Quale azione politica?


In riferimento ai recenti risultati elettorali italiani e al post del nostro caro amico Alessadro, vorrei condividere con voi un’ulteriore riflessione sull’argomento collegandolo anche alla realtà dei Gruppi Darsi pace.

 

– L’inadeguatezza delle attuali figure/strutture politiche
Come in tutte le espressioni sociali dell’uomo (egoico), anche nel mondo della politica esiste una drammatica frattura tra il bisogno impellente di una nuova umanità, capace di rispondere in maniera adeguata alle necessità del nostro mondo, e la miseria delle proprie figure storiche.
I recenti risultati del voto politico in Italia hanno evidenziato questa frattura: il 50% degli elettori (25% astensione + 25% M5S) ha in qualche modo espresso che l’attuale classe politica sembra vivere su un altro pianeta, cieca, sorda e incapace di far fronte alle vere emergenze dell’uomo, del nostro paese e del pianeta.

– La consapevolezza necessaria per un’azione illuminata
Il lavoro nei nostri Gruppi ci porta a prendere sempre più consapevolezza, sperimentandolo concretamente sulla nostra pelle, che l’uomo oscilla continuamente tra diversi stati del proprio io. La sua azione nel mondo sarà una diretta conseguenza del grado di illuminazione di questi stati: bellica e devastante oppure illuminata e salvifica.

Approfondire questo significa porre sempre di più al centro della propria vita, e quindi come presupposto di ogni azione, delle dinamiche che favoriscano gli stati più illuminati del nostro io.

Quanto dovremo aspettare per poter avere questa consapevolezza e un’azione politica che fiorisca da una dinamica di liberazione in un partito?

– L’azione disorientata del nuovo
Purtroppo anche il movimento politico nuovo (M5S), che comunque ha preso il mio voto, pur avendo un contatto maggiore con la realtà e assumendo il ruolo, anche necessario, del grande accusatore, non ha questo livello di consapevolezza.
Anzi, sembra rappresentare alcuni aspetti della nostra anima, sto pensando alle aree che chiamiamo “ombra”, che, pur avendo un’aderenza alla verità maggiore, hanno un’indole distruttiva e proiettiva del “male” sugli altri. “Se stiamo così male è tutta colpa degli attuali politici, noi siamo la verità e gli altri sono tutti falsi e vanno fatti fuori”.

Che tipo di azione ci possiamo mai aspettare da un movimento politico che sembra animato da dinamiche che appartengono allo stato dell’io egoico o che comunque non ha un livello di consapevolezza che gli permetta di purificare la propria azione?

– Quale azione nel mondo della politica?
Premesso che il nostro lavoro interiore è comunque un lavoro politico: gli effetti della guarigione di una mia personalissima nevrosi hanno una portata che va ben aldilà della mia sfera individuale, vorrei sollecitare in voi alcune domande.
Vista l’inadeguatezza delle storiche strutture politiche, il disorientamento e la carenza di consapevolezza dei nuovi movimenti politici, non sentite la responsabilità o forse la necessità di un’azione politica del movimento culturale Darsi pace?

Quali forme, strutture, relazioni, si possono immaginare rispetto al mondo politico?

Comments

  1. Salvatore says:

    Il linguaggio, quindi la parola, è indicativo dell’essere, di chi si é e di ciò che si muove nei dinamismi distorsivi dell’ombra, lì dove si formano le intenzioni che spesso divergono fra loro e, poiché disarmoniche, nei fini. Ciò che ne sortisce è un guazzabuglio di manzoniana memoria, per cui si vorrebbe un sistema più giusto ma ci si avvale di strumenti inadeguati, di cui la parola ne anticipa l’inadeguatezza. Il Vaffa Day, lo Tsunami Tour ed altre amenità del genere sono manifestazioni collettive dell’ombra, fanno appello alla pancia delle persone, meno alla loro intelligenza e a quel nucleo di valori fondanti che ruotano intorno all’idea di pace. Mandare tutti a quel paese non è il massimo della politica. Anzi. E non volere il dialogo, chiudendosi nel recinto delle proprie idee, è quanto di più egoico ci possa essere. Dov’è il dinamismo dello Spirito in tutto questo? Può dirsi nuovo ciò che nasce all’insegna di toni violenti ed ultimativi? Chi possiede la verità? Grillo? Suvvia! Ora, un eventuale governo che nascesse su queste basi sarebbe destinato a fallire. Perché lo Spirito non tollera la violenza in assoluto. L’indignazione sì, ma non la violenza e l’intolleranza. Siccome per molto tempo si è mostrato un Dio lontano dagli uomini, un po’ noioso e musone, poco “primaverile” e conservatore, intollerante ed indigesto, oggi il cattolicesimo socio-politico ha scarsissima influenza, scarso appeal…sentimento rafforzato dai pessimi esempi. E’ necessario immaginare un soggetto politico che nel concreto e con senso di equilibrio analizzi le questioni locali, dei paesi, dei rioni, delle comunità più ampie, e stili una carta degli obiettivi, salvaguardando le peculiarità dei territori, i beni culturali materiali ed immateriali, le tradizioni, resuscitando i valori umani, non per farne uno specchietto per le allodole, ma il nutrimento dell’essere che si spoglia del superfluo per vivere del necessario (pane ma non solo).

  2. Caro Andrea
    sono molto contenta di questi due post sull’attualità politica, che consentano una possibile presa di coscienza di come sia difficile incarnare lo spirito e nel contempo di come non possa essere procrastinabile il farlo.

    Diciamo che circa la politica/partitica io penso che sia bene che ciascuno di noi continui a fare quello che sta facendo”lavorare su sé stesso” restando in ascolto della difficile risposta che emerge, e nel contempo si potrebbe pensare ad un blog riservato nel quale raccontarci liberamente.

    Penso che nei gruppi abbiamo ancora la necessità di apprendere a condividere con libertà le nostre posizioni interiori, e non solo quelle politiche, e quindi anche ad ascoltare l’eventuale ricchezza che potrebbe emergere dalle nostre differenze.

    Non è facile né scontato parlarci da un punto di vista non egoico quando la pensiamo in modo differente e diciamo che la ripresa di questo esercizio nel blog, la redazione lo ha fatto con uno degli argomenti più scottanti, forse secondo solo a “roma lazio”.

    Sorridi!!! Ti abbraccio e tanti cari auguri alla tua GRANDE famiglia.

    rosella

  3. Stefano C. says:

    Sono perfettamente d’accordo con te Rosella….
    Aggiungo che forse molte delle nostre idee/scelte costitutive della nostra esistenza sono frutto più della componente egoica che di quella illuminata…. quindi forse prima di scendere sul piano politico/sociale, ognuno di noi dovrebbe capire forse meglio quanto la propria idea sia basata sulla piattaforma egoica e quanto no (prima di difenderla all’esterno intendo) altrimenti il confronto non può che giocarsi sul terreno egoico….

