Facciamo il punto.

Quando, nel 2008, ho iniziato a seguire i gruppi Darsi Pace, avevo portato a termine da un paio d’anni un lungo lavoro psicoterapeutico durato sette anni.

Ma quel tipo di approccio che tanto mi aveva aiutato in un periodo molto buio della mia vita, non mi bastava più. I nodi, gli ‘imbrogli’ della mia psiche, pur messi a fuoco, non mi sembravano allentati: si ripresentavano talora aggrovigliati e stretti.

Nè ero capace di intervenirvi in altro modo che non fosse quello della ormai raggiunta consapevolezza. Ero in una fase di stallo.

La dimensione spirituale, che ho sempre creduto fermamente esistere in me, restava cosa separata: la frattura era ( me ne accorgo ora) dolorosa. Non riuscivo a ri-generarmi dal profondo, anzi non sapevo nemmeno che era questo che volevo, ma sapevo che doveva esserci qualcos’altro da fare.

Per me è stata dunque una novità benefica quella che ho incontrato nei gruppi Darsi Pace:

la possibilità concreta di coniugare l’analisi psicologica con l’esperienza spirituale.

Questo è uno dei punti di focale specificità del percorso Darsi Pace.

Come afferma Marco Guzzi nel suo testo “Dalla fine all’inizio”ed.Paoline, collana Crocevia, pag. 120, “questi due poli operativi [la psicologia del profondo e la spiritualità] collaborano splendidamente al processo rigenerativo, in quanto più ci imbeviamo dello Spirito dell’Amore, godendo dei suoi stati di quiete e di illuminazione, più siamo in grado di riconoscere con chiarezza le nostre distorsioni più occulte; e parimenti più dipaniamo l’intreccio delle nostre paure, dei nostri mascheramenti e delle nostre forzature, più Luce Divina può emergere dalle profondità del nostro essere operando i miracoli della nostra guarigione.”

Che liberazione capire che non ero sola con le mie ferite, che non dovevo più lavorare e sforzarmi come Sisifo a spingere su un masso più pesante di quanto le mie forze mi consentivano di sostenere!

Che sollievo non sentirmi più come Atlante costretto a tenere il mondo sulle proprie spalle!

 

Che dolcezza imparare a condividere, tramite gli esercizi ideati e proposti da Marco, le mie pene, le mie durezze, le mie aridità con gli amici dei corsi ! e scoprire che anche loro avevano le proprie difficoltà e le proprie paure.
Senza giudizio.

Senza condanna.

Chiusa nella mia personale esperienza, non avevo forse mai avuto occhi e orecchie così sensibili per comprendere gli altri.

Ora so guardare con sguardo più tenero e comprensivo anche i miei alunni e ne vengo ricambiata.

Che sensazione di lucida limpida chiara gioia ho provato quando, nell’eseguire per la prima volta l’esercizio a nove punti ( presente nel manuale “Per Donarsi“, alle pagine 127-128), esercizio esemplare e curativo in cui la dimensione psicologica e quella spirituale coesistono intrecciandosi e illuminandosi vicendevolmente, ho ricevuto una risposta che ha fatto zampillare in me acqua di vita nuova!

Facendo il punto, oggi, direi che sto imparando a pregare come non sapevo fare prima, sto acquisendo uno sguardo complessivamente più sereno e più fiducioso sulla vita.

Sta cambiando la mia percezione della dimensione temporale: avverto che il tempo di questa vita terrena è importantissimo, ma non è definitivo, è un segmento nell’infinità …

E tutto ciò in un mondo che si sta rapidamente trasformando sotto i nostri occhi, in una realtà come quella attuale in cui l’incertezza e il vuoto dilagano anche in ambito istituzionale (mentre scrivo però sento che è fumata bianca !!!) veramente non è poca cosa.

Risuonano in me le sue Parole :

‘Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.’ (Mt 24,35 )

Le dedico a voi

con affetto

Filomena

Comments

  1. giovanna says:

    Carissima Filomena, grazie.
    Desidero condividere la gioia grandissima che sento nel cuore. Ancora una volta noto una sincronicità tra il post e ciò che accade. Scrivo di getto, spinta dall’emozione.

