I Sette Fattori del Risveglio. Preparazione buddhista all’insurrezione messianica

“Una coscienza che non si fa determinare troppo dal viavai dei pensieri, una coscienza
che non si fa condizionare troppo dal mutare fugace degli umori, può dirsi assoluta, sciolta cioè
appunto dai condizionamenti, o immacolata e cioè non macchiata, non artigliata dalle ventose dei pensieri non richiesti. Buddha chiama appunto questo stato coscienza immacolata, e domani
festeggiamo il Cuore Immacolato di Maria, Anima-Coscienza non fecondata dal pensiero dell’uomo vecchio (non conosco uomo), e quindi capace di concepire il pensiero dell’umanità nascente.

Sarà un caso che l’8 dicembre a Occidente si festeggia l’Immacolata Concezione, e ad Oriente l’illuminazione del Buddha, e cioè la sua Coscienza Immacolata?

Dentro la storia, quella vera, i fili del senso intessono arazzi meravigliosi”.

(Marco Guzzi)

 

Pubblichiamo la riflessione e la meditazione guidata da Marco Guzzi a Trevi il 29 luglio 2017, in occasione della Settimana intensiva “L’Insurrezione della Nuova Umanità”.

Marco spiega i sette fattori del risveglio secondo la tradizione buddhista, fattori che scaturiscono l’uno dall’altro e ci liberano dai condizionamenti, donandoci il sollievo della pace interiore.

Ricordiamo che sono disponibili su You Tube i “5 Passi della Rivoluzione – del cuore e del mondo”, le precedenti meditazioni guidate durante la medesima settimana a Trevi:

1° passo

2° passo

3° passo

4° passo

5° passo

Buona meditazione!

 

Commenti

  1. Maria Letizia Santi dice:

    Che bello toccare con mano questa “collaborazione” delle diverse culture e religioni del mondo nella ricerca del Vero! Sperimentare che le fasi della meditazione buddhista ci fanno raggiungere gli stessi stati che viviamo nella nostra pratica in Darsi pace, ci comunica un senso di Unità con tutti gli uomini, della non-separazione che caratterizza il nostro Universo e che la scienza stessa ci conferma. Questa esperienza educa il nostro sguardo alla benevolenza e alla gratitudine verso ogni “altro”, chiunque esso sia. Grazie!
    Maria Letizia

  2. Non facciamo del buddismo un mondo disneyano. Nei monasteri buddisti in Tibrt, India, Nepal ci sono i pali della vittoria con le bandiere a ricordo delle lotte e guerre contro nemici, invasori, berretti gialli, berretti rossi.. E poi guardiamo in Birmania adesso. Tutto il mondo e’ paese perche’ l’uomo geneticamente e’ sempre uguale. Quando gli asini voleranno, vedremo la Pace e l’Unita’.

  3. Caro Anon, ti correggo: gli asini volano già.

    O meglio, forse volavano, quando la terra è stata calcata dai piedi (ad esempio) di Socrate, San Francesco, Madre Teresa, Padre Kolbe, Etty Hillesum, Buddha, Gandhi, Gesù (in ordine sparso). Volavano dallo stupore – per donne e uomini che ci hanno dimostrato, assai concretamente, che esiste la possibilità di lavorare su di sé ed “entrare in un altro stato”.

    Dove succedono meraviglie, tanto che veder volare gli asini sarà probabilmente l’ultima delle cose di cui ci stupiremo!

  4. Un grazie a Marco Guzzi per la concretezza con cui insegna.

    Ho letto in questi giorni la trascrizione di un discorso che Thich Nhat Hanh ha tenuto in una prigione statunitense. In questo discorso viene raccontata una storia su una vita precedente del Buddha che mi ha impressionato, volevo condividerla.

