Un grande caos

Questa mattina mi sono alzata un po’ prima dell’alba. Una mattina di un freddo e pungente gennaio e forse quando il sole sorgerà, anche oggi sarà un Sole splendente, quasi cristallino. Sembrano giorni speciali. Mi sono svegliata quasi con un gemito d’ansia, come un sussulto dell’anima che riverbera in tutto il corpo.

Da una manciatina d’anni, quasi ogni giorno è così. Mi impegno, con un piccolo a volte grande sforzo a far esistere quel gemito solo per un istante, e spostare velocemente il pensiero su qualcosa di bello che mi accompagni ad alzarmi dal letto con un po’ di fiducia nella giornata che ho davanti, altrimenti l’ansia mi potrebbe risucchiare nel suo imbuto e … ho qualche idea sul come andrebbe a finire se mi lascio andare al suo potere … non voglio che accada più.

Mi è salito alla mente il ricordo di quando, bambina di otto, nove anni, all’inizio delle vacanze, finita la scuola, pesante e noiosa e, … inebriata dai profumi caldi di inizio estate mi alzavo un po’ prima dell’alba, quasi come svegliata da un richiamo …

Tutti in casa ancora dormivano, un’occhiatina veloce alle mie due sorelle e poi ai genitori nella stanza a fianco la nostra e, piano piano per non svegliare nessuno, scendevo le scale e andavo nel piccolo orto.

Lì nell’orto, un paio d’alberi erano il mio primo incontro del mattino, loro erano un importante punto di riferimento: pieni di foglie, rami e poi frutti e poi di nuovo foglie e poi foglie secche e rami asciutti e nudi  e poi di nuovo germogli … fermi e stabili, quei due alberi da frutto, mi davano il ritmo delle stagioni e gli stati d’animo ed i colori e i sapori!

In quelle levate mattutine quasi già estive, dopo averli osservati un po’ prendevo la scopa e spazzavo tutt’intorno fino a che fosse tutto pulito e fino a che sentivo il primo raggio di Sole che iniziava a sorgere, a quel punto, era importante! mollavo le faccende e mi sedevo a lungo, ferma, mi sentivo “stabile” come gli alberi, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, ad intuire da dove sarebbe spuntato il primo raggio!

Quanto volevo che gli edifici che erano laggiù potessero quasi evaporare così da poter vedere il Sole proprio mentre spuntava da lì … e mentre mi struggevo in questo pensiero, il Sole …“ da lì” si levava! e si alzava nel cielo fino a che lo vedevo e sentivo inondarmi di un piacevole calore che mi metteva il sorriso mentre tutto intorno iniziava a risvegliarsi …13

Poco più di un anno fa sono entrata in questo bel luogo di incontro e di lavoro, Darsi pace. E’ stato amore a prima vista. Persone vere che parlano, dialogano, esprimono i loro pensieri, alcune, molte, con coraggio riescono ad aprire il loro cuore. Volti, voci, emozioni, impressioni, sentimenti. Da imparare: relazione e condivisione. Persone con esperienze diverse, storie diverse, età diverse e con un desiderio in comune, il desiderio di ritrovare sé stessi. Ritrovarsi e ritrovare un senso, vero, nella propria vita.

In questo ultimo anno in contemporanea all’assiduo lavoro interiore … ho pure scoperto che nella mia casa avevo una gran quantità di muffa!! L’ho guardata a lungo, l’ho osservata e il momento della decisione … a toglierla! non riuscivo a prenderlo. Lo rimandavo. Ci voleva uno sforzo, anche fisico, e non mi sentivo mai pronta. Avevo perso la forza, il coraggio di iniziare il lavoro e di rimettermi all’opera … ancora una volta. Un gran lavoro. … e la muffa avanzava e si prendeva ogni giorno un pezzetto in più di superficie che si anneriva …

Dopo molti mesi in cui non avendo il coraggio di prendere l’iniziativa, assaporavo però intanto nell’immaginazione il momento in cui avrei visto le pareti ammuffite di nuovo splendere … poi, l’accadere di un fatto piacevole mi fa ritrovare una certa quantità di forza e coraggio e così, finalmente mi metto al lavoro … un lavoro faticoso, sporco, un po’ avvelenante. Lì per lì, appena iniziato, sembra che tutto peggiori. Peggiora veramente.

