L’esercizio a nove punte

9punte

Siamo un piccolissimo gruppo, noi praticanti di Darsi Pace che abitiamo in Romagna, ma ormai da più di un anno ci ritroviamo ogni tanto per condividere questa avventura.

L’ultima volta siamo finalmente pronti per affrontare un passaggio importante: l’esercizio a nove punti. Infatti anche la più giovane di noi nel percorso DP è arrivata a quel momento del secondo anno in cui viene introdotto questo esercizio come strumento fondamentale di trasformazione personale.

Per chi già frequenta i corsi non c’è bisogno che spieghi nulla di più; per chi legge questo blog occasionalmente dirò solo che si tratta di un esercizio di autoconoscimento che, partendo da una situazione problematica vissuta in prima persona, ci guida passo passo dalla comprensione psicologica alla preghiera. (Marco Guzzi, Per donarsi. Un manuale di guarigione profonda, Ed. Paoline, 2007, pag.127-128)

”  Però io non avevo mica capito che l’esercizio si chiamava così– ci confessa Marina – sentendo voi mi sembrava che il nome fosse “esercizio a nove punte” e non sapevo cosa aspettarmi, mi veniva in mente una stella, o qualcosa di simile, ero così curiosa…   “

Ridiamo. L’idea di questo nuovo nome ci piace, è piena di suggestioni. Una stella a nove punte. Ogni punto dell’esercizio diventa una punta, infatti ogni passaggio è appuntito, penetra a fondo. Poi la stella ha una forma di tipo circolare, seguendo il bordo si scende e poi si risale, un po’ come nell’esercizio reale.

Nei giorni successivi mi rimane in testa quell’immagine a nove punte e provo a disegnarla, così come so fare. Condividendo poi il disegno tra di noi vengono fuori cose interessanti su questo esercizio e su come io lo vivo.

Se decido di fermarmi e di prendermi il tempo per questo lavoro vuol dire che accetto di farmi toccare subito dai primi tre punti: il momentaneo disagio, e poi la rabbia e la paura che si trovano lì sotto. Se mi sono fatta “pungere” ben bene da questi primi tre passaggi, senza nascondermi, arrivo a sentire chiaro il quarto punto, quello in cui contattiamo la nostra ferita originaria. Lì c’è un fiume rosso di dolore, che costeggia anche i punti successivi, dal 5 al 7, quelli in cui rivivo il sentire e l’agire dell’infanzia, i blocchi e le distorsioni della mia percezione familiare.

Arrivata al punto 8 il fiume rosso della ferita non è diminuito, anzi, è diventato un estuario che vuole sfociare all’esterno. La sofferenza può, vuole diventare invocazione, preghiera. Ma deve cambiare forma, deve trovare la sua voce, le sue esatte parole. Due mani si spingono all’esterno, gridano a Dio chiedendo aiuto dal punto più oscuro e profondo.

Arrivata qui sono ormai dentro la mia sofferenza, piccola o grande, fino al collo.

Ma manca l’ultimo punto, che ho messo in cima perché, anche se è il più imprevedibile, è il vero obiettivo di tutto il lavoro.

Dopo aver capito, sentito, scavato, invocato, ora posso solo acquietarmi e iniziare ad accogliere, a ricevere. La forma appuntita, che è chiusa, non va più bene. L’ultima punta non è più una punta, le linee si devono aprire e allora sì, è possibile ricevere quella cosa ineffabile che è la Grazia, la sottile consolazione, le parole di aiuto, di sostegno, così personali per ognuno di noi, così vive. E allora il miracolo a volte avviene, anche quando quest’ultimo passaggio è soltanto attesa e silenzio.

Buon esercizio a nove “punte” a tutti!