  4. Giuliana says:

    Da pochi anni partecipo ai gruppi dP, l’esperienza che vivo insieme a voi mi sollecita ad approfondire ed allargare la formazione più che a scendere in campo politico come movimento culturale.
    Sarebbe come sprecare qualcosa di prezioso che, invece, va coltivato con cura.
    Giuliana

  5. Chiara dedo says:

    Caro Andrea ,mi sembra che tu abbia centrato l’obiettivo.E’ proprio sulle configurazione interne della politica che dobbiamo lavorare.Mi sembra che quando si parla di politica si attivi sempre la nostra parte piu’ egoica .Parafrasando Bossi “Nella Gabina elettorale” entriamo sempre egocentrati e mai in Cristo” .
    Non so perchè e vorrei una risposta da voi ma è spesso proprio nella discussione politica che si attivano le nostre difese e maschere piu’ forti.Certo credo che il lavoro dei gruppi porti anche ad una risposta politica efficace nella realtà odierna .Ma in questo momento non vedo una scesa in campo diretta ,ma credo che possiamo lavorare come catalizzatori dinamici di Stato in Cristo .Mi voglio spiegare meglio , abbiate pazienza perchè è difficile.La politica è anche energia ,non solo idee e discussioni.Se sono in Relazione ,nello svolgimento delle mie attività.per esempio come nel mio caso formazione universitaria di giovani medici,io svolgo e trasmetto un modo nuovo di fare il medico e quindi faccio politica sanitaria ,e questo ognuno puo’ sperimentarlo nei propri ambiti .Credo che il nuovo sia in questo Cittadini Consapevoli in Relazione.Le vie poi le deciderà il Signore e quindi non me ne preoccupo troppo ,

  6. maria carla says:

    Liberare noi stessi per trasformare il mondo…questo è lo slogan dei gruppi DP e questo è più che mai attuale oggi! Finchè gli uomini veramente liberi (perchè liberati dalle loro dimensioni più egoiche e distruttive) non faranno ‘massa critica’ è poco pensabile un fare politica diverso da come noi lo conosciamo. Certo, di fronte a certe sconfortanti sceneggiate, l’impazienza per un vero rinnovamento è più che comprensibile, ma personalmente penso che ancora non ci siamo…però cerchiamo di essere vigili e di captare tutti i possibili segnali, buon lavoro a tutti, ciao! mcarla

  7. renato c. says:

    Carissimi, da “simpatizzante” non avrei forse titolo a dire, non conoscendo a pieno la vita concreta del Gruppo e di voi che ne fate parte. Tuttavia mi pare interessante l’ intervento di Salvatore (interesse vivo e attento per le questioni locali…) e anche di Giuliana: lavorare alla “formazione-cura” dell’integrazione sempre più profonda e stabile della persona, vera e propria “scuola di neoumanità”. Da qui probabilmente si apriranno possibilità per prime esperienze in ambito politico. Anche i vecchi partiti ormai sono in asfissia e sempre più spesso si rivolgono a persone “nuove” soprattutto in ambito locale. Forse la via è proprio quella che va dal micro al macro, come è proprio di ogni reale trasformazione.
    un caro saluto.
    renato

  8. Alessandro da TS says:

    Anch’io concordo che bisogna agire nel micro. Ci sono mille opportunità da cogliere. Anch’io insegno, in 2 università, ai giovani medici in formazione, agli specializzandi, ecc. Non sono un universitario; mi sono semplicemento offerto di insegnare, mettendo a disposizione le mie conoscenze e competenze. Non è stato particolarmente difficile trovare lo spazio, è stato un processo naturale. Il sistema sta andando a rotoli e mille crepe ed opportunità si aprono … Il risultato è che oggi tutti i nuovi medici della mia regione sentono una strana persona parlare loro di salute globale e promozione della salute, materie che non esistono nel curriculum, insegnate con principi presi dal counselling e dalla mindfulness/meditazione … la rivoluzione è già in atto.

  9. rosella says:

    L’azione politica individuale, cioè il modo d’incarnare la nuova umanità che emerge in noi è qualcosa che concerne ciascuno di noi e che viene quasi da sé, come fosse la semplice espansione dello Spirito.
    Differentemente il desiderio di assumersi responsabilità anche di partito in politica penso sia una vera e propria vocazione che necessiti di una formazione nuova, che parta proprio dalla peculiarità dei nostri gruppi.

    Insomma io ritengo che ciascuno di noi militi o voti nel modo più disparato possibile. Personalmente, ormai da anni attuo una strategia di voto che è trasversale a secondo delle situazioni e delle persone proposte.
    Detto questo ci sono sul territorio molte agenzie preposte alla formazione politica sia nei partiti che nelle diocesi e chi è chiamato è bene le frequenti, ma a me pare che la nostra peculiarità potrebbe proprio essere quella di un incontro condiviso nel dialogo (inizialmente anche molto, o parzialmente egoico) tra le diverse militanze politiche degli appartenenti ai gruppi “dP”, la vita s’impara vivendola, con lo sporcarsi le mani.

    La vera novità potrebbe proprio nascere da questo tipo di FORMAZIONE AL DIALOGO tra le differenti posizioni o militanze partitiche.

    Io credo che il nuovo possa emergere solo dalla PURIFICAZIONE DELL’INCIUCIO che tramite il nostro lavoro renda possibile l’ascolto reciproco ed una effettiva collaborazione tra il diverso per procreare qualcosa di un poco più integro.

    Io non vedo altra novità reale al momento, il lavoro iniziatico è complesso.

    Personalmente non ho una vocazione alla partitica, ma sarei interessata ad un post ogni tanto che nel blog portasse avanti questa “purificazione dell’inciucio” condividendolo anche con noi comuni aspiranti ad un voto politico di maggior senso.

    Ciao
    Rosella

  10. Sono d’accordo anch’io sul fatto che i cambiamenti vengano sempre dal basso, da chi abita a piano Terra. Dall’alto dei privilegi difficilmente si smuovono le acque.
    Mi pare però che il movimento dP sia ancora piuttosto giovane, tenendo conto del lavoro che propone, cioè quello sulla sostanza umana, per potersi assumere un impegno politico in senso più istituzionale. Occorre prima creare le condizioni psico-spirituali con persone salde nelle loro modalità relazionali liberate dalle egocentrature – almeno da quelle macroscopiche. Certamente il vivere nel quotidiano i frutti del nostro lavoro è, secondo me, il modo migliore per costruire le premesse per un futuro impegno politico più programmatico.
    Per Alessandro da TS: mi rallegro con i tuoi studenti e soprattutto con i loro futuri pazienti, trovandomi spesso “dall’altra parte del bisturi” per così dire, sento profondamente nella mia carne il bisogno di una medicina più ventilata dalla meditazione sul mistero dell’umano, che non dia per scontato nulla, e raccolga l’uomo nella sua interezza. Buon lavoro! Anche a Chiara naturalmente!
    iside

  11. Alessandro Drago says:

    Caro Andrea, grazie per i tuoi spunti di riflessione.