    “In uno dei racconti detti Jataka, si narra di una precedente vita del Buddha, quando si trovava nell’inferno. La guardia responsabile dei dannati all’inferno a quanto pare non aveva alcuna compassione. Teneva in mano un grosso forcone e quando qualcuno faceva qualcosa di sbagliato, glielo affondava nel petto. Pur soffrendo molto per quel trattamento, i reclusi non potevano morire. Questa era la loro punizione: soffrire senza poter morire.
    Un giorno i dannati erano costretti a portare grossi pesi sulla schiena, e il guardiano, brandendo il forcone, cominciò a spingerli perché andassero più in fretta. La precedente incarnazione del Buddha vide che uno dei reclusi non riusciva a restare in piedi e che la guardia stava per dargli addosso minacciandolo con il forcone per farlo andare più veloce. In quel momento nel futuro Buddha accadde qualcosa: voleva intervenire, voleva affrontare il guardiano pur sapendo
    che poi se la sarebbe presa con lui. Sarebbe intervenuto con gioia, se il suo intervento l’avesse fatto morire, ma la punizione che si aspettava di ricevere in cambio non lo avrebbe fatto morire, lo avrebbe solo fatto soffrire di più. Ciononostante si avvicinò con coraggio al guardiano e disse: “Non hai cuore? Perché non gli dai il tempo di portare il suo carico?” Sentendo queste parole la guardia affondò il forcone nel petto del futuro Buddha, che morì all’istante e rinacque come essere umano.
    Il futuro Buddha ebbe il coraggio di ribellarsi e di guardare la guardia negli occhi, per il bene di un compagno di prigionia: vide l’ingiustizia, e quella sofferenza gli fece nascere nel cuore la compassione.
    Il suo intervento era nato dalla compassione, per questo il futuro Buddha morì immediatamente e nacque di nuovo come essere umano; da quel momento iniziò a praticare fino a diventare una persona pienamente illuminata, un Buddha. Anche il Buddha, dunque, in una delle sue precedenti vite aveva toccato il fondo della sofferenza, ma grazie alla compassione nata nel suo cuore era riuscito a liberarsi da quella condizione.”

  5. Ciro Formisano dice:

    <>! Volare nello spirito, è il volare del cuore in festa. La festa di chi ha messo l’abito giusto, la fede, credere e andare e vedere. Averne quanto un granello di senape farà spostare le montagne, come non voleranno gli asini? Qualcuno ha speso la sua esistenza per viverla nella fede, qualcun’altro, ha dato la sua vita per la salvezza dell’uomo e per rivestirlo della novità della somiglianza degli angeli disalienandolo proprio dai condizionamenti dei pensieri pesanti che lo atterrano e lo trattengono abbarbicandolo ai paradisi artificiali che si costruisce, come surrogati del vero bisogno di pace e di giustizia e il librarsi in cielo dalle sue miserie. Gesù Cristo stesso, era raffigurato dagli antichi pagani, in croce con la testa d’asino, ebbene lui dice di se: <>. Mi sento forte-mente attratto da lui e mi sembra di volare e siccome tutto avviene nella mente, pensieri, dolore sofferenza, angoscie, senso, sperimentare il volo è il lavoro di liberarsi dalla zavorra. Buon volo a tutti!

  6. Ciro Formisano dice:

    Non è venuta fuori nel mio scritto, la frase di Gesù: <>. Ecco, altrimenti non si capisce. Scusami!

  7. Ciro Formisano dice:

    Non riesco a capire, perché non appare la frase tra le virgolette.

  8. Ciro Formisano dice:

    Non è venuta fuori nel mio scritto, la frase di Gesù: <>. Ma anche all’inizio, . Ecco, altrimenti non si capisce. Scusami!

  9. Ciro Formisano dice:

    Venite e vedete! Volare nello spirito, è il volare del cuore in festa. La festa di chi ha messo l’abito giusto, la fede, credere e andare e vedere. Averne quanto un granello di senape farà spostare le montagne, come non voleranno gli asini? Qualcuno ha speso la sua esistenza per viverla nella fede, qualcun’altro, ha dato la sua vita per la salvezza dell’uomo e per rivestirlo della novità della somiglianza degli angeli disalienandolo proprio dai condizionamenti dei pensieri pesanti che lo atterrano e lo trattengono abbarbicandolo ai paradisi artificiali che si costruisce, come surrogati del vero bisogno di pace e di giustizia e il librarsi in cielo dalle sue miserie. Gesù Cristo stesso, era raffigurato dagli antichi pagani, in croce con la testa d’asino, ebbene lui dice di se: quando il figlio dell’uomo sarà elevato da terra, attirerà tutti a se. Mi sento forte-mente attratto da lui e mi sembra di volare e siccome tutto avviene nella mente, pensieri, dolore sofferenza, angoscie, senso, sperimentare il volo è il lavoro di liberarsi dalla zavorra. Buon volo a tutti!

  10. Ciro Formisano dice:

    Ecco questo è il testo giusto. Scusami ancora.

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