Il cuore a nudo

Il cuore a nudo

Guarire in dialogo con Dio

In libreria l’ultimo libro di Marco Guzzi, una sintesi inedita tra letteratura, ricerca interiore e spiritualità   (Edizioni Paoline)

“Se qualche ambizioso accarezza l’idea di rivoluzionare con un colpo solo l’universo del pensiero, delle opinioni e dei sentimenti umani (…), non deve far altro che scrivere e pubblicare un librettino.
Il titolo sarà semplice, poche parole di uso corrente: Il mio cuore messo a nudo.
Ma poi il libretto dovrà tenere fede al titolo.
Nessuno ha il coraggio di scriverlo.(…) Nessuno saprebbe scriverlo, se pure ne avesse il coraggio”
(Edgar Allan Poe)

 

Ci vuole coraggio, parola di Edgar Allan Poe, e bisogna essere capaci di scrivere un libro che metta a nudo il cuore.
Il coraggio è quello di togliersi la maschera e accettare di mostrare anche “il peggio di sé”.
Circa la capacità, si tratta di avere chiaro a sufficienza chi è il soggetto che scrive.
Chi infatti è in grado di raccontare il mio cuore messo a nudo?
No di certo la mia coscienza ordinaria ego-centrata, capace di narrare a se stessa solo i propri progetti carcerari e fallimentari.
Oppure posso mettermi in ascolto di Altro e farlo parlare?

In tutta la sua opera poetica Marco ha cercato di perlustrare l’oscillazione tra i diversi stati della coscienza, alla ricerca di spazi più areati, di immagini rivelative, distillando i fuochi, distinguendo le voci che normalmente si affollano alla Porta dell’Ascolto.

E questo è anche l’itinerario conoscitivo da lui proposto ai partecipanti ai Gruppi Darsi Pace: imparare a riconoscere l’oscillazione dialogica tra le diverse dimensioni di sé, far emergere e familiarizzarsi con gli stati più illuminati, distinguendoli dagli stati più oscurati, plumbei, ingannevoli della coscienza.

Anche in questo nuovo libro viene espressa la convinzione che “il dialogo interiore con quella Voce piena di sapienza e amore, che chiamiamo Dio, sia l’unica forma ancora possibile di pensiero creativo”.

E che “nessuna psicoanalisi o psicoterapia sia in grado di portare a compimento i processi trasformativi in atto (…) L’autoconoscimento psicologico va perciò integrato con l’esperienza spirituale dell’abbandono, dell’ascolto e della fede in Dio che mi viene a salvare nell’abisso dei miei inferi scoperchiati”.

Questo sforzo di conversione infatti “non è soltanto un’opera umana. E’ il dinamismo del “cuore contrito” attirato e mosso dalla grazia a rispondere all’amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo” (Catechismo della Chiesa Cattolica n.° 1428).

Un aspetto rilevante riguarda poi la dimensione comunitaria di questa “seconda conversione”, che, nella tradizione cattolica, trova espressione nella confessione sacramentale, ma che è centrale anche in altre tradizioni spirituali.
“Solo il fratello che si pone sotto la croce può ascoltare la mia confessione (…) Dove è viva la parola del crocifisso, lì sarà anche possibile la confessione fraterna” (D. Bonhoeffer, Vita Comune).

Questo slancio salutare a condividere il proprio anelito interiore, fatto di cadute e di rinascite, ha caratterizzato il percorso esistenziale e artistico di Marco, fin dal titolo del suo primo libro di poesie,  “Anima in vetrina. Per essere compreso”.

Già in quella raccolta giovanile pubblicata nel 1977, e non ricompresa nella sua bibliografia ‘ufficiale’,  erano poste le premesse per quell’avventura comune sfociata nei gruppi Darsi Pace: un cammino di liberazione e di guarigione interiore che viene condiviso e guidato secondo un metodo integrato che non esita a coniugare lo spirito libero della modernità con le fonti della più antica sapienza spirituale.