Vado avanti lentamente, con fatica. Un giorno un po’ di più, un giorno meno, un giorno niente. Faccio fatica anche perché, appena iniziato vorrei aver già finito, tutto bello pulito in un batter d’occhio! ma, il mio corpo pesante come un macigno: frena! La mente scalpita ma per fortuna il cuore ha una gran pazienza, a volte faccio fatica a sentirlo e seguirlo ma ogni volta che mi fermo e mi affido … allora dopo un po’ riparto con un ritmo fiducioso e così …  ne esco “sana e salva” e le pareti di nuovo risplendono!

Per togliere la muffa però ho dovuto spostare mobili ed oggetti e mentre spostavo mobili ed oggetti ho pensato di fare le cose in grande!! Ed ho iniziato anche ad aprire i cassetti degli armadi ed andare a vedere se  quello che c’era fosse pure da risistemare … man a mano che aprivo un cassetto dopo l’altro mi rendevo conto che molte cose che conservavo non mi servivano più e molte altre sembravano appartenere ad un’altra me, chissà quale delle tante che mi abitano!!

E … sistemata la muffa! ora … un grande caos! … cassetti in rivoluzione, cose ed oggetti da sistemare in un nuovo ordine, molte cose che decido di regalare, molte cose che decido di lasciare andare e ringrazio.

Mi abbandono solo qualche istante al dubbio che tenta di prendere parola … mollo o non mollo … lo lascio scivolare via ed i suoi artigli si aggrappano nel vuoto … e gli sorrido … e pure il dubbio va via per la sua strada e lascia il posto ad uno spazio aperto e limpido …

Ogni giorno una piccola fatica. Ogni giorno una piccola nuova sistemazione. Ogni giorno un minimo “rifacimento” di un angolino che si fa di nuovo libero e spazioso. Ogni giorno una cosa che avevo messo lì, mi accorgo che invece lì non è più il suo posto e forse non lo è mai stato.

Ogni giorno vedo in questo caos esteriore, il caos che ho dentro e di cui non mi ero quasi accorta se non in minima minima parte. E’ un caos … enorme!!  Ogni giorno mi rendo conto un po’ di più, di quanto caos è fatto questo nostro mondo umano.

In alcuni momenti mi pare che: … non ce la farò mai a sistemare ogni cosa al suo posto! In altri momenti mi sento leggera e mi pare che risistemare sia solo un esercizio di quelli “tosti” … e quando avrò finito questo lavoro poi arriverà … il pppremio! … bambina mia! è sempre lì pronta a giocare, le voglio un gran bene anche perché da piccola invece di giocare stava sempre attenta a che i “grandi” non perdessero troppo la testa … un gran lavoro anche quello! ed è giusto che ora giochi un po’ quando se ne presenta l’occasione e siamo tra di noi al sicuro, stare con lei mi fa sentire leggera e sicura, forse ancora … un po’ lo fa, di prendersi cura di tutti quelli che ha intorno e anche di me …

Intanto “ io “ … tengo il passo! cioè quella parte di me che è cresciuta un po’, almeno quel tanto che basta da rendermi conto che fare un lavoro di questo tipo è veramente necessario se voglio avere una vita migliore in cui trovarci un senso, vero! E questo è il “premio” per me in questo momento della vita: trovarne il senso!

Da un bel pò di tempo e in svariati momenti, … immagino di vivere in una casa molto spaziosa , semplice, ordinata e molto molto accogliente e con tante porte-finestre grandi e luminose e da ognuna si possa ammirare un meraviglioso giardino ricco di piante con foglie di ogni grandezza e forma e colore, fiori, erbe aromatiche e gli amati alberi e … da oggi … ho deciso: anche la piccola caffettiera! … per sentire il profumo del caffè mentre sale ed espande il suo aroma … sapore di casa e momenti di intima condivisione con le persone che ci abitano e con chi bussa alla porta …

Ecco … oggi ho anche sognato un po’, oltre che giocato e soprattutto ricordato! ed ho condiviso, con chi legge, queste immagini! Ci saranno sicuramente persone che una casa così come vedo, ce l’hanno già, altre che una casa neppure se la sognano più o non l’hanno mai potuta avere e chi, come me, sta cercando di far ordine, con gran fatica e tentando di non perdere l’obiettivo.

Quell’antico … “Come dentro così fuori, come fuori così dentro  … “ non mi ero ancora accorta quanto fosse vero!! …

 

 

 

 

 

Comments

  1. Mi sono ritrovata molto nelle tue parole, soprattutto perché anche io sento di vivere un momento di caos. “Faccio fatica anche perché, appena iniziato vorrei aver già finito, tutto bello pulito in un batter d’occhio! ma, il mio corpo pesante come un macigno: frena!”. Riconosco in questo che hai scritto la mia sensazione durante la meditazione e in altri momenti del quotidiano, quella paura ad affrontare e superare per arrivare al momento tanto agognato di beatitudine che vediamo sempre distante e vorremmo avere subito. Una esistenza alle volte dominata da un’ansia inspiegabile. Grazie per aver condiviso questa riflessione, Daria.

