Archivi per dicembre 2009

Trasformazioni del mondo

“Sta per finire un anno e ne comincia un altro, il tutto sempre più veloce, ma come cavolo è possibile che tutto va sempre più veloce? A lavoro ho dieci miliardi di cose da fare, ogni giorno invece di riuscire a chiuderne una, me se ne aggiungono altre cinque nuove… ce la farò?. Potrei comprarmi un computer nuovo… ma perchè sto’ deficente va così piano, io sono in ritardissimo, fateme passàaaaaaa!!!”


Questo è un esempio di quello che mi passa per la testa al mattino quando vado a lavoro 😉

Questi pensieri, che non appartengono solo a me, sono il frutto di questi tempi ultimi, caratterizzati da una velocità sempre maggiore e da una insostenibilità soffocante. Siamo delle povere anime frullate nel vortice della fine del mondo. Affogati nel non-senso con una tensione alla distruzione.

Per fortuna nei gruppi Darsi Pace impariamo e sperimentiamo che la realtà non è solo questa. Lo scopo e il senso dei nostri gruppi è quello di favorire quel processo di rivoluzione interiore che ci permetta di vedere il mondo con occhi nuovi, di respirare, godere, essere liberi, creare e amare. Ma tutto ciò è possibile solo se ci spostiamo interiormente, rallentando e dilatando la nostra coscienza, dimorando per quanto più è possibile nel nostro centro interiore.

Da questa liberazione interiore nasce la trasformazione del mondo. Nasce la nostra “azione politica” che redime e trasforma il mondo. Sono proprio i cambiamenti, anche minimi, parziali, che riusciamo faticosamente ad innestare nella nostra vita, che ci danno la misura delle nostre vere trasformazioni interiori.

Vorrei soffermarmi insieme a voi a ripensare, prendere coscienza e condividere questi piccoli, potentissimi e concreti frutti che maturano dal nostro travaglio. Quelle piccole-grandi scelte che ci migliorano la vita e trasformano l’insostenibile in piacere. Sono scelte personali, spesso non universali e anche provvisorie, ma chiari segni di un percorso. Scelte che nascono dall’ascolto della nuova umanità che sta nascendo in noi. Ad esempio vanno dalla decisione di cambiare un paio di scarpe che finalmente realizziamo scomode, a quella di modificare strutturalmente una relazione con il proprio partner o di lavoro. Scelte apparentemente folli, ma che in realtà sono l’unica cosa sensata da fare.

Vi faccio qualche esempio tratto dalle mie battaglie quotidiane.

– Chiudersi nel bagno dell’ufficio a meditare per modificare il nostro stato interiore. A quel punto problemi che prima apparivano insormontabili si sciolgono come la neve al sole. Mi sono successi dei veri e propri miracoli.

– Decidere di andare a lavoro, quando possibile, con i mezzi pubblici abbinati a delle belle camminate; imporsi un limite di velocità con la macchina.

–  Imparare a dire “no” a tante dinamiche “normali” e mortali, che si fanno solo per convenzione: dal weekend, a certe relazioni con gli amici, i colleghi e il capoufficio.

– Trasformare e redimere il cospicuo tempo quotidiano che la follia dei nostri tempi ci impone dentro la macchina in un tempo proficuo, che ci fa bene. Che cosa potrei fare in macchina di buono, visto che ci devo passare minimo due ore al giorno? Spegnere l’autoradio e farmi qualche domandina del tipo: come sto adesso? Dove sono? Perchè mi sono tanto arrabbiato con mio figlio? Con esattezza quali emozioni ho provato e cosa mi dicono? Oppure potrei cercare di entrare in contatto con frequenze di pensiero illuminanti, che ci danno pace, attraverso l’ascolto di registrazioni audio selezionate. O utilizzare quel potente strumento di dilatazione dell’anima che può essere la musica.

E voi, quali “follie” vi siete inventati nelle vostre battaglie quotidiane?

