“Tutti siano una sola cosa” – Testimonianza

Commenti

  1. Carissima Daniela.
    Ho letto il tuo bellissimo contributo.
    Tutti siamo connessi e questo è certo.
    Tutti siamo per la pace e questo è certo.
    Nei fatti la guerra è ovunque.
    Io mi sento molto anzi assolutamente impotente dal punto di vista umano. Spesso non riesco ad amare nemmeno il mio prossimo più vicino.
    Non so nemmeno evangelizzare.
    Sono felice però se almeno tu ti senti potente
    Ti abbraccio e ti auguro tanta felicità.
    Silvia

  2. Cara Daniela,

    importante la tua testimonianza, proprio perché viene da chi ha scelto il cammino della vita consacrata. Abbiamo esattamente la stessa età e per quanto siamo su percorsi differenti, tu consacrata ed io sposato, sento un grande conforto nel leggere del tuo “viaggio spirituale” con le bellezze e i turbamenti che anche io conosco.

    Nella sostanza esco dalla lettura, ancora più convinto che Darsi Pace sia un cammino necessario, e benefico in moltissime circostanze. Benefico anche per la Chiesa, per il pungolo sempre costruttivo che sceglie consapevolmente di esercitare “da dentro”.

    Ti ringrazio di cuore.

  3. Grazie Daniela, il tuo esserci in questo modo è formidabile, una piccola grande scintilla!!

  4. Biagini Luca dice

    Piccola Grande Daniela, ti abbraccio e ti ringrazio per questo bellissimo contributo.

  5. Salve Daniela
    ho letto con piacere le tue parole che condivido pienamente.
    Francesco

  6. Giuliana Martina dice

    Cara Daniela,
    fin dal nostro primo incontro ho sentito la tua determinazione e la tua fede nell’abitare un tempo che ci chiama ad un contatto nuovo e serio col mistero più profondo dell’Essere, un tempo propizio a tutti, religiosi e laici, per capire in modo nuovo il mistero dell’identità umana.

    Il percorso Darsi pace aiuta anche a me a comprendere che la nuova umanità di Cristo è una cosa molto seria e che il cammino iniziatico deve farsi più reale per toccare i corpi e i cuori delle donne e degli uomini di oggi.
    Tu lo stai riscoprendo nella tua vocazione religiosa ed io nella mia vocazione laica.

    E’ il dinamismo che Cristo innesca nella Storia incarnandosi nei corpi di ogni essere umano che Gli apra la porta.

    Penso sia urgente chiederci, come religiosi e come laici, perché oggi non sentiamo di essere chiamati? Cosa ostruisce la possibilità di riscoprirci spiriti liberi e incoercibili? Perché il nostro dire grazie non è una esultanza di gratitudine? Diciamo di essere fratelli, ma perché non riusciamo a sperimentarlo dentro le nostre case, nelle Comunità, nelle istituzioni, nella politica?

    Penso che la risposta oggi vada trovata in pensiero che ascolta attraversando le profondità della carne per tornare a connettersi con la Fonte dell’Essere.

    Perciò ogni giorno decidiamo di riprendere il cammino verso il Monte, riconosciamo ciò che pesa nello zaino sottoponendo tutto il nostro Essere all’opera alchemica che trasforma il piombo in oro e torniamo a valle più leggeri sentendoci piccole parti del Tutto, tutti figli dello stesso Padre, per questo fratelli. (Riprendo le parole che ci siamo scambiati nella chat del gruppo milanese).

    Abbiamo bisogno di riscoprire, nelle nostre biografie e nella Storia, la potenza dell’Incarnazione per compiere un salto di coscienza e riconnetterci al Pensiero che pensando crea e creando ama.
    E abbiamo bisogno di luoghi in cui condividere la fatica, il travaglio e la gioia del cammino trans-figurativo.

    Allora, piano piano, sentiremo che non sarà più l’Ego, ma Cristo a parlare in noi e tra noi, non avremo bisogno di dirci fratelli, lo saremo di fatto nei gesti, negli sguardi, nel profumo di incontri sinceri e la gioia sarà piena.

    Grazie per la tua presenza tra noi.
    Ti abbraccio, Giuliana

  7. Grazie a tutti/e per le vostre risonanze, davvero siamo in cammino per essere UNO, cammino che può essere faticoso ma molto glorioso.

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