  2. Ciao Barbara, mi sono lasciata andare leggendo il tuo post e insieme a te sono scivolata anch’io nei miei pensieri a ritroso, la lunga strada fatta in Darsi Pace, la muffa tolta dalla mia casa…faticosamente a volte…energicamente altre, le incertezze nel cercare di capire cosa lasciare e cosa tenere, l’illusione delle grandi risoluzioni… che non vengono…i gemiti della mia parte bambina, lo scoraggiamento e il rincuorarmi… fino a lasciarmi andare ad un abbandono incerto, timoroso … lascio andare…. non trattengo, credo e mi affido, si allentano le contrazioni, subentra la resa, faccio spazio, lascio il vuoto…e un inizio di senso si dispiega da se, gradatamente, dentro questo abbandono fiducioso… poi la mia casa, anch’io l’avevo spesso immaginata, … nella mia città o in campagna e mentre ancora fantasticavo … eccola! nella mia città accanto ad un magnifico parco con tante foglie e tanti alberi…e ti ho pensata.
    Un abbraccio. Patrizia

  3. Cara Barbara,

    grazie per questo post, in cui mi sono davvero ritrovato descritto, in molte parti. Ad iniziare proprio da quel gemito mattutino. Sì, anche per me è così. Appena sveglio devo sfuggire quel treno di pensieri negativi che da un po’ mi arriva a trovare la mattina presto, e deviare “a forza” la navigazione verso lidi più sicuri (a volte mi preparo e faccio colazione con un testo corroborante a portata di mano, dove leggo e rileggo delle frasi, proprio perché ogni mattina devo affrontare un combattimento). So bene anch’io dove mi potrebbe arenarsi la mia nave se lasciassi fare alle correnti.

    Perché avvenga così, per me è un profondo mistero (dall’esterno si potrebbe anche dire che non mi manca nulla). Ma chino il capo a quello che non comprendo, e faccio la mia battaglia. A volte vinco, sposto il fronte un po’ avanti, a volte arretro. Allora consolido il terreno, curo le ferite, poi riprendo. Anche io, come te, “faccio fatica anche perché, appena iniziato vorrei aver già finito, tutto bello pulito in un batter d’occhio!”. Capisco che ci vogliono anni, per levare la muffa dalla casa, esteriore ed interiore.

    Bello che nel tuo intervento si sperdono i contorni di fuori e dentro, e così si comprende ancora meglio la reciprocità strettissima tra interno ed esterno, e che in fondo “l’anima sia in qualche modo tutto”, come già intuiva il saggio Aristotele.

    Nell’ultima parte del post, mi hai anche permesso di sognare, o meglio di non censurare un sogno che mi ritorna insistente alla mente, da anni… come una declinazione di armonia cosmica, che quasi sempre rigetto indietro come “immaturo”, etichetto frettolosamente come “stupido”… eppure è lì, torna, mi secue. Immagino una casa tutta con colori caldi, con molto legno, il giorno bagnata dal sole, ma soprattutto con un grande terrazzo che si affaccia su un enorme parco. Un terrazzo abitabile, con un tavolo rotondo, sempre di legno, dove posso sedermi nelle serate di primavera, e guardare tranquillo la serena distesa del parco e scrivere, lavorare ad un qualche mio progetto di saggio o di romanzo. E’ un sogno così forte che quando vado in giro e “intercetto” delle case che si avvicinano alla mia immagine, mi fermo estasiato a guardare, ed immaginare la vita che potrebbe scorrere là dentro (a casa ormai mi prendono bonariamente in giro…).

    Chissà, forse quel sogno è il riflesso di una casa interiore che mi sta chiamando, e non ho ancora raggiunto. Però a volte i sogni sono più reali di tante cose che crediamo realtà, per quanto persuasivo è il loro richiamo!