Aspettando la maturazione dei tempi


L’attesa si è compiuta  e  3 giorni fa’ abbiamo rivissuto l’evento principale della Cristianità .

Solo quando i tempi sono maturi le cose accadono e dopo niente più è come prima , tutto necessita di un nuovo equilibrio che tenga conto degli effetti dell’evento accaduto .

Così è per la scomparsa di una persona cara e per la nascita di una nuova vita   ma    Gesù    con la sua unicità rappresenta la novità assoluta e usanza vuole che a lui siano rivolti tanti pensieri , progetti e speranze che da cuori e menti partono in direzione del cielo.


Mi piacerebbe condividere con tutti voi questi pensieri e quindi inizio io che non vi nascondo devo sceglierne uno tra diversi.    Sul criterio di scelta si potrebbe discutere ma tantè che da questo argomento nasce l’idea e così si sviluppa : Qual è lo scopo della politica ?
Il livello attuale ?
Come la vorrei ?
Ho sempre pensato alla politica come una nobile missione per poche persone capaci di mediare tra diversità di opinioni,   esigenze,   culture e progettualità  restando e difendendo la propria e la altrui autonomia di opinione  nello svolgimento del proprio compito di stimolo, guida e supervisione dello sviluppo sociale              ma             la storia mi mostra altro.
Siamo ormai alla rappresentanza di interessi specifici di fasce o lobbies  economiche che necessitano di realizzare ben precisi progetti ed in tutto ciò la comunità spesso è solo di intralcio con tutte le sue esigenze .
Ai politici tocca la scelta di chi gestirà il governo e per  governare una realtà sociale , per quanto piccola possa essere, bisognerebbe tener conto di tutte le esigenze rispettando prima di ogni altro gli ultimi che altrimenti sarebbero perduti .

A tutti può capitare ed in qualsiasi momento di ritrovarsi ultimi ma molto spesso lo dimentichiamo.

Il pensiero e la speranza che nutro sono per uno scarto , un balzo in alto che, da questa profonda crisi umana prima che politica,  ci  possa far ripartire con nuove coordinate che puntino al rispetto delle idee altrui;       alla capacità di scelta verso progetti che realizzino nel tempo una vera crescita del benessere e non del consumismo;      alla voglia di collaborare per il bene comune e non il proprio ;     ad una vera capacità di ascolto di chi vivendo i problemi spesso è anche capace di indicarne le soluzioni  efficaci .

Forse dimentico qualcosa ma ciò che voglio dire è che attualmente io non mi sento rappresentato e vi chiedo di aiutarmi a capire , sicuramente io sono troppo semplice  e proietto ciò che vivo in famiglia  nella realtà sociale ma mi e vi chiedo .
Perché non è possibile gestire con gli stessi principi una società   ?
è solo un mio problema o anche voi vi sentite politicamente allo sbando  ?
Come dovrebbe essere il vostro  rappresentante parlamentare  ?

TANTI AUGURI  per un Natale che vivifichi anche il nostro impegno politico verso al Verità.

Sulla via del ritorno (….stando in ascolto!)

Per tornare a casa, nel luogo della mia più intima verità, faccio tacere la mente e mi pongo in ascolto: pronuncio le parole che avevo dimenticato, ravvivo le immagini che si erano spente.


Dai centri più profondi salgono armonie segrete che mi rivelano una nuova parola, oltre quello che pensavo di sapere, una parola di abbandono e di affidamento che segna la mia resa definitiva: vieni a salvarmi, tienimi, nel cuore che si arrende!

Allora anche il peccato, l’abiezione più nera, portata fino al fondo del proprio capovolgimento, diventa sorgente, fonte di rigenerazione.

Irrompono le acque, irrompe una nuova sorprendente visione: terra, mare mediterraneo, crocevia di popoli e di civiltà, la storia dell’uomo riassunta in quest’attimo di fulminea consapevolezza.

