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Sgorga più limpida una sorgente di vita

Paul Celan diceva che questa è una fase della storia
Nella quale è come se tutti i nomi fossero arsi insieme.
Sta diventando sempre più difficile esprimere il malessere
Che viviamo, il senso di pesantezza e di dolore
Divengono macigni nel cuore.


Forse allora è più a fondo che dobbiamo scavare
Per ricominciare. Forse è solo dalla verità del nostro essere
Che sgorga più limpida una sorgente di vita.

Il primo incontro del primo anno è sempre un Evento Inaugurale:
un nuovo inizio. Prende avvio una nuova stagione
dei gruppi Darsi Pace,
ma è anche come sperimentare di nuovo
che possiamo ricominciare tutti assieme, in un percorso
condiviso di trasformazione.

Anche il secondo incontro sarà aperto a tutti.
Si terrà sabato 30 Ottobre alle ore 17:30
fisicamente all’Ateneo Salesiano di Roma
e sarà visibile in streaming su Facebook
(https://www.facebook.com/MarcoGuzziPagina
https://www.facebook.com/darsipace)

Vi invitiamo a condividere l’Evento con chiunque ritenete interessato, perché il percorso spirituale è sempre alimentato da un contatto personale e la domanda di senso e di vita sta crescendo a tutti i livelli della nostra società.
Darsi pace è cioè il motto rivoluzionario del XXI secolo!

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2 risposte

  1. È proprio vero Francesco, più giù dobbiamo scavare, scendere, lasciarci andare, ad un livello più profondo in effetti i nomi, tutte le parole e le categorie conoscitive stanno sfumando, fumando tra le loro macerie.
    Solo dal punto che tu indichi possiamo sperare di respirare parole nuove.
    Grazie

  2. Chiusa finalmente una brutta e insopportabile campagna elettorale, davanti ai risultati mi torna in mente Paul Celan citato da Marabotti ed è proprio come se tutti i nomi fossero arsi insieme.
    Lega, Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, eccetera.
    Senza dare nessun giudizio politico perchè mi interessa solo la profondità, tutti i partiti evidenziano la crisi politica e la pericolosa crisi della democrazia liberale, e anche questa è un’espressione del malessere diffuso.
    Malessere sbattuto in faccia alla politica dal 60% di elettori che rifiutano tutti ( e perfino in Toscana il segretario di un partito nazionale è stato votato dal 35% degli elettori).
    Per me il nostro compito in campo politico è di tipo culturale per far capire che una politica ancora tutta ideologica e ancora tutta bellica, ancora tutta maschera di finzioni nella comunicazione anzichè di confronto sulle domande esistenziali di fondo, è autodistruttiva e non risponde ai bisogni delle persone che infatti rifiutano con clamoroso astensionismo.

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