    Penso anch’io che non sia ancora il momento, almeno in questa fase così convulsa e inquieta, che il gruppo Darsi Pace possa esprimersi anche politicamente, nel senso di un’azione specifica politica. Ciò che ha espresso Chiara descrive esattamente i riflessi politici indiretti che il nostro lavoro esercita nella società, ma è ancora presto per un coinvolgimento più diretto.
    Tuttavia, si intravede una maturazione di questa possibilità.
    Ieri Guzzi ci ha parlato, riprendendo le parole di Benedetto XVI, della Verità, dicendo che questa non è un giudizio sulle cose, ma è ciò che tu sei, che rapporto hai con te stesso, con Dio e con gli altri. La ricerca della Verità è quindi la ricerca del corretto rapporto con l’Essere, col nostro Essere, nella Fede.
    Questo pensiero, ancora non è abbastanza diffuso e accettato.

    Però, ciò che sta accadendo, proprio adesso, nelle vite di tutti, nella politica, nella chiesa, può crearne i presupposti.

    In questi anni, abbiamo imparato a riconoscere in noi, tutte le nostre distorsioni. In me, ho scoperto tutti i peggiori difetti degli uomini, senza però venirne sopraffatto, anzi, attraverso un’attenta osservazione delle mie dinamiche psichiche, ho potuto approfondire e migliorare il rapporto con me stesso e con gli altri.
    Facendo l’esercizio a 9 punti, ho potuto verificare che, magari per un attimo, nella mia mente, può manifestarsi l’essere più abbietto, il dittatore più feroce, il burocrate più cavilloso, la persona più sguaiata o quella più meschina e opportunista.
    Ma questa non è una percezione diffusa nella popolazione e la battaglia che osserviamo tra gli opposti schieramenti politici lo dimostra chiaramente.

    Tuttavia, quello che è successo (ci aggiungerei anche le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di Francesco) rappresenta, come un riflesso, tutto ciò che si è maturato in me in questi ultimi anni. Del resto, è sempre stato Marco a indicarci la correlazione, la sincronicità, tra ciò che accade nel mondo e le nostre interiorità.

    Sono parti di noi, in quanto figure rappresentanti di vecchie istanze, vecchie idee di autorità, di ordine, di valori morali, di false relazioni sociali, ad essersi consumate, sono queste nostre “maschere”, ingessate, atee, logore e corrotte, che hanno perso ogni credibilità.
    D’altro canto, sono sempre parti di noi, in quanto forze oscure, ma piene di energia, forza di rinnovamento, a volte sguaiate, lucide nella critica, ma ancora rozze e ignoranti, altrettanto atee, che ribollono per essere ascoltate, sono quindi le nostre “ombre” a voler emergere con tutto il loro impeto apparentemente giovanile, scompaginando le vecchie regole di comportamento.

    C’è una piena consonanza tra quello che la scena politica offre e le dinamiche psichiche che stiamo vivendo, per questo non desidero giudicare se ciò che accade sia bello o brutto, condivisibile o meno, è una guerra in atto fra due istanze, da una parte il potere istituzionale, la “maschera” rappresentato dal PD, dal PDL e da Monti (anche se così distanti fra loro, per mantenere il loro potere e i privilegi, hanno fatto di tutto per occultare, minimizzare, ridicolizzare l’ascesa del movimento di Grillo), dall’altra l’”ombra”, rappresentata da Grillo e dai grillini, con le loro espressioni così politically incorrect, per non dire sconcertanti. Queste due realtà finalmente si fronteggiano apertamente e ci offrono la possibilità di imparare moltissimo, anche di noi.

    Ciò che sta accadendo sulla scena politica è qualcosa di necessario, non possiamo conoscerne ancora gli esiti (anche se già alcune segnali sono positivi), ma doveva accadere e si inserisce in quel processo, quella svolta antropologica che nei nostri gruppi viene descritta fin dall’inizio.

    Finché, però, forse proprio attraverso la sofferenza derivante da questa contrapposizione, non maturerà in chi fa politica, in chi scrive sui giornali o in chi dirige dibattiti televisivi, la consapevolezza e il bisogno di un nuovo modo di relazionarsi con sé stessi e con l’altro e con la sorgente di Vita, non vedo come l’attività dei gruppi Darsi Pace potrà operare proficuamente in quell’ambito.
    Un abbraccio
    Alessandro

  12. Alessandro C. says:

    Ciao a tutti,
    credo sia utile per noi condividere anche da uno stato egoico il nostro pensiero politico poichè sarebbe una ottima esperienza per scoprire quelle dinamiche che tanto vorremmo eliminare ma che spesso ci muovono a nostra insaputa,
    basta non sentirsi offesi delle nostre cadute e visto che io non temo ciò che viene dall’esterno ma anzi vorrei scoprire meglio ciò che mi abita mi lancio.

    Ho sentito lo stridore di una grande frenata, mi sembra che in fondo Andrea intenda rilanciare la discussione su questo momento particolarmente liquido che stiamo vivendo e nel quale la politica è chiamata giocoforza ad intervenire, visto che enormi sono le sue responsabilità.

    In questo però tutti noi contiamo qualcosa e forse chissà se già solo riuscissimo ad imparare come ci si confronta costruttivamente per scegliere un percorso utile perchè condiviso, uscendo dalle logiche del conveniente per me,
    potremmo sperimentare che democraticamente si può essere d’accordo anche partendo da punti di vista diversi ( visto che sembra dimenticato ).

    In fondo credo che se una Verità esiste, e non è detto che sia quella che penso io, un confronto pacato civile e vero quindi senza pregiudizi preconcetti o stagnazioni mentali che metta sul tavolo le diverse esigenze con l’intenzione di analizzarle in profondità per trovare la via più Giusta, quindi egualmente utile, sia possibile.

    Siamo veramente sicuri che ciò che desiderano gli altri sia molto diverso da ciò che desideriamo noi?
    Non credete piuttosto che se scendessimo in profondità tante se non tutte le differenze potrebbero scomparire ?
    BEH, visto che non possiamo ancora proporlo ad extra perchè non iniziare ad intra?

    Un abbraccio Ale

  13. Andrea Vitolo says:

    Cari tutti, grazie per i vostri sostanziosi contributi.
    Siamo tutti d’accordo che la nostra, pratica, ricerca, all’interno dei Gruppi, abbia già delle conseguenze “politiche” nelle sfere professionali e non della nostra vita. Questo è già tanto.
    Io volevo mettere l’accento su una possibile azione folle, un “prurito”, che nasce da una consapevolezza frutto di una ricerca interiore, di una ESPERIENZA interiore.
    La stessa consapevolezza che fa partire le suore missionarie per i luoghi più sperduti del mondo, che fa pronunciare a San Paolo parole come “… vi scongiuro…” e lo fanno sembrare un pazzo delirante, la stessa “follia” che spinge due persone (Marco e Paola) a creare i Gruppi Darsi pace…
    È chiaro che è ancora presto, e quando mai saremo pronti? Nel frattempo l’esigenza di una nuova umanità diventa sempre più dolorosamente necessaria, pressante.
    Forse in tutta questa follia bisogna essere ancora più folli.

