Passaggio cruciale

Credo che il passaggio da un’età storica segnata dall’egoismo ad un’età post-egoistica, i cui lineamenti sono enunciati in Isaia, in cui la guerra e le micro-guerre private non eserciteranno più alcuna attrazione sull’essere umano, abbia carattere unitario. 

È un percorso di crescita che concerne tanto l’individuo quanto la comunità. Ed è unitario perché ogni qualvolta l’uomo progredisce, progredisce anche la comunità degli uomini, che può dirsi tale solo in presenza di forti  vincoli di solidarietà umana.

Se sono assenti valori umani largamente condivisi; se è assente l’elemento culturale di base, imperniato sul valore di ogni persona, quale che sia il suo stato, la comunità si fa collettivo, cioè retrocede ad aggregato di uomini e donne organizzato intorno a nuclei di interessi materiali.

Lo Stato del valore umano è lo Stato democratico che non esclude ma che include. È un fenomeno inclusivo che mira a far sì che nessun uomo si senta estraneo ad esso o strumentalizzato, ma soggetto di diritti e di doveri, accolti non in quanto imposti da un’autorità ma in quanto fondati sull’equanimità, il giusto ed il vero.

Lo Stato democratico è quindi un fenomeno espansivo che non può prescindere dai valori umani. Esso deve espandersi sino ad includere chi è stato emarginato, conculcato, ridotto in miseria, essendo compito di ogni essere umano e delle strutture sociali a cui dà vita far sì che chi ha meno o è meno sia restituito ad una misura di vita più dignitosa e piena.

Il diritto alla felicità (the pursuit of happiness) di cui parla la Dichiarazione di Indipendenza degli U.S.A. è in realtà un obiettivo di ogni uomo e di ogni cristianesimo, le cui manifestazioni sono state spesso molto al di sotto del messaggio di gioia e di pace recato dal Cristo, il Re della pace, quindi della gioia.

Ovviamente la felicità non è il risultato delle ricchezze materiali e del possesso di esse, ma dello spossessamento, nel senso che, come stiamo apprendendo nei corsi di Darsi Pace, non è fondata sulla materia ma sullo spirito, o meglio su una visione spirituale delle cose del mondo, a cui non possiamo dirci estranei in virtù dell’incarnazione del Cristo.

Il passaggio cruciale da una realtà umana segnata dall’egoismo ad una nuova umanità che rechi i segni (le stigmate) dell’uomo amante, attraverso gli step delle fasi della conversione e della relazione, implica che anche la politica si svesta di privilegi e prerogative e si faccia servizio alla comunità, che la serva senza servirsene. I recenti accadimenti politici ed economici sono la cartina di tornasole di un vuoto culturale e spirituale che non genera sviluppo e crescita ma impoverimento e devastazioni etiche e morali.

La categoria del servizio disinteressato sembra caduta in prescrizione o in disuso, mentre assistiamo a transumanze e riposizionamenti sullo scacchiere politico italiano, come se dal riposizionamento possa nascere una nuova politica. Sono invece conati di vecchio, ed è sorprendente costatare che c’è ancora qualcuno che si illude di poter cambiare le cose prescindendo da un serio lavoro interiore, da una metanoia, da una revisione dei fini e dei mezzi.

È necessario che l’egoismo venga emarginato e che risorga nelle coscienze individuali il Senso della vita, quella vera e degna di essere vissuta, intessuta di carità, umiltà e servizio, perché, come diceva il Servo di Dio Don Tonino Bello, che ho avuto la fortuna di conoscere, “chi non vive per servire, non serve per vivere”.

Commenti

  1. caro Salvatore
    concordo su quanto tu affermi ed apprezzo molto il lavoro che compi nel collegare persona/individuo e società nella loro relazione religione/politica.

    A mio parere l’elemento culturale di base ancora assente è la consapevolezza che NELLA SOSTANZA ciascun individuo ha in sè tutto ciò che gli serve per essere ciò che è, in qualunque istante ed in qualunque punto si trovi del proprio transito terrestre..

    Proprio grazie al fatto di essere nati, da altri ed in loro balia, proprio in questa nostra fragilità sta LA nostra VERITA’: abbiamo tutto ciò che ci necessita per realizzare noi stessi in questo transito terrestre. Capisco di dire cose apparentemente paradosse, ma questa E’ LA LIBERTA’ REALE dell’uomo.

