Archivi per maggio 2010

La morte è un attraversamento. Lost.

Per sei anni la serie televisiva Lost ha accompagnato milioni di telespettatori nel mondo, anche in Italia, e numerosi lettori di questo blog.  Ora che è andata in onda l’ultima puntata – in contemporanea in tutto il mondo – di questa monumentale opera, è possibile trarre sommessamente qualche considerazione.

Lost è un’opera importante perché è una profonda riflessione sulla morte.

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Darsi Pace in parrocchia

Nella mia vita ad un certo punto ( 40 anni guardacaso ) mi sono ritrovato a riflettere seriamente sul senso di tutto ciò che stavo vivendo e sperando; questo pian pianino mi ha fatto approdare ad una esigenza primaria “dare sostanza al mio essere Cristiano”, cosa piovuta su di me ignaro ed a volte persino disturbato da ciò.
Impresa complessa da vivere in solitudine per me e quindi spontaneamente ecco fiorire un avvicinamento cauto al mistero, la santa messa, la Parola, la chiesa, il tutto a piccoli passi accompagnati da miniesperienze confermanti la utilità del percorso iniziato.
Si concretizza così un lento avvicinamento alla realtà parrocchiale che, guarda caso, ha tra i frequentatori anche Marco Guzzi. [Continua a leggere…]

Lo Sapevi? – Did You Know?

Photo credit: linh.ngan

Alcuni degli ultimi post hanno avuto come argomento la Rete.  Se ne è parlato come luogo dove l’identità di ciascuno tende a trovare un nuovo equilibrio, quasi a conoscersi meglio oppure come luogo dove il dono sembra ritrovare una dimensione nuova. Tutto questo appartiene ad una dimensione “qualitativa” dell’esperienza.

Per capire meglio quello di cui abbiamo parlato è importante conoscere anche un’altra dimensione, quella “quantitativa“. Insomma parlarne con un pò di numeri alla mano.

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Elena: una libera ricerca dentro la Chiesa

“Quello che dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perchè dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli nemmeno con un dito” (Mt 23,1-5)

Nella testimonianza di Elena si avverte lo sforzo, molto comune in chi frequenta i Gruppi “Darsi Pace”, di coniugare la fede cristiana con la cultura moderna e di trovare una sintesi nuova tra la libertà di ricerca e l’adesione al messaggio evangelico. [Continua a leggere…]

Dall’indistinto alla consapevolezza

Qualche anno fa, preda di una tristezza abissale, ho scritto una poesia che soltanto adesso mi ha rivelato il suo significato più profondo. Adesso che ho seguito il primo anno dei gruppi Darsi Pace e che ho partecipato all’intensivo guidato da Marco “La gioia di ricominciare”. Ora sono consapevole.

Ora mi appare chiaro che il titolo stesso della poesia, “Vita Nuova”, esprime ciò che tutti abbiamo dentro: il desiderio e la speranza di un ricominciamento, di una radicale liberazione dalle catene dell’ego ozioso ed abitudinario.
E l’antico dolore del primo verso è la ferita d’origine che sfigura l’anima rendendola rugosa, com-plicandola (come Marco ha spiegato: “sem-plice” vuol dire “senza pieghe”, “com-plicato” significa “pieno di pieghe”, distorto, non disteso), strappandola alla purezza che Dio ha pensato per lei. Maria, l’Immacolata’, la Tutta Bella, è la donna senza pieghe, la semplice, che si è svuotata di sé per riempirsi dell’Infinito, Vas Amoris, ora e sempre. [Continua a leggere…]

Ti regalo un link, la generosità ai tempi del web

ANDERSON: OLTRE META’ DEL TRAFFICO DI UN SITO MEDIO RAGGIUNTO GRAZIE A QUALCUNO CHE SEGNALA UNA NOTIZIA AI PROPRI AMICI O LETTORI

