, e cioè il confronto con la visione formalistica e neutrale del pensiero razionalistico laico. Ma potremmo partire da qualsiasi punto…
    Un abbraccio. Marco

  21. GianCarlo Salvoldi dice:

    Caro Marco,
    quando scrivevo ieri dell’incontro “casuale”, avevo la percezione di fare un passo in più verso possibili percorsi di entusiasmante fatica perchè gli eletti in Parlamento possano provare a coniugare impegno politico e spiritualità.
    Desideravo e temevo quello che mi hai scritto. Temevo, perchè quanti ce ne sono a Montecitorio con più talenti e potenzialità di me, ma nei fatti oggi sono io il tramite, e mi tocca muovermi da cavallo.
    Ho recapitato in casella al giovane 5S il depliant “Darsipace” scrivendogli che è proprio questo il primo aiuto che gli dò.
    Penso siano segni provvidenziali che mi caricano di una responsabilità, che vorrei prendere con un po’ di leggerezza.
    Nella consapevolezza che la politica è importante ma non è tutto, assolutamente no, anche se talvolta ci caschiamo.
    C’è una tela da tessere, con persone sempre di corsa, e difficoltà a far accostare tessere culturali ed organizzative.
    Comunque non sono solo e non siamo soli, e per di più siamo freschi di Pentecoste.
    Ringrazio Paola per l’invito aperto a scrivere, mentre Carla mi suggeriva di usare uno spazio nuovo, e quindi attendo consigli e proposte da chiunque.
    Un abbraccio. GianCarlo

  22. Giuliana dice:

    In questo momento non so darti consigli nè fare proposte, desidero tuttavia esprimere la gioia per ciò che germoglia attraverso te e che, come dice Marco, può dare il via a inedite coniugazioni tra politica e spiritualità.
    Forza GianCarlo!
    Un abbraccio.
    Giuliana

  23. leoncarla dice:

    Suggerivo a Giancarlo di inviare un nuovo post, sviluppando il punto 1 delle sue proposte, quello relativo all'”inciucio”. Così si esce dal terreno che può essere divisivo di chi ha votato che cosa. E a proposito dell’inciucio volevo segnalarvi il link a un articolo del “fatto quotidiano” risalente al 22 febbraio, incontrato per caso in rete mentre cercavo tutt’altro (esattamente cercavo “coazione a ripetere”). Mi sembra un articolo stranamente molto “pacifico”, nel senso di non bellico. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/22/psicologia-del-voto-tra-coazione-a-ripetere-e-necessita-di-vero-governo/508918/
    Trovo interessante anche il fatto che l’articolo citi W. Bion, un assai noto psicoanalista britannico morto nel 1979, di cui wikipedia riporta questa citazione assai consona mi sembra ai gruppi DP:
    « Scarta la tua memoria, scarta il tempo futuro del tuo desiderio; dimenticali entrambi in modo da lasciare spazio ad una nuova idea. Forse sta fluttuando nella stanza in cerca di dimora un pensiero, un’idea che nessuno reclama. »

  24. maria carla dice:

    Interessantissimo dibattito, soprattutto nella direzione della ricerca di forme nuove di partecipazione civile e politica da parte di ognuno di noi sul proprio terreno di vita e di lavoro…io sento davvero urgente ‘far ricadere’ in ciò che facciamo quotidianamente i frutti del lavoro di liberazione interiore in atto perchè davvero il degrado civile e morale che è sotto gli occhi di tutti è grande…mancano forza e coraggio individuali anche nelle più piccole azioni quotidiane come chiedere all’insegnante di tuo figlio di rispettare l’appuntamento preso per un colloquio (o di avvertirti in tempo che non potrà essere presente) invece di “lasciar correre” e far finta di niente, o di esigere da parte dei tuoi rappresentanti di classe di ‘fare’ sul serio i rappresentanti-non solo di se stessi-ma dei genitori che li hanno eletti (informandoli almeno di quanto emerge dai Consigli di classe!) Scusate la ‘tirata’ in ambito scolastico ma in questo momento è la realtà che più mi provoca (qui il discorso della “rappresentanza” ha raggiunto un grado di vacuità da “operetta”). Grazie per gli innumerevoli spunti di riflessione e continuiamo a confrontarci, mcarla

