CENNI DI INTRODUZIONE ALLA MISTICA

Commenti

  1. Simone Compagnucci dice

    Grazie, caro Marco, di questo articolo così semplice ma che va dritto al cuore della questione della fede. Purtroppo il Cristianesimo continua ad essere perlopiù un sistema di credenze “proiettivo” (oltre che moralistico, moralizzante e infantilistico), per cui si continua a parlare di Cristo, Maria e tutte le altre figure come estrinseche all’essere umano e alla sua interiorità. Per me appare questo il neo o punto dolente cruciale della crisi che anche il Cristianesimo sta vivendo. D’altronde, penso che se la forma di Cristianesimo dominante fallirà, sarà proprio per questa ragione: rappresentazione.
    I gruppi come DP che si muovono su un’onda diversa sono, ahimè, ancora pochi. C’è bisogno che anche il Cristianesimo si “svuoti”, che, come le anime che anelano a una trasformazione radicale, raggiunga anche lui quel vuoto dato dal niente sperimentabile nel processo iniziatico, un nulla che de facto assuma le forme di un’assenza pressoché totale di fedeli aderenti a quello che apparirà come il vecchio modo di concepire la fede. Lo sappiamo, del resto, proprio noi: tale nulla, sperimentabile al fondo della nostra disperazione, è tutt’altro che un male.
    Penso che questa spoliazione o, se vuoi, decostruzione sarà necessaria (e ormai inevitabile anche) per una rifioritura.

    “Le religioni sono sistemi di guarigione per i mali della psiche, dal che deriva il naturale corollario che chi è spiritualmente sano non ha bisogno di religioni”, affermava lo psichiatra Carl Gustav Jung. E, d’altra parte, Marco Guzzi non ci ricorda spesso che lo stesso Cristo è venuto a distruggere tutte le religioni?

    Concludo con un’altra citazione di Jung tratta dal suo Libro Rosso, che si lega molto bene a quell’idea di sperimentazione del mistico di cui parli tu e che anche il percorso DP propone: “Devo liberare da Dio il mio Sé, poiché il Dio che ho conosciuto è più che amore, è anche odio; è più che bellezza, è anche ripugnanza; è più che sapienza, è anche assurdità; più che forza, è anche impotenza; più che onnipresenza, è anche la mia creatura”.

    Un caro saluto e grazie ancora di cuore per queste parole illuminanti e, a loro modo, rivoluzionarie.
    Buona giornata,

    Simone

  2. “…nella prospettiva teista, la creatura non è la stessa essenza divina, mentre nella prospettiva non duale, post- teista, la creatura è la stessa divina essenza.” “L’ occhio nel quale io vedo Dio è lo stesso occhio in cui Dio mi vede; l’occhio mio e l’occhio di Dio non sono che un solo occhio, una sola visione, una sola conoscenza, un solo amore”.
    P Gamberini, Deus due punto zero, cap 9 pag 451

  3. Ti ringrazio.
    Ho sempre pensato che il mio tanto leggere e cercare, servisse per rispondere a questa domanda: “Come si fa ad essere felici nonostante la precarietà della vita?”
    Ma quella domanda conteneva una dualità, un errore di fondo: perché non c’è contrapposizione tra la felicità e la precarietà della vita. Tutto è Uno.

    Un caro saluto

  4. Allora il percorso Darsi Pace è sicuramente un percorso mistico!
    Forse si può dire quindi che mistica è la ricerca della verità, del senso ultimo, e in definitiva di me stesso.

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