Prodigi e Magie

“Se la nostra religione si basa sulla salvezza, le nostre principali emozioni saranno timore e tremore. Se la nostra religione si basa sulla meraviglia, la nostra emozione principale sarà la gratitudine” (Jung)

Questa mattina mi sono risvegliata cercando qualcosa nel risveglio, ho cercato di capire che cosa fosse, guardando dentro di me, e ho visto che si trattava di qualcosa che non sapevo, che la mia anima aveva semplicemente bisogno dell’inaspettato, del misterioso, del meraviglioso. [Continua a leggere…]

Migrazioni/Integrazioni

Con il ritorno del bel tempo,  ecco ritornare le immagini di  migranti, sono esibite dai media, nella continua ricerca di sensazionalismo, con una crudezza che scolpisce in noi i loro drammi; sono immagini che evidenziano un fenomeno che non ha paragoni,  chi non ricorda una foto di qualche anno fa che ne riassume tutta la violenza: il corpicino composto di un bambino, vestito di tutto punto, con scarpe e calzini, riverso sulla spiaggia privo di vita.

Queste figurazioni hanno tanta potenza che ci obbligano ad occuparci di loro, a trovare, nelle nostre giornate piene di ‘fare’, il tempo di guardarle, entrarci dentro, soffrirle, patire l’impossibilità di fare qualcosa, chiedersene il significato; diventa sempre più difficile pensare che siano solo qualcosa di transitorio. [Continua a leggere…]

Il tempo dello sfinimento

Reduce dal seminario di approfondimento con Marco, sono alle prese con la solita tempesta che ne segue. Il tema era ‘La parola’, e non ho scritto a caso la parola reduce; uscire da questi incontri è un po’ come tornare dalla guerra: una battaglia di idee e sentimenti che lottano per trovare la loro strada verso un’armonia compiuta.  [Continua a leggere…]

Il buio del Natale

Ci tenevo tanto a prepararmi per il Natale, ne sentivo già la premonizione dentro di me, quel clima di attesa dolce, come sente chi è certo che gli è riservato qualcosa di molto bello dedicato a lui, proprio a lui (lei).

Quest’anno – mi dicevo – non permetterò, come è successo gli altri anni, al clamore, allo stress quotidiano, all’industria del regalo, ai disturbatori di professione, di distrarmi da questa luce interiore che si sta accendendo, la alimenterò con cura, non permetterò a nessuno di distogliermi da lei. [Continua a leggere…]

Time is out of joint

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“Time is out of joint

O cursed spite. That ever I was born set it right”

Il tempo è fuor di squadra

Che maledetta noia essere nato per rimetterlo in sesto”.

Amleto, atto I, scena 5

Time is out of joint, è il titolo di un nuovo allestimento della Galleria Nazionale di Arte Moderna che ho visto qualche giorno fa, [Continua a leggere…]

Coraggiosi si nasce, ma io lo nacqui? (Parafrasando Totò)

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Funziona così: vi serve una particolare qualità in questo periodo della vostra vita?

Ebbene, poiché quella qualità è dentro di voi, come centinaia di altre immerse nel sonno dell’inconscio, basta evocarla con sufficiente convinzione e lei, prima o poi, si farà sentire.

Per favorirne l’emersione, sono consigliate attività riflessive intorno al tema, la scrittura ripetuta della parola che la sintetizza, addirittura l’esposizione della scritta in bella vista, ove lo sguardo tenda a fermarsi.

Aiutano anche immaginazioni guidate in cui la qualità desiderata venga, con il potere dell’immaginazione, pienamente vissuta, ma più importante di tutto è cercare di esercitare quella qualità ogni volta che se ne presenti l’occasione, con un certo slancio, per superare le resistenze che l’io frappone ogni volta che ci si impegni a smontarne gli automatismi.

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Il Tempo ritrovato

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Ricordo bene che da ragazza, consideravo le persone della mia attuale età, come curiosi e interessanti reperti di un’epoca passata, testimonianze parlanti di eventi e cose che non erano più; ai miei occhi di allora, questa caratteristica dava loro il privilegio di essere trattati con riguardo e una certa indulgenza; per quanto sapevo di questa età, il lato creativo consisteva tutt’al più nel manifestare la ‘forza del carattere’, qualche stravaganza cui si consentiva finalmente di emergere, senza più infingimenti e timore delle convenzioni sociali, comunque lontanissima da me l’idea che in loro potessero esserci dinamiche psicologiche attive, possibilità di cambiamenti nello spazio interno del mondo o una spiritualità viva, capace di trasformazioni, insomma le vedevo come delle cariatidi.

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