  25. Giuliana dice:

    Sono d’accordo con te, Maria Carla; la tua “tirata” in ambito scolastico mi porta una ventata di aria pulita perchè la menzogna e l’ipocrisia sono così diffuse ( non solo nella scuola) che diventano la normalità e chi è stanco di “teatrini”, come te e come me, sente il bisogno di rafforzarsi interiormente per continuare a non fare finta di niente, a fare sul serio l’educatore, a portare trasparenza dove regna il torbido.
    E’ una dura lotta quella con l’Ombra che mi abita, ma è la sola che mi aiuta a diventare più padrona di me stessa, a smettere di farmi male e di fare male, a darmi pace.
    Grazie e un abbraccio.
    Giuliana

  26. Luigi Linari dice:

    Ascolto un video di Marco Guzzi su Nietzsche, un’altro su Rimbaud…poi mi chiedo…ma che cosa hanno a che fare questi due nomi con la politica?

  27. Non faccio parte dei DP, ho letto qualcosa di Marco Guzzi che mi ha convinto, illuminato.., quando ci riesco visito il sito per crescere, dandomi pace. Seguo da una vita (la mia, 57 anni) la politica perché sono stato educato alla politica speranza per un mondo migliore, ma da quando fui invitato a uscire dal PCI (avevo 19 anni, uscì senza rancori perché stavo iniziando un altro cammino…qualcosa a che fare con quello dei DP, da autodidatta) perché le mie idee andavano troppo oltre la centralità della classe operaia, non ho mai più partecipato da attivista alla vita di un partito; lavoro in una “forza sociale”, nella società civile, la terza gamba che fa politica… Mi intrometto perché trovo molto interessanti le considerazioni e la prospettiva con cui Giancarlo Savoldi guarda alla politica, parla della politica, se mi è consentito (mi è sorto un sorriso spontaneo pensando che ho parafrasato un famoso…mi consenta.. della controparte) direi che c’è la maturità di un cammino fatto ..non invano, a prescindere dai risultai concreti; proprio l’insieme delle sue risposte dimostra che la spiritualità può avere a che fare con la politica, anzi.. Trovo anche molto interessante la proposta di Marco Guzzi su incontri in cui si parli del rapporto fra progetto democratico e lavoro interiore, spero si riesca ad andare avanti (la visione formalista…). Devo dire che anche in chi dissente ed è su posizioni del M5S si intravede una capacità di introspezione e di lettura di se stesso in rapporto a quello che si sostiene che fa parte dello stesso percorso, che da un respiro molto profondo al modo di stare nella politica, di sentirla… Io poi non saprei che pesci prendere perché credo da molto tempo che i costi della democrazia non siano così determinanti per l’andamento del ciclo economico (anzi in un keynesismo lassista ..) però capisco la rabbia e che bisogna dividere i sacrifici, …si può farlo perché è giusto e fin dove è utile (alla vita democratica) senza sminuirlo in una logica economica (sono pochi soldi) e senza caricarlo troppo sempre in una logica economica (questo è l’inizio della riscossa) ; occorrerebbe anche un quadro complessivo per le ragioni delle relazioni internazionali che destituiscono di ruolo la politica, anche quella dei mestieranti, ma qui, se le sofferenze che affronteremo non ci lasceranno solo disperazione, potrebbe essere uno di quei mali che non nuoce; dovrei dilungarmi.. credo che la situazione attuale ci metta di fronte a molti ossimori, siamo pronti per affrontarli?
    Spero che la “carica” dei grillini intervenuti non vada dispersa e porti frutto, l’unica risposta che mi preoccupa..ma non per la volontà di giudicare, proprio perché porta in un vicolo cieco è quella che non può esserci conoscenza, spiritualità e amore nella politica, direi che il tono del dialogo non va in quella direzione e lo scritto citato di Guzzi apre ben diverse anche se tragicamente deboli, impotenti…non saprei che termine usare, prospettive per noi che siamo impazienti, o …misuriamo le cose confrontandole con il breve arco della nostra vita, grazie per le vostre riflessioni, Marco foschini

  28. Grazie, carissimo, delle tue riflessioni e della tua vicinanza. Speriamo che il nostro dialogo possa crescere e approfondirsi. Ciao. Marco Guzzi

  29. giancarlo salvoldi dice:

    Carissimi amici, è con gratitudine e accoglienza profonda che ho letto i vostri contributi al dibattito, e avrei voluto rispondervi singolarmente, ma non l’ho fatto perchè non volevo rischiare di mettermi in cattedra. E poi io non ho le risposte, ma solo riflessioni che, in base alla nostra intelligenza ed esperienza, ci scambiamo in reciproca con-fidenza.
    Nelle parole di Alessandro Drago non c’è niente di meno della sua vita, e per questo sono parole forti.
    Luigi mi lascia senza fiato, forse neppure riesco a capire appieno il suo grido di dolore e rabbia: lo accolgo e prego.
    Marco Foschini è un dono e non un intruso, vorremmo che molti si intrudessero: grazie e scrivi ancora.
    Ho accettato di fare una panoramica in 4 punti sui fondamentali della politica: l’intenzione è di cercare punti fermi, mi piacerebbe di verità o di oggettività, e sarebbe già molto se fossero punti condivisi: più probabilmente potranno essere punti di un percorso di confronto, approfondimento e spero di avvicinamento.
    Il primo punto, su “inciucio”, è già stato inviato alla Redazione che deciderà in quali forme proporlo al dibattito in “dP”.

  30. maria carla dice:

    Grazie Giancarlo, proprio ieri ho avuto modo di parlare di “inciucio” (parola che detesto ma che va per la maggiore) con alcuni rappresentanti-genitori dell’area ‘sostegno’ della scuola di mia figlia!…e la cosa più deprimente è stato constatare come sia una pratica largamente diffusa -a livello di relazioni personali- proprio da chi dovrebbe puntare a sviluppare rapporti e mediazioni il più possibile trasparenti e rispettosi dell’ altro. Attendo con vivo interesse di leggere il tuo post, mcarla

  31. giancarlo salvoldi dice:

    Guerra in Libia e “unioni civili” mi portano ad una riflessione sulla disperazione.
    Nei commenti al post di quasi tre anni fa, auspicavamo la possibilità di spazi specifici per la riflessione politica.
    Un attimo, e già abbiamo il gruppo cultura, “altra scienza”, l’abbozzo di uno spazio per la politica.
    E’ tutto davanti a noi il baratro di una società caratterizzata da, cito Marco, : ” un Senso senza vita e una vita senza Senso”.
    La società e la politica sono dominate dall’alternanza tra la Maschera e l’Ombra.
    Per “La nuova umanità” urgono nuove coniugazioni tra politica e spiritualità.
    Oggi nel dibattito culturale e politico dominano il tema della legge sulle unioni civili e quello della guerra in Libia.

    Sulle unioni civili.
    La ragione e la logica benedetta dicono che la natura non permette a due due maschi di generare un figlio, e per questo essi hanno bisogno di sfruttare le ovaie e l’utero della donna: sta nelle cose la connessione tra adozioni omosessuali e maternità surrogata, non è un’invenzione di conservatori.
    Infatti il senatore Lo Giudice, ispiratore della legge che voleva il diritto all’adozione anche per le coppie omosessuali, prima ha sposato suo marito in Svezia, dopo ha scelto a piacimento una donna da cui ha prelevato un ovulo a pagamento
    ( mercificazione della donna), poi ha scelto a piacimento un’altra donna nel cui utero ha impiantato l’ovulo fecondato
    ( alienazione della donna), infine i paladini dei diritti civili hanno chiesto loro di firmare la rinuncia sia ai diritti naturali che a quelli civili: la povertà le ha spinte a piegare il capo al potere di chi ha speso centomila euro: privilegio, più che diritto!
    L’eugenetica nazista che per la razza superiore giocava coi corpi come con le costruzioni “lego”, ha fatto scuola.
    “la Repubblica” ha comunicato che neanche Niki Vendola è andato in Africa ad adottare un bambino: aspettiamo e capiremo quale è il modello che, nella concretezza delle scelte di vita, gli intellettuali del “gender” ci propongono.
    Ho sentito un circolo di donne, toscane, femministe, rosse rosse, coloritamente anticlericali: erano furiose contro le adozioni gay che implicano per forza che si calpesti la dignità della donna, la mercificazione, la sua alienazione.
    Concordavano con me che questi diritti civili vanno contro i diritti universali proclamati dall’ONU nel 1948.
    Ora sarebbe bello affrontare i temi degli omosessuali che: non vogliono leggi perchè costringono, ma le vogliono;
    non vogliono obblighi in generale e di fedeltà, in nome della libertà, ma ora lo vogliono; esigono rispetto dei loro diritti quando sono maggioranza ma anche quando sono in minoranza; amano le maggioranze se trasgressive e innovative ( ma chi ha detto che innovazione è sempre bene?) ma insultano come retrograda e medievale la maggioranza degli italiani , il 72% , che la famiglia la vuole naturale “bio”, con mamma e papà.
    Democrazia come un elastico da tirare a capriccio?
    Quanta paura e rabbia guidano questi illuministi che affogano nella contraddizione e negano la logica?