 

 

 

Comments

  1. Gabriella. says:

    Che bella questa idea così come l’immagine. Mi fai sorridere appena sveglia grazie Antonietta

  2. La tua condivisione mi consola e riempie di gioia.grazie

  3. Bellissimo disegno Antonietta!
    La stella a nove punte chiusa è la gabbia che esplode alla potenza della grazia e ci apre a una possibilità di una irrorazione sanante e unificante!
    Il giallo penetra in tutti i livelli trasformandoli è il colore della redenzione e dell’illuminazione!
    Anche per me bell’inizio di giornata!
    Daniela

  4. E’ bello osservare come il cammino si colora e si arricchisce nella trasformazione di chi lo compie.
    Ed è davvero bello camminare insieme.
    Grazie Antonietta e un forte abbraccio.
    Giuliana

  5. Per chi sta imparando a conoscerti un po’, i colori del disegno dicono benissimo la vivacità e la vividezza delle tue emozioni e della forza che trasmetti.
    Un abbraccio
    isideXXOOXX

  6. Marco Guzzi says:

    Bellissima rappresentazione poetica di questi passaggi che possono trasformare lo stato della nostra anima, e aprirci sempre di nuovo alla speranza.
    Grazie. Marco

  7. Mi unisco agli altri per ringraziarti, Antonietta. L’esercizio a 9 punti è faticoso, ma la tua rappresentazione lo rende colorato è perciò attraente; ci sono le lacrime , ma sono piccoline, come le vibrazioni della rabbia e della paura, c’è il fiume rosso di sangue, ma c’è la foce a estuario pacificante e poi la grande luce liberatoria, dove è bello abbandonarsi! Mi ricorderò di questo disegno, quando affronterò con coraggio e speranza l’esercizio! Mariapia

  8. Cara Antonietta
    mi son goduta il lieve scintillio di un addobbo natalizio: una di quelle “cosine delicate di vetro soffiato” da maneggiare con cura; e per la prima volta ho desiderato conoscere il significato del numero nove (…e ne è valsa la pena).
    Sono onorata di condividere con te questo percorso.
    La tua modalità di comunicare libera dalla polvere ricordi lieti che pensavo ormai persi per sempre. E invece no, ci sono ancora e ne gioisco.
    Ti abbraccio, con affetto
    Rosella

    p.s. ho anche ingrandita l’immagine e presa una lente, per vedere meglio ogni particolare, e l’effetto è sempre stato lo stesso: tre anni, il cuore che canta e gli occhi sgranati per la meraviglia del Natale

  9. maria carla says:

    Certo che le immagini hanno una forza incredibile…dai punti alle punte… e sempre 9 (cioè 3 volte 3)! Anche i numeri fanno parte misteriosamente della vita spirituale e in qualche modo ne disegnano la trama. E’ bello condividere qualcosa che nasce da un terreno comune (e magari ognuno ci aggiunge del suo), è come creare insieme.
    Ciao a tutti, mcarla

  10. Grazie. Hai aggiunto una mappa alle parole. Ho capito meglio il cammino.
    Un caro saluto

  11. DParlavecchio says:

    Grazie per averci dato evidenza di come il gruppo è in grado di produrre un risultato dove “la somma è maggiore delle sue parti” in termini di chiarificazione e di condivisione.
    Buon lavoro
    Domenico

  12. Grazie per tutti i vostri apprezzamenti!
    Faccio mie le parole di Giuliana: è davvero bello camminare insieme.
    Ciao 🙂
    Antonietta

  13. Silvia Rambaldi says:

    Cara Antonietta,
    grazie a te ho iniziato a praticare un po’ di più l’esercizio a nove punti. Le nostre condivisioni – che vanno sempre a toccare le profondità dell’anima con immediatezza e sincerità – mi hanno aiutato moltissimo a comprenderne l’utilità.
    Non vedo l’ora di ricominciare gli incontri del nostro ‘gruppettino’!
    Un abbraccio
    Silvia

  14. E alla fine arrivo anch’ìo, “Marina praticante country”. Ancora più spaesata che nel nostro ‘gruppettino’ di Rom …. agna.
    Che dire, se dalla mia semplicità Antonietta ha visualizzato questa stella e ne sono scaturite queste considerazioni … sono davvero contenta.
    Buon cammino.
    Marina

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