  14. Mariapia says:

    Caro Andrea! Anch’io come te sogno che prima o poi qualcuno, uomo o donna del gruppo D.P. in modo saggiamente folle scelga di dedicarsi alla politica diretta. Mariapia

  15. renato c. says:

    Nel caso avreste per certo il mio voto convinto.

  16. irene manzoni says:

    caro Andrea, mi rispecchio in quello che altri hanno espresso…..dal micro al macro .
    e sento anche forte la tua esigenza di una possibile azione,di agire…..
    potresti iniziare( magari l’hai già fatto)aprendo un dialogo con coloro ai quali hai dato fiducia e voto…con un messaggio e augurio a coltivare l’arte del dialogo…da un luogo di conflitti e malintesi ad un luogo di pacificazione ed incontro dove c’è la fine dei pregiudizi e la scoperta di ciò che si ha in comune, ma anche di ciò che manca a ciascuno……se non attendiamo nulla dall’altro, il dialogo muore ancor prima di nascere…..dobbiamo reinventare la cultura del dialogo.ad ognuno la sua fatica….e responsabilità. Da parte mia anch’io ho sentito la spinta ad ..fare qualcosa….ed insieme ad un gruppo abbiamo scritto e inviato una lettera che voglio condividere con voi. grazie Irene
    Lettera aperta
    al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
    alle donne e agli uomini eletti per legiferare o governare
    alle donne e agli uomini che sono andati a votare
    alle donne e agli uomini che non sono andati a votare

    Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che sono andati a votare, nonostante il disgusto per l’incompetenza e l’immoralità manifestate da numerosi uomini politici, nel corso delle ultime legislature, e nonostante l’insoddisfazione per il modo in cui è stata gestita la campagna elettorale dai rappresentanti dei diversi partiti e movimenti, vecchi e nuovi.
    Nel corso della competizione elettorale, abbiamo visto usare tanta energia per aggredire verbalmente la persona dell’avversario politico, piuttosto che per individuare, concretamente e realisticamente, nel pieno rispetto delle proprie idee e di quelle degli altri, possibili percorsi di soluzione dei gravissimi problemi socioeconomici del nostro tempo: recessione, disoccupazione, involuzione culturale ….
    Spreco di energie umane preziose, dunque, proprio come succede ad un altro bene prezioso, l’acqua (sembra che, in Italia, il 50% circa dell’acqua vada perso per mancata o cattiva manutenzione dell’impianto idrico).
    Siamo andati a votare, con il criterio del ‘meno peggio’, perché siamo animati dalla speranza che cambiamenti democratici veramente evolutivi siano possibili, anche rispetto all’uso delle risorse umane e ambientali.

    Ed ora, di fronte alla situazione di stallo delle forze politiche e al rischio di ingovernabilità del Paese, non ci sembrano funzionali né il pessimismo catastrofico, né la rassegnazione passiva, né la rabbia distruttiva. Ci sembra etico, invece, a costo di apparire ingenui, sostenere una proposta che, a nostro parere, potrebbe servire a facilitare l’esercizio del ruolo di parlamentare o di governante e, quindi, a garantire maggiori probabilità di buona politica.
    Secondo noi, in tempi che, probabilmente, potrebbero essere non troppo lunghi, si dovrebbe creare una Scuola Superiore per Amministratori e Politici, di Stato, non di partito
    Siamo consapevoli della complessità dei problemi sociopolitici del nostro tempo, a livello locale e mondiale. Sappiamo che, per affrontare positivamente questi problemi, occorrono competenze specifiche ad alto livello nella sfera economica, giuridica, sociale e non solo.
    Siamo peraltro fortemente convinti che le donne e gli uomini politici vadano sostenuti e accompagnati da esperti nel campo della comunicazione e relazione interpersonale, al fine di acquisire / affinare le loro capacità di gestire in modo costruttivo le inevitabili divergenze.
    Certamente, non mancano esperti che si ispirano alla teoria e alla pratica di studiosi come Daniele Novara o come Thomas Gordon, i quali insegnano a grandi e piccoli la tecnica della gestione costruttiva del conflitto e della “negoziazione senza perdenti”.

    Con la viva speranza che non si voglia sprecare il potenziale di sensibilità, intelligenza ed energia di eletti ed elettori, ringraziamo per l’attenzione

  17. Paolo Galli says:

    Carissimi,
    anch’io condivido la vostra stessa passione per questo tema. Credo che chi di noi dopo aver avviato il suo cammino di liberazione interiore abbia rinnovato la propria scelta di fede nel Cristo, ben conosca quali siano gli strumenti da utilizzare e il luogo deputato per poter trovare l’unica vera risposta alle nostre istanze: e cioè nella meditazione e in essa nell’accoglimento della Parola rivelata e non mistificata dal nostro ego. Ben venga il confronto e la dialettica, di cui io stesso mi nutro, ma poi il luogo dell’unità e della scelta non può essere che quello ed è un luogo che ognuno di noi può frequentare in qualsiasi momento e ovunque si trovi. La via da seguire sarà allora certa e sicura ma soprattutto condivisa, perchè indicata e non personalmente voluta o ricercata.

    Un caro saluto a tutti e grazie per i vostri contributi.

  18. Alessandro da TS says:

    Condivido con Alessandro C il bisogno di attivare tra di noi dinamiche di gruppo sane (usando la politica, o altri modi …) che ci aiutino a crescere, anche facendo emergere le nostre aree distorte … in fondo era quello che utilizzava Gesù con i discepoli. Se tutto inizia e finisce dentro di noi, con la meditazione e la preghiera, temo che non impareremo a entrare in relazione con l’altro e non diventeremo veramente un gruppo/ecclesia; rimarremo esseri staccati/soli che condividono principalmente un’idea o una pratica sulla quale tutti noi siamo d’accordo, evitando ciò che potenzialmente ci separa, forse anche per paura di rovinare l’apparente unità. Mi sembra però che tra i discepoli di Gesù non fosse così; anzi, c’erano contrasti forti … e sani, vere e proprie rappresentazioni teatrali dello scontro tra ego, estremamente formativi, che tutti noi dovremmo essere almeno disposti a sperimentare, semplicemente esprimendo, anche nelle nostre discussioni, in modo genuino ciò che siamo, cioè esseri ancora dominati in gran parte dall’ego, senza pretendere di essere altro. In tal senso, come illustrato da Alessandro C, di cui spero aver colto il messaggio in modo corretto, un dibattito sulla politica o su altre questioni potrebbe essere molto formativo.

