Metodo: l’integrazione di cultura, autoconoscimento psicologico, e spiritualità

“E’ tanto importante conoscerci, che in ciò non vorrei vi rilassaste, neppure se foste già arrivate ai più alti cieli (…) Ma credo che non arriveremo mai a conoscerci, se insieme non procureremo di conoscere Dio.” (Santa Teresa di Gesù)

L’umanità nascente è integra, perciò ama la pace

 

L’elemento più specifico del nostro laboratorio consiste nell’integrare tre livelli conoscitivi e formativi ordinariamente separati tra di loro: l’elemento culturale, l’elemento psicologico, e l’elemento spirituale. Noi riteniamo che oggi solo la loro corretta integrazione sia funzionale all’emersione della nuova umanità.

Ognuno di noi ha infatti bisogno di chiavi interpretative forti del tempo presente, di una nuova cultura della trasformazione. Ma abbiamo anche bisogno di conoscere molto meglio noi stessi, le nostre chiusure, le nostre difese egoistiche, le nostre paure, le nostre rabbie, il nostro odio. Così come i nostri più autentici desideri, i nostri bisogni, le nostre aspirazioni spirituali, e così via. E cioè di un lavoro specifico di autoconoscimento psicologico.

“La generazione più vecchia guarda con occhi allarmati i propri figli e il loro più o meno strano modo di comportarsi. Ma i figli tendono sempre a vivere la vita inconscia che non è stata vissuta dai loro genitori, le cose che i loro genitori hanno ignorato, non hanno osato o hanno  negato, a volte anche ingannando se stessi (…). I genitori non hanno niente di cui meravigliarsi se non della sprovvedutezza e ignoranza che essi stessi hanno della propria psicologia, che a sua volta è il frutto del seme gettato dai loro stessi genitori: sprovvedutezza e ignoranza che perpetuano all’infinito il corso dell’inconsapevolezza di sé. La mia soluzione a questo problema è: educare gli educatori, fare scuole per adulti”. (Carl Gustav Jung)

Infine abbiamo bisogno di pratiche spirituali che siano per noi esperienze reali, dobbiamo passare da una religiosità preminentemente rappresentata (in concetti astratti, leggi morali, o riti estrinseci), ad una spiritualità personalmente realizzata. Solo una realizzazione spirituale autentica dei misteri celebrati potrà rinnovare e ridare senso anche alle celebrazioni liturgiche.

Nei Gruppi Darsi pace perciò i tre livelli conoscitivi si esprimono in tre pratiche: lo studio, gli esercizi di autoconoscimento, e la meditazione che diventa preghiera. Per questa parte più direttamente spirituale ci serviamo anche di tecniche meditative di origine estremo orientale, come forme di preparazione alla preghiera cristiana. Solo un autentico silenziamento del nostro ego infatti può aprirci ad un ascolto reale della Parola di Dio che ci rigenera.

“Autentiche pratiche di meditazione provenienti dall’Oriente cristiano e dalle grandi religioni non cristiane, che esercitano un’attrattiva sull’uomo di oggi diviso e disorientato, possono costituire un mezzo adatto per aiutare l’orante a stare davanti a Dio interiormente disteso, anche in mezzo alle sollecitazioni esterne”. (Joseph Ratzinger)