Una delle prime cose che si imparano nei gruppi di Darsi Pace è quella di cercare nel caos della modernità tracce del Nascente, ossia di quella umanità nuova, liberata dal cemento dell’ego, curata nelle ferite più profonde e capace di abbandonarsi a una vita libera, densa di senso e relazioni significative. E forse non c’è icona più potente dei tempi moderni, con tutta la sua carica di ambiguità, come quella di internet. Bene, per capire il senso profondo della rete, uno dei testi chiave degli ultimi anni è La coda lunga, scritto da Chris Anderson, il direttore del prestigioso mensile Wired. Tra le tante intuizioni originali, Anderson coglie un aspetto di Internet molto significativo per capire verso quale società stiamo andando: il link. [Continua a leggere…]

Apocalittica Allegria: è possibile essere felici mentre finisce un mondo?

Mentre finisce un mondo ci si concentra a salvare l’essenziale, ciò che
risulterà indispensabile negli scenari inediti che vanno configurandosi
all’orizzonte.

Servono idee, serve un pensiero creativo in grado di rinnovare la speranza
che una nuova figura di umanità stia emergendo davvero in ciascuno di noi
dai crolli dell’uomo vecchio e dalle sue zavorre.

Nella sezione audiovisioni pubblichiamo l’incontro di presentazione della
collana “Crocevia” ideata e diretta da Marco Guzzi per le Edizioni Paoline. [Continua a leggere…]

Lampi – Un mondo decrepito da ringiovanire

Carissime amiche e carissimi amici,

uno dei segni più evidenti della natura terminale della nostra società è il suo costante e ineluttabile invecchiamento.

Il 1° Rapporto realizzato dal Forum nazionale dei Giovani, in collaborazione col CNEL e con Unicredit, e presentato nel marzo del 2009, che si chiama non a caso “URG! Urge Ricambio Generazionale”, ci mostra un’Italia completamente governata da una inossidabile gerontocrazia, un paese che invecchia e che affida a classi dirigenti sempre più attempate il proprio destino. Un paese in cui i deputati sotto i 35 anni non raggiungono mai il 10%; in cui nelle Università su 61929 docenti e ricercatori solo un misero 7,6% è costituito da under35, e di questi un miserrimo 0,5% sono professori associati, e un ridicolo 0,03 sono ordinari; in cui il 56% dei medici è over50, l’11,5% over65, e solo il 12% è under35; in cui 1.900.000 giovani tra i 25 e i 35 anni non studia né lavora, paralizzando un patrimonio immenso di energie creative, e così via.

Tutto ciò è evidente e denota una caratteristica preminentemente italiana di una crisi generazionale, o direi meglio di Ri-Generazione, che riguarda però l’intera civiltà occidentale. L’Europa, in particolare, da cui è partito questo grande ciclo storico, sembra ogni giorno di più una specie di cronicario, abitato da vecchi, la cui unica preoccupazione è quella di procurarsi giovani badanti straniere e al contempo di tenere fuori dalle proprie città chiunque possa disturbare la quiete dell’ospizio. [Continua a leggere…]

I rassegnati.

C’è questa magnifica scena, del film ‘Nostalghia’ che Andrej Tarkovskij girò mentre era in esilio in Italia, vessato dal regime sovietico.

E’ la scena nella quale il ‘pazzo’ (Erland Josephson) arrampicatosi sulla statua del Marc’Aurelio, sul Campidoglio, proclama la sua verità al mondo.

Sono parole di fuoco.    Che inducono a riflettere.   Non è esattamente così? La rassegnazione non è forse una delle controfigurazioni (per usare il linguaggio di Marco Guzzi) più diffuse oggi ?

Nascondersi dietro la rassegnazione non vuol dire forse rinunciare a qualsiasi possibilità di cambiamento, dietro il rassicurante conforto che tanto “tutto è inutile” ?

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L’ira di dio

Alcune domeniche fa ho avuto il piacere di ascoltare all’auditorium di Roma (Parco della Musica) il “Requiem di Mozart” eseguito dall’orchestra e dal magnifico coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia.
Non è di Mozart che intendo parlare, ma del brivido che ho percepito durante l’esecuzione di uno dei brani eseguiti: Dies irae.
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