    Nella sostanza costruiscono società e rapporti ordinati ed armonici solo coloro che riconoscono che ESSERE NATI PER MORIRE è assurdo: non ci piace proprio.

    Solo chi vive IL PRESENTE come ETERNO può entrare in conversione, cercando ed incontrando in sè stesso “la forza della Vita”, di essere ciò che è: DONO a sè stesso.

    Non solo dono, ma un dono D’AMORE.

    E un dono d’amore CONCEPISCE socialmente frutti maturi di “genitorialità” , condividendo nella giustizia l’ accoglienza prioritaria dell’altro per una società solidale. Questo il nostro impegno.
    Auguro a noi tutti un buon proseguimento.
    Grazie e ciao.
    Rosella.

  2. Grazie a Salvatore e a Rosella.
    In questo tempo in cui il governo delle catastrofi prodotte dall’uomo bellico sembra poter fare a meno della democrazia, e un’oligarchia efficiente e gelida amministra alla meno peggio l’ordine del giorno dell’ego, tutto ciò che riporta alla verità spirituale dell’uomo e della donna sembra colorirsi di ingenuità…..
    Eppure l’esperienza interiore ci conferma che la pienezza, la ricchezza, la libertà reale sono alla nostra portata, e che l’uomo amante può diventare agente di un ordine diverso: concepisce, procrea un mondo sempre più felice, frutti maturi del genitorialità, essendo Figlio di un Padre che non vuole la morte, ma la vita.
    Buon proseguimento anche a voi tutti!
    Paola

  3. Filomena Bernocco dice:

    Caro Salvatore,
    grazie per questa riflessione su ciò che dovrebbe/potrebbe essere la politica!
    Ora come ora sembra davvero un’utopia, ma credo che non bisogna mai rinunciare agli obiettivi alti soprattutto quando questi realizzano un vantaggio per l’umanità.
    Auspico dunque, insieme a te, a Rosella e a Paola, che la “politica si svesta di privilegi e prerogative e si faccia servizio alla comunità, che la serva senza servirsene.”

    Buona serata di Pace
    Filomena
    Filomena

  4. Filomena Bernocco dice:

    Caro Salvatore,
    grazie per questa riflessione su ciò che dovrebbe/potrebbe essere la politica!
    Ora come ora sembra davvero un’utopia, ma credo che non bisogna mai rinunciare agli obiettivi alti soprattutto quando questi realizzano un vantaggio per l’umanità.
    Auspico dunque, insieme a te, a Rosella e a Paola, che la “politica si svesta di privilegi e prerogative e si faccia servizio alla comunità, che la serva senza servirsene.”

    Buona serata di Pace
    Filomena

  5. Filomena Bernocco dice:

    In effetti bastava postare una sola volta 😉

  6. Salvatore dice:

    Abbondare non nuoce! 😆

  7. Ormai assistiamo impotenti a colpi di stato dove è violata la legalità e sospesa la sovranità popolare chi era a capo del governo è stato espropriato, per la seconda volta di un suo governo eletto dal popolo,dove si è dovuta inventare una grottesca investitura a senatore a vita per Monti mai eletto,e la gente è talmente plagiata dai media che non reagisce nemmeno più,oggi nelle moderne democrazie abbiamo il relativismo e dietro di esso il sommo nulla,negazione del sommo bene.

  8. Salvatore dice:

    Carissimi,
    il nichilismo assume molteplici forme, anche esautorative della democrazia rettamente intesa. Se l’altro non ha valore per me, io mi sentirò in dovere di non ascoltarne le mozioni. Questo declassamento è tanto più evidente nel momento in cui si continua a ricorrere a tecnicismi senza anima, che poco o nulla sanno di vita reale e vissuta. La politica ha fatto un passo indietro per incapacità di gestire la crisi economica, il che suona come sconfessione di tutta la classe politica. Ci si è affidati ad un governo tecnico ed asettico i cui componenti esaltano la precarietà lavorativa senza il benché minimo tentativo di collegarla a situazioni generative di ansia ed angoscia esistenziali. Speriamo in tempi migliori!

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