    Sulla guerra in Libia.
    Il governo francese, delle sinistre e dei Verdi, dice che Isis/Daesh ha dichiarato guerra alla Francia e all’Europa.
    Il giornalista del Corriere della sera, Angelo Panebianco, docente di politica a Bologna, ha trattato della questione che vede profilarsi l’intervento militare in Libia, ed è stato contestato come “guerrafondaio” e “assassino”.
    Quella della guerra a Daesh in Libia è una questione gravissima, ma io ne parlo qui per il modo in cui la tratta un’area culturale italiana dal “pacifismo guerrafondaio”, quella che usa la pace come una clava.
    Mi limito a riportare parole che confermano la mia tesi sul nesso tra disperazione personale e disperazione politica, e sono contento che ciò sia finalmente chiaro anche a un quotidiano “politicamente corretto” ( e che viene superato in “correttezza” solo dal Canada che ( sic!) per un giorno ha chiesto a tutte le donne di mettere il velo islamico).
    Panebianco sull’estremismo politico:
    ” perchè ci sono persone che si rinchiudono volontariamente in quella prigione mentale costruita su frasi fatte e vuote, su truci e insensati slogan, su urla che devono nascondere agli occhi degli altri l’evidente paura del mondo che prova colui che grida? I percorsi individuali che portano verso l’estremismo sono i più vari e spetta agli psicologi esaminarli. Qui posso solo osservare che la politica è il luogo per eccellenza nel quale paure e frustrazioni individuali possono trovare una valvola di sfogo: un’aggressività verso l’altro che non si autogiustificasse con argomenti “politici” apparirebbe moralmente poco sostenibile… l’aggressività che si pretende guidata da motivi politici rende possibile l’illusione che si tratti di un comportamento nobile guidato da alti ideali morali”.
    Vorrei parlarne con chi lo desidera, ed ho già confessato che per lungo tempo ci sono caduto anch’io in quelle trappole.
    Auguriamoci tutti un buon lavoro.

  32. Ti ringrazio, non avevo ben chiaro come due omosessuali potessero avere un figlio, è proprio come una costruzione “Lego”.
    Il seme di uno, un ovulo di un’altra, l’utero di una terza.
    Persone che forse neppure si conoscono tra loro, collegate solo da una transazione economica.
    Così nasce una nuova vita?

    Non capisco bene il senso del secondo argomento: sulla guerra in Libia.
    Riprendo questo passo del tuo intervento.

    “Un’aggressività verso l’altro che non si autogiustificasse con argomenti “politici” apparirebbe moralmente poco sostenibile… l’aggressività che si pretende guidata da motivi politici rende possibile l’illusione che si tratti di un comportamento nobile guidato da alti ideali morali”.

    Questa frase che Panebianco scrive per criticare il comportamento di chi lo ha contestato, non potrebbe essere rivolta anche a chi ha giustificato e avviato la guerra in Iraq nel 2003 e in Libia nel 2011, che dovevano portare alla libertà, alla democrazia, alla sicurezza.
    Quelle guerre hanno mantenuto le promesse?
    La vita di quei popoli è migliorata?
    Il mondo è diventato migliore e più sicuro?

