Perché sono qui

Quando partecipai per la prima volta al seminario intensivo tenuto da Marco a Eupilio, nel dicembre 2007, mi colpì trovare nella sua proposta di lavoro l’integrazione di tre livelli che fino a prima avevo considerato separatamente.

La mia speranza si ravvivò e accese in me inaspettato vigore.

Cominciai ad eseguire il lavoro senza darmi tempi o scansioni precise.

Lessi voracemente i libri della collana Crocevia, alcuni anche più di una volta, mi interessai alla meditazione per capire in cosa consistesse e comprendere il suo rapporto con la preghiera, timidamente iniziai ad intervenire nel blog.

Contemporaneamente mantenni i contatti con alcune persone incontrate durante i seminari, partecipai agli incontri che gli amici di Bergamo avevano iniziato per dare continuità al lavoro proposto da Marco e con alcuni di loro condivisi via mail gli esercizi di autoconoscimento e la meditazione.

Ora partecipo regolarmente al corso di approfondimento a Roma, sono iscritta al corso telematico e a Mozzo (BG) incontro una volta al mese una quindicina di persone per sperimentare con loro un lavoro parallelo a quello proposto nel corso telematico senza la presenza fisica di Marco.

Ho vissuto e vivo questi accadimenti come dentro uno scenario in cui agisco e nello stesso tempo avverto la presenza del regista che dirige amorevolmente la scena.

Mi meraviglia constatare che tutto ciò sta accadendo naturalmente, senza forzatura ed io ne traggo giovamento.

Ora vedo il corpo di ciò che prima era un intreccio di livelli: un percorso iniziatico che si struttura in un triennio, in un primo e secondo biennio e forse anche in un biennio o quadriennio successivo nel quale verificare la scelta di fede cristiana per riviverne i misteri come eventi attuali, per scoprire la mia vera identità e approfondire ogni giorno il senso della missione e del servizio a cui sono chiamata.

E’ un ampliarsi della visione che sta modificando la mia azione: posso dire di cominciare ora la lettura meditativa dei manuali e di concedermi due spazi nella giornata per la meditazione, uno al mattino, appena sveglia, e uno la sera, di solito prima di cena.

Sono appassionata di montagna e per alcuni anni ho praticato alpinismo, ora non più.

Ogni sabato e domenica mattina partivo, ancora al buio, per camminare ore ed ore verso la vetta e una volta raggiunta assaporavo profondamente gioia intensa, seppur per pochissimi istanti perché bisognava iniziare in fretta la discesa.

Ora vivo il corso a Roma come un’altra esperienza di montagna.

Non mi pesa partire da casa nel buio della notte, mi piace vedere in aereo la prima luce dell’alba e come si colora il cielo prima di essere completamente rischiarato dal sole.

Le tre ore di corso rappresentano per me la nuova vetta e in questo luogo posso assaporare più a lungo di prima e con la stessa intensità la medesima emozione

Sono grata alla Vita per ciò che continua ad offrirmi, a Marco e Paola per la loro radiosa testimonianza, ai partecipanti al gruppo di approfondimento per avermi accolta calorosamente nonostante non abbia condiviso con loro tre anni di lavoro e a tante altre persone che con la loro presenza colorano la gioia di questo momento.

Commenti

  1. Carissima Giuliana, dimostri di essere per davvero un’alpinista, una scalatrice.

    Mi sorprende ricordare che lavori con noi da meno di 3 anni, eppure ti sei compenetrata così fortemente con questa nostra aspirazione, e con le pratiche del cammino.
    Mi commuove in particolare l’intraprendenza degli amici e delle amiche di Bergamo, la vostra determinazione a verificare in concreto le linee spirituali che elaboriamo nei Gruppi.