Nel lampo che racchiude tutto il tempo si realizza la mia liberazione: io sono più della storia della mia vita, più della vita del pianeta!

Gerusalemme è il simbolo di questo spazio cosmico di eternità: la “città spirituale”, luogo di Dio, visione di quella pace “che è più sublime di ogni comprensione e che protegge i nostri cuori” (Evagrio Pontico).

Gerusalemme libera davvero, al di là delle guerre interne ed esterne, delle crociate combattute nel suo nome.

 

La poesia scelta per questo post è quella che ha dato il nome alla rubrica ‘Stando in ascolto’, una serie di testi poetici letti dall’autore, che vi invito a riascoltare se avrete tempo e voglia (basta cliccare in home page alla sezione ‘Video’ e poi il link ‘Stando in ascolto’: fino ad ora sono stati pubblicati undici post).

E’ un modo molto efficace e bello per sintonizzarsi su frequenze emotive sottili, più aderenti alla verità della vita.

In particolare la ripetizione di certi versi ha un potere terapeutico straordinario nei seguenti casi:

  • per rimettere in circolazione energie inconsce bloccate quando capita di trovarsi in uno stato di apatia, di accidia, di noia per la vita;

  • per ammorbidire la sostanza dell’anima, quando il cuore è duro, di pietra, insensibile;

  • per riequilibrare il mondo interiore nei casi di tempeste emotive e di energie in eccesso;

  • per sperimentare concretamente i passaggi dai vari stati dell’io – così come li studiamo nei gruppi “Darsi Pace”: dall’io egoico all’io in conversione, dall’io in relazione fino all’io vero;

  • per pregare: le parole ispirate scendono nella carne, rianimando i linguaggi della fede; imprimono nuovi slanci, ravvivano il desiderio che venga il Regno di Dio in noi e nel mondo.

 

Chiaramente si tratta ogni volta di trovare le poesie giuste, ma procedendo nella lettura, se ne trova sempre qualcuna che fa al caso nostro: un’illuminazione!

Buon Natale a tutti!

 

Tornando ho pronunciato tutti i nomi,

negli occhi ho ravvivato i quadri spenti

stando in ascolto:

salivano gli accordi dalle sfere

più interne dei loro colori

e una parola

nuova mi sovvenne: tienimi

nel cuore che si arrende.


(Così ogni scandalo

scavò una sorgente).

Vieni, dicevo apertamente,

e il faro

aprì la mia montagna

d’acqua, la mia ruota,

e vidi:

Terra! gridai,

d’amore!

Mediterraneo eterno e salutare!

Gerusalemme, Gerusalemme,

Gerusalemme, in fine liberata!

 

 

Marco Guzzi, Il Giorno, 1988

 

Foto: A.Maiocco, G.Monti, Flickr.com.

L’unico cuore del mondo


Si chiama Diario di fuoco ed è il diario spirituale di Igino Giordani, intellettuale, scrittore, giornalista, deputato all’Assemblea Costituente, co-fondatore del movimento dei focolari e probabile futuro beato della chiesa cattolica (è morto nel 1980, la sua fase di beatificazione è in corso).
Ne parla il teologo Piero Coda in un lungo articolo sulla rivista Nuova Umanità (luglio-ottobre 2009). Ne ripropongo qui alcuni spunti perché sorprendentemente assonanti – anche in termini prettamente lessicali – con quanto andiamo dicendo e scoprendo nei percorsi di Darsi Pace.


 

Il fuoco di cui si parla nel diario è Gesù Cristo, secondo un loghìon a Lui attribuito dal Vangelo apocrifo di Tommaso: Chi sta vicino a me, sta vicino al fuoco. Si potrebbe dire forse anche il contrario: Chi non sta vicino a me, sta vicino al gelo. Il gelo, la calotta polare del nostro ego contratto, impaurito, arrabbiato, disperato.

