Dove la sensibilità comune rimane virtù

Commenti

  1. L’ideologia consumistica è notevolmente accresciuta con il bisogno indotto delle più moderne protesi , quali anche l’illusione della IA parrebbe volerci sostituire la testa, l’anima e il cuore pensante. Rimpiango la mia infanzia quando cadendo, imparavo che mi facevo male e piangevo , poi i bambini sono stati rivestiti di tanti accessori spesso inutili, quali i paraginocchi, i paragomiti, il caschetto, gli occhiali e di tanta robotica che i bimbi si portano addosso, evitando loro di fare l’esperienza più sensibile del proprio corpo.
    Il corpo umano è già di per sè uno stupendo sistema di emozioni, di gusti e sapori, di godimenti e di allarmi protettivi della nostra integrità e salute che dobbiamo solo imparare ad ascoltare e riconoscere vivendo e liberandoci dai condizionamenti di chi ci vuole educare a diventare loro docili strumenti inermi e controllabili dal Sistema della paura , della guerra, delle tante infelicità suicidali.
    Che succederà quando l’essere umano perderà persino la memoria di sè stesso e non saprà più chi è ? O ci siamo già ? Ma se è vero che la Verità è come l’olio mescolato all’acqua…….verrà a galla e di nuovo, ancora una volta , dopo esserci fatti del male, piangeremo in modo naturale!

  2. Grazie Iside per questo contributo molto preciso, grazie per questo ulteriore tassello ad una riflessione importante nella quale ci stai accompagnando con i tuoi ultimi post. Lo scientismo, stavo pensando, ci fa riparare dentro un flusso di dati e poi ci sentiamo sempre più inadatti a gestire la realtà, con i suoi traumi e le sue inedite bellezze. Io stesso l’ho appena sperimentato per un evento luttuoso che ha colpito una persona che conosco: mi sono sentito di colpo travolto, sballottato fuori centro, con la spiacevole sensazione di non poter essere d’aiuto.

    Tra l’altro lo scientismo è una cattiva filosofia, una filosofia povera, mi pare proprio Guzzi lo dicesse nell’intervista sulla scienza. Così ricavo anche da questa citazione da Mancuso:

    “Il riferimento d’obbligo è il teorema di incompletezza di Kurt Gödel formulato in duplice forma nel 1931, mediante il quale colui che viene considerato uno dei più grandi logici di tutti i tempi dimostrò che all’interno di un sistema matematico esistono preposizioni che il sistema non riesce a «decidere», non riesce cioè a dimostrare se sono vere o false: insomma esistono delle verità che non sono dimostrabili. Il che significa: assumendo il mondo quale sistema logico-matematico, risulta la legittimità, se non addirittura la necessità, di altri linguaggi oltre alla logica matematica per indagare il mondo stesso. È quindi la stessa logica matematica rettamente esercitata a dichiarare i propri limiti, rendendo impossibile l’ideale scientista di considerare il mondo come un grande palazzo di vetro dove ogni dettaglio si comprende con la mente e si domina con la volontà, dove insomma non c’è nulla di più grande dell’esattezza scientifica.” (Vito Mancuso, “Io e Dio”)

    Dunque, è paradossalmente “per logica” che devo uscire dal mondo logico-matematico e abbracciare prospettive meno digitali ma più ampie. Non è scontato, in quanto siamo profondamente intrisi di questa mentalità da “big data”, anche quando ci rendiamo conto della situazione e vorremmo uscirne. C’è veramente bisogno di una ri-educazione, un ri-equilibrio dei nostri universi. Forse questo sarà nascere come “nuova umanità”. Sicuramente è molto urgente (e lo dico pensando a me stesso, prima che ad altro o altri). Molte grazie!

  3. Bianca Sghedoni dice

    Meraviglioso articolo. Grazie, grazie….dettagli che esprimono la sostanza, ci fai vedere fili che collegano ed altri che scollegano. Una narrazione scientifica e critica, con un punto di arrivo preciso….

  4. Carissima Iside,
    grazie per queste tue riflessioni, che condivido pienamente. Mi chiedo spesso anch’io perché ci manca questa capacità di ascolto, questa sensibilità che potrebbe guidarci verso una vita più sana e relazioni migliori. Evidentemente anche questi sono segni della caduta dell’umanità dalla quale vogliamo di salvarci, e che solo una nuova umanità può veramente superare.

  5. Ritornare alla nostra umanità e rinnovarla dall’interno è il cammino che desideriamo effettuare ogni giorno. In questo ascolto che è Relazione col Princupio Creatore troviamo la pace. Tutto il resto è di più, che può essere talora d’aiuto, ma spesso ostacolo e devianza dal Senso ultimo.
    Dimentichi di questo, possiamo anche disimparare a mangiare, a relazionarci… a vivere.
    Grazie cara Iside per le tue riflessioni, che sento molto utili per ri-cordare, ri-tornare, ri-creare noi stessi in Dio.

  6. Davvero abbiamo barattato la primogenitura per un piatto di lenticchie.
    Posiamo dunque i mascheramenti di elmetti e paraginocchia, scardiniamo da dentro la logica troppo stretta di ragionamenti insufficienti, assorbiamoci nel Principio per farci canali di grazia e di vita perché, come dice Guzzi, tutto ciò che non nasce non ci interessa.
    iside

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