    Grazie del tuo slancio verso le vette, di questo tuo partire di notte, per gustarti i colori dell’aurora.
    Marco

  2. Mariapia dice:

    Grazie , cara Giuliana, per questa tua vigorosa testimonianza. Io amo la montagna come te, ma talvolta le vette mi sembrano irraggiungibili e rabbrividisco per gli abissi, perché temo di precipitarci dentro ed oscillo e tentenno , prima di affrontare i passi difficili. Ma, siamo tutti legati in una cordata comune e possiamo aiutarci a tirarci su uno con l’altro. Questa è la nostra fiducia! Mariapia 🙄

  3. Patrizia dice:

    Ciao Giuliana, quanta naturale serietà nel tuo percorso, come all’alba ti alzavi per andare verso la montagna con altrettanta naturalezza ora ti alzi per prende l’aereo verso Roma.
    La serietà e l’impegno con cui ti prendi cura di te e delle richieste del tuo cuore e le emozioni profonde che questo ti procura mi ricordano le mie stesse emozioni e la gioia di aver intrapreso questo avventuroso cammino,benvenuta!
    Un caro abbraccio.

  4. Cara Giuliana,
    talvolta mi domando se “senza la tua mano” in cordata, sarei mai uscita di casa.
    Io son qua anche perchè qualcuno mi ha invitata a partecipare al gruppo di Bergamo e pure caricata su di un aereo per Roma.
    Senza questa vicinanza iniziale che mi sostenesse, forse sarei rimasta molto più “volatile” e nel vago, mancandomi la concretezza di una compagnia con la quale confrontarmi realmente.
    Quando all’inizio nel blog scrivevo che faticavo molto a dirmi, ed anche a muovermi, poteva apparire strano. Eppure anche se io spesso la butto sul. “son troppo pigra”, il malessere è un poco più sottile e profondo, legato al mio desiderio “di non esistenza” di scomparire in una crisi d’assenza o attraverso un attacco di panico, chi può dirlo?
    Ringrazio te e Gianni per il sostegno che mi date negli spostamenti, così da consentirmi di superare questo limite (vado migliorando! questa volta l’aereo lo abbiamo prenotato noi) donandomi concretamente l’opportunità di fare fruttare un poco i miei talenti.
    Insomma Giuliana io lo sò che: “perchè son qui” poteva intendersi in altro modo (in quel “perchè desidero tutto” 😉 ad esempio) ma un aspetto è anche quello di riconoscere che un’amicizia sincera, unitamente ad interessi condivisi, aiutano e di molto, a permanere in questo luogo.
    Ti abbraccio
    Rosella

  5. giuliana dice:

    Carissimi Marco, Mariapia, Patrizia e Rosella,
    grazie per i vostri interventi, mi fanno sentire parte di una cordata, fisica e telematica, che avanza con pazienza, umiltà e coraggio, sui sentieri interiori, luogo di reale trasformazione.

    In cordata si impara a fidarsi di una corda, dell’amico, di Dio e a superare la paura; si riconosce un dono scoprendo con meraviglia di esserlo; ci si sente profondamente vicini pur con ruoli e storie molto diverse.

    Come donna e come cristiana, mi sento sollecitata a porre il processo trasformativo al centro della mia vita e trovo nei gruppi di DP il luogo in cui imparo ad appropriarmi di strumenti per comprendere e favorire la mia trasformazione.

    Così ADESSO rispondo alla prima parola che apre la profezia di Giovanni Battista “CONVERTITEVI”.
    E’ questa parola sorgiva, generante tutto il messaggio di Gesù.

    La meditazione mi aiuta ad accedere al silenzio, a porre in questo luogo la mia debolezza e la mia povertà e a sentirmi accolta.
    Vorrei che il silenzio diventasse un’atmosfera di vita, un modo di stare nella realtà.

    Possa l’avvento illuminare le nostre ombre e, con la forza che brucia la pula, fare apparire il grano buono.

    Grazie di cuore a tutti.
    Giuliana

  6. Carissima Giuliana,
    mi solleciti a sottolineare il tuo ADESSO.
    Questo è il problema: parlare ADESSO nell’ascolto dell’io in conversione. Parlare ADESSO nell’ascolto dell’io in relazione. Non parlare ADESSO nella cecità/sordità del nostro io irrelato, monologante.