Igino Giordani è un mistico, benché uomo d’azione (la mistica è l’anima dell’azione) e d’impegno pubblico: affrontiamo la vita, per ridurla al Vangelo, scrive per sintetizzare il suo programma. Mistico per lui è il legame tra gli uomini, fondato su l’unico cuore del mondo che è il Cristo, per cui l’amore è l’anima di Dio in noi.
Di qui la grande intuizione di Igino sulla Chiesa, scritta nel 1938 e che ancora oggi, malgrado il Concilio Vaticano II, farebbe scuola a molti:
Dovunque due o tre uomini s’adunano in uno spirito di bene, essi sono la Chiesa; e se pur non fan parte della Chiesa visibile, se non appartengono al corpo della Chiesa, fan parte dell’anima di essa: i giusti, i soli giusti, le appartengono tutti
Ma al centro della vita di Giordani c’è il suo rapporto con Dio, la cristianizzazione di sé, la cristificazione, il trasloco dall’Io a Dio. Che parte dal silenzio: sentire il silenzio, sentire il proprio morire dentro la vita, e insieme il proprio formarsi dell’anima.
Che arriva ad un’identificazione totale: non sono io che vivo, ma vive Cristo in me (…); Tutto è nulla, solo Cristo è tutto (…); il respiro è lo Spirito Santo (…).

Scrive Igino Giordani nel 1947:

Io sono alter Christus. È tremendo, abissale: io sono Cristo. Magari un povero Cristo, ma tale che per me, per i miei atti, le mie parole – quasi incarnadosi ancora il Verbo in me – s’esprime al mondo Cristo medesimo
.
(L’immagine è presa dalla pagina di Wikipedia dedicata a Igino Giordani)

Europa dove stai andando?

Massimo Cerofolini intervista Marco Guzzi sulla crisi dell”identità europea:
http://www.radio.rai.it/radio1/radioeuropa/view.cfm?Q_EV_ID=289459

Ascolta     Scarica(<click destro -- salva destinazione con nome)

Il 57% degli europei non è andato a votare, manifestando in modo inequivocabile che i popoli europei non apprezzano questa Europa, non si riconoscono in essa, e non considerano importanti le sue istituzioni.

Lo sapevamo già, ma indubbiamente questi dati ci danno una conferma eclatante del netto rifiuto popolare di questa Europa. [Continua a leggere…]

Il paradosso del Natale in Europa – Chiese vuote e boom di libri sul sacro.


INTERVISTA DI RADIO RAI A MARCO GUZZI: L’intervista

Pochi giorni ancora a Natale, le Chiese di tutta Europa si preparano ad accogliere le folle dei fedeli per le messe, insieme a quelle pasquali, più sentite dal popolo cristiano. Ma una chiesa piena è anche l’occasione per domandarsi perché nel resto dell’anno molti di quei banchi restano vuoti, in modo spettrale, soprattutto vuoti di giovani. Eppure, a girare per le librerie europee, a sfogliare i settimanali europei, l’interesse per il sacro sembra in grande spolvero. Così come la domanda di un rapporto diretto con il divino.


 

E’ un paradosso che attraversa tutti i paesi d’Europa. In Francia, per esempio, due terzi degli adolescenti nati in famiglie cattoliche non hanno mai partecipato a una messa. In Germania, la terra del papa, lo scorso anno 123 mila persone hanno chiesto di sbattezzarsi, mentre le ordinazioni di sacerdoti sono state meno di cento. In Spagna, dove 50 anni il 98 per cento della popolazione si diceva praticante, oggi solo 18 persone su cento vanno a messa la domenica.
In compenso, cresce la richiesta di un Dio personale, come la chiama il sociologo Ulrick Beck nel suo recente saggio pubblicato da Laterza. Come mai questo fenomeno?
Se ne parla in questo documento audio di dieci minuti, curato dal programma Radio Europa di Radio Rai Uno, con il saggista e filosofo cattolico Marco Guzzi, animatore del sito darsipace.it. Intervengono Riccardo Chiaberge, autore per Longanesi del saggio “Lo scisma” e il patriarca di Venezia Angelo Scola.

