Per la liberazione politica e spirituale dell’Europa cristiana

Commenti

  1. Grazie Luca per questa profonda analisi. Mi toccherà leggerla più volte e forse leggere qualcosa di Hobbes e altri filosofi dei passaggi che citi, per poterla comprendere appieno, ma penso ne varrà la pena

  2. Analisi densissima e profonda, fortificata da un ragionato uso di documenti. Magari le varie celebrazioni sui giornali fossero almeno a metà di questo livello!

    Grazie Luca per questo importante contributo alla comprensione.

  3. Walter Mutton dice

    Grazie Luca per questo tuo profondo e impegnativo contributo. Grazie ancora!

  4. Maria Carla dice

    Valori messianici che si realizzano nella storia sulla base di una conversione personale profonda…per una autentica LIBERAZIONE davvero rivoluzionaria !
    Grazie Luca x il tuo argomentatissimo post…e buon 25 aprile a tutti!
    mcarla

  5. Stefano Sandron dice

    Grazie Luca per il prezioso lavoro.
    Davvero prezioso lo sforzo di dare senso, di tessere un filo, di tenere lo sguardo sul punto focale, di portare luce, la Luce di Cristo nella storia, e quindi nel nostro tempo.
    Davvero grazie
    Un caro saluto.

  6. Francesca Minato dice

    Un bel giorno allora, la vecchia equazione “laicità = meno spirito” dovrà rovesciarsi da capo a piedi nella coscienza politica di ognuno di noi. Più laicità – vissuta nella conversione a Cristo – significa invece più spirito evangelico, più bellezza, più Fuoco ardente e creativo della vita.
    Grazie Luca

  7. Marco Guzzi dice

    Grazie, caro Luca,
    questo tuo intervento è così denso che richiederà molti anni per trovare la sua giusta assimilazione e diffusione.
    Ma noi, come sai, non abbiamo fretta.
    Un abbraccio. Marco

  8. Francesco Marabotti dice

    Grazie Luca di questo bel testo,
    ricco e profondo, e al contempo irrorato da una sorgente di vita
    che si fa pensiero, e interpretazione profetica della storia.

    Di questo abbiamo veramente bisogno.

    Un caro abbraccio,
    Francesco

  9. Fabrizio S. dice

    Davvero una ottima analisi.

    Mi permetto di aggiungere alcuni elementi/domande: che ruolo assume il concetto delle “sovranità” comunemente intese rispetto a questo stato?

    L’assetto Vestfaliano (pace di Vestfalia, 1648) su cui si fonda sia il concetto di Stato-Nazione e di sovranità conseguente (Cuius regio, eius religio) realizza un io-bellico o una nuova umanità? E ancora accettabile oggi? Come superarla? Con quale architettura istituzionale?

    La sovranità che appartiene agli stati nazionali che la esercitano anche a costo di “chiedere il sangue” ai propri cittadini (come ancora codificato nella nostra pur bellissima costituzione, art. 52) oppure alla persona umana nella sua integrità?

    E’ possibile concepire un mondo “senza guerre” se poi riconosciamo agli Stati – il nome della sovranità nazionale – il diritto sacrosanto di armarsi in nome della difesa? Diversamente, come concepire il concetto di sovranità se questa è sottoposta a un diritto esterno che fosse in grado di vietare di armarsi, e quindi di fare la guerra?

    In sostanza quali conseguenze ha il concetto di “sovranità nazionale”, intesa come assoluta e non sottoposta a nessuna forza nel diritto, sulla pace mondiale e sulle guerre?

  10. Luca Cimichella dice

    Ringrazio di cuore tutti voi, per le vostre preziose e sincere risonanze.
    Le tue domande, caro Fabrizio, sono non poco impegnative, e ovviamente io ci tengo a precisare di non essere un politologo né un giurista. Quello che posso dirti è che il concetto di sovranità nazionale deve potersi rigenerare radicalmente più o meno allo stesso modo – ma ad un livello più ampio – di quella che chiamiamo sovranità personale. D’altra parte, che nella modernità sia il popolo stesso a riconoscersi soggetto sovrano del proprio Stato (Indipendenza americana) non è un fatto scisso dalla storia cristologica della salvezza, al contrario: solo e soltanto il concepimento (protestante-puritano) del popolo come comunità di santi in Cristo, in virtù del battesimo, ha potuto poi produrre questa auto-posizione politico-esistenziale del soggetto “popolo” e del suo diritto di sovranità libera.

    Questo è anche il motivo per cui il crollo dell’assetto westfaliano dell’Europa coincide col crollo della soggettività moderna ancora radicata nel paradigma confessionale. A mio parere, dovremo andare verso forme sempre più cristiche di professione di fede, dunque nel rispetto più totale dell’autonomia della sfera spirituale dal potere politico inteso in senso egoico-mondano. Lo Stato si ricristianizza (e in un certo senso riconfessionalizza) solo nella misura in cui si mette al servizio della trasformazione messianica del mondo, rinunciando per sempre ad essere pura istituzione ordinatrice e garante di un ordine terreno (questo vale tanto più per la Chiesa).

    Per quanto riguarda la realizzazione della pace internazionale, io penso che uno Stato – in questa ottica – non possa più avere il diritto di chiedere il sacrificio di sangue ai propri cittadini. Ciononostante, l’unico modo per emanciparsi dalla logica del riarmo è che ci sia, un giorno, una concordia generale nel disarmo – coordinato e contemporaneo – di tutte le maggiori potenze del pianeta, giù fino alle più piccole. E’ chiaro che qualcosa di simile è fin troppo lontano ancora, ma non vedo molte alternative. Fino a quel momento il diritto alla difesa, magari riorganizzato in strutture internazionali assai più eque e oneste di quanto sia la Nato (non dunque l’egemonia imperiale di una superpotenza, ma un reale equilibrio di più nazioni o imperi) resta una soluzione più credibile e direi anche urgente, perlomeno per non regredire a prima del XX secolo.

    Un caro saluto a tutti,
    Luca. –

  11. Grazie Luca

  12. Claudia Vignati dice

    Grazie Luca per questa carrellata storico/culturale illuminata dai nostri tesori darsipacisti.
    Mi sembra poi molto confortante poter constatare la differenza di comportamento della nostra Chiesa attualmente, vedendo le chiare posizioni di Papa Francesco per la pace e mi voglio ricordare anche che accanto alla vecchia chiesa che appoggiava il potere diabolico/bellico, c’erano però sempre tante persone che concretamente si prodigavano per aiutare i perseguitati!
    Il cammino procede, anche se da vicino spesso non se ne vede il movimento!

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