    Dici “mentre scrivo sento che è fumata bianca”, prendi una citazione dal libro di Marco “Dalla fine all’inizio”, e dalla Loggia Centrale un uomo vestito di bianco, che si da il nome di Francesco, si dice preso “quasi alla fine del mondo”: parole che sento proprio ispirate dallo Spirito Santo che si serve dalla inesattezza linguistica del suo Francesco per indicare che un mondo è ormai quasi finito e un’alba nuova sta iniziando per l’intera umanità.

    Mi trovavo a Piazza S. Pietro ieri sera e l’emozione è stata grande: Francesco, entrato subito nel cuore di tutti con la sua semplicità e umiltà, è il segno tangibile di questo inizio, il segno che lo Spirito Santo viene a rinnovare la faccia della terra, e lo fa attraverso la sua Chiesa, Popolo di Dio in intima comunione con il suo Pastore.

    Questa unità nella Chiesa, questa unione del Pastore con il suo Popolo ha voluto sottolineare Francesco in questa prima apparizione, chiedendo umilmente preghiere e chiedendo di pregare gli uni per gli altri. Ha ripetuto più volte di essere il Vescovo di Roma, per sottolineare la concretezza dell’azione pastorale, la vicinanza con le persone, esempio per tutti i pastori. Davvero un segno di grande speranza per la Chiesa e l’umanità tutta.

    Con il cuore pieno di gratitudine stringo tutti in un grande abbraccio. Giovanna

  2. Giuliana says:

    E’ davvero bello condividere insieme a voi nel grande laboratorio di Darsi Pace la gioia, la fatica, la precarietà, l’attesa, la speranza del tempo in cui viviamo, attraverso uno strumento potente che ci unisce pur da luoghi lontani, sperimentare che spazio e tempo si dilatano e che si può uscire dall’angustia in cui spesso torniamo a imprigionarci.

    Il metodo integrato unifica aspetti che spesso viviamo separatamente; scoprire che la dimensione psicologica e la spiritualità collaborano al processo rigenerativo mi ha aperto ad una visione a 360 gradi e mi sostiene nel cammino.

    Un Papa che si presenta con un “buonasera” e con parole semplici porta al silenzio e alla preghiera le persone che gremivano la piazza e, credo, tutte le altre che lo aspettavano, mi dà speranza, lo sento molto vicino nell’esperienza che vivo insieme a voi.

    Il lavoro trasformativo porta alla semplificazione e la via da seguire mi sembra chiara, è necessario perseverare nella pratica, con umiltà, con coraggio, con fiducia nella consapevolezza che noi siamo strumenti nelle mani dell’Artista.

    Anche in me c’è gioia e gratitudine.
    Un abbraccio. Giuliana

  3. Grazie, Filomena, un bel testo, chiaro e profondo.
    Papa Francesco ci conforta nella direzione dell’interiorità e della comunità, della semplicità e dell’essenzialità.
    Una pagina nuova della storia si sta aprendo davanti ai nostri occhi, un nuovo capitolo della nostra esistenza:
    più libero, più consapevole, più creativo.
    Marco

  4. Stefano C. says:

    Sono immensamente felice anche io…
    vorrei ricordare quanto avvenuto in pochi minuti l’altra sera: siamo passati dallo sgomento dell’elezione di una persona ai più sconosciuta sottolineata da un imbarazzante silenzio della folla, al vivo entusiasmo seguito ai suoi primi semplici ma immensamente profondi gesti. Prodigioso!
    Questa la prima “traccia” che papa Francesco offre alla chiesa e ai nostri gruppi già da oggi:

    Camminare, edificare, confessare

  5. Renato C. says:

    Grazie Filomena per questa tua condivisione. Acquisire la consapevolezza che il nostro dolore non è solo nostro, ma attraversa il cuore di ogni persona fino al cuore del Signore è un dono immenso. Davvero siamo nel tempo della Coniugazione universale. Apriamoci…

    Quanto mi piacerebbe essere più vicino a voi.