    La novità sta tutta qui, e tu la cogli e la fari tua nel tuo parlare appunto:
    questi stati viverli ADESSO e non farne solo rappresentazioni del nostro ego.
    Tutta qui è la novità epocale, antropologica: è finito il tempo, è finito il tempo dell’ego che parla dello Spirito.
    ADESSO sia lo Spirito a parlare di sé, e di me, e della nostra salvezza.

    Questa è la vera rivoluzione del mondo:
    ADESSO,
    o mai più…

    Un abbraccio. Marco

  7. Filomena dice:

    Grazie Giuliana
    per questo tuo salire alla Vetta, luminoso silente e tenace

    un abbraccio
    Filomena

  8. Gabriella dice:

    Proprio riflettendo sulla lettura di questa domenica ho sentito molto la correlazione con quanto è accaduto e ancora sta accadendo a noi tutti di Darsi Pace.
    Qualcuno (illuminato!) ha lanciato un invito, un invito alla conversione, ad un cambiamento radicale, a guardare nella propria interiorità, a mettersi in discussione.
    E noi, così come la moltitudine di abitanti di Gerusalemme, della Giudea e di tutto il territorio del Giordano….., noi siamo accorsi al richiamo.
    Già è qualcosa ma non basta, fa intendere il testo del vangelo, non basta accorrere e partecipare, è necessario crederci con tutta la fede possibile, volerlo e “produrne i frutti degni della conversione”. Giuliana tu più di molti di noi dimostri quanto credi al nostro lavoro, se non altro per il piccolo sacrificio che ti comporta ogni volta lo spostamento! Sono felice di averti fra noi e invio un abbraccio sentito a te ed ai tuoi amici bergamaschi.
    Amante come te della montagna, apprezzo molto l’idea della cordata, la salita è ripida ma percorrerla insieme sarà meno faticosa!
    Gabriella

  9. giuliana dice:

    Grazie Filomena
    anche per avere acceso in me ciò che ora accade: partecipare al corso regolare a Roma.

    Carissima Gabriella,
    anch’io sono felice di essere tra voi e di lavorare insieme alla trasformazione.
    Oggi pomeriggio ho incontrato gli amici bergamaschi e con la guida di Rosella, che sta svolgendo in modo eccellente il ruolo di capogruppo, abbiamo condiviso l’esercizio di autoconoscimento e poi un momento di meditazione.
    E’ un dono prezioso la cordata, se la salita è ripida basta imparare a riprendere fiato, ma è bello poterlo fare insieme.
    Un abbraccio.
    Giuliana

  10. Filomena dice:

    grazie Giuliana!
    le tue parole mi fanno bene e arrivano propizie, oggi

    🙂

    Filomena

  11. marco f. dice:

    Cara Giuliana,
    volevo solo aggiungere il mio più caloroso: benvenuta tra noi,
    in effetti è come se fossi sempre stata nel nostro gruppo!
    Per gli amanti della montagna poi, non potevi trovare accostamento migliore… alzarsi nel buio, prima dell’alba, preparare la partenza e andare, passo dopo passo, ma anche pedalata dopo pedalata, per giungere alla conquista della vetta, … pochi minuti per ammirare il panorama senza fiato e riprendere la strada del ritorno, con una soddisfazione dentro che a nessuno puoi spiegare e pronti a pensare alla prossima arrampicata, …. il bello è proprio la salita, più dura è, meglio è, e la fatica porta con sè il frutto della nostra ineluttabile crescita.
    Un abbraccio,
    Marco F.

  12. giuliana dice:

    Caro marco f.,
    la comune passione per la montagna ci aiuta a comprenderci nel cammino….che è sempre in salita se vogliamo toccare il cielo, che ci regala un’ineffabile gioia interiore e che ci fa pensare alla prossima vetta mentre ritorniamo a valle.
    Ora per me la vetta è Roma e condividerla con voi è davvero una grande gioia.
    Ti abbraccio.
    Giuliana

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