Inevitabile il Conflitto?

Re-Davide

Mi  capitava  spesso  e  mi  capita  ancora,  al  termine  di  un  diverbio  o  di una     contrapposizione  con  qualcuno, di  sentire  una  voce  insistente  dentro  di  me  che    tenta  di  convincermi  che il  conflitto  era  inevitabile,  mi  ripete  tutte  le  mie  ragioni   e  sottolinea  tutte  le  mancanze  dell’altro,   mi  asseconda  in  tutte  le  mie  convinzioni  fino  a  farmi  scivolare  nella  certezza  di  aver  fatto  tutto  il  possibile  per  evitare  lo  scontro:  “hai  fatto  tutto  quello  che  potevi  fare,  era  inevitabile”  e  a  questo  punto   la  mia assoluzione  è  piena!

Nel  tempo  questa  voce  compiacente  ha  cominciato  a  non  convincermi  più,  il  suono  mi  appariva  come  quello  di  un   soldo  bucato, una  moneta  falsa,   ho  cominciato  a  dubitare,  una  parte  di  me  era  profondamente  convinta  di  avere ragione e  si   crogiolava  dentro  questa  certezza,  un’altra  no.

Ero  confusa,  questa  ambiguità  mi  parlava, incomincio  ad  osservarmi  da  una  posizione  un  po’  più  libera  e  coraggiosa,  meno  automatica  e  compiacente,  e  sento una  vocina  sottile  che  mi  sussurra  una  scomoda  verità:  “Non  è  vero  che  fai  quello  che puoi, fai  quello  che  vuoi  e  quello  che  vuoi  è  vincere”

Questa  consapevolezza  scomoda  scava  una  piccola  breccia  nella  mia  coscienza  e  comincio  a  vedere  che  spesso  le  cose  stanno  proprio  così,  facevo  quello  che  volevo  fare  o  meglio  quello  che  m’imponeva  il  mio  ego.

Quante  volte  avevo  messo  le  mani   in  quel  groviglio  di  emozioni   e  pensieri  che  mi  dominavano,  ma  ero  riuscita  solo a  dare  una  spolveratina  al  mio  ego,  a  disturbarlo  un  po’,   lui  era  sempre  lì  e  si  riaffacciava  con  tutta  la  sua  prepotenza  e  spavalderia,  sicuro  che  mi  avrebbe  sopraffatto  e  così  avveniva.

Un  giorno  Marco  mi  disse  che  sentiva  un  Eichmann  dentro  di  me,  rimasi  profondamente  turbata,  mi  sentivo  tanto  socievole, ragionevole, disponibile,  come  poteva  annidarsi  un  mostro  simile  in  me? Provo  a  contattare nuovamente  questa  parte  che  avevo  tante  volte  frequentato  e  che  avevo  sempre  definito  un  po’ dura  ma  tutto  sommato  innocua.

Scavo  più  profondamente,  con  più  coraggio  e  fiducia  e  scopro  un  diktat  interno durissimo,  ricevuto  e  subito  e  ancora  oggi  agente, che  s’impone  su  di  me,  che  domina  la  mia  vita,  la  prevarica, con  mille  modalità  di  asservimento  più  o  meno  palesi,  sempre   manipolative  e  convincenti.

Finalmente  la  luce  illumina  le  oscurità  e  le  libera,  l’ego si  era  strutturato  sopra  le  mie  ferite   e  i  miei  bisogni  inappagati   e  nel  tempo  mi  aveva   prevaricato e  dominato,  alienando  una  parte  delicatissima,  il  mio  cuore.

Si  era   spacciato  come   un   buon  servitore,  che   mi  avrebbe  reso un   buon  servizio,  basato  sul  controllo,  la  difesa  e l’attacco,  tenendomi  al  sicuro  da  tutto   e  procurandomi   grandi   soddisfazioni  …..ma  allora  perché  stavo  male?

…. e  così  ho  imparato  a  prendere  questa  parte  con  ferma  delicatezza  e  schiacciarla   sotto  il  peso  di  un  “sanpietrino”,  per  chi  non  è  di  Roma  spiego  che  è  un  sasso  pesante, compatto, resistentissimo,  con  cui  si  lastricavano  le  vie  di  Roma,  senza  valutare  ogni  volta  se  è  il  caso  o  meno,  ormai  appena  emerge l’ego  lo  riconosco  subito  da  quella  dolorosa  contrazione  che  mi  provoca  nell’animo.

L’operazione  è  in  via  di  esecuzione  ma  ha  già  dato  ottimi  risultati.

Ora  c’è  altro  che  vuole  vivere  in  me  in  prima  persona,  sperimentandomi  in spazi   nuovi,  aprendomi  alla rigenerazione  ogni  giorno,  sento  sgorgare  forte  dal  mio  cuore  l’impegno   a  liberare  ogni  mattina  la  mia  casa   dai  vecchi  servitori,  i  farisei,  gli  operatori  di  iniquità,  i  menzogneri,  i  presuntuosi, i  superbi   e  tutti  coloro  che operano il  male.

Voglio  cantare  inni  al  Signore  ogni  mattina  e  rinascere  a  nuova  vita,  risuonano potenti  nel  mio  animo   le  parole  del  salmo  di  Re  Davide.

Salmo  101  –  Di Davide. Salmo

Amore e giustizia voglio cantare,
voglio cantare inni a te, o Signore.
Agirò con saggezza nella via dell’innocenza:
quando verrai a me?
Camminerò con cuore integro,
dentro la mia casa. 

