PAROLE RIVOLUZIONARIE A MONTECITORIO

Commenti

  1. Giuliana Martina dice

    In questi giorni cruciali che mi sbattono in faccia la precarietà della nostra esistenza, nei quali mi sento gravata da paure e insicurezze, comprendo ancora di più la verità delle intuizioni da cui è partito il Movimento Darsi Pace.

    Le pratiche che intrecciamo nel nostro laboratorio mi diventano indispensabili per stare dentro il dramma che tocca la salute in primo luogo, ma non meno il problema del lavoro, della scuola, la situazione economica, il futuro.

    Se attraverso la pratica meditativa e contemplativa riesco a trovare la quiete nelle profondità dell’essere e nel silenzio mentale mi affido al Signore vivente, Lo ritrovo nel vaso di creta che sono e questo mi fa sentire in comunione seppur sola dentro casa, mi rendo conto che immenso è il lavoro da compiere a livello storico culturale per discernere ciò che nelle forme dominanti della cultura non è Nascente.

    La condizione umana e terrestre è insostenibile, la congiuntura dolorosa che stiamo vivendo è rivelativa dell’urgenza di fermarci, di tornare ad essere umani, di riconoscere la condizione lacerante eppure meravigliosa di essere una coscienza aperta all’infinito e incarnata dentro un corpo, dell’urgenza che cultura e politica tornino a mettere al centro la persona per rendere più vivibile la vita.

    Essere rivoluzionari nel XXI ci chiede una critica e una denuncia sempre più decise di tutto ciò che in questo mondo tende a fare dell’uomo una cosa da produrre o da sfruttare, frutto casuale di un universo senza capo né coda.

    Critica e denuncia decise dentro di noi e fuori di noi.

    Una rivoluzione non violenta che ci riporta nell’ avventura comune realizzando il progetto di Uomo inscritto nel cuore del nostro cuore.

    La Nuova Umanità che palpita in noi e nel cuore del mondo, l’Uomo-Dio nasce se trova spazio dentro di noi, altrimenti non nasce.

    Così la cultura e la politica si affossano, si disumanizzano, non sono in grado di ridare l’orizzonte umano di un Senso.

    Questo ora diventa ancor più evidente.

    Grazie Marco per la tua coraggiosa e generosa testimonianza e grazie alla Redazione per la vicinanza che sento ancora più calda in questo momento.

    Giuliana

  2. Ripensando al momento in cui queste parole limpide sono state dette, ai mesi e giorni precisi in cui questa visione chiara è stata espressa, la tentazione potrebbe essere quella del rammarico, dell’occasione persa. La contingenza storica e politica, forse ormai si può dire, non si è mostrata così favorevole e propizia, come alcuni speravano.

    Però forse questa tentazione è sbagliata. Marco dice che sono processi lunghi, e dunque una speranza di realizzazione troppo legata ad un luogo e un momento, è frutto di impazienza: anche questa da abbracciare sì, ma per lavorarci.

    D’altra parte, il fatto che i tempi si son fatti brevi, lo diceva anche Gesù. E dunque dobbiamo prendere un respiro e sintonizzarci su un’altra metrica, un’altro spaziotempo, un altro insieme di regole per un altro Universo, per un nuovo Universo, più nostro, più bello. I tempi estremi possono declinarsi secondo una scansione che ora ci sfugge, che è governata da un’altra fisica rispetto a quella deterministica così tipica dell’io egocentrato.

    Dunque il seme di rivoluzione c’è, il punto di fuga per vedere la realtà secondo una scansione più umana, c’è. E già si può respirare. Per il proporsi di una cosa nuova, e antica. E non c’è nessuna rottura, nessuna separazione. Ascoltando mi veniva in mente, che Marco è “appena” uno di quelli italiani con mente lucida che hanno a cuore il popolo e il cuore della gente, che lavorano per un mondo più umano, dove le emozioni non sono messe sotto vuoto, essiccate e depotenziate. Uno di quegli italiani di cui abbiamo una storia bella, feconda, florida. Che con la loro stessa esistenza – ecco anche il valore dei “testimoni” – ci mostrano che un’altra via è possibile.

    “There is no alternative” è una velenosa menzogna.
    Smuoviamo i pensieri pigri, usciamo dall’illusione
    che ci ogni giorni ci vendono.
    L’alternativa c’è, eccome.

    Ma bisogna crederci, altrimenti non accadrà.

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