Le cose belle


«Le cose belle di tutti i giorni ci conducono a Dio». Titola così un breve articolo di M. A. Calabrò nella rubrica Fede sul Corsera di sabato 12 dicembre che riporta alcune rimarchevoli dichiarazioni del filosofo inglese Roger Vernon Scruton, definito dal «New Yorker» il più influente al mondo, sulla bellezza dell’ordinario. E mi ha fatto pensare.


 

Egli sostiene che una strada sicura verso  Dio è «la bellezza nelle sue forme più quotidiane: la bellezza delle strade ordinate e dei visi gioiosi, delle forme naturali e dei paesaggi cordiali». Scruton evidenzia un’esperienza di «bellezza che incontriamo, in una versione o in altra, ogni giorno nelle nostre vite». «Siamo creature bisognose – afferma il filosofo – e tutti i nostri tentativi di far si che ciò che ci circonda appaia in ordine – decorando, sistemando, creando – sono tentativi di dare il benvenuto a noi stessi e a coloro che amiamo». Ed ancora, che è possibile ritornare alla bellezza delle cose ordinarie «per mostrare quanto ci sentiamo a casa nostra con esse e quanto esse magnificano e giustificano la nostra vita». Sento empatia per questo pensiero, perché esplicita ciò che ho sempre nettamente avvertito in me.
Devo sicuramente a mio padre e a mia madre, oltre naturalmente ai conflitti irrisolti che hanno generato le mie maschere … e che hanno nutrito a dismisura la mia egoità, (anche) questo senso, questo orientamento, questa aspirazione per il bello, tendenzialmente nell’ordinario. Sin da bambino mio padre mi ha sempre portato ad ammirare ed apprezzare la bellezza in ogni cosa, anche la più semplice, mostrandomela con passione e con lo stupore ingenuo di chi si sorprende nella scoperta.
Viviamo tempi difficili in luoghi brutti e a volte impossibili, spesso circondati da visi minacciosi e inquietanti, costretti in percorsi faticosi ed incerti, storditi da un continuo rumore di fondo volgare e assordante.
Eppure riusciamo a cogliere nella luce fresca dell’alba o nel caldo tepore di un rosso tramonto lontano, nello sguardo birbante di un bambino, nelle note familiari di un brano musicale che ci riporta all’infanzia, nella curva regolare di una salita in mezzo ai prati, nel fluire di un voce calda che esprime un pensiero sensato, nel gesto atletico limpido potente ed efficace, la bellezza che ci rivolge e ci orienta a Dio.
Sappiamo bene di essere solo di passaggio in questa epoca caotica e confusa, ma sappiamo scorgere la luce della bellezza nell’ordinario dipanarsi delle nostre esistenze.
Questo ci conforta, ci distende e ci dà un motivo in più per credere di non essere solo dei grani di sabbia sparsi nel fondo di questo infinito oceano, ma anime che anelano l’assoluto, il bene, l’amore e la bellezza. Che sono ad immagine di Dio e che nella sua luce risplenderanno in eterno.
Questo voleva essere, nel periodo di attesa che stiamo vivendo, un dono, un pensiero di bellezza
per darmi la possibilità di augurare a tutti voi un bellissimo Natale, pieno di gioia e di pace serena nei cuori, per festeggiare insieme nella nascita di Gesù bambino la luce del Verbo incarnato che illumina di bellezza le nostre vite.
Buon Natale per tutti.

Marco Falconi

P.S.:  Sono certo che se guardate bene anche ora troverete cose belle che vi stanno attorno o          scorrono insospettate nella vostra giornata …. e vi conducono a Dio …
chi vuole condividere ??

Ancora auguri a tutti.

Vanna: dalla meditazione all’azione (curando la nostra bambina ferita)



In questa testimonianza Vanna ci offre indicazioni semplici sulla pratica meditativa e con la sua voce calma e rilassata ci spinge a seguirla nell’ascolto dell’attimo presente.