    Grazie. Un carissimo saluto a tutti voi.

    renato

  6. Corrado says:

    A motivo della compagnia tessuta in 3 anni di corso DP, le tue parole, carissima Filomena, risuonano in modo tondo dentro di me. Il futuro ci attrae, il bello deve ancora venire, la trasformazione cristica ci coinvolge quotidiana-mente, lasciandoci in certi giorni a bocca aperta!

    La fumata bianca segnalava che il parto era avvenuto.
    Da un collegio di vecchi cardinali ci era offerto il nuovo.
    Abbiamo visto e ascoltato l’appena nato Francesco papa.
    In queste ore abbiamo imparato a conoscerlo un pochino.
    Sento qualcosa di fresco anche nel mio cuore.
    Davvero il soffio dello Spirito è per tutti noi!
    “Perché quando suonano le campane di San Pietro, non dobbiamo chiederci se suonano per il segretario di Stato o per la Curia o per lo Ior; esse suonano per noi” (Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera di oggi).

    un abbraccio fraterno Corrado

  7. Sul piano personale, sto facendo molta fatica e leggere il vostro entusiasmo da un lato mi provoca un po’ d’invidia (e l’ombra si smuove…), dall’altra però mi incoraggia a tenere alto lo sguardo.
    Sul piano collettivo, l’elezione di questo nuovo papa mi ha suscitato una piacevole emozione, ho sentito che davvero è possibile che accada qualcosa di grandiosamente nuovo. E sono felice di poterlo vivere, di essere presente in questo tempo di trasformazione in atto. Auguro perciò a papa Francesco – e a tutti noi come popolo di Dio – di riuscire a custodire le buone promesse con cui si è affacciato al soglio pontificio.
    Che dunque il nostro sia davvero un buon cammino insieme!
    iside

  8. Salvatore says:

    Cara Nuccia, bella riflessione, soprattutto vera! La paura assume forme e manifestazioni molteplici. Il vero amore scaccia la paura. Ma qual è il vero amore? Siamo nelle condizioni di essere amore? Abbiamo mai sperimentato il vero amore? Solo nell’abbandono nelle mani di Dio noi possiamo essere amore. Ma abbandonarsi non è semplice, c’è sempre di mezzo la nostra umanità ferita e quell’ego che è il buco nero dell’amore. L’ego che trasmette messaggi di disunità, di disarmonia, di paura. L’ego che è il Tentatore, che ti suggerisce di fare altro, di darti all’ippica, tanto per celiare.

  9. Filomena says:

    Grazie, cari amici, dei vostri commenti !
    E’ bello camminare insieme e in questo momento, che appare straordinariamente inedito, la strada sembra meno dura

    vi abbraccio
    Filomena

  10. Francesca says:

    Cara Filomena,
    anche io ho fatto una lunga psicoterapia che per carità mi ha aiutato moltissimo, ma anche a me mancava qualcosa.
    Ecco finalmente anche la mia parte spirituale! E più andiamo avanti e più mi accorgo che è fondamentale!
    Ed è fondamentale anche la condivisione con tutti voi anche se nel mio caso per il momento solo per via telematica,
    e ora non mi sento più sola.
    E’ bello sapere che siamo in tanti a fare lo stesso cammino e ciò mi da speranza.
    Papa Francesco con tutto l’amore che traspare dalla sua persona ci aiuterà nella nostra trasformazione, ne sono sicura
    Vi abbraccio tutti
    Francesca

  11. Francesca says:

    Cara Filomena è bello anche quando dici che spesso siamo chiusi nella propria personale esperienza e quindi la condivisione ci porta a comprendere e a partecipare della vita degli altri…..
    Francesca

  12. Filomena says:

    Cara Francesca, grazie dei tuoi affettuosi e consonanti commenti, da quanto leggo abbiamo avuto storie simili!

    Ricambio l’abbraccio e condivido il tuo entusiasmo per il nuovo Papa che porta il tuo stesso nome 🙂

    ciao
    Filomena

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