  19. Stefano C. says:

    Mi troppo perfettamente d’accordo con te Alessandro da TS. Questo post come il precedente possono sembrare scomodi, ma mettono alla prova le nostre resistenze su uno dei terreni più egoici che esistano. Come dice Ale, ricordiamoci tutti che lo scopo comune dovrebbe essere vincere le nostre resistenze egoiche quindi ben vengano altri post “grimaldello” come questo…

  20. Alessandro C. says:

    Si Ale da Ts, intendo proprio:
    realizzare il luogo per fare quella esperienza che tanto mi servirebbe ( ma penso di essere in buona compagnia ), dove poter esprimere fino in fondo dubbi, perplessità, paure, idee, aspirazioni, desideri senza temere che il fraintendimento ( che come sempre ci sarà ) possa creare ferite bensì occasioni di approfondimento svelando quelle dinamiche dirompenti che normalmente portano al fronte.
    Siamo o no in cammino per la Nuova Umanità?
    La politica della Nuova Umanità è servizio che non rende certo ne ricchi ne potenti; come tutti noi in famiglia sperimentiamo far quadrare il bilancio non è semplice ma se ci sono sprechi, ruberie e spese insulse la cosa è impossibile e alla fine i più deboli ne pagano le conseguenze.
    Possibile che nessuno abbia avuto il coraggio di denunciare decisamente ciò che stava avvenendo?
    Serviva un comico per smuovere la situazione innescando finalmente la protesta?
    Sono certo che per il solo fatto che ora dei giovani si fanno carico di informare i cittadini di ciò che accade in parlamento e nelle stanze d’incontro la qualità, la serietà e la utilità delle prossime decisioni sarà rivolta alle reali necessità delle persone.
    Prepariamoci a tempi ancor più difficili, c’è da ricostruire un senso per la vita di molti.
    Un abbraccio Ale

  21. Alessandro Drago says:

    Sono anch’io d’accordo con gli ultimi commenti e questo dibattito mi appassiona. E’ bello potersi confrontare e, forse a volte, scontrare su terreni così egoici, come quello della politica, mai come in questo momento. Ma il nostro è un luogo privilegiato, abbiamo tutti un medesimo obbiettivo spirituale, che ci permette di dare il giusto peso alle nostre diversità, anche nel pensiero politico.
    Altrove, ciò è molto più difficile, c’è il continuo rischio di fraintendimento, di banalizzazione. Le categorie politico/giornalistiche, almeno quelle attuali, mal sopportano discorsi spirituali, filosofici, poetici e li confinano in altri ambiti.
    E’ importante la nostra presenza, il più possibile visibile, per poter essere un punto di riferimento, quando i tempi saranno maturi, anche per proposte politiche.
    Tuttavia, se qualcuno volesse essere più “folle” di me, in senso altamente positivo, come ricordava Andrea, non mi tirerei indietro e lo sosterrei pienamente, forse potrebbe avere ragione e potrebbe vedere cose che ancora non so vedere…

  22. Mariapia says:

    Sono pienamente d’accordo con gli ultimi interventi: D.P. può essere anche un’opportunità, dove si impara a parlare di politica con atteggiamento disteso, pacifico, pur nell’incontro di posizioni diverse! Mariapia

  23. Stefano C. says:

    Giusto Mariapia!
    Ricordiamoci infatti che il nostro itinerario cristiano prevede un ritorno nel mondo, nella storia. Noi cristiani ci consideriamo inseriti nella storia e questa storia dobbiamo cambiare, attraverso la nostra trasformazione continua. Sarebbe bello creare laboratori nei quali discutere in qualità di “trasformandi” di argomenti specifici (politica, arte, scienza ed innovazione etc)….
    Attendere la compiuta trasformazione per metterci alla prova, rischia di idealizzare noi stessi ed il nostro umile lavoro.

  24. Alessandro da TS says:

    E’ proprio questo il punto, rischiamo di idealizzare noi stessi e la relazione che esiste tra di noi … non abbiamo mai dovuto affrontare divergenze tra di noi, legate alle sfide poste della vita reale; c’è il serio pericolo che alla prima forte divergenza qualcuno possa sentirsi profondamente tradito, possa pensare che sia tutto una finzione, un autocondizionamento senza fondamento. Non è la meditazione nè la preghierà la prova che ci sia qualcosa di reale in quello che facciamo; l’unica vera prova è, e resterà sempre, la qualità della relazione tra di noi … o sta diventando divina, e allora siamo sulla giusta strada, oppure rimane ancorata all’amore condizionato umano e allora ci stiamo tutti ingannando. I dodici discepoli, stando assieme, avevano modo di lavorare ogni giorno sulla qualità della relazione tra di loro … mentre a noi, al momento, manca questa possibilità. Certo, ognuno di noi può farlo in famiglia e sul lavoro, tuttavia non possiamo farlo come gruppo, tra persone che condividono uno stesso cammino. Trovarsi per un incontro o per un seminario non basta; in queste situazioni, tra sedute di tai chi, sedute di meditazione, e discorsi spirituali/culturali (tutti assolutamente uili per la nostra crescita) i nostri ego vengono addomesticati e non siamo veramente noi stessi, anche perchè in queste situazioni mancano ovviamente molti degli stimoli dalla vita reale che attivano i nostri ego.

    Quindi che fare? Discutere di politica potrebbe essere un primo passo, nella speranza che qualcuno si lasci prendere un po’ dalla foga! … sì proprio dalla foga, perchè nella foga l’ego si esprime. Lasciamoci andare un po’, non stiamo a rileggere tre volte il commento che abbiamo scritto per depurarlo da manifestazioni egoiche, che senso ha? … lasciamoci andare e crediamo che con la guida dello Spirito, che tutti noi abbiamo, e l’incoraggiamento dei fratelli non potrà succedere niente di grave, ma solo cose molto belle.

  25. rosella says:

    Caro Alessandro da TS

    io la penso come te, ma ricordo anche un po’ di storia “egoica” in questo blog, che ha fatto compiere un’ inversione di marcia alla linea della redazione, in tempi non molto lontani.

    Ora quel che domando è: siam più maturi e meno egoici, o i tempi premono maggiormente?

    Io penso che sulla politica/partitica necessiti una linea (riservata) per non bruciarsi; la vedo, ma di molto, più dura di un “gruppo formatori” come lavoro.

    Comunque sia sono contenta di queste novità che producono ricambio d’aria.