    Un abbraccio,
    Marco

  4. Maria Carla says:

    Bello, molto bello il tuo post, Barbara…rispecchia moltissimo un’ esigenza profonda che parla in me da molti anni : abitare una casa dove regnano spazio e luce, semplicità e armonia.
    Per averla c’è però un lavoro da fare, di pulizia, di eliminazione, di riordino, un lavoro che se non fai “in primis” dentro di te, non lo vedrai nemmeno fuori.
    E col tempo mi sono resa conto che è un lavoro che non finisce mai (“c’è sempre da fare in una casa” diceva mia madre a proposito delle faccende domestiche che spesso la opprimevano ma che non riusciva a non fare, pena un senso di colpa strisciante che le rovinava il godimento dei momenti in cui se ne allontanava!)
    L’ho sperimentato io stessa quando, una volta avuto casa mia, mi sono ben presto resa conto che il suo ‘ordine’ non sarebbe mai stato lo stesso, gli oggetti subivano spesso uno spostamento (per non parlare dei mobili) o venivano buttati per lasciare spazio, ma non necessariamente, a cose nuove.
    Ma soprattutto mi prendeva un grande senso di liberazione quando riuscivo a riordinare la cantina o un ripostiglio o un armadio e finalmente buttavo via, via… cianfrusaglie, roba vecchia che non ricordavo nemmeno più di avere, cose che “non si sa mai, magari potrebbero servire”…insomma, ogni volta che ero preda di questa specie di “furia “(come poi l’avrebbe chiamata mio marito) stavo molto meglio, mi sentivo più leggera, come pronta a un nuovo inizio.
    Concordo in pieno sulla verità delle tue parole finali e, visto che quasi ci siamo, buone pulizie di primavera a tutti (sia dentro che fuori) ! Mcarla

  5. Cara Barbara il tuo post ha risuonato in me e le tue parole le ho fatte mie. Sto vivendo in questo momento “il mettere ordine fare spazio” fuori….ristrutturando casa..
    Mi hai resa consapevole del mettere ordine dentro di me con questo percorso che condividiamo mettendoci in relazione attraverso la potenza delle parole scritte con l’anima della vita. Ogni mattina ” mi impegno con piccolo o grande sforzo a combattere quel gemito con qualcosa di bello che mi accompagni con fiducia nella giornata” ….quante cose intorno a noi sono belle se facciamo spazio liberandoci di cio’che appesantisce e non serve a vivere in pienezza. Grazie un abbraccio.

  6. sono tante le suggestioni che traggo su questo post veramente bello. A cominciare dalla battaglia mattutina a iniziare una giornata difficile da vivere, cercando di far prevalere la speranza e il coraggio di cui si dispone.
    Sono da tempo convinta che la casa in cui si vive determina percezioni diverse con il mutare degli stati d’animo. Nei momenti di serenità mi appare luminosa e colorata, nei momenti di più profonda tristezza torna ad essere la casa della mia infanzia e giovinezza, piena di ricordi difficili e ancora fin troppo vividi. La meditazione li allontana, ma non ancora abbastanza. Anche a me capita di frequente di guardare qualche scorcio delle altrui case, immaginando quale vita vi scorra dentro, o di pensare a una casa completamente nuova, dove abbandonare il passato e vivere con serenità. Ma evidentemente non è questa la soluzione, gli stati d’animo si portano addietro, occorre continuare a “togliere la muffa”, ritornando alla dimensione del presente e cercando di viverla con amore verso se stessi e gli altri.

  7. Grazie delle vostre belle condivisioni Daria, Patrizia, Marco, Maria Carla, Rosanna, Nicoletta, leggendovi mi è parso per alcuni attimi d’essere insieme a voi in melodiosa armonia, in uno stupendo e lussureggiante giardino. Grazie d’aver anche un po’ sognato insieme a me! … nonostante le pulizie da fare 🙂
    Un grande affettuoso abbraccio, Barbara

  8. Selisabetta says:

    Mi sono commossa Barbara ….questo voler riordinare tutto ed i profumi, i ricordi ,gli spazi ….io da quando sono nata vivo in casa di qualcun altro : non sono proprietaria , e se volessi simbolicamente affiancare la casa con l’immagine della mia vita,bhe non sono proprietaria neanche di questa: non potendo devidere “nemmeno di un capello”…..cio nonostante come te vivo caos,muffe , colori e spostamenti .
    Sai , poi alla fine di queste laboriose giornate dico Grazie….sento il vento fresco sul viso e mi dico che l ‘unica casa ce l’ho nel cuore ……tutto il resto si risolve con quello straccio e quel metro speciale che chiamo pazienza ed amore …..e piango di tenerezza per quel salone che ho nell’anima dove vorre ospitare tutte le persone che come te amano case e giardini speciali ….grazie barbara della tua riflessione .

  9. Grazie a te dolce amica con la casa nel cuore e un meraviglioso e accogliente salone nell’anima circondato da stupende piante e fiori, sento tenerezza come te, un grande affettuoso abbraccio, Barbara 🙂

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