Ci racconta anche come, grazie al progressivo abbandono allo Spirito di questa Presenza realizzata nella preghiera, sia riuscita a trovare un rapporto nuovo con il padre e ad accudirlo nei suoi ultimi mesi di vita.
Anche per me la scoperta dei miracoli che compie la pratica meditativa è avvenuta anni fa in una circostanza in cui non sapevo come affrontare un grave disagio relazionale ed ero molto arrabbiata con la persona che mi aveva ferito.
Prendo spunto perciò da questo video per porre alla vostra attenzione il problema della rabbia, di “come fare a gestirla e a scoprirne il dono”, come recita il sottotitolo di un prezioso libretto di Marshall B. Rosenberg, “Le sorprendenti funzioni della rabbia”.
I metodi per sciogliere la rabbia che lo psichiatra americano offre nei suoi corsi formativi sulla Comunicazione Non Violenta (che da molti anni sono adottati in molti paesi del mondo per risolvere situazioni di conflittualità a tutti i livelli) sono molto simili agli esercizi psicologici che svolgiamo nei gruppi “Darsi pace”.
Si tratta essenzialmente di imparare un nuovo linguaggio, nuove parole che esprimano le paure e soprattutto i bisogni reali che stanno dietro ad un’emozione così violenta e distruttiva.
Nei gruppi “Darsi pace” affianchiamo a questo fondamentale lavoro psicologico di autoconoscimento, una pratica meditativa che ci aiuti a trattare con dolcezza il nostro dolore, a spegnere progressivamente tutte le emozioni che ci turbano, e a trovare, al di là delle nostre ombre e delle nostre scissioni, la sorgente di questa parola nuova, terapeutica, risanante.
Consapevoli che solo da una ritrovata integrità interiore potrà sgorgare un’azione veramente libera e pacificante.
Consapevoli anche della lentezza dei processi interiori, della misteriosa alchimia che li determina, e della pazienza che ci vuole per passare dal capire (concettualmente), al comprendere (ad un livello emotivo un po’ più profondo) e infine al conoscere (realizzando nella carne) la verità delle cose!

E voi come fate per sciogliere la rabbia? Ce la fate a superare le due alternative entrambe negative: quella di reprimerla comportandosi in modo falso e ipocrita, o quella, opposta, di agirne la distruttività, essendo più o meno ribelli e trasgressivi?

La gioia di ricominciare

 

seminario La gioia di ricominciare

Giorni molto intensi quelli vissuti durante il Seminario tenuto da Marco Guzzi a Roma.

In quaranta, di ogni età e provenienza, amici vecchi e nuovi, alcuni conosciuti finora solo in modo virtuale attraverso il sito, ci siamo ritrovati insieme per vivere LA GIOIA DI RICOMINCIARE,


Con il metodo consueto, in cui si alternano una lettura del nostro tempo, un lavoro psicologico di autoconoscimento, e una pratica meditativa e di preghiera, Marco ci ha portati a comprendere il senso del nostro vivere in questo tempo apocalittico e messianico: tempo di rivelazione, in cui un modo di vivere la soggettività umana, ego-centrata, scissa, conflittuale, sta rivelando tutta la sua insostenibilità; tempo di trans-figurazione in cui ognuno di noi è chiamato a riscoprire la sua vera identità di ‘essere in relazione con il Principio, a sanare l’originaria ferita di scissione iscritta nella nostra carne, a divenire agente di liberazione nel mondo.

Marco ci ha aiutato a prendere consapevolezza delle conseguenze che l’originaria scissione ha prodotto nelle nostre storie personali, e del bisogno di incamminarci sulla VIA DEL RITORNO, del bisogno di con-versione per ritrovare unità e pace.

