Dare un senso al dolore


Pubblichiamo il video della conferenza tenuta da Marco Guzzi a Siena il 30 ottobre 2015, nell’ambito del convegno “Ascoltare il dolore. Una sfida per affrontarlo”, organizzato da Quavio, associazione di volontariato per l’assistenza domiciliare gratuita in oncologia.

Concludono l’incontro il Professor Bruno Mazzocchi e la Presidente di Quavio Vanna Galli.

Vi ricordiamo che sul canale You Tube di Darsi Pace è stato pubblicato il 9° video delle 36 PIETRE ANGOLARI DELL’UMANITA’ NASCENTE.

Il titolo di questo 9° incontro del percorso è “L’Adesso” (https://youtu.be/0rIXakayDZg)

Buona visione!

Commenti

  1. Maria Letizia Santi dice:

    Proprio in questi giorni sono costretta a letto in alcuni momenti della giornata a causa di una malattia non grave ma comunque limitante e un po’ dolorosa. In questa situazione particolare, ancora una volta mi chiedo, come già in altri periodi della mia vita passata, che senso abbia il dolore. Gli uomini di Chiesa a volte insegnano ad offrire a Dio la propria sofferenza, unendola a quella di Cristo per la salvezza del mondo: questo modo di dare un senso una volta mi convinceva ma ora credo che Dio non abbia bisogno della nostra sofferenza, o sbaglio?
    Cerco adesso di “pro-creare” un senso al dolore pensando che questa esperienza possa maturare in me una maggiore sensibilità verso gli altri e possa aiutarmi a riconoscere il valore delle piccole cose di ogni giorno che a volte non riesco ad apprezzare pienamente. Rimane comunque vero per me che, nei momenti di sofferenza, sento la vicinanza di Gesù nella Sua Passione e Morte.
    Maria Letizia

  2. Cara Maria Letizia, anch’io non penso che Dio abbia bisogno del nostro dolore. Tendo a ritenere che la sofferenza sia uno degli effetti di una condizione umana globalmente impropria e almeno in parte distorta, dalla quale il Cristo incarnandosi è venuto a liberarci. Egli ci libera da ogni male o dissolvendolo direttamente, oppure patendolo con noi e in noi. Allora la nostra sofferenza acquista il senso di un passaggio salvifico, attraversiamo il dolore per dissolverne il potere maligno di chiuderci e di separarci da Dio e daglialtri. Allora la nostra sofferenza diviene una pasqua di nuova vita.
    Ciao, e grazie dell’ascolto. Marco

  3. Maria Carla dice:

    Bellissimo intervento, da ascoltare e riascoltare…a proposito dell’ importanza del silenzio che dovremmo coltivare in noi e fra di noi prima ancora di attraversare situazioni di dolore estreme e non, mi viene da consigliare la lettura di un libro segnalatomi di recente da un’amica, dal titolo:
    LA CUSTODE DEL SILENZIO (ed.Einaudi) che racconta il percorso spirituale di Antonella Lumini (un’ eremita di città ) all’interno di un’esperienza quotidiana non fuori dal mondo, ma nel mondo.
    Cercare le condizioni per coltivare la nostra dimensione interiore è uno sforzo davvero grande, oggi come oggi, ma credo che sia la scelta più ‘sensata’ che possiamo fare!
    Grazie Marco per avercelo ricordato, mcarla

  4. Ascoltando provo la sensazione che esprimerei così:
    riuscire a convincermi, e a credere davvero, in alcune parole proposte in questo video conta molto ed è importante per accettare di convivere con una difficile e pesante condizione fisica dovuta a una grave malattia cronica in cui mi trovo, da tanti anni.
    Non so perché mi capita questo, cure non ci sono e l’evoluzione mi spaventa.
    Posso però adesso dirvi che ho memorizzato e custodisco con piacere questo passaggio che per me
    è un imperativo di vita e di forza:
    “Strappare e conquistare alla vita un senso è concesso e accordato all’uomo fino al suo ultimo respiro.”
    Grazie Marco
    Un saluto Fabio

  5. Con grande rispetto per tutti coloro che ogni giorno vivono nel dolore. Quelli che lo vivono in sé e quelli che li accompagnano con affetto.
    Per alcuni anni ho sofferto fisicamente di un problema di salute che mi costringeva molto tempo bloccata a letto. Ho trovato un -senso- nel rivolgermi all’interno di me, cercando da lì un senso a quel dolore così prepotente, all’interno di me, pregando in quel; Perché
    Ho così iniziato a sentire compassione.
    Compassione per me stessa.
    La compassione per me stessa è stata ed è tutt’ora un potente “aggancio” che sorprendentemente mi fa resuscitare anche quando penso, in alcune situazioni, che sembra non ci sia più speranza …
    Barbara

  6. Grazie a te, carissimo Fabio, in quanto la tua vita è una stupenda testimonianza della lotta continua che ognuno di noi fa per strappare un senso alla fatica dei giorni. Tu ci testimoni che ogni giorno e anzi in ogni istante questa lotta può essere sempre di nuovo vinta.
    Un abbraccio. Marco

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