Sulla brezza dell’alba

fenice

Mi chiamo Giacomo, ho 26 anni, e sto iniziando a conoscere la realtà di Darsi Pace. Condivido con voi la mia risposta alla e-mail per i gruppi di creatività culturale, dove Marco chiedeva perché i gruppi Darsi Pace nascono proprio ora, ed a quale bisogno tentano di rispondere in questa fase così estrema della nostra vita, sperando che possa essere un contributo in qualche modo utile per tutti!   Se si osserva la data, è il 14 Novembre 2015. Credo che anche solo la data basti, innanzi ai fatti di Parigi successi ieri, a rispondere.

Ho appresso la terribile notizia degli attentati da un televisore muto, che mostrava però scritte e immagini di quanto avveniva a Parigi. La tv era in una birreria – music club dove stavo ascoltando un mio amico che suonava in una serata organizzata da alcuni cantautori. Più o meno 7 artisti si susseguivano su quel bel palcoscenico suonando ognuno 15 minuti, mentre trattenendo le lacrime assistevo all’evolversi delle stragi parigine dalla tv muta.

Ora, ad un certo punto mi sono detto che non sapevo cosa fosse peggio: se lo sterminio dei corpi dei poveri parigini nel teatro, oppure l’eccidio degli Spiriti che avevo davanti su quel palcoscenico dove si susseguivano i cantautori, anch’essi muti come la tv.

Ognuno di loro, ad eccezione del mio amico che già conoscevo, diceva infatti la medesima cosa in modi diversi, cioè NIENTE.

Era un affresco terrificante del nostro tempo e della sua gioventù, della quale faccio parte: monadi isolate che manifestavano un dolore crescente, pulsioni disordinate, inneggiavano alle droghe, bestemmiavano, CON IL NULLA DAVANTI E LA NEBBIA NEL CUORE.

Avevo dunque un televisore muto che mi poneva davanti ai fatti di Parigi, segni inequivocabili di un tempo limite nella nostra storia, una vera e propria terza guerra mondiale; ed avevo davanti agli occhi la dimostrazione empirica che la nostra civiltà balbetta brandelli insignificanti di nulla, non riuscendo a fornire ai giovani ed alle persone ALCUN TIPO DI STRADA PERCORRIBILE.

Faccio un salto indietro al pomeriggio di ieri, 13 Novembre, in cui preparavo la mia tesi in Antropologia, sul pentecostalismo studiato nel suo radicamento in un villaggio di Maasai.

Ad un certo punto mi sono trovato davanti all’evidenza tangibile della misericordia di Dio, constatando che negli ultimi 100 anni si è sviluppato un movimento di nuova spiritualità, che già coinvolge 400 milioni di persone nel mondo di ogni credo, denominazione e stato, oltre ogni confine di dogma, denominazione, cultura. Di certo ognuna delle nuove realtà che sta nascendo ha i suoi limiti, e nessuna di essa è perfetta, ma il fatto che colpisce è che nonostante le imperfezioni umane, Dio ha misericordia di noi.

Dio non ci abbandona all’oscurità. Dio ci è vicino, ci libererà.

Sono convinto che “Darsi Pace” si inserisca in questo movimento travolgente della Misericordia di Dio, che vuole riscattare l’Uomo dai suoi mali fornendogli nuove strade di Spiritualità adeguate a questo tempo.

 

Ciò che mi interessa di Darsi Pace, è che non si limita ad un contributo esclusivamente spirituale, o poetico, o filosofico, ma compie un mirabile sforzo di integrazione delle dimensioni poetica, psicologica, spirituale, filosofica, culturale, nel tentativo necessario di non cadere, come molti di questi nuovi movimenti, in spiritualismi, psicologismi, riduzionismi, manipolazioni, sette asfittiche e sterili.

Come affermava Jaspers, se non ricordo male, il confronto tra situazioni diverse porta alla libertà. Darsi Pace dunque è una delle infinite tonalità della Voce di Dio, che canta ai suoi Figli dispersi una canzone di Speranza, fornendo chiavi di lettura e strumenti nuovi agli uomini per affrontare questo tempo limite. E’ per questo che ho sentito il desiderio di partecipare ai gruppi, ed approfondire il pensiero e la poetica di Marco Guzzi, certo di trarre da questa esperienza grandi tesori per il mio percorso.”

Un saluto e un abbraccio a tutti!

Comments

  1. Caro Giacomo! Benvenuto! Oggi io ringrazio Dio per la tua presenza in “ darsi pace” e nel mondo, per questa tua voce fresca, consapevole, nutrita di indignazione e speranza! Mariapia

  2. Caro Giacomo, credo che lo Spirito segua cammini misteriosi , ma sempre si esprima nelle nostre esistenze.Spesso si esprime così ,”con gemiti inesprimibili”, come quelli che uscivano dallo schermo di quel televisore muto, in un bar dove ti sentivi un alieno atterrato per sbaglio su un pianeta inospitale. Sono certa che in Darsipace ti sentirai a casa, porterai la freschezza dei tuoi ventisei anni e riceverai in cambio un granello di saggezza per continuare a credere nella bellezza della vita umana .Grazie per questa condivisione e tanti auguri per il tuo percorso in Dp

  3. Caro Giacomo, il tuo post è per me un altro segno di speranza.
    C’è bisogno di giovani capaci di pensare mentre ascoltano e si ascoltano, di approfondire e di studiare, di lottare per un mondo di pace mettendosi in gioco in prima persona.
    Benvenuto in Darsi pace, “ una delle infinite tonalità della Voce di Dio” , bella la tua definizione.
    Grazie.
    Giuliana

  4. Grazie Giacomo,
    mi sono commossa leggendoti
    un abbraccio di Pace
    Filomena

  5. Quando incontro giovani come te, dico: Dio esiste e si esprime anche così!
    Ogni vibrazione di Vita, e il tuo scritto/pensiero lo è, è segno della presenza di Dio tra noi!
    Grazie e benvenuto tra ” veterani” che apprezzano sempre di più ventate di freschezza e la gioia della famiglia che cresce! Un abbraccio Maria Rosaria

  6. Mi viene in mente la parabola del granellino di senape, il più piccolo di tutti i semi che una volta seminato sulla terra cresce e diventa un grande albero che offre riparo a tanti uccelli.
    A volte ci si sente piccoli e impotenti di fronte a certi eventi e davanti alla constatazione del deserto che c’è intorno, eppure si può fare la differenza lavorando alla propria trasformazione per portare una consapevolezza e una parola nuova in mezzo agli uomini che si incontrano ogni giorno, ad una gioventù disorientata che anela solo all’acqua umile e preziosa e a cui viene dato da bere un veleno mortale.
    Ma è davvero una gioia constatare che tanti granellini di senape come te, Giacomo, continuano ad essere seminati nel deserto del mondo perché faranno la differenza.
    Buon cammino a tutti!
    Irene

  7. Grazie per i vostri commenti, profondi, sensibili e calorosi, davvero!

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