    Rosella

  26. alessandro says:

    Cara rosella
    Non conosco la storia egoica di questo blog
    Con affetto
    alessandro da ts

  27. alessandro says:

    Ma, cara rosella
    Posso pero dirti che per certo ogni giorno siamo piu maturi

  28. alessandro says:

    Infine, io non sento il bisogno di parlare del passato, ma di guardare al futuro proprio come tutti noi

  29. Caro Andrea
    alcune brevi osservazioni sulla tua riflessione.
    1) le astensioni nelle consultazioni elettorali sono ormai un dato fisiologico in tutte le democrazie occidentali e pertanto non si possono individuare in esse elementi di “scelta politica” che non possiedono;
    2) ancora una volta noto che tutti coloro che hanno votato per il M5S sono sicuri di aver votato per il cambiamento del sistema opponendo che chi ha votato per i partiti tradizionali ha votato per la sua conservazione;
    3) questo potrà anche essere vero, ma vuole anche dire che oltre il 60 % degli italiani vuole la conservazione di questo sistema e non mi sembra questo un dato da poco, se teniamo ancora alla democrazia:
    4) i grillini ed i loro sostenitori ben si guardano dal prenderne atto o riconoscerlo apertamente, sono loro i vincitori delle elezioni;
    5) forse siamo ancora in molti a ritenere che i tempi di un cambiamento in senso politioc-operativo non siano ancota maturi, che forse siamo ancora molto lontani dall’abbandono dell’io-egoico che ha dominato la politica in tutto il mondo da sempre;
    6) di sicuro le modalità di cambiamento proposte dal M5S sono ben lontane da un concetto di dialogo democratico ed attenzione a comprendere una realtà difficile e complessa come l’attuale:
    7) concordo nella necessità espressa da tutti nel lavorare duro per una nostra personale nuova consapevolezza da portare nel mondo che ci circonda, ma che sia anche una consapevolezza sempre vigile che non si lasci affascinare da coloro che hanno già in tasca la verità.
    Un abbraccio a tutti
    Piero

  30. alessandro says:

    Non vedo nulla di male nel fatto che uno di noi esca di casa un giorno e vada alla sede del partito piu vicino a casa sua e, dopo aver spiegato la sua visione della politica, si metta a disposizione. L’importante e che tenga d’occhio le sue motivazioni e le purifichi

  31. Alessandro Drago says:

    Caro Piero,
    è vero quello che dici, ma penso che se il 60% degli italiani vuole ancora questo sistema è perché ha paura del cambiamento e non si rende ancora conto dove può condurci l’attuale sistema economico/finanziario e politico.
    Forse lo sta capendo, finalmente, l’istituzione chiesa, ma non credo i nostri vecchi schieramenti politici.
    Anch’io ho votato m5s, anche se non mi piacciono alcune forme di comportamento e di linguaggio, tuttavia ho pensato e continuo a pensare, che sia l’unica forma, oggi, per obbligare gli altri partiti a cambiare. Sta cominciando ad accadere, ma non è ancora sufficiente.
    Il fenomeno Grillo non sarebbe proprio nato senza la deriva di corruzione a cui stiamo assistendo e senza l’oppressione che tutti viviamo nel sentirci, in realtà, governati da un sistema finanziario transnazionale disumano.
    Un caro saluto
    Alessandro

  32. Carissimi, mi pare molto bella questa riflessione sull’azione politica, e da continuare. Una riflessione d’altronde che accompagna da sempre il nostro lavoro, e anche la mia attività teorica e pubblica. Non è facile d’altronde inaugurare un’operatività politica sulla base di una nuova coscienza spirituale; ma è ciò che dobbiamo tentare, nonostante l’attuale ritardo dei ceti politici dominanti. Per i cristiani lo sbocco del lavoro interiore è sempre messianico, come ribadiamo in tutto il Triennio di base, e quindi è sempre un’azione concreta sulle relazioni, sulla cultura, sulla economia, sulle cose e sui corpi, per guarire, alleviare, illuminare, distruggere gabbie e prigionie e oppressioni di ogni tipo. Questo accade costantemente nei nostri Gruppi, ma di certo manca ancora una forma aggregativa che possa agire sul piano politico in modo più diretto, senza perdere però mai il contatto con il lavoro spirituale.
    DP, lo diciamo spesso, è un Campo di Eventi: lasciamo che mille fiori crescano in questo campo, mille nuove vocazioni, mille talenti da far fruttificare, mille azioni di liberazione interiore per la trasformazione del mondo.
    Marco

  33. rosella says:

    Caro Alessandro da ts

    ti ringrazio molto per il tuo riscontro “di cuore” che testimonia l’energia della determinazione che ti anima. Mi pare di buon auspicio ed auguro a tutti coloro che condividono con te questo intento un proficuo lavoro unitamente ad una feconda Pasqua di Resurrezione.

    Rosella

  34. Vorrei partecipare al dibattito in corso “Quale azione politica” mettendo in evidenza quelle che, a mio modo di vedere, sembrano delle sintonie significative tra le aspirazioni di fondo dei gruppi Darsi Pace ed espresse nelle diverse conferenze e libri (mi riferisco in particolare alla Nuova Umanita’) di Marco Guzzi e le riflessioni che il filosofo francese Jean-Luc Nancy sviluppa nel suo libro “Verita’ della democrazia” (ed.: Cronopio) di seguito VdV.

    Lo faccio non per pura curiosita’ intellettuale (non sono filosofo), ma perche’ puo’ essere utile, come lo e’ per me, mettere a confronto pensieri diversi in modo tale che uno illumini l’altro. D’altra parte e’ stata, paradossalmente (ma neanche tanto) la lettura del libro di JLN (ed in particolare il suo: “L’Adorazione. Decostruzione del cristianesimo, 2012, Ed. Cronopio” che mi ha avvicinato alle attivita’ ed alla meditazione dei gruppi Darsi Pace.

    Marco, nell’ultima riunione dei gruppi Darsi Pace (prima annualita’) del 3 marzo, ad un certo punto sottolinea con particolare enfasi l’essere COMUNE dello spirito, oltre al suo carattere INFINITO.

    Cito quindi dal libro VdD una nota di JLN: Ecco perche’ il “comunismo” va pensato meno come ipotesi politica da verificare attraverso un’azione politica presa anch’essa in uno schema di lotta classica, che come dato, come un FATTO (enfasi mia): il nostro primo dato. Innanzitutto, noi siamo in COMUNE. Poi dobbiamo diventare cio’ che siamo. Il dato e’ quello di un’esigenza, ed essa e’ INFINITA”.

    E ancora: “C’e’ stata apertura del “soggetto” a quello che Pascal gia’ sapeva eplicitamente….con quella formula che equivale ad un’ingiunzione, a una promessa e ad un rischio assoluti: “l’uomo supera infinitamente l’uomo”. Ed e’ per questo che per JLN e’ legittimo interrogarsi sulla realta’ ultima del gesto elettorale e sulla “democrazia dei sondaggi”.

    Pertanto vanno ripensati concetti come “potere” e “autorita’” alla luce del nuovo soggetto della democrazia. JLN dice che piuttosto di parlare di spirito della democrazia, bisogna pensare che innanzitutto “la democrazia e’ spirito”.