    Un caro saluto

  33. Sempre per amor di chiarezza e completezza, un omosessuale o una lesbica potrebbe aver avuto un figlio biologico da un precedente rapporto etero. Quando si parla di adozione del figlio del partner, si può fare riferimento a questa situazione. Una cosa che non so è questa: se un vedovo o una vedova, con figli minorenni, frutto di un precedente matrimonio, si risposano, il nuovo marito o la nuova moglie diventano automaticamente genitori dei figli che ci sono già?
    Quanto alla Libia, la storia ci insegna che le guerre non hanno mai mantenuto le loro buone promesse e quindi sarebbe giusto evitarle. Mariapia

  34. giancarlo salvoldi dice:

    Grazie, Aldo che non conosco, mi piacerebbe parlare con te di persona, ma accontentiamoci.

    Sul tema dei bambini costruiti in laboratorio, e poi portati in Italia per imporci di fare leggi che non discriminino, avremmo bisogno di un ricercatore nelle scienze biologiche che potrebbe dirci qualcosa sulle ricerche riguardanti le chimere.
    La mitologia greca (anche il mito contiene intuizioni di verità) immaginò le chimere che erano metà uomini e metà animali, come il famoso Minotauro: la superbia dell’uomo vuole essere come Dio e “creare”, non nell’amore in questo caso.
    Dobbiamo preoccuparci di salvare l’umanità dell’umanità, almeno con la consapevolezza che c’è questo problema.

    Sulla guerra contro Daesh/ Isis in Libia e in Siria.
    Le tue domande sono perfettamente pertinenti, e per tutte tre la risposta è negativa: i risultati sono stati disastrosi.
    Le promesse sono infrante; il mondo non è più sicuro.
    Molti di noi hanno sognato l’eliminazione dei dittatori e che le primavere arabe fiorissero di libertà e di democrazia.
    E’ stato sbagliato il ricorso alla guerra? E’ stata sbagliata la gestione del dopoguerra?
    L’Europa di oggi davanti ai nazisti di Daesh mi sembra pavida e imbelle come agli inizi del nazismo di Hitler.
    I nostri padri costituenti hanno ripudiato la guerra come strumento di aggressione, di offesa, di conquista: sacrosanto.
    La nostra generazione ha sognato: “mettete dei fiori nei vostri cannoni”.
    Nel 1995 in Bosnia l’ONU dei caschi blu, olandesi pacifisti sulle note di “Imagine”, ha rifiutato di sparare contro gli aggressori dei civili: la conseguenza fu la strage di Srebrenica con ottomila uomini sterminati nelle fosse comuni.
    E’ un merito di pace il non aver fatto la guerra a difesa? E’ un crimine contro l’umanità il non aver sparato a difesa?
    Forse il dilemma non è “guerra si ” o “guerra no”, ma il perchè il quando e il come ricorrere alle armi.
    E chi fa il percorso di “Darsipace” sa che la questione è ancora più ampia e profonda.
    Molte domande restano inevitabilmente aperte, e questo può essere fecondo.
    Un caro saluto anche a te.

  35. giancarlo salvoldi dice:

    Arriva ora la notizia che Niki Vendola e suo marito canadese si sentono padri di un bambino che è appena nato da una madre indonesiana, nel cui utero è stato impiantato l’ovulo inseminato di una donna californiana: agghiacciante.

    Invito a leggere il blog de “Il fatto quotidiano” del 17 febbraio con un intervento del filosofo Diego Fusaro, cultore di Marx e Gramsci, su quelli che allora erano sussurri sulla paternità surrogata di Vendola, oggi rivendicata purtroppo con orgoglio.
    ( Fusaro condivide parti di una lettera che nei giorni precedenti avevo inviato a tutti i 621 Senatori della Repubblica).

    Il senatore Lo giudice, presidente dei gay, non ha adottato un bimbo che fugge dalla guerra, se l’è fabbricato eugenetico.
    Oggi il leader “gender”Vendola dimostra che non è un’eccezione, infatti neppure lui è andato in orfanatrofi bielorussi.
    Ora vediamo che i bimbi neri sono solo un pretesto, quelli dell’est sono paravento per le loro pratiche di scuola nazista.
    Donne stuprate a Colonia, perchè considerate oggetto? si cerca di minimizzare e insabbiare.
    Donne da destinare a contenitori da riproduzione per ricchi e privilegiati e radical chic? “ma no! è amore!”
    Amore o egoismo?
    Dignità o mercificazione?
    Libertà o alienazione?
    Qualcuno mi aiuti a capire perchè tutta la grande stampa non fa un’insurrezione.

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