Abbiamo così lavorato sulle aree insoddisfacenti della nostra vita, prendendo consapevolezza delle strutture distorte che ci portiamo dentro, ed abbiamo condiviso fraternamente le nostre ferite e le nostre strategie difensive facendole così diventare anche un dono: ascoltando un altro mi rispecchio e posso comprendere meglio come sono stato ferito e come ho imparato a difendermi.

Abbiamo iniziato a comprendere che le nostre ombre contengono una luce, che le nostre distorsioni difensive sono forzature di qualità spirituali, che ciè richiesto un lavoro da minatori e da idraulici, un lavoro paziente e umile di estrazione e disostruzione.

La pratica meditativa e la preghiera ci hanno fatto fare esperienza di uno stato di integrità e pace che è già ora presente in noi, uno stato di libertà in cui non ci sono più problemi ma solo scioglimenti, assoluzioni.

Da questo stato di libertà e di pace possiamo attingere la luce per far nascere e fiorire la Nuova Umanità che preme per manifestarsi, la forza per divenire agenti messianici, agenti di liberazione nel mondo.

Vogliamo condividere testimonianze, riflessioni e quant’altro desideriamo sull’esperienza appena vissuta?

 

Di seguito le prime due testimonianze arrivate (le trovate tra i commenti al post CATTOLICI ADULTI)

Sono stati davvero giorni di grazia, di luce, a volte intensissima.

Eravamo più di 40 persone, provenienti da tutta l’Italia: da Messina e da Cuneo, da Cesena e da Firenze e da Teramo e da Sondrio e da Bergamo e da Roma, e in poche ore il fuoco della ricerca sincera, il fuoco dello Spirito, il fuoco del bisogno di ricominciare nella nostra umanità rigenerata in Cristo, ci ha resi incredibilmente uniti, allegri, felici, anche nella sofferenza che a volte i passaggi cruciali producono nella nostra anima.

Un abbraccio a tutti. Marco

 

A casa
Cerchero’ di trovare le parole per descrivere la profonda ricchezza di questa esperienza personale, ancorche’ limitata alla sola partecipazione mattutina ma che comunque ha lasciato il segno nella mia psiche/anima.

Un vero e nuovo ri-cominciamento che ha fatto intravedere ancora una volta la luce della Grazia. Una luce per adesso lontana ma chiarissima che gia’ ha condizionato nel bene le relazioni familiari.

Il cammino e’ lungo e tortuoso, ma senza dubbio illuminato e mi sembra di riconoscerne le tracce. Marco mi ha dato una nuova chiave di lettura, universale e coerente con il tutto. Spesso in passato ho goduto di altre esperienze, ma sempre con contenuti parziali, e comunque mai il messaggio e’ stato cosi’ potente e univoco.

La salvezza viene da un percorso profondo, coerente che coinvolge la mente, il corpo, la psiche, lo spirito e l’anima, per sgorgare copiosa nella vita di tutti i giorni con la semplicita’ di chi non chiede altro alla vita se non l’essere…

Ringrazio Dio per avermi donato questa esperienza e per tutte quelle esperienze di “agape” che ho vissuto nella vita. Che il Signore accompagni i nostri passi nella Luce del Suo cammino e ci faccia finalmente sentire … a casa…

Alberto

Grazie, un forte abbraccio a tutti. giovanna

 

Un mondo di lussuriosi?


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Il volto sempre più pornografico del nostro tempo, traboccante di una sessualità ostentata e mercificata, non segnala affatto una esuberanza del desiderio, quanto piuttosto uno spaventoso calo dell’eros reale. In questo mondo di passioni virtuali o comunque tristi e squallide, soffriamo in realtà di una penuria crescente di passioni autentiche, e di creatività.

Di questi argomenti ha parlato la giornalista Stefania Rosini con Marco Guzzi nella puntata della trasmissione Percorsi, curata da Elisabetta Parisi, su Radio Tre, domenica 29 novembre.
Alla trasmissione hanno partecipato anche Simona Argentieri e Angelika Riganatou.