Sogno di Natale

In tutta questa frenesia di addobbi e regali, di riti e sacre e profane rappresentazioni, dov’è il festeggiato? il Nascente? E cosa ci si augura in questo scambio convulso di auguri? Nel natale pagano di mercatini, sconti, promozioni e offerte, di compulsivi consumi, gli auguri di Natale andrebbero dosati, fatti con cautela, perché spengono di colpo il clima di tanta spensierata allegria che cela in sé tanto dolore.  Buon Natale è l’augurio a realizzare il salto mortale: morire ad uno stato nella fiducia di una nascita ad una pienezza di Vita, fonte di autentica gioia.

“Cerco un’anima, in cui rivivere”, fa dire Pirandello a Gesù in questo racconto Sogno di Natale. “Tu vedi ch’io son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita”. [Continua a leggere…]

Verso l’unità

L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione. Si ispira a un passo della Seconda lettera di San Paolo ai Corinti  (5, 14-20) il tema scelto per la celebrazione della  Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani preparata quest’anno, in occasione del Cinquecentenario della Riforma, da una Commissione luterano-cattolica.

“Gioiamo della salvezza data da Dio nella croce di Cristo, che supera la divisione e ci raduna insieme – si legge nell’introduzione al materiale liturgico – Questa celebrazione confessa pubblicamente i peccati di divisione che sono seguiti alla Riforma e chiede perdono per essi”.   La liturgia penitenziale propone un gesto simbolico: la costruzione di un muro costituito da mattoni su cui sono scritti i peccati che hanno innalzato il muro di divisione. [Continua a leggere…]

L’Insurrezione di Biagio Conte: la Missione di Speranza e Carità

In un mondo senza speranza, rappresentazione drammatica di un Ego terminale incapace di gestire la complessità del nostro tempo, sorgono segni luminosi di speranza, espressione di quella Nuova Umanità capace di relazione, di prossimità, della creatività che è propria dello Spirito.

Un segno profetico del nostro tempo è Biagio Conte e la Missione di Speranza e Carità. Ho incontrato di recente fratel Biagio a Palermo alla vigilia del suo incamminarsi verso Roma: si perché l’11 aprile si è avviato verso Roma a piedi, ripercorrendo il cammino fatto 25 anni fa, quando con un bastone e l’unica compagnia di un cane che aveva chiamato ‘Libertà’ si era incamminato verso Assisi.
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Un Dio da aiutare a nascere

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“Una cosa, comunque, è sicura: bisogna aiutarla a crescere, la riserva d’amore su questa terra. Ogni scheggia d’odio aggiunta a questi troppi odi rende questo mondo ancora più inospitale e più invivibile. E di amore io ne ho molto, moltissimo, così tanto che già davvero qualcosa ha contato, e non è più così poco”. (4 luglio 1942)

Condivido con voi alcuni pensieri tratti dal diario di Etty Hillesum, giovane scrittrice morta ad Auschwitz  il 30 novembre del 1943. Etty si fa nostra compagna di viaggio e, in questi tempi oscuri, maestra di vita. Invito anche voi a condividere pensieri di questa straordinaria compagna di viaggio.

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Giusti del Mediterraneo

Ogni giorno, ogni giorno,  impotenti, assistiamo alle tragedie che si consumano in mare, e ci difendiamo da tanto dolore, ci anestetizziamo, perchè l’impotenza è intollerabile all’ego.

Allora volgiamo altrove lo sguardo o guardiamo distrattamente, senza più vedere: diveniamo indifferenti!

Ma cosa sta accadendo? Cosa significa questo fenomeno migratorio inarrestabile?

Me lo chiedevo in post pubblicati anni fa: Tsunami umano: catastrofe o liberazione?  (2/11/2008) e Umanità in coma: le cifre del risveglio (2/4/11).

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Tradimento

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Il lavoro che facciamo nei nostri gruppi ci porta a scendere nel baratro delle nostre emozioni, negli abissi dei nostri inferi; compiamo questa discesa nella fede/fiducia che il fondo del baratro non è l’annientamento temuto dall’ego, ma apertura verso la Luce. In questo lavoro da speleologi apprendiamo a conoscere divenendo, scopriamo teologie scritte nella nostra carne.

La condivisione dell’esercizio in 9 Punti (‘Per-donarsi’ p.121-128) di una dei partecipanti al piccolo gruppo mi ha rivelato qualcosa del vissuto originario della scissione, del Mistero della Ferita di Origine.

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Le Madri del deserto

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Forse non tutti sappiamo che accanto ai Padri del deserto sono esistite anche le Madri del deserto: donne coraggiose e sagge, studiose della Scrittura, innamorate di Dio, del deserto e della preghiera, esperte nel combattimento spirituale, divenute ‘madri spirituali’ di tanti.

La loro sapienza è un tesoro prezioso da  riscoprire.

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Silsilah: Una via per la pace


Movimento di Dialogo  Silsilah: un’esperienza concreta di convivenza e di pace in  un contesto di violenza dilagante, nel Sud delle Filippine.

«L’inizio di Silsilah? Fu quando passai un fiume che separava cattolici e musulmani. A  un certo punto ho deciso di attraversare il fiume, il mio Rubicone. Da allora ho speso la vita nel dialogo fra le due comunità.». Padre Sebastiano D’Ambra, da più di trent’anni missionario a Zamboanga, isola di Mindanao, così ricorda il momento in cui, nel 1979, dopo un periodo nella parrocchia di Siocon, decise di trasferirsi in territorio musulmano, varcando la sponda del fiume vicino al mare.

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Negli inferi l’Alleluia!

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Situazioni vissute in questi mesi hanno spalancato con violenza la porta della mia ferita; esperienza dolorosa ma salutare per scoprire che la ferita, ben difesa da strati di maschere, era ancora lì, aperta, purulenta, sanguinante.

La tentazione di richiudere immediatamente la porta è stata forte, fortissima. Il mio ego, terrorizzato, desiderava solo fuggire, riportarmi nella maschera della mia ordinaria alienazione, ma una voce dentro mi invitava a restare, ad abbandonarmi senza riserve nel baratro.

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Voci dall’oriente

Link al video:http://www.rainews.it/dl/rainews/media/al-centro-alberione-di-seul-con-la-suora-che-ha-tradotto-il-papa-video-67dbca43-1b42-40e8-ba24-d5aeefed3a71.html

Suor Gemma, intervistata nel video, è una dei 36 telematici che quest’anno hanno seguito i corsi Darsi Pace dall’estero. Con gioia pubblichiamo questo video perché sentire la voce e dare un volto agli amici che ci seguono da lontano aiuta a rendere più concreto e reale il rapporto.

I corsi telematici sono una grande opportunità ma hanno ancora, allo stato attuale, un limite: la mancanza di fisicità nella relazione. Siamo spiriti incarnati, abbiamo bisogno di fisicità, di dare volto e voce ad un nome, di scambiarci abbracci.

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