    Pertanto l’autorit’a atrinuita al popolo non puo’ essere definita da alcuna autorizzazione preliminare. “Se la democrazia ha un senso, puo’ essere solo quello di non disporre affatto di un’autorita’ identificata a partire da un altro luogo che non sia quello di un DESIDERIO – di una volonta’, di un’ATTESA, di un PENSIERO in cui si esprime e si riconosce un’autentica possibilita’ di essere TUTTI INSIEME, TUTTI E OGNUNO”.

    Venendo ora alla domanda “quale azione politica”, continuo citando JLN: “Penetrare in questo pensiero e’ gia’ agire e’ essere nella prassi per mezzo della quale si produce un soggetto trasformato piuttosto che un prodotto conformato, un soggetto Infinito piuttosto che un oggetto finito”. E ancora, e qui le sintonie non possono essere piu’ evidenti, “Questa prassi e’ la sola, prima di ogni riforma… che possa intraprendere piu; di una contestazione e piu’ di una rivolta (vedi in proposito “La nuova Umanita’” pagina 81 per uno dei numerosi esempi di come, a mio avviso, i due pensieri convergano): distruggere lo zoccolo della falsa equivalenza generale e mettere in discussione la falsa infinita’”.

    E concludo con un’ultima citazione dal libro di JLN: “Democrazia vuol dire che ne’ la morte ne’ la vita valgono in se stesse, ma che vale soltanto l’esistenza condivisa in quanto si espone alla sua assenza di senso ultimo come al suo vero – e infinito – senso d’essere”.

  35. Anch’io ho votato M5S e condivido quello che ha detto Alessandro. Anche con riferimento al fenomeno 5S mi e’ sembrato di trovare molte analogie con il ’68 cosi’ come lo legge Jean-Luc Nancy.

  36. Giuliana says:

    Ciò che ho apprezzato e apprezzo nella proposta di Marco è che la sua visione è strettamente connessa ad un cammino, un susseguirsi di passi concreti in cui pensieri e parole si fanno azione, danno forma al nostro essere, che impara a mettersi in contatto con l’Essere, a non separarsene.
    Tutti insieme e tutti ognuno apre all’infinito.
    Nella quotidianità, dentro la concretezza delle azioni personali e politiche, ciò richiede una grande padronanza e una profonda conoscenza di se stessi, una inesauribile fiducia con le quali ci si pone a confronto con l’altro e ci si mette in gioco.

    Non ho votato M5S.
    Sarà che sto facendo i conti con la mia ombra, a livello collettivo ho scelto la maschera.

    Ombra o maschera, credo sia importante tenere viva la lampada della consapevolezza e stare nella verità che ci fa liberi.
    Giuliana

  37. Grazie, caro Mauro, di queste interessanti riflessioni, di queste consonanze che sottolinei, e che anch’io condivido.
    Da tempo mi sembra sempre più evidente che la democrazia moderna sia in se stessa un frutto della storia spirituale cristiana. A tal proposito potrebbe interessarti il saggio “Democrazia umana”, presente nel volume “Dalla fine all’inizio”.
    Mi pare però che la mediazione politica tra spiritualità cristiana e organizzazione democratica, vissuta lungo il Novecento, a partire per intenderci da Sturzo, entri in crisi terminale già alla fine degli anni ’70: con la morte di Moro e il precipitare della Dc negli anni della corruzione e del debito pubblico.
    Da quegli anni non sussiste più una mediazione politica efficace, che provenga dall’esperienza cristiana. Il perché richiede una lunga riflessione, che ho tentato di svolgere in questi anni intorno alla fine della mediazione egoica di ogni tipo di sapere e di ogni pratica/tecnica. Da oggi il processo democratico, che è intrinsecamente spirituale e “messianico”, richiede soggetti in costante trans-formazione consapevole, soggetti che vivano l’esperienza battesimale come dìnamo in atto dello stesso progettare politico. E allora forse comprendiamo la difficoltà della fase, non è facile creare aggregazioni operative su questa base…. su quei passi concreti di trasformazione condivisa di cui parla giustamente Giuliana.
    Questa difficoltà provoca d’altronde la stessa Chiesa a ripensarsi come comunità inserita efficamente nella storia.
    Grazie di nuovo. Marco

  38. Alessandro da TS says:

    Vorrei mettermi un po’ in gioco davanti a voi. Si tratta di un gioco professionale/politico in tema con il post, almeno così credo.
    Da medico che si occupa di salute pubblica e promozione della salute spesso mi chiedo come dovrebbe essere il sistema sanitario. Attualmente lo Stato Italiano spende più del 99% delle risorse della sanità per controllare/curare le malattie e meno dell’1% per potenziare la salute delle persone. Il bisogno sanitario è un’occasione inesauribile per fare business e pochissimi lavorano per ridurre tale bisogno, potenziando la salute delle persone. Sia le multinazionali dei farmaci/apparecchiature/test/ ecc., sia la stessa classe medica ha un intrinseco e insuperabile conflitto d’interesse … più c’è malattia e più c’è bisogno di loro; più c’è bisogno e meglio va il business. Fin che lasciamo a queste forze la pianificazione del sistema sanitario, il sistema sanitario non produrrà mai salute ma solo prestazioni sanitarie sempre più costose. Inoltre, queste forze ostacolano, ovviamente non in modo aperto, la promozione della salute, annacquando le evidenze scientifiche e l’azione politica, e contribuendo a creare un’enorme confusione paralizzante. E tutto ciò è compiuto alle spalle, sulla pelle … e nella carne delle persone; è infatti un sistema che produce molto dolore.

    Io penso che la salute sia una metafora della salvezza. E quindi diffondere la salute è una metafora dell’evangelizzazione. Così io comprendo i miracoli di Gesù e così creo un senso al mio lavoro. Sono molti i parallelismi, ad esempio ci sono mercanti di salute e mercanti di salvezza. Per questi ed altri motivi credo che la sanità sia un buon argomento da dove iniziare una riflessione politica calata nella realtà.

