Incontro regionale ad Arezzo 25 aprile 2026

Il gruppo Darsi Pace della Toscana ha vissuto, sabato ad Arezzo, un 25 aprile di vera “liberazione”. 

Ci siamo incontrati  nella sala adiacente alla Chiesa di San Domenico dove nel 1276 i cardinali si raccolsero in conclave ed elessero papa Innocenzo V. Un luogo intriso di storia che ci accompagna  oggi a vivere il presente nella fecondità di una scoperta di senso, un nuovo inizio.

Dopo la consueta meditazione, la  bella poesia di Marco Guzzi: “L’ora della Ricreazione” , ci ha predisposto ad un nuovo ricominciamento. La pratica di auto conoscimento psicologico e la condivisione dell’esercizio sulla Matrice Emotiva Fondamentale, ci ha accompagnati all’ascolto delle voci del bambino ferito che è  presente in noi. In questa esperienza di incontro ho percepito e condiviso una grande sensazione di pace, unitamente alla gratitudine che, via via che l’età avanza, mi contraddistingue. Pace e gratitudine sono un frutto, mio personale, di circa dieci anni di pratica, anche se contrassegnata da momenti di sospensione e ritorni al lavoro interiore che Darsi Pace propone. Spero solo non sia l’ultima esperienza di incontro qui ad Arezzo.
Fabio

Qualche riflessione dopo l’incontro del 25 aprile ad Arezzo dove ho avvertito con forza l’unità con il gruppo, persone diverse, con esperienze varie, si incontrano e sentono un comune desiderio di “darsi pace”. Percorso che vede al centro un cambiamento che deve necessariamente partire da noi stessi, affrontando i muri e le difese che la vita ci ha portato ad erigere. Questo porta a sentire l’altro che ci sta al fianco come un compagno di cammino che ci fa superare giudizi e differenziazioni. Credo sia essenziale per tutti non smettere mai di “ricercare” in qualunque ambito, perché la vita dovrebbe essere continua tensione verso il senso e la completezza di ognuno.
Paolo 

E’ stato un incontro che mi ha arricchito, chiarito domande e me ne ha poste delle nuove. Grazie a tutti per questo intenso incontro ad Arezzo, è stata una bella giornata di unione e condivisione. Accompagnati dalla sensibilità e capacità di Vanna, formatrice, ci siamo addentrati nella nostra ferita, l’abbiamo fatta parlare per esprimere il suo autentico grido di dolore, la sua richiesta di ascolto, di aiuto, che ancora oggi è vivamente, carnalmente, presente in noi. E’ stato un momento intenso di condivisione, di comprensione  che ha un po’ alleggerito il peso di quella sofferenza.  Un ringraziamento anche a Fabio che nel pomeriggio ha  presentato un video illustrando la sua approfondita ricerca sulla Sindone. La presentazione ci ha emozionato facendoci sentire il grande amore per quel Volto e corpo martoriato. E’ stato come sentire, riconoscere, la sofferenza, il dolore che il Cristo ha realmente provato nella carne come “Vero Uomo”. Come se ci dicesse: “Sento e riconosco le tue sofferenze”… è il volto di ogni uomo che soffre oggi e ha sofferto ieri tutte le ingiustizie, le prevaricazioni nella storia dell’umanità.
Susy

La mia presenza all’incontro di Arezzo previsto per sabato 25 aprile, potremmo dire, è stata quasi un caso.
Spesso gli incontri di Darsi pace vengono comunicati con largo anticipo e,a volte, salto l’incontro proprio perché me ne dimentico.
Ora, nel caso di specie, a fare da promemoria è stata l’attività di scrolling della mia casella e-mail dove ho notato l’ultima mail di Vanna del 12 aprile la quale faceva un riepilogo dell’ evento aretino.
Dentro di me decisi subito di confermare la mia presenza perché sentivo che quell’incontro poteva darmi un “quid plus” di cui, a livello logico-razionale, ancora non riuscivo a definire i contorni.
L’evento che maggiormente ha permesso di conoscermi meglio è stato l’esercizio sulle aggressioni subite nella nostra infanzia; benché fosse un esercizio che avevo già fatto, rifarlo nuovamente è stato come farlo per la prima volta, in quanto sono emersi aspetti di me e riflessioni di una tale profondità che, in prima battuta, erano difficili da comprendere a livello logico. Tanto che noi del gruppo non potevamo esimerci dal porre a Vanna ulteriori domande poiché la nostra parte razionale, fatta di schemi mentali, faticava nel sovvertire questi paletti imposti dalla nostra educazione e dalla nostra interpretazione degli eventi.
Ecco, quest’incontro ha avuto il pregio di contribuire a”scalfire” questi schemi e paletti di cui siamo vittime, se non li riconosciamo e non li “attraversiamo” a livello emotivo.

Non di minor pregio è stata la meticolosa e dettagliata spiegazione di Fabio sulla “Sacra Sindone” argomento dibattuto e controverso rispetto al quale Fabio ha avuto la capacità di farci fare riflessioni che,sino ad allora, non avevamo mai fatto.
Quindi, alla luce di ciò, non posso esimermi dal ringraziare Vanna e Fabio per questo 25 aprile diverso dagli altri. Costantino

Testimonianze dei praticanti Gruppo Darsi Pace Toscana

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