Dalla copertina:
Nelle grandi fasi critiche della vita e della storia, quando non abbiamo più risposte sufficienti a placare il nostro smarrimento, possiamo rimetterci in ascolto.
Possiamo rimetterci in viaggio.
In questi momenti ritroviamo il gusto del silenzio, e forse scopriamo che nelle profondità del nostro cuore si aprono molti spazi nuovi.
Scopriamo che una Sapienza amorosa ci abita e può illuminarci.
Noi tutti stiamo vivendo, sia a livello personale sia a livello storico e planetario, un momento estremo, una fase terminale, che può però manifestarsi come nuovo inizio, come ricominciamento.
Il lavoro e le relazioni affettive, il rapporto con la disperazione e con la morte, le forme dell’autorità e del servizio, la misura delle nostre parole: tutto richiede oggi di essere bene-detto, di essere riformulato in dialogo con il nostro Principio, con il Dio-Amore che vuole salvarci.
In queste pagine l’Autore racconta il processo della propria crisi rigenerativa, fa partecipe il lettore dei dialoghi interiori attraverso i quali la luce dello Spirito ha saputo curare le sue ferite e sanare tutti gli ambiti della sua esistenza.

Comments

  1. Mariapia says:

    Il nuovo libro di Marco è per me un grande dono pasquale! Per una provvidenziale sincronicità l’ho letto proprio quando ,durante il secondo anno di corso, abbiamo affrontato l’esercizio a nove punti . Mi ha spiegato ,meglio di ogni altra comunicazione, cosa significa cambiamento di stato, perché mi ha fatto veramente vivere questa esperienza: sono scesa negli abissi delle mie ombre e della mia disperazione e, toccato il fondo , sono riuscita a risalire e ad invocare con convinzione l’Altro che mi ha risposto con parole di tenerezza! Questo perché, attraverso la lettura del libro ho capito che non bisogna avere paura, né vergogna del male che c’è in noi,che bisogna liberarsi da ogni giudizio moralistico e portarlo alla luce senza paura; allora si prova una grande liberazione e diventa facile una preghiera che non è astratta ripetizione di formule, ma discorso concreto e personalissimo con Dio.
    Apprezzo molto il generoso ardimento di Marco nel mettersi a nudo e la sua perizia e pazienza di maestro e di educatore nel volere spiegare e mostrare, a chi vuole ascoltare ,il processo di una rinascita spirituale creativa per tutti.
    Grazie! Sarà una significativa lettura per tutti i praticanti e per tutte le persone aperte , desiderose di rinascere dall’alto! Buona lettura pasquale!
    Mariapia

  2. Corrado says:

    La lettura-ascolto di queste pagine-parole di Marco mi ha accompagnato nel perlustrare meglio qualcosa di me…

    Ho “ascoltato” parole precise, misurate, scelte, levigate… non una parola in più, né una in meno, per dire-ascoltare quello che attraversandolo, ha risanato e risana il cuore. Anche il mio. Denudandolo degli abiti di lutto per rivestirlo con quelli della letizia.

    Quello di Marco è il racconto vissuto della Pasqua, alla quale il Signore Gesù – Risorto perché Crocifisso – ci “inizia” di continuo, specialmente nelle annuali festività che ci aspettano ora. L’inizi-azione è un’opera incessante, da lasciare far in noi dal Vivente e da assecondare ogni giorno…

    “Il cuore a nudo” è del genere delle Confessioni, pur innovandolo in modo “originale” come osservato da Mariapia in altro post qualche giorno fa. Concordo con lei che chi conosce i gruppi Darsi Pace può entrare meglio nella tessitura di questo scritto…
    Auguro (anche se io non sono nessuno) a queste parole lo stesso successo delle Confessioni agostiniane.

    Grazie Marco, del coraggio che hai avuto, segno di una raggiunta libertà evangelica
    Un abbraccio pasquale a tutti Corrado

  3. Coraggioso, profondo, istruttivo, riesce a toccare il cuore, commuove e consola nello stesso tempo. Mi sento molto vicino al sentire di Marco e lo ammiro ancora di più. Concordo e mi unisco pienamente quanto scritto da Mariapia e Corrado. Nel 1992 in “Dentro la sera” nella conduzione della trasmissione intitolata “la parola interdetta dell’anima” Marco consigliava, ad un ascoltatore che era intervenuto nel dialogo, di porre delle domande alla propria anima e trascrivere poi le risposte. Per tanti anni ho seguito questo consiglio. Andavo ad attingere alla fonte parole che potessero rigenerarmi ed aiutarmi ad andare avanti nonostante tutto. Adesso leggendo questo libro capisco sempre meglio quanto sia importante questa ricerca interiore, la volontà cioè di trovare parole giuste e capaci di dare vita che sappiano regalare gioia e conforto. Grazie per la potenza che riesci a trasmettere, per la capacità di chiarificare i sentimenti, l’acutezza precisa delle parole captate che, per chi si pone in ascolto, diventano davvero un canale di una forte e più grande nuova vitale Energia.
    Un saluto affettuoso a tutti
    Fabio