    Inoltre c’è la mia biografia particolare, dalla quale purtroppo mi capita ancora di venir influenzato. In questi giorni sto scrivendo un progetto; il fatto è che sto per licenziarmi dal sistema sanitario perchè al suo interno non c’è spazio per promuovere la salute … semplicemente non è previsto il ruolo per quello che voglio fare. Quindi l’unico modo per farlo è da esterno, con un progetto. Forse la Regione (o meglio, un funzionario regionale che è disposto a mettersi un po’ in gioco) troverà qualche soldo per finanziare i primi anni del progetto, ma non ci conto troppo. Il punto è che sono qui, con la penna in mano (metaforicamente), e voglio iniziare a scrivere questo progetto. Ho un sacco di idee ovviamente, ma sono solo idee. Mi rendo conto che dovrei parlare con le persone, chiedere a loro: che cosa vi piacerebbe che il sistema sanitario facesse per voi? vi piacerebbe che qualcuno vi aiutasse a restare sani, in modo che possiate esserci, e in buona salute, per i vostri nipoti e pronipoti? vi piacerebbe capire come mantenervi in salute da voi stessi, senza dover ricorrere a medici e medicine, senza dover spendere soldi ma anzi, facendo in modo che il vostro benessere aumenti, così come la vostra pace, la vostra salute, ecc.? E che ne dite se lo facciamo in piccoli gruppi questo percorso, magari con persone che abitano nel vostro stesso quartiere, e che sperimentano le vostre stesse difficoltà, … in fondo c’è molto buon senso che possiamo imparare uno dall’altro. Ma come organizzare questi gruppi … e come chiamarli … magari darsi salute? E dove recrutare le persone? … ad esempio ci sono alcuni medici che sarebbero ben felici di riferire i loro pazienti più difficili a tali gruppi, ed io sto pensando di esplorare questa via … ma forse un giorno tutti potranno accedere gratuitamente a questi gruppi.
    Ho molte idee, ma sono solo idee … e mi rendo conto che vorrei molto sentire le vostre idee, capire meglio i vostri bisogni ed aspettative, perchè in fondo dovrebbe esere il nostro sistema sanitario. Il punto è, come ricreare qualcosa a partire da noi?
    Con affetto a tutti
    Alessandro da TS

  39. Andrea Vitolo says:

    Caro Alessandro da TS, la tua riflessione mi piace molto e mi sembra anche molto stimolante. Perché non la riformuli, corredandola anche con una foto, in modo che sia adatta a farne un post? In questo modo potremmo dedicargli lo spazio che merita. Puoi mandarla a redazione@darsipace.it
    Anzi, invito tutte le persone che hanno delle idee relative a possibili azioni politiche a fare altrettanto.
    Grazie a tutti.

  40. Alessandro C. says:

    Ciao a tutti e ad Ale Ts,
    la tua riflessione mi ha riportato indietro di molti anni e cioè al tempo della vicenda Di Bella.
    Io da povero ignorante fui colpito dalle affermazioni pubbliche del prof. e decisi di informarmi meglio ; mi ritrovai in breve a dover riconoscere quello che affermi al punto che gli oncologi più famosi e potenti di fronte alle prove concrete di validità della terapia in oggetto mi risposero pubblicamente che i pazienti che miglioravano erano ANEDDOTI.
    Ma quello che non è stato divulgato affatto perchè pericolosissimo ( per gli equilibri – fortune – economici di pochi ) è la enorme potenzialità preventiva che la terapia Di Bella ha, rinforzando e sviluppando il sistema immunitario ridurrebbe il consumo farmacologico e questo non è benvisto dal sistema quindi . . . . . . . .
    Ho provato con tutte le mie forze assieme ad altri a fare breccia ma il muro e’ troppo compatto e alla fine non abbiamo resistito.
    Ancora oggi però la terapia viene usata con successo anche se non essendoci più il prof. ai pochissimi seguaci, che oltretutto non hanno la sua profondissima conoscenza, tocca il compito ingrato di restare nelle catacombe.
    Ti lascio con una battuta ricca di verità: ti stimo fratello.
    Un abbraccio Ale

  41. chiara de do says:

    Caro Alessandro da Trieste , credo che il tuo progetto sia molto interessante e sei fortunato a vivere in una regione ,piu’ ricca e mi sembra onesta della mia !!(vivo nel Lazio ) .Il tuo progetto mi sembra interessante . Come medico credo che potrebbe essere per cominciare una buona linea proporre dei gruppi darsi pace con un format riadattato in cui si lavori su i tre livelli. Con una particolare attenzione all’aspetto corpo -meditazione su un piccolo gruppo di malati , per esempio paziente con dolore cronico affetti da malattie reumatologiche autoimmuni .
    Il rapporto tra dolore cronico e percezione del corpo è molto importante e i benefici effetti della pratica meditativa sono anche stati studiati , si potrebbe nel tempo arrivare a una riduzione dell’uso dei farmaci antidolorifici(ottenenedo cosi’ un beneficio anche economico ) e comunque assicurare a persone sofferenti dei momenti di pace e di respiro .Un po’ San Luca , un po’ molto Simone di Cirene .Questo credo che sia il ruolo del medico umile servitore nel mondo dell’adesso .Ma di Simone d Criene ne parleremo ancora………..
    Se il progetto ti interessa puoi chiedere a Paola la mia mail e ti posso mandare bibliografia e spunti ulteriori piu’ tecnici .

  42. Alessandro da TS says:

    Grazie per le risposte; grazie Andrea ti ho appena mandato un post; grazie Alessandro, condivido con te il bisogno di una maggior trasparenza sui risultati delle terapie; grazie Chiara, conosco poco … o meglio nulla delle vite “professionali”di S.Luca e di Simone di Cirene per cui sarei ben felice di saperne di più … con tutto quello che c’è da dire e riflettere sulla salute e sulla guarigione, si potrebbe pensare di avere un sito dedicato a questo … dai Andrea, creiamo http://www.darsisalute.it!

  43. giovanna says:

    Carissimo Alessandro da TS, il tuo intervento del 2 aprile ha avuto grande risonanza in me.
    Anch’io penso che la sanità sia un buon argomento da dove iniziare una seria riflessione politica calata nella realtà ed anche un buon terreno per la Nuova Evangelizzazione, recuperando così l’originario significato di salus: salute-salvezza.

    Molto interessante il tuo progetto: promuovere salute attraverso piccoli gruppi, preferibilmente di quartiere. Questo aiuterebbe a ricucire un tessuto sociale sfilacciato, a crearlo dove è assente: la salute si mantiene e cresce nelle buone relazioni quotidiane. Promuovere salute è promuovere buone relazioni. E se le patologie psichiatriche sono oggi in continuo aumento significa anche che ci sono culture familiari e sociali che trasmettono modalità relazionali che mortificano la persona proprio in senso letterale: la fanno ammalare, la conducono alla morte.

    Il sistema sanitario -così come è organizzato- rende macroscopicamente visibile e cristallizza lo stato di scissione che caratterizza la nostra cultura: la persona, creata ad immagine di Dio-Relazione, ridotta a cosa, ‘oggetto di cura’, viene curata in pezzi, come una macchina, trascurando la relazionalità che la costituisce.

    Un’autentica rivoluzione politica dovrebbe –a mio avviso- partire dal basso: da piccoli gruppi, possibilmente di quartiere, che lavorino come laboratori di presa di coscienza e potenziamento del proprio essere per-sona, essere-in-relazione.

    Grazie, Alessandro, per la tua scelta coraggiosa e tanti auguri per il progetto ‘darsi salute’.
    Ti abbraccio. Giovanna

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