Non sopporterò davanti ai miei occhi
azioni malvage;
detesto chi fa il male,
non mi sarà vicino. 

Lontano da me il cuore perverso,
il malvagio non lo voglio conoscere.
Chi calunnia in segreto il suo prossimo
io lo farò perire;
chi ha occhi altezzosi e cuore superbo
non lo potrò sopportare. 

I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese
perché restino a me vicino:
chi cammina per la via integra
sarà mio servitore. 

Non abiterà nella mia casa,
chi agisce con inganno,
chi dice menzogne non starà alla mia presenza.
Sterminerò ogni mattino
tutti gli empi del paese,
per estirpare dalla città del Signore
quanti operano il male.
 

Comments

  1. Cara Patrizia,
    nelle tue parole io sento già la musica che vuole intonarsi a quella del Salmo.

    E’ incessante il lavoro su noi stessi, anche quando troviamo un metodo e strumenti a lungo cercati siamo sempre esposti all’ azione subdola e sottile dell’ego.

    Allora scopriamo il valore dell’umiltà, il sollievo di confessare i nostri limiti senza vergogna, senza paura del giudizio o della condanna perché sappiamo che l’Uomo Nuovo li ha assunti su di sé per rivelarci che in Lui siamo risanati.

    La dolcezza e la gratuità del suo perdono ci aiutano, strada facendo, a rispondere alla domanda che poni.

    Grazie e un forte abbraccio.
    Giuliana

  2. davide c. says:

    Ciao Patrizia
    sento di condividere pienamente le tue parole ma allo stesso tempo noto come alcuni termini del salmo possano tener viva,se non continuamente reinterpretate,la spinta omicida degna di una ss.
    Le parole poco ambigue “detesto” “non sopporterò”,”estirpare..”ecc…mi rimandano al fatto di quanto sia uno spartiacque l’innesto di Cristo nella storia,di quanto a partire dal mio Sommo omonimo siamo tremendamente lontani e allo stesso tempo immensamente prossimi al mistero del perdono.
    Davide

  3. Ciao Davide, capisco la tua osservazione, ma le parole del salmo sono tutte rivolte a quelle parti di noi che ci spingono verso quelle modalità alienate che ci pervadono, forme menzognere che ci prevaricano e ci inducono ad essere ciò che non siamo.
    E’ vero, sono espressioni cariche quelle del salmo, ma di quella carica vitale che è il desiderio profondo di liberazione, sento veramente dentro di me un’insofferenza sempre più accentuata all’espressione delle mie forme egoiche ed è vero che desidero sterminarle ogni mattina come vero però che ogni sera accarezzo con fiducia e tenerezza quella parte di me che ancora non ci è riuscita.
    Un caro saluto

  4. “Camminerò con cuore integro,
    dentro la mia casa”
    Questo è il presupposto, la propedeutica per le parole giuste; penso che l’ego sia molto bravo ad appropriarsi di parole e concetti per farne rappresentazioni e allontanarsi dalla Verità.
    Ognuno di noi ha il compito di discernere ogni giorno, ogni istante, per intonarsi a parole che forse per l’ego sono folli è vero, ma per il cuore integro sono balsamo dolcissimo; quello che l’ego sente come pericolo, viene giudicato e in genere ammazzato noi lo sappiamo bene, nei nostri gruppi è materia quotidiana.
    Il cuore integro però sperimentato anche un solo istante ci chiama a se, come una forte speranza e un anelito di salvezza.
    Amo le parole forti, mi suonano più vere come lo studio sull’ombra ci insegna, la mia ombra in fondo è pura energia che può e deve essere utilizzata con tutta la sua dirompenza e forza vitale senza paura, senza la paura che mi costringe a difendermi mostrandomi magari tanto buona e vista da tutti come ipocrita.
    Grazie a Patrizia per queste belle riflessioni.
    Daniela

  5. Anche per me il tema del conflitto è presente in me … come paura.
    Essendo la mia strategia difensiva essere accondiscendente, cerco la via per fuggire le situazioni-relazioni conflittuali
    per evitare il conflitto,accontentandomi di passarla liscia,di trovare situazioni di comodo,di studiare strategie per
    tenere a distanza di sicurezza le relazioni per paura di scivolare nel contrasto… per dimostrare di essere sempre buona, sempre disponibile ma in verità di essere tanto falsa e ipocrita da covare tanta rabbia e tanto perfida da sventagliare tutti i possibili giudizi-condanne sugli altri……

    Paura del conflitto per paura di far uscire quella parte che di me non mi piace ,
    paura di vedere crollare quella immagine che ho sempre voluto dare e che gli altri hanno di me.
    Visto cosa c’è dentro qs sacco nero la tentazione è di richiuderlo…
    Ma le parole del salmo 101”chi dice menzogne non starà nella mia casa,
    chi calunnia in segreto il suo prossimo io lo farò perire”mi spronano con fiducia a muovere i miei passi sul retto sentiero , sapendo di non essere sola…
    “confidenti consegniamo tutte le nostre difficoltà alla potenza dello Spirito…”
    Anche le riflessioni di Daniela parlano al mio cuore sviato che aspira, attende l’integrità.
    un abbraccio fiducioso e ricco di gratitudine a tutti-tutte
    irene

  6. Grazie cari amici di avermi accompagnata con le vostre riflessioni in questo desiderio di liberazione ….. camminerò con cuore integro dentro la mia casa ……., so che avverrà per tutti noi e canteremo inni e come dice Giuliana, nelle nostre parole si sente già la musica, intonata a quella del Salmo, che ci consegna all’azione potente dello Spirito.
    Patrizia

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