  4. Grazie, carissimi, della vostra vicinanza, che mi è preziosa, mi conforta, mi consolida.
    Nel salmo 31 impariamo che il nostro male si rafforza se lo neghiamo, non ne parliamo, ce lo teniamo dentro.
    Confessarlo apertamente invece ci libera:

    “Ho detto: “Confesserò al Signore le mie colpe”
    e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. (Sl 31,5)

    Noi in fondo nei nostri Gruppi non tentiamo altro: confessare più radicalmente la nostra distorsione in tutte le sue ramificazioni, per liberarcene, per essere perdonati, e rigenerati nello Spirito del Cristo, nostra Nuova Umanità risorta e immortale..

    Questo sguardo confessante ci aiuta inoltre a imparare l’umiltà, che è la vera madre della gioia.

    Un abbraccio. Marco

  5. Un abbraccio, carissimo Fabio, leggo solo ora le tue parole piene di affetto, e te ne ringrazio di cuore.
    Marco

  6. Filomena says:

    Caro Marco,
    appena possibile leggerò con attenzione il tuo Confiteor, che sono certa saprà aiutarmi nelle mie difficoltà
    ed insieme canteremo l’Alleluja !!!
    un grazie particolare a Paola per la precisione e la preziosità dei suoi post 🙂

    affettuosa-mente
    Filomena

  7. Walter M. says:

    Saluto anch’io con gioia e gratitudine la pubblicazione di questo ultimo suo libro che non ho ancora avuto occasione di leggere. Lo farò presto ma non ho fretta. Mi gusto il piacere di poter anche aspettare un poco, sicuro e tranquillo che al momento giusto un tesoro prezioso mi sarà opportunamente disponibile.
    Un caro saluto a tutti e Buona Pasqua

    Walter

  8. cara Paola,

    mi pare strano dirti che dopo questi quattro anni di frequentazione in DP non ho la necessità di conoscere altro di Marco.
    Acconsentire a me stessa, di condividere questo mi imbarazza non poco; e sono certa di doverci fare sopra un bell’esercizio a nove punti, così, come non dubito di perdermi ALMENO qualcosa di significativo.
    Ma la domanda che mi sono posta è questa: “forse che leggere la storia di Marco (… e Paola se mi consenti… Frutto del mio immaginario ovvia-mente) può cambiare il mio rapporto con loro?”

    Pur riconoscendo che non posso saperlo a priori, affermo comunque che: no! il mio rapporto con i gruppi fondati da Marco ha radici nella mia di storia, prima che nella sua o vostra.
    La decisione è personale e solo da lì può procedere liberamente una storia IN COMUNE.

    Come vedi, non son pronta a leggerlo: quel che temo è di essere prevaricata nella mia libertà.

    Anch’io mi sento alquanto a nudo, in questo succinto espormi.

    Un abbraccio ad entrambi, con l’augurio che LA SUA PAROLA fecondi abbondantemente IL CUORE di coloro che si accingono all’ascolto di quanto Marco ha condiviso.

    Con affetto,
    Rosella

  9. Cara Rosella,
    anche io ho avuto paura di fronte alla pubblicazione di questo nuovo, particolare, libro di Marco.
    Paura del fraintendimento, della banalizzazione, della irrisione. Di orecchie incapaci di cogliere la profondità di ciò che veniva condiviso.
    Per questo ho riportato le parole di Dietrich Bonhoeffer: “Solo il fratello che si pone sotto la croce può ascoltare la mia confessione”, e penso che corrisponda a quello che hai scritto oggi a proposito del post “La parola che educa e guarisce”. E’ una relazione adeguata di amicizia che guarisce, è il nostro bisogno di essere compresi che dobbiamo imparare a soddisfare.
    Questa paura di essere prevaricata nella tua libertà credo che puoi lasciarla andare….
    Un’offerta libera resta libera…
    Ti abbraccio

  10. alessandra says:

    Sto leggendo il libro a piccole dosi, al momento, questa mi sembra la modalità più opportuna.
    In alcuni passaggi ho trovato parole che non ero riuscita a trovare da sola.
    In alcuni passaggi ho capito che forse alcune mie deduzioni non sono poi del tutto sbagliate.
    Credo sia un prezioso strumento di accompagnamento e di aiuto nel cammino di ricerca.
    Grazie.
    Alessandra

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